ReSetG7 Torino: occasione da non sprecare per far ripartire un cammino di lotta e di speranza

20 Set

protesta-studentidi Ezio Locatelli*

A guardare le molte e variegate iniziative messe in campo contro il G7 di Torino potremmo, per certi versi, richiamarci al vecchio detto di Mao “lascia che mille fiori sboccino”. In effetti sono tante le iniziative messe in campo, contro il summit dei potenti della Terra di fine mese, in tema di industria e di lavoro: assemblee, flash mob, volantinaggi, cortei e manifestazioni varie. Di tutto un po’. Segno di una certa vivacità politica e di movimento nella città che fu per decenni riferimento di lotte e conquiste operaie contro il grande padronato, Fiat in testa. Non era per niente scontato il moto di risposta e di resistenza.

Torino è la città italiana che nell’ultimo decennio ha più duramente subito gli effetti dello smantellamento industriale, delle delocalizzazioni, dell’attacco ai diritti e alle condizioni del lavoro. Sono state portate avanti scelte brutali che hanno creato decine di migliaia di nuovi disoccupati, precari e lavoratori in nero, che hanno creato centinaia di migliaia di nuovi poveri costretti a combattere ogni giorno per la propria sopravvivenza, con le difficoltà di fare spesa, di pagare le bollette, l’affitto e quant’altro. Tutto ciò che è stato sottratto alle lavoratrici e ai lavoratori è andato ai profitti e alle rendite. È la modernità che avanza “nell’epoca dopo Cristo”, metafora cui fece ricorso tempo fa Sergio Marchionne. Per l’amministratore delegato della Fiat, nell’epoca della globalizzazione, i padroni devono avere mani libere di fare ciò che vogliono, di buttare al macero diritti e garanzie sociali vigenti “all’epoca prima di Cristo”.

Una modernità che, oltre a ingenerare una situazione straordinariamente degradata, ha prodotto una caduta di forza e uno sfaldamento del mondo del lavoro. Una caduta che si riflette nella frammentazione delle risposte sociali e politiche. C’è chi pensa, a sinistra, che la risposta al G7, del 99% contro l’1%, si faccia in separata sede con interlocuzioni a senso unico, tutte rivolte a ricostruire il centrosinistra di governo. Paradossale. Così come è sbagliato il pensare che la contestazione al G7 possa dare i suoi frutti con una parodia dello scontro fine a se stesso del tutto inutile e controproducente.

In definitiva, la molteplicità dei movimenti e delle proteste contro il G7 esprime una forza potenzialmente grande ma questa stessa pluralità e dispersione testimonia al tempo stesso di una debolezza, la difficoltà di costruire un blocco egemonico alternativo, di costruire la convergenza nella diversità. Una convergenza tanto più necessaria nel momento in cui i potenti della Terra si ritrovano uniti per dare corso alle loro politiche di distruzione dei diritti e del potere contrattuale del lavoro. Scriveva Luciano Gallino in “la lotta di classe dopo la lotta di classe”: “il problema è che per elevare in misura apprezzabile il pensiero e l’azione politica occorre qualche tipo di dialettica tra le parti contrapposte; contrapposte perché hanno interessi, visioni del mondo, progetti per il futuro fondamentalmente differenti …”. Ecco la sfida che ci sta davanti a partire dalle giornate di mobilitazione contro il G7, in particolare quelle che vedranno la partecipazione di lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, migranti, studenti. A queste giornate Rifondazione Comunista parteciperà a pieno titolo. Abbiamo bisogno di ricostruire senso comune e giustizia sociale. Si deve ricominciare a farlo costruendo un “contro movimento” dal basso che abbia come bersaglio la disoccupazione, la precarietà, lo strapotere della finanza facendo leva sulle lotte, la partecipazione e la solidarietà a partire dai luoghi di lavoro. A Torino può ripartire un cammino di lotta e di speranza. Facciamo in modo che l’occasione non vada perduta.

*segretario provinciale di Torino

e membro della segreteria nazionale Prc-Se

Torino, 20 settembre 2017

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LOCATELLI (PRC-SE): I REFERENDUM LEGHISTI DI MARONI E ZAIA SONO UNA TRUFFA AI DANNI DEI CITTADINI

13 Set

antilega60In queste ore sui cellulari di centinaia di migliaia di lombardi stanno arrivando degli spot truffaldini che incitano i cittadini lombardi a recarsi alle urne dei comuni della Lombardia il 22 ottobre a votare sì al “referendum per l’autonomia” voluto dalla maggioranza di centrodestra che sostiene il leghista Maroni. Immagino che qualcosa di simile capiti in Veneto dove il leghista Zaia ha promosso un referendum più o meno simile a quello lombardo. Come prevedevamo la macchina della falsificazione politica è partita a pieno ritmo. Andate a votare così avrete più servizi e pagherete meno tasse ai politicanti di Roma dice in sostanza lo spot leghista. Baggianate! La Lega punta allo smantellamento dei vincoli di unione e di solidarietà. Tante realtà territoriali regionali con regole e leggi diseguali in materie fondamentali come la sanità, la scuola, la sicurezza spezzando del tutto il principio fondamentale dell’eguaglianza, della pari dignità sociale e di diritti uguali per tutte e tutti. Il referendum della Lega nuoce anche ai cittadini e alle cittadine della Lombardia e del Veneto perché punta a un federalismo dei ricchi contro i poveri, punta allo smantellamento della sanità pubblica, alla liberalizzazione dei servizi di trasposto, al rincaro delle tariffe, alla privatizzazione della scuola. Al di là della dubbia efficacia politica questo referendum ha sicuramente una forte valenza propagandistica. La Lega punta a fare campagna elettorale con i soldi pubblici. Una vera e propria vergogna. Contro questo uso spregiudicato dei soldi pubblici Rifondazione Comunista invita a non recarsi alle urne, a fare opera di boicottaggio e di astensionismo attivo di un referendum farsa che prende per i fondelli milioni di cittadine e cittadini lombardi e veneti. Non rechiamoci alle urne, facciamo fallire l’operazione truffaldina di Maroni e di Zaia!

Ezio Locatelli, segreteria nazionale Prc-Se

Roma, 13 settembre 2017

Festa di Rifondazione Comunista – Assemblea Nazionale dei segretari e delle segretarie provinciali, regionali e di circolo del PRC- SE

12 Set

Introduce Ezio Locatelli, responsabile organizzazione.
Intervengono Lidia Menapace, partigiana, femminista, saggista; Loris Caruso, studioso movimenti sociali, teoria politica, conflitti del lavoro; Roberta Fantozzi, responsabile programma, Ciccio Auletta, Rete delle Città in Comune.
Conclude: Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se.

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Un G7 voluto da governi e padroni? No grazie!

5 Set

Evento 13 settembre 2017-3Sì a un piano per il lavoro e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori
Incontro pubblico mercoledì 13 settembre 2017 alle ore 20,30
Sala Circoscrizione 3 Via Moretta 57/A – Torino
Intervengono:
Henz Bierbaum, responsabile esteri Die Linke
Francesco Garibaldo, sociolo industriale
Paolo Ferrero, Vicepresidente Partito della Sinistra Europea
Introduce: Ezio Locatelli
con le testimonianze di lavoratrici e lavoratori in lotta per il lavoro e i diritti

Locatelli (Prc-Se): Sì ResetG7 e post Brancaccio a Torino. No a separatezze. Costruiamo l’unità dal basso in alternativa a governi e padroni

5 Set

Domenica 10 settembre a Torino si terranno due importanti incontri. Il primo con Tomaso Montanari e Livio Pepino, per la costruzione di un’alleanza civica e di sinistra, alternativa al Pd, in previsione delle prossime elezioni politiche. Il secondo incontro, inizialmente previsto per il giorno prima e poi spostato al 10, sarà in preparazione del percorso di mobilitazione contro il G7 previsto per fine mese a Torino. Peccato di questa sovrapposizione che qualcuno, diciamolo chiaramente, pensa sia cosa buona. Rifondazione Comunista sarà presente, unico partito, ai due incontri nella convinzione che il piano della mobilitazione sociale sia inscindibile dal piano della proposta politica. Contro governi e padroni impegnati a smantellare diritti e garanzie sociali bisogna essere in campo con una proposta politica complessiva nel segno dell’unità plurale di tutte le forze antiliberiste, sia sul piano sociale che sul piano politico. Contro ogni forma di separatezza. Per queste ragioni Rifondazione Comunista è impegnata a dare il proprio contributo al percorso di mobilitazione contro il G7 di Torino. Il 13 settembre ci sarà un incontro del nostro partito a livello provinciale (vedi link: http://www.prctorino.org/comunicati-stampa/840-locatelli-prc-se-si-resetg7-e-post-brancaccio-a-torino-no-a-separatezze-costruiamo-l-unita-dal-basso-in-alternativa-a-governi-e-padroni). Altre forze organizzeranno incontri vari. Detto ciò sosteniamo la necessità che nei giorni del vertice, più che iniziative costruite in separata sede al sol scopo di ritagliarsi visibilità, ci sia la necessità di iniziative condivise, utili a far crescere mobilitazione critica della città e del mondo del lavoro. Noi lavoreremo per questo. Così come lavoreremo per dare seguito alla proposta uscita dall’assemblea del “Brancaccio”. Quella di andare alla convergenza di tutte le forze antiliberiste, di sinistra, che sono impegnate nella lotta contro le politiche di austerità, di smantellamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori; che sono impegnate nell’attuazione dei principi di giustizia, solidarietà, pace previsti dalla Costituzione. Basta con le divisioni, le separatezze, i politicismi! Costruiamo dal basso l’unità e l’alternativa di chi vuole davvero il cambiamento al regime dei padroni, in alternativa al governo e alle forze che lo sostengono, alla destra e al M5S.

Ezio Locatelli – segretario provinciale PRC – Torino

Torino, 5 settembre 2017

Plataci-Alta Calabria Jonica, 29 luglio 2017

31 Lug

Plataci 1Convegno su Antonio Gramsci. Al tavolo della presidenza, al momento del mio intervento, Antonio Gramsci Junior, Mario Brunetti, l’ambasciatrice d’Albania, il sindaco di Plataci, una delle comunità arberesche della Calabria dove si parla da oltre 500 anni la lingua Plataci 2antica albanese . A Plataci vissero i progenitori di Antonio Gramsci e ancor oggi molte persone portano il cognome del più grande pensatore comunista del ‘900. In altra fotografia con Antonio Gramsci Jr, nipote russo di Antonio Gramsci a cui è stata conferita oggi la cittadinanza onoraria dal comune arberesh di Plataci, Pino Scarpelli, Plataci 4Francesco Saccomanno, rispettivamente segretario regionale e provinciale Prc-Se. In altra foto veduta del Parco Nazionale del Pollino all’esterno della sala del Convegno. Ultima foto, ancora con Gramsci Jr, l’ambasciatrice d’Albania e ragazze Plataci 3arberesche in costumi tradizionali.

Plataci – sabato 29 luglio. Antonio Gramsci: l’uomo, la favola

26 Lug

plataci 29 lparola d'ordineSabato 29 luglio sarò a Plataci tra i relatori in un convegno su Antonio Gramsci in occasione del quale verrà conferita la cittadinanza onoraria al nipote, Antonio Gramsci Junior, cittadino russo. Plataci è un piccolo comune dell’Alta Calabria Jonica i cui abitanti sono di discendenza arbéresche, parlano a tutt’oggi la lingua antica che si parlava in Albania oltre 500 anni fa, quando migliaia di albanesi fuggirono da un disastroso terremoto per insediarsi in diverse parti dell’Italia meridionale. Molti di questi fuggitivi, insediatisi a Plataci, portavano come cognome Gramsci o declinazioni varie di questo cognome. I nonni paterni di Antonio Gramsci erano di Plataci. Il convegno è organizzato da Mario Brunetti, meridionalista di ispirazione gramsciana, uno dei fondatori e dirigenti nazionali del partito della Rifondazione Comunista all’atto della sua nascita. Venerdi, prima di intervenire al convegno di Plataci, parteciperò al Comitato federale Prc-Se di Cosenza.