Archivio | luglio, 2014

TAV – LOCATELLI (PRC): NO AI DIKTAT DI CHIAMPARINO E RENZI ALLA VALSUSA

29 Lug

siamotuttinotavEzio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Se Matteo Renzi non vuole essere sonoramente contestato è meglio che non raccolga l’invito di Sergio Chiamparino a venire in Valsusa per perorare i lavori della linea di Av Torino Lione. Non raccolga questo invito tanto più che farebbe fatica a giustificare il cambio di opinione di poco più di un anno fa quando, non ancora Presidente del Consiglio, parlava di “opera inutile”, di “soldi impiegati male”. Renzi, si sa, ha scelto da tempo di cambiare copione, impersonando appieno il ruolo di  capo di un governo alfiere di grandi opere e di grandi interessi, ma proprio per questo è meglio che stia al largo da una comunità che da più di vent’anni si sente calpestata e presa per i fondelli. Per il resto c’è da prendere atto dello strabismo politico e della visione autoritaria del Presidente della Giunta Piemontese. Per lui non esiste possibilità alcuna di dialogo con chi sta fuori dal coro Si Tav. I sindaci contrari all’opera? Un intralcio, nemici del progresso, collusi con violenze e tutto il peggio del peggio. Nessun accenno alle infiltrazioni mafia negli appalti connessi al Tav che hanno portato recentemente a decine di arresti. A fronte di questa inaffidabile classe politica e di governo è più che mai giusto che la protesta in Valsusa continui. Anch’io penso che bisogna venire in Valsusa, ma per verificare le nefandezze di un’opera inutile e dannosa. Per questo rivolgo un invito ai parlamentari della lista l’altra Europa con Tsipras, lista di cui facciamo parte, affinché calendarizzino quanto prima una visita al cantiere e un confronto con la popolazione della Valsusa.

Torino, 28 luglio 2014

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Ezio Locatelli introduce Paolo Ferrero. Festa in Rosso 2014 – Torino

29 Lug

Festa in  rosso 2014

presso il circolo “Amici del Remo” – Torino

Ezio Locatelli introduce Paolo Ferrero

 

Ezio Locatelli a Torinow

29 Lug

“Il ruolo della sinistra nell’era di Renzi”

Ezio Locatelli a Torinow

23 luglio 2014

 

LA FESTA IN ROSSO CONTINUA NONOSTANTE LA PROTERVIA DEL PD

14 Lug

2014_BIANCO_x-sitoA poche ore dalla loro affissione il Pd ha provveduto a coprire tutti i manifesti che annunciavano la Festa in Rosso in svolgimento a Torino, in corso Moncalieri 422. L’attacchinaggio “selvaggio” è stato effettuato, senza considerazione alcuna per una importante iniziativa in corso di svolgimento negli spazi cosiddetti politico ideologici che sono gratuitamente a disposizione di tutte le forze politiche, sociali a livello cittadino. Per Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc , “in altri tempi un minimo di rispetto per le iniziative altrui ci sarebbe stato. Questo rispetto per il pluralismo noi lo portiamo ancora diversamente dalla dimostrazione di protervia del Pd che viene meno a qualsiasi elementare riguardo per l’attività e l’agibilità di altri gruppi politici”. Il Prc nel denunciare l’atto di prepotenza messo in atto con la copertura di tutti i suoi manifesti  comunica che la Festa in Rosso continuerà fino a domenica 20 luglio con in programma tutte le sere cucina, musica, dibattiti vari. Il programma completo è scaricabile sul sito all’indirizzo “www.prctorino.org”.

Torino, 14 luglio 2014

Ufficio Stampa Prc Torino

LA RICOSTRUZIONE DELLA SINISTRA NEL DOPO TSIPRAS

9 Lug

DSCF2407di Ezio Locatelli*

Non c’è dubbio alcuno che il risultato ottenuto dalla lista “L’altra Europa con Tsipras” abbia rappresentato una scossa positiva, innescato una carica di fiducia, motivato l’apertura di un confronto sul tema  della costruzione della sinistra di alternativa nel nostro Paese. Ma da qui a dire che a sinistra c’è uno “spazio enorme” che aspetta solo di essere riempito con elementi di buona volontà, intenti unitari, soluzioni organizzative varie ce ne passa. Questo spazio va ricostruito, palmo dopo palmo.

Il discorso di unità che si è aperto a sinistra va portato avanti con convinzione sapendo che siamo situati, collocati dentro una fase di globalizzazione in cui, per citare Luciano Gallino, prevale “la lotta di classe dopo la lotta di classe”. Una fase che, ancor prima di una crisi politica, in una situazione di passivizzazione di massa, si manifesta come crisi di produzione di soggettività. Di questa situazione dobbiamo farcene carico con l’idea che per riprendersi, rigenerarsi la sinistra non può rimanere campata in aria, confinata al solo orizzonte della politica, mentre i rapporti sociali e l’immaginario collettivo vengono modellati dai poteri dominanti. La riapertura di una prospettiva di sinistra, tanto più in una fase di crisi, non può che andare di pari passo alla ripresa del conflitto, ad una pratica della trasformazione sociale.

Come si è visto in questi ultimi tempi non pochi hanno rinunciato a questa prospettiva disponendosi, come nel caso dei transfughi di Sel, a salire sul carro del vincitore. Un carro a prima vista scintillante. Chi lo guida, Matteo Renzi, ha fatto il pieno di voti con promesse mirabolanti, con un’abile “gioco di specchi e di immagini”, per usare le parole di Eugenio Scalfari che pure di Renzi è stato un sostenitore. Nulla a che vedere con quanto effettivamente viene avanti: politiche antisociali, smantellamento dei diritti del lavoro, privatizzazione di beni comuni, riduzione degli spazi di democrazia.

Emblematiche le parole di un parlamentare di Scelta Civica, anch’esso passato in quota al Pd:”lo dico con ammirazione, Renzi ha saputo mettere in pratica una razzia positiva sui nostri valori. E anche su quelli berlusconiani, se vogliamo dirla tutta”. Parole disvelatrici. Bisogna vivere in un altro mondo per pensare che esista ancora il centrosinistra o la possibilità di rifondarlo. Chi si attarda a pensarlo non solo è velleitario, semina confusione e disorientamento politico. Così come bisogna smetterla di fare affidamento sugli equivoci del grillismo “né di destra né di sinistra”.  Alla prova dei fatti il gruppo dirigente M5S ha stretto, in campo europeo, l’alleanza con il campione della destra xenofoba e razzista Nigel Farage e ha aperto, in campo nazionale, il confronto con Renzi per una legge elettorale che affossa gli ultimi barlumi di democrazia rappresentativa.

La sinistra o torna in campo con un suo progetto autonomo, in opposizione e in alternativa alle politiche neoliberiste di devastazione sociale, oppure non è. Torni in campo con un profilo di coerenza. Basta posizioni altalenanti, non si può stare con Tsipras a livello europeo e con Renzi e Chiamparino a livello nazionale e regionale. Questo progetto va ricostruito sulla base del pieno riconoscimento dell’apporto plurale di tante soggettività sociali, politiche antiliberiste, anticapitaliste, di sinistra. Nella condivisione del progetto nessuno chieda a nessuno di rinunciare alla propria peculiarità politica. Soprattutto, per non rimanere lettera morta, questo progetto deve essere fondato sul lavoro politico e sociale, deve tornare a praticare il terreno privilegiato delle lotte contro i licenziamenti, l’attacco ai diritti sociali, le privatizzazioni, le grandi opere, la distruzione del territorio. Tra le altre bene la proposta che in autunno la sinistra di alternativa scenda in campo per una grande manifestazione contro le politiche di austerità

Il recente rapporto preparato da Istat e Cnel sui livelli di disuguaglianza, disoccupazione, precarietà raggiunti nel nostro Paese raffigura un quadro sociale sempre più “insostenibile”. Questo è il vero punto debole, il tallone d’Achille del governo Renzi. La sua opera mistificante è destinata a sbattere contro un quadro sociale drammatico destinato ulteriormente a peggiorare, con interi settori sociali che saranno ridotti alla fame, con l’entrata a pieno regime delle politiche di rigore e del fiscal compact. Prepariamoci come sinistra ad una ripresa del conflitto sociale. La presenza o meno in questo conflitto, con la capacità di una proposta politica netta di cambiamento oltre che di unità, sarà l’elemento decisivo che dirà del futuro della sinistra.

Torino, 9 luglio 2014

*segretario provinciale Rifondazione Comunista Torino

MAFIA – LOCATELLI (PRC): ‘NDRANGHETA NEL TAV IN VALSUSA. CHIAREZZA SU RESPONSABILITA’ E COPERTURE

2 Lug

943162_607611602584803_355620917_nEzio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino ha dichiarato:

“Gli esponenti della maggioranza di governo non stravolgano la realtà. Dire che l’inchiesta sulle cosche mafiose in materia di traffico illecito di rifiuti, di appalti riguardanti grandi opere e Tav in Val di Susa che ha portato in queste ore a decine di arresti e indagati, sia una “dimostrazione di capacità di prevenzione e vigilanza delle istituzioni, della politica e della società civile” è null’altro che una presa in giro. Alcuni di questi arresti e indagati arrivano a scoppio ritardato, a lavori effettuati. In particolare è emblematico il coinvolgimento nell’indagine di imprenditori che hanno lungamente operato nel cantiere militarizzato Tav  della Val di Susa, nonostante le reiterate denunce del movimento Notav di infiltrazioni mafiose. Peggio ancora, siamo in presenza di imprenditori in odore di lavori illeciti o di collusione con la ‘ndrangheta che, a suo tempo, sono stati santificati da esponenti politici e di governo come vittime dei No Tav. Questi ultimi attaccati in maniera virulenta in quanto rei di fare controinformazione e opposizione ai lavori sporchi dell’Alta Velocità in Val di Susa.

Alla Magistratura chiediamo di fare il suo corso e di accertare la rilevanza penale di attività criminose che sono state messe in atto in attività illecite e in particolare per quanto riguarda la realizzazione di un’opera inutile e speculativa come il Tav. Ma intanto ancora una volta va denunciato con forza il malaffare che imperversa grazie anche a tante coperture e intrallazzi politici.

Proprio l’altro ieri Sergio Chiamparino, strenuo difensore del Tav, intervenendo all’assemblea degli industriali torinesi, se n’è uscito con una delle sue: “Di questi tempi si parla di grandi opere solo per parlare di tangenti. Ma noi vogliamo affermare con orgoglio torinese che le grandi opere si possono fare senza tangenti”. La solita retorica vacua che dice dell’insipienza di una classe politica e di governo. Poche ore dopo questa uscita è venuto allo scoperto la vicenda delle infiltrazioni della ‘ndrangheta negli appalti di uno dei grandi orgogli torinesi: il Tav Torino-Lione. Aveva ragione il movimento No Tav, avevamo ragione noi a dire che il Tav in Val di Susa è un’opera oltre che inutile sporca. La mobilitazione contro quest’opera e i suoi interessati fautori non può e non deve fermarsi”.

Torino, 2 luglio 2014

FACCIAMO FESTA, RINASCE LA SPERANZA

1 Lug

2014_BIANCO_x-sitoBenvenuti alla Festa in Rosso di Torino. Dieci giorni di festa, in un luogo immerso nel verde, sulle rive del Po, con cucina casereccia, spettacoli, intrattenimenti vari e, per i più esigenti, un calendario fitto di incontri, dibattiti vari pensati in stretta connessione al rilancio dell’iniziativa in tema di lavoro, di diritti, di difesa della democrazia, dei beni comuni.

Quest’anno la sinistra di alternativa italiana – con essa Rifondazione Comunista – raccolta intorno alla lista “L’Altra Europa con Tsipras” è ritornata in parlamento europeo con tre parlamentari entrati a far parte del gruppo della sinistra unitaria del Gue. Un risultato importante conseguito grazie alla convergenza di impegno di decine di migliaia di attivisti politici, dell’associazionismo, dei movimenti di lotta, dei comitati di base. Un risultato che ha ridestato, anche nella nostra città, speranze ed energie positive intorno alla costruzione di un’altra idea di società rispetto a quella “austeritaria”, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia perseguita da banche e governi vari.

Ora si tratta di fare un passo in avanti, di costruire una unitarietà sul piano dell’indirizzo politico, dell’iniziativa sociale. Unitarietà a livello nazionale e di territori oltre che a livello europeo. Basta doppiezze. Le politiche di austerità, di smantellamento di diritti sociali e del lavoro, le privatizzazioni, le grandi opere speculative vanno contrastate – come noi abbiamo già cercato di fare a livello regionale – in ogni dove, in opposizione e in alternativa ai poteri dominanti.

Rifondazione Comunista, senza rinunciare alla propria peculiarità di forza politica, lavora per l’unità delle forze antiliberiste, anticapitaliste, di sinistra, per costruire una “Syriza italiana” impegnata a dare forza alle lotte sui temi del lavoro, dei diritti, della democrazia, dei beni comuni. Questo il filo conduttore della Festa in Rosso che abbiamo pensato come spazio aperto di confronto politico oltre che ambito di divertimento e di socialità. Una festa che più di altre volte, dopo anni difficili, vuole essere di buon auspicio per gli impegni a venire.

Ezio Locatelli – segretario provinciale PRC

scarica il programma completo della festa