Archivio | aprile, 2013

1° MAGGIO 2013 DI LOTTA

28 Apr

primo maggioQuest’anno il primo maggio sarà celebrato con impresse le immagini del crollo della fabbrica abusiva del Bangladesh. Centinaia di operaie, costrette a lavorare in condizioni subumane e di totale insicurezza, uccise pur di non interrompere la fornitura di capi di abbigliamento alle aziende e ai mercati occidentali stanno lì a dimostrare che la lotta contro i padroni, per i diritti e la dignità del lavoro, è più che mai attuale. Per dirla alla maniera di un vecchio volantino diffuso il 20 aprile 1890 a Napoli “malgrado le distanze e le differenze di nazionalità, razza e di linguaggio, i proletari devono essere tutti concordi nel voler migliorare la loro sorte”. Il che significa, nell’attuale situazione di generalizzato peggioramento delle condizioni lavorative, di cancellazione di diritti fondamentali, operare per una ricostruzione di coscienza di classe e una riscossa. Questo è quello che dobbiamo fare anche qui in Italia e a Torino, dove è in corso una offensiva padronale e di governo senza precedenti contro il lavoro, i suoi diritti, la sua rappresentanza in assenza di qualsivoglia risposta da parte delle maggiori organizzazioni sindacali.

In queste ore sta nascendo un governo di larghe intese che in totale ossequio ai vincoli finanziari e di bilancio europei mette insieme forze di centrosinistra e centrodestra. Il Paese chiede con forza eguaglianza, diritti e dignità del lavoro, solidarietà. In totale dissociazione con queste istanze si risponde con un connubio di autoritarismo e liberismo, con un governo dei poteri forti, del mercato, in assoluta continuità con le politiche di austerità di Monti. Quest’anno, più che mai, il primo maggio non è solo un giorno di festa ma un giorno di lotta che deve dire di un impegno per i diritti e la dignità del lavoro senza i quali non ci sono nemmeno diritti nella società.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino

Annunci

PRC TORINO: PER UN 25 APRILE ANTIFASCISTA IN PIAZZA E CON I PROFUGHI. ORA E SEMPRE RESISTENZA!

24 Apr

25_aprileNell’ambito delle manifestazioni del 25 aprile Rifondazione Comunista di Torino partecipa alla festa in programma domani pomeriggio all’ex Villaggio Olimpico a sostegno della lotta che i profughi del Nord Africa (scappati dalla guerra) stanno conducendo per l’affermazione del loro diritto a una vita dignitosa. Diritto che oggi si scontra con un’assenza di interventi da parte del Comune e delle istituzioni locali. Nell’occasione una delegazione di Rifondazione Comunista consegnerà ai profughi indumenti e generi alimentari raccolti in questi giorni tra gli iscritti e simpatizzanti.

Rifondazione Comunista parteciperà anche alle varie manifestazioni per il 25 aprile, da quella in programma stasera a livello provinciale (partenza piazza Arbarello, ore 20,30), a quelle previste nei diversi quartieri. In particolare segnaliamo la partecipazione dei Giovani Comunisti e di Rifondazione alla manifestazione organizzata dall’Anpi nella 9° Circoscrizione (partenza piazza Bengasi ore 9,30) dopo il vergognoso odg di estromissione dell’’Anpi dalle celebrazioni del 25 aprile approvato dal Consiglio di Circoscrizione. Ora e sempre Resistenza!

Ezio Locatelli – segretario provinciale PRC Torino

Torino, 24 aprile 2013

Lettera aperta su PRC, movimento No Tav, M5S

22 Apr

Luigi Minghetti, Mara Armellinn, Marco Veruggio

Alla c.a. Infonotav (con preghiera di pubblicazione sul sito).

NO-TAV-RIF-COMW520

Care/i compagne/i

leggo una vostra nota in cui si fa una certa confusione tra due ambiti distinti, precisamente tra alcune prese di posizione di Rifondazione Comunista e altre assunte in piena autonomia dai sottoscrittori dell’appello “i liberatori non esistono, sono i popoli che si liberano da soli” rivolto al movimento No Tav. Ovviamente, per quanto mi riguarda più direttamente, rispondo dei punti di osservazione che riguardano l’operato di Rifondazione Comunista.

In alcuni di questi punti si parla di “critiche sciocche…faziose” che Rifondazione Comunista di Torino avrebbe rivolto contro una forza, il M5S, che è “parte del Movimento No Tav e protagonista della politica nazionale”. In particolare per quanto riguarda la battaglia No Tav, di cui anche Rifondazione da sempre è parte integrante, si fa riferimento a errori politici legati alla vicenda del governo Prodi e non solo. Ora, se è vero, com’è vero – sono il primo a dirlo – che in passato Rifondazione Comunista insieme a un lavoro positivo di movimento ha compiuto anche errori politici è altrettanto vero che non è possibile e nemmeno auspicabile rimanere bloccati in una posizione espiatoria.

Voi sapete benissimo che a Torino siamo impegnati in un percorso di ricostruzione di presenza e di coerenza (affrontando anche passaggi di rottura politica non di poco conto) a livello politico e di movimento e che lo stiamo facendo rifuggendo dal ruolo di mosca cocchiera. Noi abbiamo un’idea della politica fondata sulla ripresa delle lotte e del conflitto sociale, su un’idea di alterità politica fondata – come avete richiamato voi stessi – “su scelte politiche chiare circa alcuni valori fondanti della nostra (inattuata) Carta Costituzionale come i diritti sociali e del lavoro, il diritto di cittadinanza, le libertà sindacali e politiche, l’eguaglianza, l’antifascismo”. Quest’orientamento politico è da voi ritenuto positivo oppure no?

Voi dite ancora che le critiche al M5s devono essere avanzate nel merito. Appunto. Proprio per questo, per fare un esempio, non abbiamo esitato in queste ore a condividere la protesta contro l’elezione di Napolitano a Presidente della Repubblica funzionale a un nuovo governissimo. Ma nemmeno ci siamo tirati indietro nel denunciare scelte del tutto sbagliate tipo quella del M5s di Torino di questi giorni di avvallare e votare uno squallido odg della destra contro comunisti, partigiani, antifascisti degno del peggiore culturame reazionario. Odg, sia detto, passato anche con l’astensione determinante di Pd e Sel. Meno male che Rifondazione Comunista l’ha fatto, con molta nettezza! Per caso si tratta di “critiche faziose”? Cari compagni esiste la lotta contro il Tav ma esiste anche l’antifascismo, la difesa dell’art. 18, il diritto di cittadinanza degli immigrati, la lotta di classe contro i padroni, ecc. Queste cose o si tengono insieme oppure il rischio – in questo sono d’accordo con le osservazioni di Wu Ming – è di produrre politiche “diversive” che saltano questioni che sono discriminanti per una forza di sinistra e di classe.

Ovviamente penso anche che un conto è il piano del confronto e della battaglia politica altro è l’impegno a livello di movimento che deve tendere al massimo di unità, di autonomia, da realizzare nella condivisione degli obiettivi di lotta. Su questo piano del primato della condivisione degli obiettivi di lotta io penso che sia necessario avere il massimo di apertura, di attenzione, di rispetto per la pluralità dei percorsi, degli orientamenti, delle appartenenze. Per questo ritengo l’identificazione di un movimento sociale con un forza politica semplicemente sbagliata, indipendentemente da quale forza politica e dalle libere scelte di ognuno. Questa è la mia esperienza maturata in decine e decine di movimenti di lotta di cui sono stato promotore e partecipe nel corso della mia non breve militanza sociale e politica.

Il movimento No Tav è sicuramente una straordinaria esperienza di lotta che coagula diverse espressioni e appartenenze. La sua forza è in questa sua capacità di tenuta unitaria. Proprio per questo ritengo pienamente legittime tutte le espressioni, tutti i contributi, tutte le critiche – perché no? a cominciare da quelle rivolte al Prc – che sono nel senso di qualificare l’impegno e la presenza in un movimento di lotta in cui tutti ci riconosciamo.

Sull’appello “i liberatori non esistono, sono i popoli che si liberano da soli” non ho nulla da dire sennonché, come ho detto all’inizio, è stato promosso da compagne/i, cittadine/i vari impegnati nel movimento No Tav. Una cosa però vorrei dire, non capisco una certa propensione alla liquidazione di spunti di riflessione che forse andrebbero considerati con più attenzione, in maniera dialettica. Per caso non è così anche per tante altre realtà impegnate nel movimento NoTav?

Concludo con un aforisma di Bertolt Brecht: “ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”. Ecco, in tempi di conformismo politico, di attrazioni fatali, io rimango pervicacemente seduto dalla parte del torto. Non il torto derivante da errori politici che pure gravano sulle spalle di ognuno di noi, insieme a tante cose buone portate avanti, ma il torto di non rinunciare a un’idea e a una pratica di alterità, di cambiamento della società. In questo non rinuncio al mio essere profondamente unitario nei movimenti di lotta e insieme a ciò al mio essere profondamente e orgogliosamente partigiano nella lotta politica per il cambiamento.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino

Torino, 22 aprile 2013

LA PRIVATIZZAZIONE DEL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO È UNA TRUFFA.

17 Apr

DOMANI TUTTI IN MANIFESTAZIONE

WP_20130417_015Questa mattina, nell’ambito delle iniziative contro la privatizzazione e lo smantellamento del sistema sanitario pubblico in atto a livello regionale come Rifondazione Comunista di Torino abbiamo tenuto un presidio-conferenza stampa davanti all’Ospedale Molinette, presente tra gli altri la consigliera regionale Eleonora Artesio. Nell’occasione abbiamo annunciato la nostra partecipazione alle manifestazioni indette dalle organizzazioni sindacali confederali e di base previste per domani a Torino contro lo smantellamento della sanità pubblica attuato dalla Giunta Cota.

Ciò che viene agitato, il tema del contenimento del deficit sanitario, è uno specchietto per le allodole. Non che non ci sia un problema di razionalizzazione della spesa sanitaria ma qui l’obiettivo perseguito – imitando pedissequamente Regioni che hanno fallito clamorosamente come la Lombardia – è un altro: l’adozione di un modello organizzativo che ha come finalità lo spostamento d’ingenti risorse dal pubblico al privato, che ha come finalità l’insediamento con pienezza di poteri del mercato nella sanità.

Siamo in presenza di un meccanismo perverso che si è sempre risolto, là dove è entrato in funzione, non solo nei termini di un disimpegno, abbandono, dismissione di servizi e prestazioni sanitarie, ma in un’esplosione di spesa sanitaria. Il nostro impegno contro questo meccanismo di spoliazione della sanità pubblica e di dissipazione di risorse pubbliche sarà massimo. In ballo c’è la difesa del diritto universale alla salute dei cittadini. Domani ritroviamoci tutti alle 9,30, a Torino, al corteo che parte da porta Susa.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino

Torino, 17 aprile 2013

Contro la svendita della sanità voluta da Cota

17 Apr

saluteW520Conferenza stampa contro la privatizzazione della sanità

Mercoledì 17 aprile, alle 12.30, il Partito della Rifondazione Comunista di Torino con il segretario provinciale Ezio Locatelli e la consigliera regionale Eleonora Artesio organizza, un presidio/volantinaggio davanti alle Molinette contro la svendita e i tagli della sanità da parte della Giunta Cota.

Saranno inoltre presenti: Roberto Bertucci – commissione sanità PRC fed. Torino e il segretario regionale Armando Petrini.

In tale occasione la consigliera Eleonora Artesio fornirà un resoconto dei sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi presso le Molinette e il Martini, per verificare lo stato del trasferimento delle attività del Valdese.

Rifondazione Comunista – federazione provinciale di Torino

Manifestazione contro la chiusura del Maria Adelaide e del Gradenigo

13 Apr

Rifondazione Comunista di Torino alla manifestazione per contestare la chiusura degli ospedali Maria Adelaide e Gradenigo.

Circa 200 persone hanno formato un corteo che dall’ospedale Maria Adelaide ha raggiunto l’ospedale Gradenigo e quindi il mercato di piazza Santa Giulia del quartiere Vanchiglia.

M5S Torino conferma di stare con la destra contro antifascisti e partigiani. Ora e sempre Resistenza!

10 Apr

25_aprileDichiarazione di:

EZIO LOCATELLI (segretario provinciale Prc Torino)

JURI BOSSUTO (ex candidato sindaco città di Torino)

Ora sappiamo che non è stato un fatto incidentale, che non è solo un consigliere circoscrizionale del Movimento 5 Stelle ad essersi schierato a favore di uno squallido  ordine del giorno  (primo firmatario un consigliere della Lega) rivolto contro l’Anpi della Circoscrizione 9 di Torino. In un comunicato datato 9 aprile tutti i consiglieri comunali e circoscrizionali del Movimento 5 Stelle di Torino prendono posizione a favore del suddetto ordine del giorno affermando che la revoca di qualsiasi rapporto istituzionale con la locale sezione Anpi, in particolare per quanto attiene la celebrazione della giornata del 25 aprile, “è soltanto la conseguenza del comportamento della locale sezione Anpi…”, di problemi connessi a “vandalismi (in particolare l’imbrattamento dei muri) ” che si sarebbero verificati durante lo svolgimento della festa organizzata dall’Anpi.

Al di là di queste diatribe che fanno riferimento a questioni ampiamente confutate dalla locale sezione dell’Anpi il fatto d’inaudita gravità è l’ordine del giorno approvato col voto favorevole di tutte le forze di destra, del Movimento 5 Stelle, dei Moderati per Fassino grazie anche all’astensione e alla non partecipazione al voto delle forze di centrosinistra (Pd, Sel, Idv) che detengono la maggioranza consiliare in Circoscrizione. Quest’ordine del giorno è una commistione d’ignoranza, d’idiozie e di provocazioni politiche tipo: “se si sono usati termini come <nazicomunisti> lo si è fatto come una sintesi perfetta dei due mali immondi: il nazismo fortunatamente cancellato dal pianeta, ed il comunismo, che domina tuttora in molte nazioni ed ammorba ancora pesantemente vita politica, gangli, istituzioni e poteri della società italiana”. E ancora è stato detto e scritto della “necessità, proprio per non costruire una realtà distorta ed alterare la verità storica, tuttora nascosta”, di spiegare” che alcuni Partigiani, Gruppi e Brigate, di ben chiaro colore politico” tramavano agli ordini dell’Unione Sovietica per la “sostituzione di una dittatura con un’altra peggiore: il comunismo”.

A leggere l’ordine del giorno c’è solo l’imbarazzo della scelta di nefandezze che stravolgono il senso della realtà fino a rovesciare sui “signori” dell’Anpi locale, prigionieri di “dogmi e tabù” l’idea di far propria la “prassi infame del ventennio passato, i cui signori si richiamano…”. Cose dell’altro mondo, vere e proprie schifezze che dovrebbero indignare qualsiasi sincero democratico. Che cosa succede invece? Che i grillini, come un sol uomo, fanno un comunicato di strenua difesa dell’ordine del giorno dal titolo “il 25 aprile è una festa di tutti”. Per loro il problema è costituito dal “comportamento inaccettabile dell’Anpi” cui fa seguito “la strumentalizzazione politica di Rifondazione Comunista”. Ecco a cosa porta il dirsi “né di destra, né di sinistra”, a fare il gioco e a dire cose di destra!

Ribadiamo quanto scritto ieri. Quanto accaduto all’interno di un ambito istituzionale di Torino è di tale gravità che ci aspettiamo la ferma dissociazione di tutte le espressioni politiche e istituzionali della città che si richiamano all’antifascismo e alla Costituzione della Repubblica nata dalla Resistenza. Con rinnovato orgoglio diciamo anche che i comunisti e le comuniste furono un pilastro della Resistenza e della ricostruzione democratica del nostro Paese. A quei valori e a quella lotta antifascista, di giustizia, di cambiamento noi non rinunciamo, anzi li rinnoviamo con forza. Ora e sempre Resistenza!

Torino, 10 aprile 2013