Torino – Locatelli (Prc-Se): non lasciare la piazza a fascisti e sfascisti. Sosteniamo le proteste contro inadempienze sanitarie e insicurezza sociale

27 Ott

“Non lasciamo che il malcontento e la protesta contro ritardi e inadempienze di governo e regioni siano lasciate nelle mani di fascisti, negazionisti, cultori della violenza fine a se stessa”, dichiara Ezio Locatelli a proposito di quanto avvenuto ieri a Torino, così come in altre città italiane. “Torino è stata teatro di azioni squadriste,  devastazioni, saccheggi che nulla hanno a che fare con la domanda di salute e di reddito che c’è in questo momento” dichiara Locatelli. Ed ancora: “ Azioni che hanno come unico risultato di cancellare le ragioni della protesta di settori sociali colpiti e angustiati dal peggioramento della propria posizione sociale per inadempienze,  mancanza di risposte politiche. Non è un caso che nessun giornale abbia dato spazio alle lavoratrici e ai lavoratori della cultura e dello spettacolo che hanno manifestato in maniera bella e creativa davanti al Teatro Regio, oltre alle manifestazioni che ci sono state di precari, disoccupati, piccoli commercianti”.

Continua Locatelli: “In questi mesi Governo e Regione Piemonte, indistintamente, non hanno fatto praticamente nulla di nulla per potenziare medicina preventiva e di base, ricettività ospedaliera, trasporto pubblico, servizi scolastici, per aumentare la capacità di testare l’evoluzione della pandemia, per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. Di nuovo c’è una rincorsa, a posteriori, dell’emergenza sanitaria con misure sbilenche che costringono alla chiusura attività che poco hanno a che fare con il contagio, senza nulla fare per attività e servizi a forte rischio di contagio che andrebbero a urtare gli interessi di Confindustria e del grande padronato. Detto ciò è ora necessario evitare che la seconda ondata di pandemia polverizzi e distrugga il senso di sicurezza sociale delle persone, le loro aspettative, i loro progetti di vita. Oltre ad adeguate misure sanitarie occorre che sia garantito un reddito sicuro  a lavoratori, pensionati, partite iva, piccole imprese.  

 Abbiamo scritto alla vigilia di queste proteste che ribellarsi è giusto ma che bisogna contrastare le strumentalizzazioni di una certa destra fascistoide che propugna la totale deregolamentazione, il laissez faire in perfetta consonanza con i grandi interessi economici. Ribadiamo con forza questa necessità. Le forze di movimento, per il diritto al lavoro, alla casa, per il diritto allo studio, le forze di sinistra antiliberista, le  forze sindacali scendano in piazza, prendano in mano la legittima protesta di chi chiede più diritti alla salute, al reddito, al lavoro di contro alle politiche antisociali di Governo e Regioni. Via i fascisti e gli sfascisti dalle piazze!”         

Torino – Locatelli (Prc-Se): contro le mancate politiche sanitarie e sociali ribellarsi è giusto. No alle strumentalizzazioni gaglioffe della destra

25 Ott

“Invece che dire stupidaggini politiche, invocare misure draconiane sul piano dell’ordine pubblico, fate lavorare il cervello. C’è in giro una rabbia sociale per mancate misure di prevenzione sulla salute e di sostegno al reddito che non può essere in alcun modo demonizzata come rabbia eversiva” sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. “Fate bene – continua Locatelli rivolgendosi alle forze di governo nazionale e regionale – a prendere seriamente in considerazione la possibilità che dopo Napoli ci siano altre città o quartieri popolari a scendere in rivolta come unica possibilità di farsi sentire. Tra queste sicuramente Torino che oltre ad essere la città più povera del centro nord Italia è quella che più ha subito una caduta ulteriore di reddito. Rivolta, sia chiaro, non contro misure di contenimento del contagio che riteniamo urgenti e necessarie – non c’è peggiore idiozia del negazionismo – ma rivolta contro la tardività, l’inadeguatezza, la mancanza di interventi che hanno contraddistinto questi mesi. Una mancanza di personale medico, infermieristico, di dispositivi sanitari – in Piemonte il bando per l’assunzione di personale Covid è di pochi giorni fa, ci vorranno tre settimane per vederlo all’opera – per non parlare delle carenze scolastiche, nel settore dei trasporti o di altri servizi essenziali. Rivolta contro il dilagare delle disuguaglianze e delle esclusioni sociali. Com’è possibile che tra i mesi di aprile e luglio di quest’anno i patrimoni di una quarantina di miliardari siano aumentati del 31% (dato estrapolato dal rapporto annuale della banca svizzera Ubs) a fronte di milioni di persone impoverite per il venir meno di un lavoro o di una attività di sussistenza? Una disparità intollerabile, insostenibile che evidenzia il distacco tra retorica della coesione – <siamo tutti sulla stessa barca> – e una realtà che ancora una volta riflette la legge del più forte. Nulla hanno fatto le forze di governo e quelle di destra, sul piano nazionale e regionale, per prepararsi ad affrontare la seconda ondata di pandemia, per garantire misure di protezione sanitaria e sociale. Tanta attenzione e regalie per mercati, padronato, Confindustria che hanno come unica preoccupazione di fare il proprio tornaconto economico; poca o nessuna attenzione a chi vive del proprio lavoro o peggio ancora in condizione di precarietà. Contro queste politiche ribellarsi è giusto. Nel respingere il tentativo gaglioffo della destra torinese di cavalcare un malcontento che essa stessa ha generato con politiche al servizio dei poteri forti – ci riferiamo a ambienti vicini a Fratelli d’Italia, forza di maggioranza regionale che è la prima a doversi vergognare per come ha gestito l’emergenza pandemia – noi non possiamo che stare dalla parte di chi giustamente chiede diritti sociali, reddito, salute, sicurezza nella vita di tutti i giorni e sui posti di lavoro. Diritti fondamentali che sono stati duramente colpiti non tanto e non solo dalla pandemia ma dalle scelte neoliberiste e dalle privatizzazioni di questi anni. Basta palliativi dell’ultima ora, basta disparità, è ora di cambiare rotta.

Servizio TG3 sul convegno “1969/70: gli anni della rivolta operaia ci parlano di oggi”

22 Ott

A CINQUANT’ANNI DALL’AUTUNNO CALDO ….

15 Ott

Un convegno promosso dalla Sinistra Europea su “1969/70 gli anni della rivolta operaia ci parlano di oggi” che si terrà Sabato 17 ottobre, con inizio alle ore 10 sino a sera e domenica mattina 18 ottobre, c/o Circolo Arci La Poderosa, in Via Salerno, 15/a Torino. Un Convegno per una discussione che guardi in avanti, in termini di proposta e di ricostruzione di una soggettività del lavoro, non solo per una discussione di memoria.  I lavori del convegno, presieduto da Marilde Provera, saranno introdotti dal segretario provinciale Prc di Torino Ezio Locatelli e conclusi da Paolo Ferrero, vicepresidente della Sinistra Europea. Numerosi gli interventi da tutta Italia e Europa di studiosi, attivisti sindacali, esponenti politici italiani ed europei come da programma che alleghiamo. Tra gli altri segnaliamo quelli di David Lyddom (Gran Bretagna), Chistian Frings (Germania), Eduardo Sanchez Iglesias (Spagna), Diego Giacchetti, Enrico Pugliese, Paolo Franco, Adriano Serafino, Franco Ciafaloni, Luciana Castellina, Liliana Viutti, Franco Turigliatto, Bruno Canu, Tina Fronte, Gianni Marchetti, Luciano Pregnolato, Giovanna Capelli, Franco Russo, Vito Meloni, Giovanni Russo Spena

Rifondazione Comunista-Sinistra Europea – Torino  

Valsusa – repressione NoTav senza fine. A Nicoletta contestato il reato di evasione. Una vergogna.

6 Ott

Adesso che fate, volete rimettere in carcere Nicoletta Dosio? Una ipotesi invereconda a proposito della notizia di oggi che a Nicoletta, esponente di spicco del movimento NoTav è stato contestato il reato di evasione dagli arresti domiciliari. L’accusa che le viene mossa è quella di aver mosso alcuni passi fuori dalla sua abitazione per un gesto di affetto e di solidarietà nei confronti di Dana Lauriola, altra attivista Notav di Bussoleno – stesso comune di Nicoletta – ingiustamente arrestata. Siamo al parossismo più completo. Nell’esprimere piena solidarietà a Nicoletta, a Dana nonché ad altri attivisti NoTav rei di aver manifestato pacificamente nel lontano 2012 a un casello autostradale della Torino Bardonecchia, esprimiamo la nostra indignazione per provvedimenti giudiziari degni dei peggiori sistemi autoritari, provvedimenti volti a colpire ogni atto di disobbedienza civile che hanno il sapore della mera persecuzione. Non saranno certo questi provvedimenti a fermare una lotta giusta, sacrosanta contro un’opera inutile, distruttiva, affaristica. Se non volete continuare a coprirvi di vergogna ridate libertà a Nicoletta, a Dana e agli attivisti NoTav.

Piemonte – Locatelli (Prc-Se): fate qualcosa per prevenire i disastri ambientali. Basta lacrime di coccodrillo

3 Ott

Per favore risparmiateci le frasi di circostanza, le lacrime di coccodrillo.  Ogni anno che passa è sempre peggio. Piogge che si trasformano in alluvioni, temporali che si trasformano in disastri ambientali. E’ quello che è successo tra ieri e stamattina in Piemonte e nelle regioni limitrofe, con morti e decine di dispersi.  Una tragica dimostrazione, l’ennesima,  delle ricadute dovute agli sconvolgimenti ambientali. Stiamo andando a schiantarci contro un muro ma non stiamo facendo nulla per evitare il peggio. Anzi, si spendono miliardi in opere inutili, inquinanti e distruttive come il Tav in Valsusa nel mentre siamo all’anno zero per quanto riguarda gli interventi di riassetto idrogeologico, di prevenzione ambientale, di contrasto ai cambiamenti climatici. Nell’esprimere vicinanza alle popolazioni colpite dai disastri di queste ore ribadiamo con molta forza il nostro impegno contro tutto ciò che va contro la sicurezza ambientale, la tutela del territorio. Serve un nuovo modello di sviluppo rispettoso dell’ecosistema a garanzia della vivibilità ambientale.  Basta lacrime di coccodrillo, si faccia qualcosa per prevenire i disastri ambientali.    

Il bando anticomunista della Lega è una vergogna

2 Ott

Adesione al presidio del 3 ottobre a Dalmine indetto dall’Anpi

Non potrò essere fisicamente presente ma tengo a manifestare piena adesione alla manifestazione di sabato 3 ottobre indetta dall’Anpi provinciale e di Dalmine, associazione a cui sono iscritto. La decisione della maggioranza consiliare  di Dalmine di bandire dalla vita civile e sociale chiunque non faccia professione di anticomunismo è di una gravità inaudita. Sia detto, i primi atti promulgati dai fascisti nel secolo scorso andavano nella stessa direzione, nella direzione di privare del diritto alla cittadinanza politica alcune categorie di persone o forze politiche. Il  Sindaco di Dalmine ha la sfacciataggine di parlare di mozione approvata  in ossequio  alla Costituzione italiana. Si vergogni! Un capovolgimento della realtà che disconosce il sacrificio, le lotte, il sangue versato da migliaia di patrioti e partigiani comunisti, unitamente al sacrificio di migliaia di patrioti e partigiani di altra fede politica, per ridare libertà e democrazia al nostro Paese. Quella stessa libertà che lui vorrebbe scientemente togliere a chi, come noi, non intende rinunciare a una idea di società di liberi ed uguali. Questi atti non possono passare indisturbati. Abbiamo il dovere di rispondere con fermezza. Grazie per aver indetto un presidio antifascista e democratico. Ora e sempre Resistenza!

Ezio Locatelli

direzione nazionale Prc-Se, ex segretario provinciale Bg e regionale Lombardia  Prc-Se

già consigliere regionale Lombardia e deputato

Locatelli (Prc-Se): A chi giova? No all’apologia del terrorismo, no alle strumentalizzazioni. Avanti con le lotte sociali

1 Ott

“A chi giova? Solo degli idioti o dei provocatori della peggior risma possono avere imbastito dei manifesti minatori nei confronti del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino.  “Questi manifesti intimidatori, demenziali che riportano l’immagine di Alberto Cirio al posto di quella di Aldo Moro nella  foto del suo tragico rapimento da parte delle Brigate Rosse – continua Locatelli – hanno come unico risultato quello di alzare polveroni, di gettare discredito su lotte e battaglie politiche sacrosante che vengono portate avanti contro soprusi vari. Lo vediamo oggi nell’accostamento, arbitrario,  falsificante, intollerabile che viene fatto del ritrovamento di questi manifesti con le lotte notav in Valsusa o il centro sociale Askatasuna. Una operazione torbida. Il terrorismo o anche semplicemente la sua  apologia sono quanto di più lontano dalle istanze di cambiamento, dai movimenti di lotta. Fanno solo il gioco di chi detiene le leve del potere il cui solo interesse è di mettere a tacere chi non la pensa allo stesso modo, chi è impegnato nelle lotte per il cambiamento e la giustizia sociale. No all’apologia del terrorismo, no alle strumentalizzazioni e alla disinformazione. Avanti con le lotte sociali e notav a testa alta”.            

Dalmine (Bg) – Abominevole la ghettizzazione dei comunisti. Facciamo della mozione della Lega carta straccia

29 Set

Una mozione abominevole che merita una ferma risposta politica da parte di tutte le forze democratiche e antifasciste. La mozione presentata dalla Lega e dalla maggioranza consiliare di Dalmine con la quale si fa opera di discriminazione nei confronti di chiunque non faccia professione di anticomunismo non può che suscitare una ferma risposta da parte di tutte le forze democratiche e antifasciste .Un atto gravissimo che non va preso sotto gamba. Non siamo nel campo della mera propaganda becera o al solo tentativo di delegittimare i comunisti in quanto invisi al proprio campo politico (quello della Lega). Siamo nella logica della ghettizzazione, dell’odio politico, del disconoscimento al diritto di cittadinanza politica di infausta memoria. Siamo nella logica della cacciata in barba ai valori professati dalla Costituzione, alla storia di Dalmine che ha tra le sue figure più prestigiose quella di Natale Betelli, operaio, combattente comunista e antifascista, ucciso dagli squadristi fascisti, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile, al quale è dedicata la via principale della città. E inammissibile che degli amministratori comunali si facciano promotori di una mozione che falsifica la storia, reinterpreta arbitrariamente i principi costituzionali, nega agibilità e cittadinanza politica a chi a chi si rifà a valori che sono parte integrante nella lotta democratica, antifascista, per la giustizia sociale del nostro Paese. Noi siamo orgogliosi di essere parte di questa lotta, di esserlo in quanto comunisti. Facciamo della mozione presentata  carta straccia. Checché dicano e facciano i leghisti non è certo nostra intenzione farci ghettizzare  da amministratori comunali indegni della storia antifascista e di lotte operaie di Dalmine cui anche Rifondazione Comunista ha dato il suo contributo nel corso degli ultimi trent’anni. Anche se non fisicamente presente questa sera lo sono idealmente e con forte senso di indignazione per le ultime scempiaggini leghiste”. 

                                                                                         Ezio Locatelli

                                                          *direzione nazionale Prc-Se, già segretario provinciale Prc-Se Bergamo,

                                                 ex segretario e consigliere regionale Lombardia e deputato di Rifondazione Comunista

Trino Vercellese – Locatelli (Prc-Se): il rischio di una Chernobyl piemontese? No grazie

24 Set

“Soltanto una visione perversa può portare un sindaco a legare lo sviluppo del proprio territorio alla realizzazione di un deposito nazionale di scorie nucleari” dichiara Ezio Locatelli della direzione nazionale nonché segretario provinciale di Torino Prc-Se. E’ quello che sta capitando a Trino Vercellese, il primo comune a ospitare una centrale elettronucleare poi chiusa nel 1990. Il sindaco di questo comune, esponente di centrodestra, vicino a Fratelli d’Italia, candida il proprio comune a diventare deposito nazionale delle scorie radioattive con la motivazione che <dopo anni di spopolamento questo può essere per noi una grande occasione di rilancio del territorio>. “Idea a dir poco assurda”, continua Locatelli. “Non si può nel bel mezzo di un territorio conosciuto per le sue risaie, a poca distanza dal fiume Po’, realizzare un deposito grande come due campi di calcio ad altissimo rischio ambientale. Un territorio, va ricordato, che è stato in soli sette anni, per la precisione nel ’93, ’94, 2000, teatro di alluvioni catastrofiche che misero a repentaglio la sicurezza ambientale in presenza di decine di barre di combustibile radioattive residuate dalla stagione nucleare e del rischio di esondazioni di acque contaminate. Allora si parlò di una Chernobyl piemontese mancata per un soffio. Questo rischio di contaminazione rimane inalterato. Che adesso ci sia un sindaco che dica che <solo con i soldi derivanti dalla realizzazione di un deposito di rifiuti nucleari possiamo a vedere un futuro> è semplicemente intollerabile. Tanto più che i soldi dovrebbero essere quelli del recovery fund. Questi ci vogliono portare al disastro ambientale. Fermiamoli”.