Torino – Sabato 18 Marzo Rifondazione Comunista, insieme ai movimenti di lotta, in piazza per il diritto alla casa, al lavoro, al reddito.

16 Mar

diritto casaRifondazione Comunista aderisce e partecipa alla manifestazione di sabato 18 marzo “contro i padroni della città, casa, reddito, dignità” indetto dai movimenti di lotta per l’abitare. Il ritrovo è previsto in Piazza Carlo Felice, fronte Porta Nuova alle ore 15. La manifestazione, giustamente, mette a tema la necessità di rilanciare la lotta contro tutti quei poteri forti – banche, fondazioni, grandi imprese, palazzinari – che gestiscono in termini speculativi vaste porzioni di territorio e di patrimonio abitativo della città. Torino oltre ad essere una delle città con più alto indice di sfratti  è  anche la città con un altissimo numero di alloggi sfitti (50 mia circa) la maggior parte dei quali di proprietà di grandi società immobiliari. Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, dichiara: ”in passato abbiamo denunciato l’assenza di proposte per la moratoria degli sfratti, per la requisizione delle case sfitte, per la riduzione dei canoni di locazione, per l’aumento di offerta di alloggi oltre che di altre proposte concrete per affrontare l’emergenza abitativa. Al contrario, il Comune è fautore della politica degli sgomberi, come è accaduto recentemente nel quartiere Falchera ai danni di un comitato per il diritto alla casa. Con l’amministrazione a guida M5S nulla è cambiato. Siamo nel solco di politiche volte a favorire il mercato dei grandi interessi immobiliari, le concessioni per nuovi insediamenti immobiliari e dei grandi centri distribuzione”. Sempre per Locatelli ”la lotta per il diritto al lavoro e alla casa, unitamente alla lotta contro il malgoverno passato e presente della città, rimane per noi un impegno centrale, in specie  nella realtà impoverita di Torino. In questi mesi, a livello di politiche comunali, si è detto di volere cambiare tutto per non cambiare niente. Ecco perché la nostra lotta oltre che essere contro i padroni della città è anche contro le chiacchiere a vuoto né di destra né di sinistra che contraddistinguono l’attuale amministrazione comunale in materia di emergenza abitativa”

Torino, 16 marzo 2017

Locatelli (Prc-Se). Solidarietà al lavoratore licenziato dopo il trapianto di fegato. Il Prc appoggerà tutte le iniziative di lotta

9 Mar

LicenziamentoLicenziato dopo un trapianto di fegato. E’ quanto capitato a Antonio al suo rientro in fabbrica otto mesi dopo essersi sottoposto all’intervento chirurgico che gli ha salvato la vita. Il licenziamento è stato deciso dalla Oerlikon Graziano una grande azienda metalmeccanica con sede a Rivoli (Torino) oltre che in altre parti d’Italia. Motivo: l’inabilità dell’operaio a continuare con le mansioni svolte per ben 27 anni nella stessa azienda. Una dimostrazione del livello di crudeltà e di cinismo che alla Oerlikon, così come in molte altre aziende, ha trasformato i lavoratori in mera merce  usa e getta. Nell’esprimere solidarietà e vicinanza al lavoratore e alle maestranze scese in sciopero a fianco del proprio compagno di lavoro Rifondazione Comunista dà il pieno appoggio a tutte le iniziative di lotta in programma contro l’odioso licenziamento e i comportamenti antisindacali ripetutamente tenuti dall’azienda.
Ezio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista Torino

Torino, 9 marzo 2017

Locatelli (PRC_SE): sgombero vergognoso del Centro Miccichè. Appendino chieda scusa

24 Feb

micchicheVergogna, vergogna, vergogna. Questa mattina l’amministrazione comunale a guida M5S di Torino ha ordinato lo sgombero a viva forza del Centro Popolare Torino Miccichè ubicato nel quartiere periferico Pietra Alta, uno dei quartieri più poveri e desertificati della città. Lo sgombero effettuato dalla polizia in tenuta antisommossa ha interessato uno stabile di proprietà comunale da tempo inutilizzato e proprio per questo adibito a punto di incontro dei comitati del quartiere impegnati nella lotta contro gli sfratti, per il diritto alla casa. Un fatto gravissimo che oltre a negare la fruibilità di spazi pubblici per fini sociali è in totale rotta di collisione con qualsiasi promessa di riqualificazione delle periferie urbane, riqualificazione che passa attraverso anche la valorizzazione e il riconoscimento delle attività per il diritto alla casa, alla cittadinanza sociale, di contrasto alla povertà. La Sindaca Chiara Appendino chieda scusa e ridia immediatamente al Centro Miccichè e agli abitanti del quartiere agibilità di incontro e di svolgimento di attività a favore del quartiere.

Torino, 24 febbraio 2017

Tutto e il contrario di tutto. Il trasformismo del M5S sulle grandi opere

20 Feb

WP_20130727_011di Ezio Locatelli*
Un po’ di qui un po’ di là. Il M5S è contro le grandi opere. Ma cosa dite, il M5S è a favore delle grandi opere! Volendo stare ai fatti. Il M5S si dice contrario al Tav in Valsusa, uno spreco di risorse scandaloso e inaccettabile per un’opera inutile. Come potrebbe essere altrimenti? Tutta la popolazione locale è contraria all’opera e poi la lotta Notav è diventata una bandiera di riferimento nazionale. A Roma, al contrario, il M5S si è mostrato disponibile ad assecondare la realizzazione della più grande speculazione urbanistica mai realizzata a livello europeo, un milione di metri cubi di volumetrie a Tor di Valle, poco più poco meno, equivalenti a nove volte la nuova Stazione Tiburtina.stadio-roma Una vera e propria colata di cemento riversata in un’area a forte criticità prospiciente al Tevere, un nuovo sacco di Roma, ma per Luigi di Maio è tutt’altra cosa, con qualche correzione saremmo di fronte ad un progetto sostenibile e rispettoso dei valori del Movimento 5 Stelle. Peccato che di tutt’altro parere sia la Soprintendenza dei Beni culturali secondo cui la speculazione urbanistica non s’ha da fare. –

Valsusa e Tor di Valle due opere faraoniche, devastanti a cui corrispondono scelte politiche che fanno a pugni tra di loro, scelte di valore contrapposto. Due esempi, non gli unici, che danno la chiara rappresentazione di un M5S double face, di un modo di fare politica che non muove più da principi valoriali, da linee di demarcazione tra destra e sinistra, tantomeno da campi contrapposti di interessi sociali. Troppo ingombranti queste distinzioni per un partito pigliatutto. Il M5S, un insieme composito e contraddittorio di pulsioni e interessi, orienta il proprio agire in base a ciò che conviene, a dove tira il vento. Un agire sempre più adattabile, liquido direbbe Bauman. L’ambizione e la disponibilità è a essere tutto e il contrario di tutto. Questo modo di fare non rappresenta nessun cambiamento, si chiama semplicemente trasformismo.
*segretaria nazionale Prc-Se

Alla faccia della disinformazione Rifondazione c’è e lavora per l’unità plurale della sinistra antiliberista

20 Feb

15-febbraio_pubblico di Ezio Locatelli*
Un giornale torinese a diffusione nazionale si è divertito in questi giorni a fare la caricatura delle non poche divisioni che nel corso di questi 26 anni, dal momento dello scioglimento del Pci, hanno interessato la sinistra e in particolare la vita del Partito della Rifondazione Comunista. Una caricatura di bassa leva, fatta senza riguardo alcuno a ciò che è avvenuto in questi anni, alla sconfitta inflitta al movimento operaio e alle sue 15-febbraio_-relatorirappresentanze, al ruolo giocato dai poteri dominanti che hanno lavorato sporco per produrre una frammentazione e una smobilitazione di tutte le forme di azione collettiva. Con Rifondazione Comunista, nonostante tutto, l’operazione non è appieno riuscita. Non sono riusciti nell’azione di sfondamento culturale, non sono riusciti ad archiviarci come un’anticaglia a fronte di forze che si sono consegnate ad una cultura imperniata sul mercato, sulla competizione, sulla flessibilità. Lungi dall’essersi arresa, Rifondazione continua ad esserci come forza controcorrente e di opposizione al sistema. In compenso lo stesso giornale, così come in generale altri organi di stampa, si sono ben guardati dal dare notizia, o fornire una qualche informazione, sulla partecipata assemblea che si è tenuta nei giorni scorsi in città sul tema della riorganizzazione del campo della sinistra di alternativa a cui Rifondazione Comunista, col suo segretario nazionale Paolo Ferrero, al pari di altri 15-febbraio_pubblico2promotori, ha partecipato e dato un contributo determinante. Ovvio che sia così, per non disturbare il manovratore si sbeffeggia quando si tratta di difficoltà e divisioni, si tace a proposito di iniziative volte alla ricomposizione unitaria della sinistra di alternativa. Ci spiace per lorsignori e pennivendoli vari, anche se di disturbo noi continuiamo ad esserci con la volontà di lavorare alla ricostruzione di una prospettiva di cambiamento. Un impegno che associamo all’urgenza di una ricostruzione della sinistra antiliberista e di una sua unità plurale – comunisti, antiliberisti, ambientalisti, antirazzisti, ognuno con la propria peculiarità – in alternativa al centrodestra e al centrosinistra nonché al M5S double face, né di destra né di sinistra.

*segretaria nazionale Prc-Se

Ezio Locatelli (Prc): 900 morti per inquinamento atmosferico a Torino gridano vendetta per la mancanza di qualsiasi piano di prevenzione

11 Feb

torino-smogIl dato è talmente drammatico che non sono più ammesse prese in giro. Per chi vive a Torino, stando agli ultimi dati Arpa, l’inquinamento atmosferico è causa di novecento morti all’anno, “morti evitabili” se solo si rispettassero i limiti di inquinamento fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi limiti sono ampiamente superati a Torino il cui primato è di essere la città con i maggiori indici di inquinamento atmosferico d’Europa. Una situazione non più tollerabile al pari di tante chiacchiere a vuoto o peggio ancora di interventi o provvedimenti che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. In tutta evidenza il problema delle emissioni inquinanti è principalmente un problema di crescita abnorme del traffico su gomma e dell’incenerimento dei rifiuti a fronte del quale a nulla valgono gli interventi all’insegna dell’emergenzialismo. Tanto meno lo stato di degrado ambientale può diventare l’occasione, così come adombrato dall’amministrazione comunale a guida M5S, per elargire in maniera selettiva incentivi a favore del rinnovo del parco automezzi dei piccoli imprenditori. Una vera e propria presa in giro! C’è un’unica possibilità per migliorare lo stato di salute ambientale: incentivare e potenziare tutte le forme di trasporto collettivo e pubblico, varare un piano per il recupero dei rifiuti che metta fino alla politica dell’incenerimento e dell’inquinamento atmosferico, maggiori controlli sulle diverse forme di inquinamento industriale, una politica di risparmio e di efficientamento energetico a cominciare dagli edifici pubblici. Finora non è stato fatto pressoché nulla in questo senso.

Torino, 11 febbraio 2017

Partito organizzato e unità: due facce della stessa medaglia

10 Gen

dire-fare-rifo-gennaio-17di Ezio Locatelli
Partiti liquidi che nascono sul terreno elettorale. Partiti di corto respiro, senza identità definite e fondamento sociale, che nascono e muoiono nel giro pochi anni. Ce ne sono stati tanti in Italia dopo la fine della prima Repubblica, a destra come a sinistra. L’ultima formazione che si è sciolta, ad appena sei anni dalla sua nascita – una vera e propria meteora politica – è Sel. Fallita la missione originaria – il rilancio del centrosinistra fondato sull’alleanza col Pd – Sel ha deciso di concludere la propria esistenza senza nemmeno bisogno di svolgere un Congresso. C’è da fare, come da tempo caldeggiato dai gruppi parlamentari di sinistra, un nuovo soggetto politico. Niente di nuovo sotto il sole. Siamo ancora nel segno di una predominanza delle dinamiche istituzionali quando invece ci sarebbe l’impellente necessità, per spostare l’asse e la direzione della politica italiana, di incidere sul corso reale delle cose.
Non ci sono scorciatoie da prendere. Ogni discorso sulla ricostruzione della soggettività di sinistra deve fare i conti con la rottura che si è prodotta negli ultimi decenni tra masse subalterne e riferimenti politici tradizionali. Una rottura talmente profonda da rendere del tutto illusorio pensare che la condizione sociale e lavorativa parli da sé, che di per sé spinga nel senso di una rappresentanza di sinistra. Oggi più che mai ogni discorso sulla ricostruzione di una soggettività di sinistra o si produce come fatto reale – radicamento sociale e organizzativo, partecipazione, riattivazione del conflitto – oppure è destinato a fare un buco nell’acqua. In altre parole c’è bisogno di una sinistra come strumento capace di affrontare i problemi della società, di organizzare un movimento di lotta politica, sociale, culturale contro governi e poteri impegnati a fare il gioco dell’economia e dei mercati finanziari, contro le diverse forme di sfruttamento e di spoliazione capitalistiche. Questo bisogno pone con forza il tema della costruzione di una pratica e di una strategia della trasformazione – in definitiva la funzione storico-politica della sinistra e dei comunisti non può che essere questa – al di là della dimensione istituzionale e della rappresentanza che pure è importante ma solo in funzione di un accumulo di forze.
Mettiamola così. Il lavoro politico non può che essere prioritariamente ed in larga misura lavoro sociale, lavoro rivolto al sostegno attivo e all’organizzazione degli interessi della parte più debole della società. L’obiettivo è cambiare l’assetto sociale esistente e, conseguentemente, quello istituzionale che lo esprime. Un assetto profondamente snaturato, degradato, sempre più funzionale ai poteri forti di comando. È vero che il 5 dicembre, con la straordinaria vittoria del No, si è sventato il tentativo del governo Renzi di andare allo stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza e con esso il tentativo di superamento della democrazia parlamentare, di cancellazione definitiva dei principi del pluralismo politico e della democrazia redistributiva. È vero che abbiamo inferto un duro colpo a quanti volevano dare piena attuazione ad un’idea di democrazia autoritaria più consona ai voleri del grande padronato, dei poteri forti, della finanza speculativa. Ma detto ciò bisogna essere consapevoli del fatto che è stata vinta una battaglia, non la guerra. Adesso bisogna battersi perché la Costituzione trovi applicazione, perché torni a essere effettivamente un progetto democratico e di dignità sociale. Bisogna battersi per aprire una stagione di lotte sociali che mettano al centro i diritti e la dignità del lavoro, la difesa della scuola e della sanità pubblica, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, la lotta per la pace contro l’insorgenza di vecchi e nuovi populismi reazionari.
Ultima notazione. Al di là della vittoria referendaria a difesa della Costituzione rimane da riempire un grande vuoto politico per l‘assenza di adeguati riferimenti a sinistra. In questo quadro la costruzione di uno schieramento ampio, plurale di sinistra – non partiti più o meno nuovi che si dichiarano autosufficienti – in alternativa al Pd, uno schieramento capace di catalizzare le energie sociali tuttora presenti ma disperse, è indispensabile. Ecco il doppio compito che ci sta davanti: costruire una soggettività militante, nel segno della rifondazione comunista, impegnata nella realtà effettiva delle lotte, nella ripresa di nuovo protagonismo sociale e fare di questa soggettività un punto di coagulo e di unità con tutte le forze antiliberiste. Lavoriamo al rafforzamento di Rifondazione Comunista come partito organizzato e all’aggregazione di una soggettività larga della sinistra come a due facce della stessa medaglia.