Archivio | agosto, 2012

TRASFORMISMI

30 Ago

Una operazione di bieco trasformismo. Non so definire altrimenti la decisione perseguita da Vendola, scontando una forte rottura interna a Sel, per quanto riguarda le alleanze in previsione delle prossime elezioni politiche: chiusura e indisponibilità a una lista unitaria a sinistra, alleanza elettorale col Pd in previsione di un’alleanza di governo con i moderati dell’Udc, più, com’è presumibile, Pisanu, Fini e chissà quali altri. I diversi soggetti di questa armata Brancaleone si sono accordati: marciare divisi per governare uniti in “alternativa alla destra ma non a Monti” come puntualizza Bersani. Una operazione di potere indecente il cui unico risultato sarà la continuità delle politiche di austerità a carico dei ceti medio bassi. Nessuna politica in tema di diritti sociali, del lavoro, di lotta alla precarietà, di stato sociale, niente patrimoniale o dismissione di spese militari, niente regole per la finanza, ecc. Bando alle chiacchiere, dov’è l’alternativa a Monti, dov’è l’alternativa alla destra?
Per la sinistra, quella che si riconosce nei valori del lavoro, della giustizia sociale, della pace, dell’ambiente la sfida è la costruzione di un progetto di unità e di alternativa per uscire dal pensiero unico liberista che accomuna centrodestra e centrosinistra. Un progetto da perseguire con tutti quelli che ci stanno compresi i tanti dissidenti di Sel.

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MARCO REVELLI: SUICIDA LA SCELTA DI VENDOLA

8 Ago

 

Vendola stringe un patto con Bersani il quale, a sua volta, lo stringe con Casini. Casini dichiara l’esistenza di un “filo solido con Gianfranco Fini” e dichiara anche che “l’unica via di uscita dalla crisi è una grande coalizione”. Aveva ragione ieri Marco Revelli a scrivere che “del tutto dissennata e in fondo suicida è la decisone di Nichi Vendola di riunirsi a corte con il Pd”. E di legare le proprie sorti ad una maggioranza di governo che, al di là di tante parole al vento, sarà in contiuità con le politiche di austerità del governo Monti. In Italia, come in Europa, serve l’unità della sinistra e una alternativa al modello allo stato di cose presente.

SEL, UDC E IL GIOCO DELLE TRE CARTE

6 Ago

Capisco le difficoltà di una alleanza innaturale ed imbarazzante – Pd, Sel, Udc – l’importante però è che non ci si prenda in giro. Vendola, subissato dalle critiche dei suoi, dice che lui il patto elettorale lo stringe col Pd affidando allo stesso partito il compito di allearsi con l’Udc. Lo stesso fa Casini quando dice da soli alle elezioni in convergenza col Pd. Al Pd il compito, eventualmente, di stringere l’accordo di governo con Sel. Per utlliizzare le parole di Buttiglione “una grande alleanza tra moderati e progressisti che sia in continuità con Monti”. Insomma, in questo gioco delle tre carte, ciò che deve essere chiaro a tutti è che alla fine l’obbiettivo è una maggioranza di governo Pd-Sel.Udc – come dice lo stesso Bersani – in alternativa alla destra ma non a Monti. Una versa sciocchezza, come se le politiche di austerità e di violento attacco contro il lavoro e i diritti sociali di Monti non fossero di destra. Per quanto mi riguarda mi trovo perfettamente d’accordo con quell’esponente della Fiom che dice:”il rischio è di vedere forze di sinistra utilizzate per dividere, per fare confusione in un disegno che non determina alcun cambiamento”. C’è una strada da intraprendere per la sinistra: unirsi, costruire una coalizione alternativa al modello Monti oltre che ovviamente al modello Berlusconi. Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra devono percorrere questa strada.

NICHI: SE TI ALLEI COL PD TI ALLEI CON MONTI

2 Ago

Vendola la smetta di giocare con le parole e stia alla realtà. Una alleanza con il Pd e l’Udc, principali sostenitori di Monti, più che un “polo della speranza” rappresenta una scelta in continuità con le politiche di un governo che in pochi mesi, sul piano sociale, ha fatto più danni di Berlusconi. Rappresenta una scelta che va contro gli interessi dei lavoratori, dei pensionati, dei precari, di milioni di cittadini colpiti duramente da politiche antisociali che non danno risposte alla crisi, semplicemente sono politiche di classe che fanno gli interessi dei poteri forti. Sperare di cambiare significa costruire uno schieramento di sinistra alternativa, del lavoro, della giustizia sociale, antiliberista. Questo l’impegno che dobbiamo perseguire come Rifondazione Comunista e Federazione della Sinistra nella maniera più aperta e unitaria possibile.