Archivio | novembre, 2013

Operai sulla gru. Locatelli (PRC): intervenga subito il Prefetto. Operai a rischio incolumità

28 Nov

operai su gruEzio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Questa mattina abbiamo incontrato e parlato con i cinque operai da tre giorni in cima  alla gru nel cantiere di Via Cigna per protestare contro il mancato pagamento di 11 mesi di stipendio e contributi. Operai vittime del meccanismo perverso degli appalti e subappalti, di drastica riduzione di garanzie contrattuali. A noi hanno ripetuto la loro situazione di lavoratori più volte raggirati nel mancato pagamento di stipendi e contributi, di lavoratori che hanno scelto una protesta estrema avendo famiglie e figli da mantenere. Questi operai hanno deciso da oggi di iniziare uno sciopero della fame. E’ del tutto evidente che in queste condizioni gli operai, già in balia del freddo e dell’altezza, corrono serissimi rischi di salute e di incolumità fisica.

Non c’è più tempo da perdere. Al Prefetto di Torino, oltre che alle istituzioni locali, chiediamo di intervenire immediatamente per fare carico alle aziende immobiliari committenti, appaltatrici o comunque coinvolte nei lavori di pagare quanto dovuto e in subordine di adottare provvedimenti coattivi per procedere in tal senso”.

Torino, 28.11.2013

 

Torino: operai da 3 giorni su gru, Locatelli (Prc) intervenga il Prefetto

Torino, 28 nov. (Adnkronos) – Ezio Locatelli, , segretario provinciale Prc Torino, chiede un intervento del prefetto per risolvere la situazione degli operai edili che da tre giorni protestano in cima a una gru a Torino. “Questa mattina – riferisce – abbiamo incontrato e parlato con i cinque operai da tre giorni in cima  alla gru nel cantiere di Via Cigna per protestare contro il mancato pagamento di 11 mesi di stipendio e contributi. Operai vittime del meccanismo perverso degli appalti e subappalti, di drastica riduzione di garanzie contrattuali”. “A noi – aggiunge – hanno ripetuto la loro situazione di lavoratori più volte raggirati nel mancato pagamento di stipendi e contributi, di lavoratori che hanno scelto una protesta estrema avendo famiglie e figli da mantenere. Questi operai hanno deciso da oggi di iniziare uno sciopero della fame. E’ del tutto evidente che in queste condizioni gli operai, già in balia del freddo e dell’altezza, corrono serissimi rischi di salute e di incolumità fisica”. E secondo Locatelli “non c’è più tempo da perdere. Al Prefetto di Torino, oltre che alle istituzioni locali, chiediamo di intervenire immediatamente per fare carico alle aziende immobiliari committenti, appaltatrici o comunque coinvolte nei lavori di pagare quanto dovuto e in subordine di adottare provvedimenti coattivi per procedere in tal senso”.

 

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IX Congresso Provinciale PRC a Torino sabato 30 Novembre e domenica 1 Dicembre. Locatelli: “Una risposta alle politiche di austerità”

27 Nov

scrivi il tuo futuroSabato 30 novembre e domenica 1 dicembre si terrà a Torino il IX Congresso provinciale di Rifondazione Comunista intitolato “scrivi il tuo futuro”. Parteciperanno al Congresso 82 delegati in rappresentanza di 832 iscritti facenti parte di 37 Circoli presenti in città e sul territorio provinciale. Molto alta è stata la partecipazione nei congressi territoriali. Ha partecipato circa il 75% degli aventi diritto al voto, una percentuale che non ha raffronti per quanto riguarda la partecipazione in altri partiti. Tre i documenti in votazione: il documento 1 (Ricostruire la sinistra) ha raccolto il 65,98% dei consensi, il documento 2 (Sinistra, classe, rivoluzione) ha raccolto il 4,30% dei consensi, il documento 3 (per la Rifondazione di un Partito Comunista) ha raccolto il 29,71%.
Il Congresso aprirà sabato mattina presso la sala Intercoop, Via Perrone, alle ore 9,45 con una relazione introduttiva del segretario provinciale Ezio Locatelli. Una relazione che si preannuncia impegnativa per quanto riguarda il punto di svolta che deve determinarsi nella strategia e nella modalità di lavoro politico. ” In questi due anni siamo riusciti a determinare una fase positiva di ripresa e di riorganizzazione del partito a livello provinciale, di ricostruzione di iniziativa in più ambiti di intervento, in particolare sui temi del lavoro, della lotta contro le privatizzazioni, contro il tav. Il salto di qualità che dobbiamo riuscire a determinare è quello di un partito meno politicista, con maggiore capacità di produrre intervento sociale, di dare risposte al bisogno di solidarietà e di difesa dei soggetti sociali colpiti dalla crisi. I nostri compagne/i e le nostre sedi dovranno attivarsi in tal senso”. E sul piano politico? Per Locatelli non ci sono dubbi. Su piano politico abbiamo la “necessità di impegnarci in un processo di costruzione dal basso di un fronte unitario di una sinistra che si ponga in alternativa agli schieramenti di centrodestra e centrosinistra”. Il Congresso provinciale sarà l’occasione per lanciare la campagna di iniziative e di raccolta firme contro le politiche di austerità, per un piano di lavoro in grado di rispondere al bisogno di occupazione e di nuovo modello di sviluppo. Domenica il Congresso Prc proseguirà tutto il giorno presso la sede provinciale Prc, in Via Brindisi 18/c.

Torino, 27 novembre 2013

 

Crisi: Locatelli (Prc Torino), piu’ interventi sociali per chi e’ in difficolta’ Torino, 27 nov. – (Adnkronos)

Torino, 27 nov. – (Adnkronos) – Ottantadue delegati in rappresentanza di 832 iscritti facenti parte di 37 circoli parteciperanno sabato e domenica al nono congresso provinciale di Rifondazione Comunista. L’assise sara’ aperta dalla relazione del segretario provinciale Ezio Locatelli che in una nota sottolinea: “in questi due anni siamo riusciti a determinare una fase positiva di ripresa e di riorganizzazione del partito a livello provinciale, di ricostruzione di iniziativa in più ambiti di intervento, in particolare sui temi del lavoro, della lotta contro le privatizzazioni, contro il tav”.

“Il salto di qualità che dobbiamo riuscire a determinare – prosegue – è quello di un partito meno politicista, con maggiore capacità di produrre intervento sociale, di dare risposte al bisogno di solidarietà e di difesa dei soggetti sociali colpiti dalla crisi”.

“Sul piano politico – conclude – abbiamo la necessità di impegnarci in un processo di costruzione dal basso di un fronte unitario di una sinistra che si ponga in alternativa agli schieramenti di centrodestra e centrosinistra”

GRUPPI CONSILIARI. LOCATELLI (PRC): IN POLITICA NON SONO TUTTI UGUALI

23 Nov

rifondazioneNo, in politica non sono tutti uguali. Dall’indagine della Magistratura circa  l’utilizzo distorto di fondi pubblici in dotazione dei gruppi consiliari  regionali risulta totalmente estranea la posizione del nostro gruppo consiliare nella persona della Consigliera Eleonora Artesio di Rifondazione Comunista così come del resto quella dei Consiglieri di 5 stelle. Non così per altri gruppi e consiglieri regionali. Lo tengano ben presente quanti nelle settimane scorse e anche in questi giorni hanno alzato in maniera qualunquistica polveroni politici e mediatici volti a fare di ogni erba un fascio (tra questi gli stessi 5 stelle che mandano in giro locandine che fanno confusione). Noi non siamo uguali agli altri, e lo dimostriamo quotidianamente con la nostra azione e presenza laddove gli strati più deboli della popolazione vengono sfruttati e offesi. Alla compagna consigliera Artesio rinnoviamo la nostra fiducia per il suo operato.
Torino, 23 novembre 2013

No Tav. Locatelli (Prc): Valsusa, ce n’est qu’un début, continuons le combat!

16 Nov

WP_20131116_091Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, presente alla manifestazione No Tav a Susa ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Oggi, stante la straordinaria partecipazione alla manifestazione No Tav a Susa, possiamo ben dire che ancora una volta è miseramente fallito il tentativo da parte dei partiti di governo, dei poteri forti di infangare, di demonizzare una lotta che ha un obiettivo sacrosanto: la difesa di diritti sanciti dalla nostra Costituzione come il diritto alla salute, all’integrità dell’ambiente,  a partecipare alle scelte che riguardano la propria comunità. Se questi diritti sono calpestati, se si vuole dare corso ad un’opera scandalosamente inutile e distruttiva, se un intero territorio è trattato alla stregua di una colonia occupata militarmente, allora è giusto manifestare, protestare, disobbedire. Continuons le combat!”.

Susa, 16.11.2013

16 NOVEMBRE IN VALSUSA: ROMPIAMO LO STATO DI ASSEDIO

8 Nov

locatellidi Ezio Locatelli*
A stigmatizzare l’idea che lo Stato ha della Valsusa ci ha pensato Claudio Graziano, capo di stato maggiore dell’Esercito, in una recente intervista rilasciata a un quotidiano torinese. Il capo di stato maggiore parla della recente missione di quattrocento militari destinati alla Valsusa, quattrocento militari e più armati di tutto punto, dislocati in una valle che protesta contro il cantiere dell’alta velocità Torino Lione: “Sono tutti uomini di grande esperienza che hanno prestato servizio all’estero, in Afghanistan, in altri scenari internazionali”, dichiara il generale, uomini che assumono “funzioni di polizia giudiziaria” in un’area della Valsusa che è stata dichiarata di “interesse strategico nazionale”. Se all’Esercito aggiungiamo le forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza  mille sono le unità di stanza in Valsusa con un costo di mantenimento di circa 100 mila euro al giorno. In pratica siamo ad una vera e propria occupazione militare di una parte di territorio italiano. Territorio nemico di una idea di progresso ad alta voracità.

Questa idea di progresso ruota intorno a un giro di affari colossale. Insieme a un nuovo tracciato ferroviario si tratta di scavare 50 chilometri sotto il Moncenisio. Poco importa se l’opera è costosissima, distruttiva ed anche totalmente inutile visto che la sua realizzazione avverrebbe doppiando una linea ferroviaria internazionale, sottoutlizzata, che c’è già. Poco importa di un’opera insostenibile alla luce di qualsiasi valutazione costi/benefici, opera divenuta ancor di più scandalosa dal momento in cui la crisi viene usata per tagliare welfare, pensioni, redditi, sanità pubblica, scuola pubblica, servizi vari. Il fatto è che siamo in piena recessione economica, vanno create nuove occasioni di profitto, costi quel che costi.

Ciò spiega perché in Valsusa, abbandonata da tempo ogni parvenza di dialogo e democrazia, è scontro frontale. Nessun confronto con i sindaci e gli innumerevoli studiosi ed esperti sostenitori della insensatezza del Tav, figuriamoci se vale la pena stare a sentire la protesta dei cittadini. La parola d’ordine che percorre i Palazzi del potere è repressione e denigrazione. Balza in primo piano l’operato degli apparati giudiziari, di polizia e di organi di informazione interpreti fedeli di una legalità illegale – quella della distruzione del territorio, dello spepero di risorse pubbliche, delle zone rosse attorno ai cantieri Tav – decretata da una politica legata a un vecchio modello di sviluppo, nel peggiore dei casi  collusa in affari con il mondo delle imprese e delle banche. Il fatto  straordinario in Valsusa è che questo vissuto di espropriazione si traduce e si esprime in uno straordinario senso di appartenenza, di legame sociale, di solidarietà diffusa, di protagonismo conflittuale. Per il governo, i poteri forti una cosa assolutamente intollerabile.

Il salto di qualità col quale si è cercato di determinare un punto di svolta  in termini di repressione e di assoggettamento di una comunità indomita lo si è visto negli ultimi mesi: un crescendo parossistico di arresti, perquisizioni, avvisi di garanzia, fogli di via e soprattutto tanto fango. L’idea diffusa a piene mani è che incendi di macchinari vari, spesso obsoleti e fuori uso, nella presidiatissima area del cantiere, così come la messa in circolazione di strane e provocatorie lettere minatorie per forza di cose sono opera di No Tav. Colpevoli a prescindere. Nessun dubbio su provocazioni e depistaggi vari. Miopia allo stato puro. Persino il Presidente della Repubblica non si è sottratto alla sequela di posizioni aprioristiche. Intanto continuano le provocazioni, le minacce e gli attentati contro gli attivisti e i presidi No Tav, ma queste sono altre storie, storie minori – di mezzo ci sono dei rompiscatole, non imprese, non interessi affaristici, non potentati vari – a cui è bene non dare troppo risalto. Chissà perché in questi casi i colpevoli non si trovano  mai.

Il 16 novembre i valsusini torneranno in piazza per manifestare “contro la distruzione e l’occupazione militare della Valle, per dire no al furto di denaro pubblico”. Non solo una manifestazione per dire di una opposizione, di una resistenza coriacea ma per affermare con forza la necessità  di una diversa politica di equità, di giustizia,  di sviluppo: “per un lavoro utile e dignitoso, per ospedali, scuole e trasporti efficienti, per la cura del territorio”. Ancora una volta sarà una dimostrazione di grande dignità e di grande determinazione  di una comunità che non intende essere calpestata, vivere in stato di assedio, trattata alla stregua di una colonia; di una comunità che non intende subire passivamente la violazione di alcuni diritti fondamentali alla salute, all’ambiente, alla partecipazione democratica su scelte che riguardano il proprio territorio.

Intorno a questa comunità indomita, diventata riferimento per le lotte in tutta Italia, occorre continuare a tessere una rete di sostegno e solidarietà. Rifondazione Comunista in questo farà la sua parte. Ne va non solo della Valsusa ma delle lotte e delle speranze di cambiamento che sono presenti in questo momento in tutto il Paese.

*segretario provinciale Prc Torino

Torino, 7  novembre 2013

tratto da Liberazione On line del 7 novembre 2013

BASTA CON LE INTIMIDAZIONI AL MOVIMENTO NO TAV. IL 16 NOVEMBRE SARA’ UNA GRANDE MANIFESTAZIONE

2 Nov

n-INCENDIO-VAIE-large570Ezio locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“L’attentato incendiario di questa notte che ha distrutto il presidio No Tav di Vaie è l’ennesima riprova del clima di intimidazione mafiosa che vige in Val Susa. Non è da oggi ma da anni  che i presidi No Tav della valle vengono fatti oggetto di incendi, danneggiamenti vari, così come incessanti sono le minacce rivolte contro gli attivisti del movimento. Di tutto questo si parla pochissimo. Per definizione la deriva violenta è del movimento No Tav a cui viene addossata pregiudizialmente ogni sorta di attentati poco verosimili, che potrebbero benissimo essere simulati e anch’essi di matrice mafiosa. Volete scommettere che questa volta il Presidente della Repubblica, cosi come tanti uomini del governo proni nel sostenere i lavori di realizzazione della nuova linea di Alta Velocità non prenderanno carta e penna per esprimere condanna della violenza contro i No Tav?  Troppo strabici, troppo impegnati a dare il proprio sostegno incondizionato alla realizzazione di un’opera assurda e distruttiva.

Nell’esprimere solidarietà al movimento No Tav come Rifondazione Comunista ci sentiamo più che mai impegnati alla piena riuscita della manifestazione del 16 novembre contro la militarizzazione e la distruzione di una valle e di una comunità”.

Torino, 2.11.2013