Archivio | febbraio, 2013

FASSINO SUL CITY MANAGER NON BUTTARE I SOLDI DALLA FINESTRA

28 Feb

Locatelli campagna elettoraleOggi Cesare Vaciago, city manager di Torino giunge a termine del proprio mandato dopo 15 anni  di collaborazione col Comune (secondo notizie di stampa stipendio mensile 23 mila euro). L’orientamento del sindaco Fassino e della Giunta di andare alla assunzione per chiamata diretta di un nuovo city manager (figura non obbligatoria per quanto riguarda il Comune) in sostituzione di Vaciago ha dello scandaloso.

Proprio in questi giorni Fassino, chiamato a rapporto dalla Corte dei Conti in relazione alla situazione di indebitamento del Comune ha parlato “di una strategia di riduzione dell’indebitamento …senza compromettere l’offerta dei servizi dei cittadini”. Falso. In realtà siamo in presenza di uno smantellamento e privatizzazione di gran parte della rete dei servizi della città.La cosa è tanto più grave nel momento in cui per l’individuazione della nuova figura di city manager si è orientati a far ricorso, come preannunciato due mesi fa, a una figura esterna e non a uno dei dirigenti in organico con evidente risparmio di risorse pubbliche da utilizzare in istruzione, assistenza, servizi vari.

Il rischio è di buttare soldi pubblici dalla finestra. Un vero e proprio spreco di risorse pubbliche che va denunciato pubblicamente!

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino

Giovedì, 28 febbraio 2013

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DOPO LA SCONFITTA ELETTORALE GUARDIAMO AD UN NUOVO INIZIO

26 Feb

DSCN3197Il risultato elettorale, nelle sue diverse espressioni, area del non voto, voto di protesta, ridimensionamento o bocciatura di forze politiche tradizionali, riflette lo stato di sofferenza di un Paese che precipita ormai da molti anni all’indietro sul piano dei diritti e delle conquiste sociali. Il risultato è altresì una riprova clamorosa della profondità della crisi politica e della rappresentanza che attraversa in questo momento il nostro Paese. Anche noi come sinistra e Rivoluzione Civile abbiamo subito una sconfitta cocente. Abbiamo presentato dei bei  programmi ma abbiamo pagato lo scotto di una scarsa fisionomia politica.

Detto ciò gli elettori hanno dato una indicazione precisa che è nel senso di un cambiamento radicale dello stato di cose presente. Dobbiamo ripartire da questo dato per una rifondazione in radice del nostro essere di sinistra, del nostro fare politica ripartendo dalla società, dalle domande di cambiamento. Ieri, a botta calda, ho fatto riferimento al titolo dell’ultimo libro-intervista di Tiziano Terzani: “la mia fine è il mio inizio”. Io penso che sia sbagliato farsi travolgere dai pensieri negativi.  C’è tanto lavoro da fare, c’è una sinistra da ricostruire in radice. Più che mai mi sento di sinistra, più che mai mi sento comunista, sconfitto ma non rassegnato e non disposto a rinunciare a una idea di cambiamento radicale della società. Adesso è il tempo di fare una riflessione seria. Facciamola guardando avanti, guardando ad un nuovo inizio (e.l.)

CARO GRILLO SMETTIAMOLA COL DIRE NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA. NOI ORGOGLIOSAMENTE DI PARTE, ANTIFASCISTI, DI SINISTRA, NOTAV

15 Feb

Locatelli 4Nel suo primo giro elettorale piemontese, a Susa, Beppe Grillo, con la sua consueta foga, ha ripetuto la sua contrarietà a una grande opera come il Tav. Bene, su questo punto non possiamo che essere pienamente d’accordo. Lo siamo molto meno se a ciò non fa seguito una scelta politica chiara circa alcuni valori fondanti della nostra (inattuata) Carta Costituzionale che sono alla base di qualsiasi politica di cambiamento: i diritti sociali e del lavoro, il diritto alla cittadinanza, le libertà sindacali e politiche, l’eguaglianza, l’antifascismo.

Ma di questo ieri Beppe Grillo a Susa non ha parlato. Si è rivolto più a un elettorato leghista e di destra parlando di privatizzazioni della Rai, di defiscalizzazione delle imprese, di sindacati da cancellare. E poi lo abbiamo visto nei giorni e nelle settimane scorse, in altre piazze o in altre circostanze, Grillo non è molto lontano dal somigliare ad un qualsiasi populista di destra quando dice che “l’antifascismo non mi compete” oppure che “il tempo delle ideologie è finito” oppure ancora che “il movimento 5 Stelle non è di destra né di sinistra”. Baggianate! Se questa è la filosofia di fondo allora si spiega del perché si è portati a negare i diritti di cittadinanza ai figli d’immigrati, ad aprire ai fascisti di Casa Pound, a sostenere la necessità di eliminare i sindacati oltre che i partiti. Proposte reazionarie che in parte vanno bene anche a Marchionne o a Monti. Non è un caso che proprio quest’ultimo, in una sua recente intervista al Corriere della Sera, abbia dichiarato che “noi e Grillo siamo due espressioni differenti dell’insofferenza popolare ..… la sua gestuale, vivace ma temo inconcludente. Seria, composta, con tante persone capaci ….. la nostra” Un accostamento soltanto in parte paradossale vista la comune idiosincrasia nutrita nei confronti di sindacati, partiti, ideologie. Il rischio, così facendo, è che in fin dei conti a farla da padrone siano le ideologie di destra o dei poteri forti.

Mi ha scritto un ragazzo “molti dicono che Grillo sarà l’unico che può rompere il sistema”. Già. Ma un conto è la dura polemica e opposizione contro il Tav, contro un sistema marcio e ingiusto, contro una gestione della crisi che ci sta portando nel baratro, altro conto è usare questa rabbia per proposte non poche delle quali si prestano a operazioni di segno regressivo. A Torino, più che in altre città del Nord, è palpabile una protesta antisistema legata alla crisi, alla diffusione della disoccupazione, precarietà, povertà, la protesta sacrosanta dei tanti che si sentono abbandonati, non rappresentati. Bisogna partire da questa protesta per una rottura di sistema e una vera rivoluzione civile. La qual cosa è possibile solo a condizione di portare avanti scelte nette, intransigenti, di parte. Le nostre hanno come riferimento la classe lavoratrice e la parte sociale più sfruttata, oppressa e debole del paese. Siamo convinti che rompere col sistema, per parafrasare Antonio Gramsci, “voglia dire essere partigiani”. Capito Grillo? Partigiani!

Ezio Locatelli * segretario provinciale Prc Torino

Torino, 15 febbraio 2013

ARANCIA SOLIDALE 2013

14 Feb

Arancia_metal

Per sostenere la lotta di lavoratrici, lavoratori, contadini, precari, disoccupati, studenti, artigiani, piccoli imprenditori

Sabato 16 e domenica 17 febbraio Rifondazione Comunista-Rivoluzione Civile sarà presente in molte piazze di Torino e provincia con i banchetti di “arancia solidale”. L’iniziativa ha un doppio significato. Le arance biologiche acquistate da piccoli agricoltori siciliani ad un prezzo concordato danno modo agli stessi di sottrarsi ai prezzi capestro praticati dalla grande distribuzione. Gli agricoltori di riferimento raccolgono le arance senza fare uso di lavoro nero, nel rispetto della dignità del lavoro. L’introito della vendita delle arance sarà utilizzato dal nostro partito per sostenere iniziative varie che sono condotte in tema di lotte sociali, diritti, occupazione, dignità del lavoro.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc

Torino, 14 febbraio 2013

PER LE EXTRAORDINARY RENDITIONS GIUSTIZIA NON È ANCORA FATTA

13 Feb

Ezio Locatelli, già deputato DSCN3193e attualmente segretario provinciale Prc di Torino, si è occupato di extraordinary renditions. Questa la dichiarazione dopo le condanne intervenute in ordine al rapimento di Abu Omar

Ieri la Corte d’Appello di Milano ha condannato alcuni dirigenti del Sismi per aver preso parte al sequestro illegale dell’ex Iman Abu Omar operato in combutta con i servizi segreti statunitensi. Se per Abu Omar giustizia è stata fatta questo non si può dire per Abu Britel ElKassim, cittadino italo marocchino vittima innocente delle “extraordinary renditions”, così come per altri casi di rapimento operati dalla Cia in collaborazione con i servizi del nostro Paese. Come ho più volte denunciato a livello parlamentare ci sono responsabilità che “non sono riferibili solo al ruolo dei servizi segreti” ma come attestato da una risoluzione approvata dal Parlamento europeo responsabilità che attengono “anche al ruolo avuto dal Ministero degli interni italiano dell’epoca (2002) in “costante cooperazione” con i servizi segreti stranieri in merito al caso di Abou Elkassim Britel”.

Ezio Locatelli e Tana De Zulueta entrano nel carcere di Casablanca

Ezio Locatelli e Tana De Zulueta entrano nel carcere di Casablanca

Abou Britel Elkassim – cittadino italiano di origine marocchina, residente a Bergamo scagionato dalla Magistratura italiana da qualsiasi ipotesi di associazione sovversiva – è stato rapito illegalmente nel 2002 dalla Cia. Dopo lunga detenzione, violenze e torture è stato rilasciato nell’aprile del 2011 dal carcere ove era ultimamente detenuto, a Casablanca in Marocco. La liberazione è avvenuta dopo che nella mia qualità di deputato ho sollevato il caso a livello parlamentare, raccolto la firma di un centinaio di parlamentari italiani ed europei, incontrato le massime autorità marocchine, organizzato visite a Elkassim in sciopero della fame nelle carceri di Ain Bourja e di Oukasha di Casablanca.

Elkassim, dopo anni di indicibili sofferenze oggi è libero ma privo di giustizia. Questa può solo venire dallo scoperchiamento di responsabilità che nessuno finora ha voluto perseguire. Troppo scomodo. È troppo chiedere che piena luce e giustizia sia fatta per tutti i casi di extraordinary rendictions che riguardano il nostro Paese, non solo per quanto riguarda il ruolo avuto dai servizi segreti ma ilruolo di copertura politica e istituzionale ad essi fornito?

Torino, 13 febbraio 2013

Sul taglio delle reti al cantiere TAV dichiarazioni false e deliranti

9 Feb

VOI SI TAV I VERI COLPEVOLI DI ABUSO DI POTERE!

Ipocrite e falsamente perbeniste, ecco cosa sono gran parte le prese di posizione che in queste si levano contro quanto accaduto questa notte ai margini del cantiere di Chiomonte, ovvero il taglio delle reti  da parte di un centinaio di persone. Sia detto, reti e recinzioni, che nonostante siano state dichiarate abusive dal Comune di Chiomonte non si ha alcuna intenzione di rimuovere da parte della società che sta realizzando i lavori di Alta Velocità, nonché da parte del Governo nazionale.

Non è da oggi che il movimento No Tav e le istituzioni locali denunciano l’intreccio di malaffare, illegalità, corruzione che ruota intorno a quest’opera. Denunce inascoltate. La politica degli affari va avanti in maniera miope, autoritaria imponendo il progetto Tav con la militarizzazione del territorio, con una idea di legalità a senso unico. Più che di legalità qui si deve parlare di rovesciamento della realtà, di intolleranza a tal punto che assistiamo allo squallido tentativo di additare come responsabili e fiancheggiatori di “violenze e saccheggi” tutte quelle forze (comprese la nostra) che sono No Tav.

Noi siamo per la mobilitazione e la protesta di massa. Ma diciamo anche che fin tanto che in Valle regnerà l’abuso di potere per un’opera assurda che si vuole portare avanti in maniera aggressiva, costi quel che costi, è difficile pensare che non ci siano tensioni e proteste anche dure. Vi è una responsabilità politica grande per quanto riguarda il protrarsi di questa situazione. Questa responsabilità è in carico a una classe politica e di governo sorda a ogni ragione e istanza di confronto, unicamente interessata  a portare avanti interessi affaristici e finanziari che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico e il rispetto della legalità democratica.

Torino,  9 febbraio 2013                          Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino

SUL TAGLIO DELLE RETI AL CANTIERE TAV ESPOSITO (PD) DELIRA

DSCN3199Le dichiarazioni di Stefano Esposito (Pd)  a proposito del taglio delle reti (abusive) avvenuto questa notte al cantiere dell’Av di Chiomonte (Val di Susa) sono semplicemente deliranti. Per lui  gli eversivi sono il movimento, sindaci e amministratori, forze politiche No tav colpevoli di praticare il dissenso e il conflitto sociale. In pratica una intera Valle. Fin tanto che avremo una tale classe politica, del tutto sorda e intollerante alle ragioni di una Valle ben difficilmente si può pensare ad un allentamento delle tensioni e delle proteste contro un’opera insensata e distruttiva di un intero territorio.  Eversiva è questa classe di governo che invoca la legge del più forte, che si pone al di sopra e al di fuori  da qualsiasi elementare principio  di giustizia e di legalità democratica, che non perde occasione per buttare benzina sul  fuoco. Oggi più che mai siamo col movimento No Tav della valle contro questa classe politica e di governo.

Torino, 9 febbraio 2012                                              Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc

LA SINISTRA NON SIA INUTILE MOSCA COCCHIERA

4 Feb

rifo e Rivoluzione_CivileQuando Bersani sbotta per le intemperanze di Monti, giudicandole eccessive, in tema di Statuto dei Lavoratori (“Lo Statuto è superato”) e di Monte dei Paschi di Siena (“il Pd non è avulso da responsabilità”) dicendo che “così salta l’alleanza futura” Bersani disvela il segreto di Pulcinella, quello che tutti sanno ma tendono a nascondere in corso di campagna elettorale. Dopo le elezioni l’accordo tra Bersani e Monti ci sarà, il che significa che nessun programma di avanzamento sociale avrà possibilità alcuna di essere portato avanti, al di là delle suggestioni di Vendola. Una volta stretta l’alleanza col Pd fondata sul fiscal compact, i vincoli di bilancio e il principio di maggioranza di coalizione c’è solo un ruolo cui Vendola può ambire, volente o nolente, quello di mosca cocchiera.

Io non penso che in questo momento ci siano soluzioni politiche salvifiche. Di una cosa però sono certo. Che non bisogna arrendersi, che bisogna ricostruire un’alternativa al liberismo, al sistema dei poteri forti, una sinistra degna di questo nome. Rivoluzione civile è un tassello di questo processo di ricostruzione per cui vale la pena impegnarsi ed è quello che stiamo facendo come Rifondazione Comunista. (Ezio Locatelli)