Sventato lo stravolgimento della Costituzione rilanciamo le lotte sociali e l’unità delle forze antiliberiste

5 Dic

costituzione-repubblicaEzio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Questo è un momento di festa. Abbiamo sventato con grande successo il tentativo di stravolgimento della Costituzione perseguito dal governo Renzi e con esso il tentativo di andare al superamento della democrazia parlamentare, alla cancellazione definitiva dei principi del pluralismo politico e della democrazia redistributiva. Abbiamo inferto un duro colpo a quanti volevano dare piena attuazione a una idea di democrazia autoritaria più consona ai voleri del grande padronato, dei poteri forti, della finanza speculativa. Ma detto ciò bisogna essere consapevoli del fatto che è stata vinta una battaglia ma non la guerra. Se è stato importantissimo contrastare il compimento di un disegno eversivo il problema adesso è dare effettività ad un percorso democratico, è batterci perché la Costituzione trovi applicazione, torni ad essere un progetto di dignità sociale. All’atto pratico questo è un progetto negato da troppo tempo in ragione di governi e poteri impegnati a fare il gioco dell’economia e dei mercati finanziari. Dopo la straordinaria vittoria del No a difesa della Costituzione nata dalla Resistenza si tratta di aprire una stagione di lotte sociali che mettano al centro i diritti e la dignità del lavoro, la difesa della scuola e della sanità pubblica, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, la lotta per la pace contro l’insorgenza di vecchi e nuovi populismi reazionari. Rifondazione Comunista e la sinistra antiliberista, dopo aver preso parte alla battaglia per la difesa della Costituzione, devono tornare in piazza, nei luoghi di lavoro e studio, nei quartieri popolari impegnandosi nella ripresa di un nuovo protagonismo sociale volto ad affermare i valori di solidarietà, di eguaglianza, dei diritti sociali e del lavoro, impegnandosi al tempo stesso a costruire l’unità plurale delle sinistre antiliberiste in alternativa al Pd.

Torino, 5 dicembre 2016

Cuba – Fidel e la connessione sentimentale con il suo popolo

2 Dic

cuba-3Hanno tentato in tutti i modi di stravolgere la realtà, dipingendo Fidel Castro come un dittatore che ha imposto a Cuba un regime illiberale e antidemocratico. Poi sono filtrate le immagini – scomode per lorsignori – di un popolo, il popolo cubano, che ovunque si è stretto in lacrime per l’ultimo saluto al proprio Comandante che tanto ha dato e lottato per la libertà di Cuba e non solo. cuba1Fidel Castro, Che Guevara, José Martì, sono i simboli di questa lotta per la libertà e la giustizia sociale contro la protervia e la volontà di dominio dei mercati, dalle multinazionali e degli Usa. Parliamo di giganti politici, di rivoluzionari che hanno combattuto per un mondo migliore, di eguali rispetto ai quali spicca l’inanità e la grettezza di tanti servi sciocchi del potere che parlano a vanvera di democrazia, di libertà per dire della libertà dei più forti, dell’intangibilità dei propri privilegi. La Caravana de la libertad che accompagna il carro con le ceneri del Comandante Fidel sta percorrendo tutta Cuba, da cuba-2L’Avana dirette al cimitero di Santiago, tra due ali interminabili di folla. Milioni di persone rendono omaggio al loro Comandante della Rivoluzione in un clima di grande commozione. Antonio Gramsci, a proposito di questo rapporto tra Fidel e il suo popolo, avrebbe parlato di vera e propria “connessione sentimentale”. Tra le tante testimonianze quella di una ragazza cubana:”nel mondo ci sono uomini che non muoiono mai. Fidel continuerà a vivere nel suo popolo”. Un impegno e una promessa che sta nel cuore e nella testa di milioni di cubani. Adesso tocca a tutt@ noi far sentire la vicinanza al popolo cubano, rinnovare la testimonianza di un impegno per la trasformazione sociale a partire dai nostri luoghi di vita e di lavoro. Hasta siempre Comandante Fidel (e.l.)

Ezio Locatelli (Prc-Se): maxiprocesso NOTAV: 38 condannati. Ingiustizia è stata fatta

17 Nov

siamotuttinotavEzio Locatelli segretario provinciale Prc di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Il maxiprocesso d’appello ai 47 NoTav per le proteste del 27 giugno e 3 luglio 2011 si è chiuso con 38 condanne e decine di anni di carcere. Ingiustizia è stata fatta. Non è possibile continuare a trattare il Movimento NoTav alla stregua di un movimento criminale. Sappiamo, in Valsusa la democrazia è stata sospesa da tempo. Come recita la sentenza del Tribunale dei Popoli sono stati violati diritti fondamentali – la libertà di opinione, espressione, manifestazione e circolazione – come conseguenza della strategia della criminalizzazione della protesta. La repressione non fermerà la lotta contro la realizzazione di un’opera inutile e distruttiva, contro il vergognoso spreco di denaro pubblico alla faccia delle reali emergenze sociali e ambientali di questo nostro Paese.

Torino, 17 novembre 2016

Locatelli (PRC-SE): reiterata l’ingiustizia dei domiciliari a Nicoletta Dosio. Prosegue la lotta contro la repressione al Movimento NOTAV

5 Nov

wp_20161103_046Il segretario di Rifondazione Comunista presente questa mattina all’avvio del processo per direttissima nei confronti di Nicoletta Dosio ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Continua la pantomina degli arresti domiciliari a carico di Nicoletta Dosio reiterati questa mattina dal Tribunale di Torino in avvio del processo intentato per supposto reato di “evasione”. L’udienza è stata riaggiornata il 23 novembre. In realtà l’unica colpa di Nicoletta è di avere rivendicato pubblicamente il diritto alla disobbedienza e alla libera circolazione contro misure restrittive (obbligo di firma, arresti domiciliari) del tutto arbitrarie e ingiustificate, di stampo giuridico-fascista. Come ci ha insegnato Don Milani, a fronte di palesi ingiustizie l’obbedienza non è più una virtù. Per questo, massimo sostegno a Nicoletta e a tutto il Movimento NOTAV nel proseguire la lotta contro un’opera inutile e distruttiva e contro ogni forma di repressione arbitraria.”

 

Torino, 5 novembre 2016

Locatelli (PRC-SE): la disobbediente Dosio mette in luce l’insostenibilità della repressione del Movimento NOTAV

3 Nov

wp_20161103_015Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, presente alla manifestazione NoTav di questa mattina e al fermo giudiziario di Nicoletta Dosio, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

A Nicoletta Dosio, punto di riferimento NoTav, va il nostro ringraziamento per l’atto di disobbedienza civile compiuto questa mattina davanti al Tribunale di Torino. Insieme ad una folta delegazione di valsusini, di attivisti sociali e politici Nicoletta, disobbedendo agli assurdi arresti domiciliari cui è sottoposta, si è presentata al Tribunale di Torino per rivendicare l’esercizio della libertà di circolazione e il diritto di manifestare contro wp_20161103_001restrizioni e provvedimenti che colpiscono chi dissente e protesta nei confronti della linea di Alta Velocità Torino-Lione. Un atto pacifico di disobbedienza di alto valore civile per esprimere altresì solidarietà nei confronti dei cinquantatre attivisti Notav imputati nel maxiprocesso in corso a Torino. Il fatto che l’autorità giudiziaria abbia deciso di rimandare Nicoletta a Bussoleno ancora agli arresti domiciliari, invece che in carcere, dimostra la grande difficoltà e il grande imbarazzo per provvedimenti assurdi di restrizione che sono in rotta di collisione con fondamentali garanzie costituzionali. Dimostra la forza della mobilitazione collettiva.

wp_20161103_046A Nicoletta, che giustamente continuerà a disobbedire e a denunciare il clima repressivo che colpisce centinaia di NoTav, va tutto il nostro sostegno. Piena solidarietà va altresì a tutti coloro che sono colpiti dal clima di repressione in quanto impegnati nella lotta contro la politica affaristica delle grandi opere.

Torino, 3 novembre 2016

Locatelli (Prc-Se): basta impunità. Giustizia per i morti di amianto

27 Ott

wp_20161027_005Questa mattina una delegazione di Rifondazione Comunista ha partecipato al presidio, tenutosi davanti al Palazzo di Giustizia di Torino, in occasione della prima udienza preliminare del processo Eternit bis. Tra gli altri era presente Ezio Locatelli della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista che ha dichiarato:“Ci sono migliaia di famigliari di lavoratori e cittadini uccisi dall’amianto che aspettano ancora giustizia dopo il vergognoso proscioglimento in Cassazione per intervenuta prescrizione del reato di disastro colposo di Stephan Schmidheiny, magnate svizzero di Eternit”. Il proscioglimento era intervenuto dopo la condanna a 18 anni wp_20161027_009di reclusione da parte della Corte d’Appello. Ora riparte un nuovo dibattimento processuale sulla base del reato di omicidio colposo perpetrato nei confronti di 258 persone morte di amianto. “Non è pensabile – ha detto ancora Locatelli – che si ripeta la vergogna di una assoluzione o di una dichiarazione di impunità nei confronti di chi si è macchiato di migliaia di morti, di chi ha fatto un mucchio di soldi sulla pelle dei lavoratori. Per questo siamo qui a fianco dei famigliari delle vittime e lo saremo fintanto che non sarà loro resa giustizia”.wp_20161027_012

Torino, 27 ottobre 2016

Locatelli (PRC – SE): il movimento NOTAV al Parlamento Europeo rompe il muro di omertà

27 Ott

img_1215-234656_210x210Ezio Locatelli – segreteria nazionale Rifondazione Comunista – SE ha dichiarato:

II movimento No Tav ha rotto il muro di omertà. Una folta delegazione di attivisti, in lotta contro il sistema affaristico delle “Grandi Opere”, si è recata ieri al Parlamento Europeo per consegnare la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli, emessa nel novembre 2015, di condanna del sistema delle “Grandi Opere” e della politica di criminalizzazione della protesta sociale. Un atto di alto valore simbolico reso possibile grazie al sostegno del gruppo delle Sinistra Europea Gue (in particolare dei parlamentari europei Eleonora Forenza e Curzio Maltese) di cui fa parte Rifondazione Comunista, oltre che dai Verdi e dal M5S. Una sentenza che sancisce che nel sistema delle Grandi Opere “i governi sono al servizio dei grandi interessi economici e finanziari e sono ignorate le opinioni delle popolazioni. Ciò rappresenta, nel cuore dell’Europa, una minaccia gravissima all’essenza dello stato di diritto e del sistema democratico …”. notav-parlamentoTra gli interventi di denuncia della distruzione dei territori e di criminalizzazione della protesta sociale segnaliamo quello tenuto via Skype da Nicoletta Dosio, attivista No Tav posta ingiustamente agli arresti domiciliari. Che le Grandi Opere, ed in particolare il Tav, rappresentino una fonte di corruzione e di spreco di denaro pubblico è dimostrato ancora una volta dalla raffica di arresti di queste ore. Bisogna finirla con le balle del governo italiano e del relativo seguito di faccendieri, finanzieri, burocrati, amministratori vari che parlano delle Grandi Opere, tipo Tav – Torino Lione, Ponte sullo Stretto di Messina – come fattore di crescita e di mobilità. È esattamente il contrario. Dopo la consegna della sentenza di condanna al Parlamento Europeo e l’emersione dell’ennesimo caso di corruzione e di ladrocinio nessuno può più permettersi di voltare lo sguardo dall’altra parte. Rilanciamo la lotta contro il sistema delle Grandi Opere e la repressione di chi lotta in difesa del proprio territorio.

Torino, 27 ottobre 2016