Archivio | dicembre, 2013

RIFONDAZIONE – EZIO LOCATELLI RIELETTO SEGRETARIO PROVINCIALE PRC DI TORINO

18 Dic

_DSC5863Ezio Locatelli è stato rieletto segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino nella prima riunione del Comitato politico provinciale che si è tenuta  ieri sera dopo lo svolgimento del IX Congresso provinciale. Locatelli, al suo secondo mandato a Torino, ha al suo attivo svariati incarichi politici ed istituzionali tra cui quello di deputato, consigliere e segretario regionale. Soprattutto il suo percorso è legato, nelle diverse realtà in cui ha operato, a tanti movimenti sociali e di lotta sui temi ambientali, pacifisti, dei diritti di cittadinanza, del lavoro.
L’elezione del segretario è stata l’occasione per discutere delle proteste di questi giorni. “Siamo in una fase di subbuglio sociale, tanta rabbia, tante proteste in conseguenza di politiche di austerità il cui risultato è di peggiorare e precarizzare le condizioni lavorative e di vita di milioni di persone. Non è possibile in questa situazione avere dei vuoti di presenza e di iniziativa politica – posto che in politica non esistono vuoti  – pena il riempimento di questi vuoti da parte di forze reazionarie”. Proprio per questo, secondo Locatelli,  “è essenziale che Rifondazione Comunista ridia centralità al conflitto sociale, alla costruzione di un movimento di massa contro le politiche di austerità portate avanti a livello locale, nazionale ed europeo, alla costruzione di una sinistra autonoma e alternativa dal centrosinistra”. “L’impegno nostro a livello locale- continua Locatelli – andrà nel senso di un lavoro di radicamento sociale del partito, della sua presenza tra le lavoratrici e i lavoratori, i precari, i movimenti per la casa e il reddito, i migranti, dell’affermazione delle pratiche del partito sociale”.

Ufficio Stampa Prc Torino

Torino, 18.12.2013

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PRIVATIZZAZIONI- LOCATELLI (PRC): NO ALLA SVENDITA GTT

16 Dic

WP_20131214_043Ezio Locatelli, Prc di Torino nel corso delle manifestazioni dei lavoratori Gtt ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ringraziamo i lavoratori e le lavoratrici Gtt che hanno accolto con assoluto favore la nostra presenza questa mattina al presidio davanti al Comune di Torino contro la privatizzazione del trasporto pubblico locale. Rifondazione Comunista, da sempre è contraria a qualsiasi privatizzazione dell’azienda pubblica Gtt. Molte le iniziative – presidi, manifestazioni, volantinaggi – che abbiamo portato avanti contro la svendita dell’azienda pubblica. Ultima in ordine di tempo l’inchiesta da noi svolta a giugno tra utenti e lavoratori attestante una contrarietà alla privatizzazione che mediamente è nell’ordine del 90% degli intervistati, segno che le scelte perseguite da Fassino e dalla sua amministrazione comunale sono in totale rotta di collisione con la città.

Come Rifondazione Comunista intendiamo perseguire questo impegno con assoluta fermezza non facendoci intimorire da attivisti (come è capitato a noi  questa mattina) facenti riferimento ad una destra che, sotto mentite spoglie, pensa di cavalcare il malcontento sociale dopo essere stata parte attiva in materia di privatizzazioni e di politiche di massacro sociale. Noi siamo contro le privatizzazioni “senza se e senza ma”, siamo contro le politiche di austerità portate avanti dai governi nazionale e locale. Ma sia chiaro, siamo altresì contro la demagogia e le intimidazioni di destra, le minacce di marca fascista. cui per esempio è stata fatta oggetto questa notte la sede Cgil di Settimo Torinese – a cui va la nostra solidarietà –  col lancio di un ordigno esplosivo.

Nel ribadire il nostro sostegno ai lavoratori Gtt invitiamo tutte/i al presidio-manifestazione contro le politiche di austerità, le privatizzazioni, i rigurgiti fascisti per il diritto al lavoro, la giustizia sociale che si terrà martedì 17 dicembre, ore 17,30 a Torino con partenza piazza Statuto, angolo Via Garibaldi”.

Torino, 16.12.2013

Torino: Locatelli (Prc), no alla privatizzazione di Gtt
Torino, 16 dic. – (Adnkronos) – “Si blocchi la privatizzazione di Gtt: i trasporti, come la scuola, la sanità, l’acqua, l’energia non sono merci qualunque, sono beni e servizi fondamentali che devono essere sotto controllo pubblico”. A chiederlo Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che questa mattina ha partecipato alle manifestazioni dei lavoratori contro la cessione del 49% della societa’ che gestisce il trasporto pubblico locale. “E’ una scelta del tutto sbagliata destinata a peggiorare la qualità del servizio e le condizioni lavorative di migliaia di lavoratori”, conclude.
(16 dicembre 2013 ore 14.02)

Trasporti: Prc, scandalosa privatizzazione Gtt
(ANSA) – TORINO, 16 DIC – “Una scelta del tutto sbagliata destinata a peggiorare la qualità del servizio e le condizioni lavorative di migliaia di lavoratori”: lo dichiara Ezio Locatelli di Rifondazione di Torino che oggi ha partecipato alla manifestazione dei lavoratori Gtt contro la privatizzazione. “E’ scandaloso e intollerabile – aggiunge – che il Comune di Torino e Gtt pensino di fare cassa penalizzando lavoratori e cittadini invece che intervenire sugli sprechi legati agli stipendi d’oro dei dirigenti, alle acquisizioni di aziende decotte, agli appalti esterni tanto discutibili da indurre la Corte dei Conti ad aprire una indagine”.
“La privatizzazione della Gtt non è altro che un ulteriore segnale di quello che sta succedendo nella nostra città e nel nostro Paese. Il conto della crisi economica viene sempre pagato dai lavoratori dei servizi pubblici, cosa già successa in passato” fa eco Daniele Cardetta, Coordinatore Provinciale della Fgci di Torino.(ANSA).

TRASPORTO – LOCATELLI (PRC): CON I LAVORATORI GTT CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEL TRASPORTO DI TORINO

16 Dic

WP_20131214_040Ezio Locatelli di Rifondazione di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Questa mattina, come Rifondazione Comunista, abbiamo partecipato alla manifestazione dei lavoratori e delle lavoratrici GTT contro la privatizzazione e lo smembramento dell’azienda di trasporto pubblico che il Comune di Torino vorrebbe portare a compimento. Una scelta del tutto sbagliata destinata a peggiorare la qualità del servizio e le condizioni lavorative di migliaia di lavoratori. Una scelta in totale rotta di collisione con il sentire della città come dimostrato da una indagine a campione condotta da Rifondazione Comunista nel mese di giugno in cui emergeva che l”85% degli utenti e il 96 % delle lavoratrici e dei lavoratori GTT  era del tutto contrario a ogni forma di privatizzazione.

E’ scandaloso e intollerabile che il Comune di Torino e la GTT, pensino di fare cassa penalizzando lavoratori e cittadini invece che intervenire sugli sprechi legati agli stipendi d’oro dei dirigenti, alle acquisizioni di aziende decotte, agli appalti esterni tanto discutibili da indurre la Corte dei Conti ad aprire una indagine. Si blocchi la privatizzazione di GTT: i trasporti, come la scuola, la sanità, l’acqua, l’energia non sono merci qualunque, sono beni e servizi fondamentali che devono essere sotto controllo pubblico”

Torino, 16 dicembre 2013

“Torino città paradigmatica delle contraddizioni prodotte dalla crisi”

15 Dic

_DSC5830Intervista a Ezio Locatelli
Autore: Fabio Sebastiani

La protesta di Torino sta mettendo in mostra le contraddizioni sociali vere di questa crisi…
Torino è sicuramente un caso paradigmatico perché qui più che altrove siamo nell’occhio del ciclone di una crisi che sta spazzando via tante certezze e garanzie dal punto di vista della condizone del lavoro e di vita. Una crisi che si è estesa a macchia d’olio e che dopo aver prodotto decine di migliaia di disoccupati e cassaintegrati e l’abbattimento del potere di acquisto ha investito i settori sociali intermedi del lavoro autonomo.

Cosa dicono i dati?
Un dato eclatante per una città come Torino di cui si è sempre data una rappresentazione edulcorata e fuori luogo. Ci sono più di centomila persone che vivono intrappolate in una condizione di povertà e disagio sociale. Si tratta di più del 12% della popolazione. Nel vuoto della rappresentanza sociale e politica questa moltitudine di persone allo sbando rischia di diventare la base di massa per operazioni di carattere reazionario.

Insomma, nessuno può girare la testa dall’altra parte.
Eppure lo fanno in tanti, a partire dalle istituzioni. Queste persone pongono una domanda precisa rispetto alla crisi e una istanza vera di cambiamento. Però è altrettanto chiaro il rischio dello sbando alla portata di chi strumentalizza. L’operazione in questi giorni di protesta è stata tentata da alcuni settori corporativi di destra fino a ieri base di consenso di Berlusconi, della Lega e della destra. Occorre evitare che ci sia una saldatura tra le legittime proteste con quelle che sono operazioni di estrema destra. Altro problema, Torino vive il totale discredito e il totale distacco di una classe politica di governo che è uno dei motivi della protesta. Una crisi di crebidiblità che ha investito in primo luogo la Regione. Il presidente è indagato per peculato e truffa e con lui 43 consiglieri regionali.

E il Comune di Torino, Fassino non era quello che doveva guidare la transizione dall’industria ai servizi?
Penso che la situazione che si è determinata a Torino avrebbe bisogno anche di altre risposte da parte del sindaco. Fassino quando parla di Fiat sembra voler fare il garante delle promesse di Marchionne. Il dato della distanza siderale della politica dalla condizione di impoverimento della città è la classifica del Sole 24 ore che ha riportato l’indagine sulla qualità della vita delle città italiane. Da qui risulterebbe il peggioramento di tutti gli indicatori di qualità proprio a Torino: dal costo della casa alla qualità dell’ambiente, alla condizone lavorativa. Torino scende dal 43° al 57° posto. La città di Torino è la prima città d’Italia battendo anche le città meridionali per i piccoli furti. Tre giorni dopo Fassino parla di Torino come la città più dinamica d’Italia e che crede in se stessa. Tra i fattori di dinamismo c’è, secondo lui, lo sviluppo immobiliare. Il lunedì dopo sono iniziate le proteste di piazza Questo sindaco vive su un altro pianeta. C’è un cambiamento antropologico di questa città in dismissione senza che ci sia una idea diversa di modello di sviluppo che non sia la privatizzazione. Fassino privatizza i servizi sociali e i trasporti senza minimamente rendersi conto dei danni sociali che procura. E tante sono state le proteste sia dei genitori che degli autisti che degli insegnanti e degli operatori sociali. Nel momento in cui Fassino parlava di città più dinamica le insegnanti di alcune scuole periferiche denunciavano di avere in classe bambini denutriti. E non erano solo figli di immigrati.

Immagino che se proprio non vi aspettavate la protesta almeno sul disagio sociale avevate prodotto alcune riflessioni…
Stiamo denunciando tutto da diversi mesi. Sono due anni che la città ribolle di conflitti e proteste. E stiamo dicendo che in una situazione di crisi o tu dai delle risposte politiche o ci si va verso una esplosione sociale della protesta. Il problema vero non è tanto di aver denunciato questo ma la difficoltà della loro connessione. Il punto problematico è che l’effetto di questa crisi è la produzione di isolamento e seprazione. Oggi abbiamo a che fare con una situazione sociale frammentata. E quindi la questione politica centrale è in che misura riusciamo a ricostruire uno spazio collettivamente condiviso.

Questo è il nodo, credo, più difficile da sciogliere in mancanza di un soggetto sociale in grado di aprire un percorso.
Il Prc, presente a tutte e due le manifestazioni dei sindacati e degli studenti di sabato, sottolinea con una piattaforma contro il governo e la giunta regionale e le privatizzazioni di Fassino l’urgenza di una risposta politica di alto profilo. Martedì faremo una manifestazione nel centro della città promossa da Rifondazione comunista di tutte le forze della sinistra antiliberista per avviare un percorso di costruzione dell’opposizione nella città di Torino. Ci sarà il sindacalismo di base e la sinistra sindacale e tante altre realtà sociali.

Askatasuna ha deciso, diciamo così, per una linea di internità al fenomeno dei Forconi.
Occorre intervenire sul terreno spurio rispetto a una protesta che ha connotati sociali precisi ma non sul terreno di una protesta indifferenziata. Lo schema non può essere quello di una protesta dal basso contro l’alto,che in se non significa niente, ma avendo ben ferma la discriminante antifascista e un punto di vista di classe. In un momento in cui le forze di destra giocano proprio sull’indifferenziazione politica. La lotta è contro l’austerità ma dal punto di vista delle classi lavoratrici. Se non si fa questo non si va da nessuna parte.

Che vuol dire questo per i militanti del Prc?
Penso che dobbiamo ripensare questo lavoro smettendola di pensare e di agire da sconfitti. Siamo in un passaggio ambivalente rispetto a questa protesta ma proprio per questo un passaggio che può riaprire spazi e possibilità poiltica per la sinistra a condizione di stare nel gorgo ma con una chiarezza di iniziative. Questa vicenda comporta che dobbiamo modificare in radice il nostro modo di vivere l’impegno potilico. Centralità al conflitto e pratiche sociali che diano risposte ai più deboli. Il tema è quello del partito sociale. Trasformare le sedi in luoghi utili alla resistenza concreta alla crisi, di risposte, di reti antifsfratto e sportelli sociali e reti di acquisto .

Torino, 15 dicembre 2013

manifestazione studenti – “Cota a casa”

15 Dic

Intervento di Ezio Locatelli all’assemblea degli studenti alla manifestazione “Cota a casa” – 14 dicembre 2013

Torinow: Ezio Locatelli – dibattito sulle manifestazioni dei forconi

15 Dic

In data 12 dicembre ho partecipato ad un dibattito presso l’emittente Torinow su: “cosa resta e resterà dello sciopero dei forconi”

REPRESSIONE. EZIO LOCATELLI (PRC): CONTUSI TRA GLI STUDENTI MANIFESTANTI CHE CHIEDEVANO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE COTA

14 Dic

WP_20131214_094Quello di stamattina, da parte delle forze dell’ordine nei confronti degli studenti torinesi che manifestavano vivacemente contro il Presidente Cota, è stato un intervento spropositato.
Il risultato è stato che nella carica in risposta ad un lancio di uova piene di vernice, che aveva come obiettivo il palazzo della regione, sono rimasti coinvolti e contusi alcuni manifestantiWP_20131214_097 del tutto avulsi da qualsiasi responsabilità, tra cui un iscritto a Rifondazione Comunista, esponente dei collettivi studenteschi.
Non può essere che la gestione dell’ordine pubblico sia condotto all’insegna di due pesi e due misure.
La nostra presenza alla manifestazione come Rifondazione Comunista ha contribuito ad evitare che la situazione degenerasse oltre misura.

Ezio Locatelli

Torino, 14 dicembre 2013