Archivio | agosto, 2015

Ezio Locatelli (PRC/SE): Via Asti è un progetto sociale non una diatriba politica

28 Ago

DSCF7735Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Bisogna smetterla con le strumentalizzazioni e le caricature ascrivendo la festa di Via Asti a questo o quel partito, a questa o quella operazione politica. La festa di Via Asti, nata dall’idea largamente condivisa di occupare e riqualificare in senso sociale un edificio altrimenti oggetto di speculazione, è uno spazio pubblico che raccoglie l’adesione e la presenza di tante associazioni, forze politiche, sindacali o anche persone singole. 11666160_931355150220611_18490365432109535_nTra queste la festa conta sul sostegno attivo di tanti militanti che fanno riferimento a Rifondazione Comunista, al pari di iscritti a Sel o di tanti altri, con riferimenti politici o meno.  L’esperienza di Via Asti si regge sulla condivisione di un progetto di costruzione di uno spazio sociale. Capiamo che questo progetto possa dare fastidio a quanti pensano che non si debba muovere nulla in distonia con le scelte dell’amministrazione comunale, quanti temono che da questa esperienza possa nascere una idea di città e di socialità alternativa alle politiche di privatizzazione della maggioranza di Fassino e Chiamparino. Spiace solo che il fastidio, la polemica e la diatriba contro Via Asti, a volte, siano manifestati  da chi come Marco Novello – presidente Circoscrizione 10, nonché dirigente di Sel  – dovrebbe avere chiare che le ragioni della sinistra non sono quelle di essere ruota di scorta al Pd ma di ascoltare e rappresentare tutte le voci critiche della città. Noi siamo interessati a confrontarci con tutte queste voci.

Torino, 28 agosto 2015

Annunci

Locatelli (PRC/SE): anche a Torino basta col PD e Fassino. La sinistra colga la domanda di cambiamento.

23 Ago

DSCF8300Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista/Sinistra Europea ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Con largo anticipo, fin troppo tenuto conto dell’esistenza di problemi ben più urgenti e immediati, ha preso avvio a Torino il dibattito sulle prossime elezioni comunali del 2016. Forse questa volta per la sinistra qualcosa può cambiare. Vedo che si levano voci sulla necessità di presentazione di liste unitarie della sinistra in alternativa allo schieramento del Pd anche da parte di chi fino a ieri – Giorgio Airaudo, Michele Curto – pensava che ci fossero margini di confronto. Questo è un fatto positivo, è la presa d’atto della fine di un ciclo politico, dell’esaurimento di politiche e alleanze che non hanno prodotto nulla di nulla se non privatizzazioni, taglio della spesa sociale, svendita del patrimonio pubblico, speculazioni immobiliari, grandi opere, ecc. Facciamo in modo che queste voci diventino da subito parole chiare e impegno di confronto per tutta la sinistra mettendo fine ad una politica d’accatto di qualche posticino istituzionale fatta di ambiguità, opportunismi vari.

Lo voglio dire a Monica Cerutti, assessora regionale di Sel: non si può sempre riproporre la vecchia solfa del confronto programmatico col Pd a prescindere da quasiasi bilancio (negativo) di quanto fatto o si sta facendo. Con Fassino e con Chiamparino, che non perdono occasione di esaltare il modello Marchionne come modello di riferimento per il futuro di Torino e del Piemonte, non c’è alcuna possibilità di fare una politica progressista. Così come non c’è col Pd renziano. Bisogna molto semplicemente farla finita con operazioni elettorali che chiedono il supporto dei voti di sinistra per fare, al dunque, politiche centriste o di destra. Rifondazione Comunista è disponibile al confronto per costruire uno schieramento largo di forze di sinistra e di società civile che si muovono in alternativa alle politiche neoliberiste del Pd. A Torino c’è molta domanda di cambiamento. Ascoltiamola e agiamo in conseguenza.

Torino, 23 agosto 2015

Locatelli (PRC-SE): non lasciare impunita la morte per TSO di Andrea Soldi

12 Ago

Soldi AndreaEzio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Ogni giorno che passa emergono fatti e rilievi che attestano che la morte di Andrea Soldi, avvenuta a Torino a seguito di un discutibile e violento intervento Tso  (Trattamento sanitario obbligatorio), poteva essere evitata. La vicenda è resa ancora più grave tenuto conto di un intervento avvenuto in assenza di un’ordinanza preventiva. L’ordinanza chiesta dal sindaco e firmata dal giudice tutelare, è prevista  dalla legge in caso di privazione della libertà personale fatta in deroga all’articolo 32 della Costituzione, per ragioni strettamente sanitarie e di natura straordinaria. Nel caso specifico apprendiamo che non esiste nessuna ordinanza perché a Torino, dove mediamente si fa un intervento di Tso al giorno, si è presa l’abitudine di autorizzare i Tso «a posteriori». Prima avviene il ricovero coatto. Poi, quando la richiesta firmata da almeno due medici arriva sulla scrivania del sindaco, o di un suo delegato, viene convalidata e autorizzata.  Per utilizzare le parole di Luciano Sorrentino, docente di Storia della psichiatria dell’Università di Torino «Una prassi discutibile … praticamente un sequestro di persona preventivo non ordinato da nessuna autorità competente che solo in un secondo momento viene sanato dal sindaco e dal giudice”. Verità e giustizia deve essere resa ai familiari di Soldi in ordine all’indagine aperta dalla Magistratura per omicidio colposo a carico di uno psichiatra e di tre vigili. Oltre a ciò chiediamo di mettere fine a pratiche di intervento che si configurano come non rispettose della legge e lesive dei diritti e dell’incolumità delle persone, in specie di quelle più deboli.

Torino, 12 agosto 2015

Locatelli (PRC-SE): sui profughi il M5S come i fascioleghisti?

9 Ago

profughi SettimoEzio Locatelli, segretario provinciale di Torino di Rifondazione Comunista – S.E. ha rilasciato la seguente dichiarazione:

E’ di un consigliere comunale del M5S di Torino, tal Vittorio Bertola, la proposta avanzata contro una presunta permissività nel sistema di accoglienza dei profughi in Italia. Le misure invocate sono: “un giro di vite sui permessi di soggiorno”, “sorveglianza più stretta dei profughi”, “rimpatrio forzato”. Nessun riferimento alla necessità di istituire corridoi umanitari in risposta alle centinaia, migliaia di essere umani che dopo essere fuggiti da guerre, persecuzioni e povertà muoiono a centinaia, a migliaia nel Mediterraneo. Invece che occuparsi della lotta alla disoccupazione, agli sfratti, alle privatizzazioni di servizi pubblici grandemente presenti a Torino il consigliere 5 Stelle, al pari di un qualsiasi esponente fascioleghista, non trova di meglio che prendersela con le persone più deboli, i senza voce, gli ultimi nei confronti dei quali viene invocata la politica del respingimento. Un incidente di percorso? Neanche per sogno. La proposta, pubblicata e rilanciata sul blog di Beppe Grillo, è di fatto assunta come linea politica del M5S. Una vergogna. Adesso sappiamo, una volta in più, cosa significa essere un movimento né di destra né di sinistra. Quando c’è da scegliere da che parte stare, al dunque, il pendolo va a destra dove prevalgono gli interessi di chi non vuole essere smosso e disturbato dalla sua condizione di (relativa) supremazia o privilegio. Non solo per un problema di umanità nei confronti dei profughi ma per un cambiamento sociale e politico vero va ripresa una lotta del basso contro l’alto – non dall’alto contro il basso – contro ogni forma di discriminazione, in favore dell’accoglienza, dei diritti, della dignità, dell’uguaglianza di tutte e tutti.

Torino, 9 agosto 2015

Note in margine al Teatro Povero di Monticchiello

2 Ago

teatro povero MontichielloAnche quest’anno ho assistito allo spettacolo messo in scena dal Teatro Povero di Monticchiello. Uno spettacolo di teatro vero, famoso in tutta Italia e non solo,  creato e interpretato da un intero paese.  Ogni anno – siamo alla quarantanovesima edizione –  va in scena una storia diversa che si rifà  ad una trama di vita vissuta. Quest’anno lo spettacolo è intriso di una critica feroce alle politiche di esclusione sociale, di precarizzazione lavorativa, di smantellamento dei servizi sociali, di marginalizzazione di aree territoriali periferiche portate avanti da una intera classe politica e di governo. Politiche che rubano il futuro alle nuove generazioni. Chiaro il riferimento (senza essere esplicitato) al governo Renzi e al suo partito, il Pd. Una critica tanto più forte e pregnante in quanto viene da una terra che in passato si identificava nel Pci e in una politica di riscatto e progresso. Ora che Renzi e il Pd hanno girato le spalle a queste politiche e a queste aspettative sale la protesta popolare. Una protesta che va in scena, che grida la sua afflizione, la sua rabbia ma che stenta ancora a trovare una risposta politica. Anche guardando a questo spettacolo, molto seguito e applaudito, il pensiero va alla necessità di ricostruire in Italia una sinistra in grado di tornare ad essere punto di rifermento e strumento utile di cambiamento. E’ giusto da parte nostra provarci e riprovarci per mettere in scena un’altra storia, l’idea che un altro mondo è possibile.  E.L.

Tesseramento, assemblea nazionale dei segretari, festa nazionale

2 Ago

Rifondazione ComunistaNota ai segretari regionali, provinciali, di circolo Prc-Se –

Nell’ambito della recente scelta di allargamento della segreteria nazionale, è stato deciso di attuare un investimento specifico di attenzione sulle questioni che attengono al rilancio della presenza organizzata del nostro partito a livello nazionale e territoriale. Un compito che, al di là degli scarsi mezzi e risorse attualmente a disposizione, intendiamo portare avanti con impegno e convinzione convinti come siamo che politica e organizzazione devono poter tornare a camminare assieme.
Quando parliamo di rilancio non pensiamo solo alla riorganizzazione della nostra soggettività politica, alla rimessa in moto dei meccanismi di direzione e funzionamento, di tesseramento, di autofinanziamento, di comunicazione interna ed esterna, di feste locali, ecc. Pensiamo ad un percorso di ricostruzione correlato ad un recupero d’iniziativa, di proiezione esterna, ad un’attività di radicamento sociale. Pensiamo ad un partito che diventi sempre più strumento di organizzazione e di battaglia politica, ad un partito capace, altresì, di apportare il proprio contributo all’evoluzione del necessario, indispensabile processo unitario a sinistra.
Su quest’ordine di questioni e impegni a settembre dobbiamo dare il segno di una ripartenza. Una ripartenza che, al di là del nostro intento soggettivo, diventa possibile per la profondità e vastità dei sussulti politici e sociali in atto che mettono in discussione la strategia neoliberista dell’austerità. Questa rimessa in discussione avviene non solo in Grecia o in Spagna in presenza di forze controcorrente come Syriza, Podemos, Izquerda Unida ma anche in altri Paesi e in Italia. Qui nel nostro Paese, a fronte di una questione sociale esplosiva, la narrazione renziana appare sempre più in crisi.
Per questo abbiamo deciso, nell’ambito della Festa Nazionale che si terrà dal 9 al 13 settembre a Firenze, di proporre un incontro nazionale dei segretari di circolo, provinciali e regionali. Un incontro che abbiamo previsto per domenica 13 settembre, dalle ore 11 alle 17, per dare corso alle linee d’impegno che ci siamo dati in occasione della recente Conferenza Nazionale di Organizzazione. Una discussione importante, quella che si è svolta, in tema di riorganizzazione e innovazione del nostro partito. Una discussione che ora dobbiamo cercare di concretizzare, così come dobbiamo cercare di produrre un’attivazione generale di energie e di intelligenze politiche. Questo è il salto in avanti che dobbiamo compiere.
Per quanto ci riguarda stiamo lavorando per dar vita ad un collettivo – un ufficio organizzazione – di compagne e compagni disponibili all’attività di riorganizzazione del partito e di collegamento con le diverse realtà territoriali. All’inizio di settembre pensiamo di dare piena operatività a questo collettivo. Soprattutto contiamo sul rinnovato impegno di chi ha una qualche responsabilità di direzione del partito chiedendo da subito a tutte e tutti di dare una forte accelerazione e impulso alla campagna di iscrizione 2015 a Rifondazione Comunista.
Ci sono tante ragioni per rilanciare la presenza organizzata di Rifondazione Comunista parimenti alla costruzione del progetto di unità della sinistra antiliberista. Prepariamoci a ripartire.

Roma, 31 luglio 2015

Ezio Locatelli
responsabile organizzazione nazionale Prc-Se