Archivio | gennaio, 2015

Ezio Locatelli (PRC) – Intervento a Torinow del 28 gennaio 2015

31 Gen

Mia intervista a Torinow. Temi trattati: Tsipras e la Grecia, la sinistra italiana, la lotta contro le politiche di austerità, l’elezione del Presidente della Repubblica, la lotta No Tav.

Annunci

Quella contro i NO TAV è una condanna ingiusta

27 Gen

DSCF6306Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Siamo in presenza di una sentenza politica. Pure in presenza, in taluni casi, di una riduzione complessiva delle pene -rispetto a quelle chieste dal P.M – quelle comminate dal Tribunale di Torino al maggior parte dei 53 NoTav imputati per gli scontri scoppiati nell’estate del 2011 al cantiere di Chiomonte sono una ingiustizia.
Soprattutto sono il frutto di una operazione politica di criminalizzazione della protesta rivolta  contro la distruzione di una Valle. La verità è che in tutti questi anni con il brusco irrigidimento delle risposte politiche, la militarizzazione del territorio, l’istituzione delle zone rosse si è voluto scientemente ridurre il conflitto a pura questione di ordine pubblico,  a uso della forza, a esercizio dell’azione penale a senso unico. La Val Susa è stata trasformata in un laboratorio di repressione. Una strategia irresponsabile che ha inasprito i problemi anziché risolverli. Non è giusto che a pagare questa linea di condotta siano i No Tav che hanno protestato. DSCF6322Ai No Tav condannati va la nostra solidarietà. Con la repressione e anni di carcere non si ferma una protesta giusta e sacrosanta che va avanti da 25 anni. La lotta contro lo scempio e lo spreco di un’opera inutile e devastante andrà avanti più che mai in forme partecipate e popolari.

Torino, 27 gennaio 2015

Con il trionfo di Syriza la speranza si è messa in cammino in Grecia e in Europa

26 Gen

IMG_3488di Ezio Locatelli*

Stasera il popolo greco, dopo essersi sollevato, ha toccato il cielo con un dito. La vittoria in larga misura di Syriza ha prodotto una sorta di movimento tellurico, entusiasmo all’ennesima potenza in tutta la Grecia, in specie ad Atene dove abbiamo trascorso gli ultimi giorni di campagna elettorale e vissuto l’esplosione di gioia per i risultati elettorali. Con noi 400 compagne e compagni da tutta Italia che hanno aderito alla campagna “cambia la Grecia, cambia l’Europa” che ha dato vita alla brigata Kalimera Tanta era l’attesa e la voglia di cambiamento. Le politiche di austerità, di taglio della spesa sociale, di drastica riduzione dei salari e delle pensioni hanno ridotto il Paese allo stremo, lo hanno portato al limite della sopravvivenza senza produrre alcun risultato dal punto di vista economico, della diminuzione del debito. Ridotta alla fame, senza avere più nulla da perdere, la gente si è ribellata dando man forte ad una forza che ha condotto una battaglia coerente, in un’ottica di alternativa ai governi dell’austerità. Una battaglia condotta da Syriza non solo per via politica o sul piano della ricostruzione del conflitto sociale ma perseguendo politiche di solidarietà, pratiche di mutualismo in risposta ai soggetti sociali colpiti dalla crisi. La credibilità della sinistra greca nasce anche da una fitta rete di strutture autogestite nei quartieri popolari – mense popolari, ambulatori autogestiti, centri dei accoglienza di migranti o persone povere – alcune delle quali abbiamo visitato in questi giorni. “La nostra non è filantropia, carità, la nostra è pratica di solidarietà e di organizzazione delle persone a sostegno di sacrosanti diritti sociali” hanno tenuto a dirci i volontari di questi centri autogestiti. Oggi la Grecia è l’epicentro di un cambiamento storico. Un piccolo Paese si ribella alla dittatura delle banche, della speculazione finanziaria, dei memorandum imposti dalla troika. Una ribellione che può contagiare positivamente altri Paesi, altri popoli. Proprio per questo dobbiamo sapere fin da ora che questi poteri faranno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote del cambiamento che si è aperto. Questa vittoria straordinaria, per produrre risultati sostanziali, andrà sostenuta con una mobilitazione di popolo non solo in Grecia ma in tutta Europa. In special modo, nel nostro Paese, la sinistra antiliberista, oltre a sostenere Syriza, è chiamata ad unirsi per costruire l’opposizione e l’alternativa ai programmi neoliberisti di centrodestra e centrosinistra. Il tempo delle ambiguità è finito una volta per tutte.

Questa mattina rientriamo in Itala da Atene. Splende un sole radioso. Non sarà ancora il sol dell’avvenire ma certamente la speranza si è messa in cammino.

*segretario provinciale Rifondazione Comunista Torino

Atene, 26 gennaio 2015

Pratiche sociali e domanda di cambiamento in Grecia. Le mistificazioni della stampa italiana

24 Gen

KalimeraIeri e oggi ad Atene abbiamo visitato alcune strutture di solidarietà sorte in risposta alla crisi e alle politiche di macelleria sociale portate avanti da un governo piegato ai voleri delle banche e dei poteri forti. Tagli di stipendi e pensioni, precarizzazione del lavoro, disoccupazione, smantellamento del sistema sanitario pubblico e di tutto il sistema di protezione sociale, privatizzazioni selvagge, tutto ciò ha ridotto alla miseria e alla fame milioni di persone. In risposta a questo disastro sociale sono nate, in collegamento con Syriza, decine e decine di iniziative di solidarietà. Noi abbiamo visitato e incontrato i volontari di una mensa popolare, di un ambulatorio e una farmacia autogestita, di un centro per accoglienza di migranti e di persone povere. Uno spaccato delle pratiche mutualistiche perseguite dai compagni e dalle compagne della sinistra greca. Con una precisazione d’obbligo: “noi non facciamo filantropia, facciamo solidarietà – ha tenuto a puntualizzare un compagno volontario – che è una pratica volta all’affermazione di diritti fondamentali. Insieme ad una pratica di solidarietà proponiamo un percorso di lotta e di organizzazione a difesa della dignità delle persone”. In queste parole e pratiche ho ritrovato il lavoro svolto in Italia da alcune federazioni di Rifondazione Comunista (e non solo). Lavoro che va generalizzato, fatto diventare pratica diffusa come una delle risposte alla crisi.

Ultima annotazione. Alcuni giornali italiani oggi aprono con dei titoli demenziali del tipo: “la Grecia minaccia l’Europa. Tsipras non intende mantenere il patto di austerità siglato dai precedenti governi”. Siamo al completo rovesciaatene 01mento della realtà: non è l’Europa che massacra la Grecia ma è la Grecia che ha l’ardire di rivolgersi contro le politiche di austerità e la dittatura delle banche, di volere un piano per il lavoro, per lo sviluppo e i diritti sociali. A lor signori la vittoria elettorale di Syriza fa paura. Temono che i popoli prendano coscienza della possibilità di cambiare i rapporti sociali, di incidere nei rapporti di forza reali. “La speranza avanza” è scritto su uno dei manifesti di Syriza. Domani sera si potrebbe aprire un nuovo capitolo per la Grecia e l’Europa. (e.l.)

Atene, Syriza e l’aria di cambiamento

23 Gen

IMG_3486Qui in Grecia tira davvero aria di cambiamento. Un’aria che potrebbe estendersi in altri paesi d’Europa. Ieri abbiamo partecipato, insieme ad altri compagni italiani ed europei, al comizio di Alexis Tsipras. Un comizio molto partecipato e applaudito in una piazza colorata e in un tripudio di bandiere. Il comizio si è concluso sulle note in italiano di bella ciao. Tanta passione ed emozione di cui c’è bisogno in Grecia, come in Italia e nel resto d’Europa, per costruire il cambiamento.

Oggi con la Brigata Kalimera ci siamo ritrovati al Politecnico di Atene, luogo storico di resistenza e di riscatto contro il vecchio regimIMG_3488e dei colonnelli. Tra le tante scritte alle pareti, una riassume lo spirito della rivolta greca in atto contro le politiche di austerità imposte dalla Troika (FMI, BCE, UE): “non vogliamo più vivere come degli schiavi”. Interessanti gli interventi degli esponenti di Syriza che hanno illustrato il programma sociale a favore delle classi sociali meno abbienti e le pratiche di solidarietà portate avanti nei quartieri popolari flagellati dalle politiche di austerità.

Molto determinati i compagni di Syriza nel dire che su questo programma non faranno passi indietro.

Ed ancora in alcuni interventi: “Queste non sono elezioni solo per la Grecia, ma per tutta l’Europa. Non c’è nessun cambiamento che si possa costruire in un Paese solo”.

Vero. Proprio per questo non basta tifare per la vittoria elettorale di Syriza. Va cambiato un intero sistema. La lotta per il cambiamento entrerà nel vivo dopo la vittoria elettorale di Syriza di domenica sera. (E.L.)

 

Atene, 23 gennaio 2015

Ad Atene con la Brigata Kalimera. Domenica filo diretto dalla sede di Syriza con la Poderosa

19 Gen

DSCF3225di Ezio Locatelli
Giovedì 22 gennaio si parte con la Brigata Kalimera (in greco “buongiorno”) alla volta di Atene a sostegno della campagna elettorale di Syriza. Nella serata di giovedì  parteciperemo, insieme a tanti compagni italiani e di altri Paesi europei, al comizio finale di Alexis Tsipras, quello che il giornale tedesco Der Spiegel ha definito “il pericolo numero uno dell’Europa”. Per i mercati, la grande finanza, i poteri forti è proprio così: Tsipras, per il suo programma contro le politiche fallimentari neoliberiste e di austerità, contro i tagli sociali, a favore dei redditi più bassi, rappresenta uno spettro terrificante da osteggiare in tutti i modi.
Nei due giorni successivi il programma prevede la partecipazione ad iniziative nei quartieri di Atene e incontri vari con strutture popolari di autogestione di mutuo soccorso.  Incontri ed esperienze interessanti da mettere a confronto con il progetto di partito sociale perseguito in tutta una serie di realtà – adesso anche a Torino – da Rifondazione Comunista. Domenica 25 sera sarà il fatidico momento dei risultati elettorali che al momento danno Syriza in testa, alla faccia dei diktat e delle minacce di ritorsione della Troika (Fmi, Bce, Ue). In quelle ore sarò nella sede nazionale di Syriza insieme ad Argiris Panagopulus, alla parlamentare europea Eleonora Forenza, ad altri compagni de L’Altra Europa con Tsipras e di Rifondazione Comunista.
L’attesa e il commento dei primi risultati elettorali sarà fatto in collegamento diretto via Skype con la festa di tesseramento della neonata associazione di promozione sociale “La Poderosa” di Torino, festa che sarà l’occasione per radunare tutti coloro che in questi giorni guardano con grande interesse ai risultati delle elezioni greche. Da Atene a Torino domenica andrà in onda il filo diretto di un’attesa, di una speranza che può segnare davvero una svolta non solo per la Grecia ma per tutta l’Europa. La vittoria di Tsipras e di Syriza  può rappresentare una spinta importante alla costruzione di una alternativa politica di contro alle politiche di austerità perseguite dalle forze di centrodestra e centrosinistra.
Torino, 19 gennaio 2015

Piano per la sede storica di Rifondazione “La trasformeremo in una Casa del popolo”

18 Gen

foto Repubblica_2 LocatelliDa “La Repubblica”

DIEGO LONGHIN
Al compagno Bottazzi, uno dei personaggi principali inventato da Guareschi nei racconti “Peppone e Don Camillo”, brillerebbero gli occhi. Già. Anche lui si era dato da fare per erigere in quel di Brescello una Casa del Popolo. Altri tempi. Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione, deve aver pensato: «Perché no? Torino ne ha bisogno». E così ha messo sotto sopra la grande sede di via Brindisi 18 per trasformarla in una moderna Casa del Popolo.
Dopo la guerra qualsiasi sezione del Pci che si rispettasse apriva la sua “Casa”, luogo dove far politica, di aggregazione e incontro. Le roccaforti? L’Emilia e il basso Veneto. Poi le Case del Popolo sono passate un po’ di moda e, soprattutto, sono venuti meno i quattrini per mantenerle. Rifondazione ci riprova. «Diamo pratica attuazione al progetto di partito sociale», dice Locatelli. «Oltre alla sede di Rifondazione in via Brindisi ci sarà spazio per associazioni e attività di carattere sociale, culturale e ricreativo».
Come sarà la nuova Casa del Popolo: spazi di aggregazione, di confronto, di condivisione e solidarietà. Nel giro di poche settimane prenderanno il via un circolo ricreativo, sportelli sociali in tema di diritti alla casa e dei migranti, un centro di assistenza fiscale. «E si sta lavorando per mettere insieme un gruppo di acquisto popolare ». Per l’avvio di queste attività e l’utilizzo integrato degli spazi è stata costituita l’Associazione di promozione sociale «La Poderosa», affiliata all’Arci. «È l’inizio di un lungo viaggio in cui avremo modo di sperimentare — dice Locatelli — le potenzialità d’un nuovo agire».