NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ASILI NIDO

21 Mar

    

LOCATELLI E SARAGNESE (PRC): NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI – DIFENDIAMO LA PROPRIETÀ E LA GESTIONE PUBBLICA DEGLI ASILI NIDO E DELLE SCUOLE D’INFANZIA COMUNALI 

“Dopo mesi, segnati dal succedersi di dichiarazioni e iniziative della Giunta che mettono in discussione il futuro degli Asili nido e delle Scuole dell’infanzia comunali e provocano grande preoccupazione ed incertezza in

migliaia di famiglie e in centinaia di educatrici, insegnanti ed operatori precari che vedono messo in discussione il proprio posto di lavoro, la Giunta Fassino ha deciso l’esternalizzazione di 15 Asili nido, come mezzo per ridurre le spese del bilancio”, sottolineano Ezio Locatelli, Segretario Federazione di Torino del PRC e Luigi Saragnese, già Assessore alle Risorse Educative del Comune di Torino.

“Si dice che forse ciò sarebbe solo una misura “temporanea”…. ma intanto si agisce concretamente per iniziare a cedere i servizi educativi attraverso l’appalto ai privati.

“A queste decisioni si è giunti non solo per responsabilità delle politiche dei Governi centrali ( Tremonti e Monti), che hanno disposto il blocco delle assunzioni di insegnanti ed educatori, ma anche per la scelte della Giunta Fassino di violare il patto di stabilità ( ricordiamo con quanta faciloneria il Sindaco aveva dichiarato che: “Il 2012 sarà un anno austero, ma qualità e quantità dei servizi comunali rimarranno inalterati): il Comune di Torino, infatti, sarà escluso – unico fra i Comuni italiani – dai benefici della deroga al patto previsti dall’ultimo decreto milleproroghe, mirati proprio a salvaguardare i servizi educativi. Detto in altre parole: mentre tutti i Comuni italiani potranno assumere personale a tempo determinato per far funzionare gli asili e le scuole materne, il Comune di Torino a causa di queste decisioni non potrà farlo”.

“A tutto questo si aggiungono i tempi sempre più lunghi per le sostituzioni del personale in malattia, la forte riduzione del personale e dell’offerta formativa di ITER, che preannuncia forse la sua scomparsa, l’istituzione di una “tassa” di 120 euro per l’iscrizione alle scuole d’infanzia comunali.

“Rifondazione Comunista è contraria ad ogni ipotesi di esternalizzazione dei Servizi educativi della Città, perché ciò significherebbe il peggioramento della qualità dell’offerta formativa per i bambini e delle condizioni di lavoro per educatrici ed insegnanti”.

“Chiediamo che il Comune di Torino si assuma le sue responsabilità: assicuri la continuità del servizio pubblico delle scuole comunali e il lavoro per insegnanti, educatrici ed operatori precari”.

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