Archivio | ottobre, 2015

Assemblea Anci – Locatelli (Prc – S.E.): Fassino-Renzi due facce della stessa medaglia. I comuni tornino a dare voce alle istanze dei territori e dei cittadini

29 Ott

anciEzio Locatelli – segreteria nazionale PRC – S.E.– in merito ai lavori dell’assemblea Anci di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Più che il portavoce dei Comuni e degli Amministratori locali Piero Fassino, Presidente dell’Anci oltreché sindaco di Torino, ha scelto di fare il portavoce del Governo Renzi.
Nella relazione introduttiva dell’assemblea annuale dell’Anci, tenutasi a Torino, Fassino non è andato al di là del gioco delle parti: qualche insignificante rilievo critico circa le difficoltà in cui versano i comuni, qualche richiesta di attenzione maggiore indirizzata al Governo e niente più.
Non c’è stata alcuna messa in discussione dell’impianto complessivo dei provvedimenti governativi. Provvedimenti che vanno nel senso di produrre tagli drastici di risorse e, conseguentemente, di abbattere la capacità dei comuni di operare in rapporto alle comunità e ai territori di pertinenza, in tema di trasporti, assistenza sociale, servizi ambientali, cultura etc. Addirittura, alla faccia dei comuni strangolati dal patto di stabilità, i provvedimenti messi in atto dal Governo sono stati definiti di segno “espansivo”. Inoltre Fassino non ha mancato di manifestare il proprio pieno sostegno alle controriforme del Governo che smantellano i diritti del lavoro , l’istruzione pubblica, la rappresentanza istituzionale, parti significative della Costituzione.
Il fatto è che il Presidente dell’Anci ha deciso di essere l’alter ego del governo Renzi: diversi ruoli, stesse politiche in rotta di collisione con i diritti di cittadinanza sociale e dei territori.
I comuni tornino a dare voce alle istanze dei territori e delle comunità locali. Queste istanze sono incompatibili con le politiche restrittive e antidemocratiche del Governo Renzi.
Torino, 28 ottobre 2015

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TORINO: LA SINISTRA SIA IN CAMPO CON UNA PROPOSTA ALTERNATIVA A FASSINO E AL PD

23 Ott

DSCF9661di Ezio Locatelli*
In questi giorni abbiamo avuto la riprova che Piero Fassino, sindaco di Torino, vive  non a Palazzo Civico ma su un altro pianeta. In una lettera ad un quotidiano, sulle prossime amministrative e sulla eventuale ripresentazione della sua candidatura, Fassino parla di Torino come se stesse parlando di tutt’altra realtà. L’immagine che viene data è di una città metropolitana all’avanguardia in tutti i campi: industria, finanza, tecnologie spaziali, ricerca, formazione, università, cultura, cibi, turismo e chi più ne ha più ne metta. L’immaginifico Fassino parla di Torino come di una grande città che per la sua capacità di “straordinaria trasformazione” è diventata un “vero e proprio punto di riferimento nell’era della globalizzazione”. Che Torino sia un importante e bella città è fuor dubbio. Ma detto ciò nessuno può pensare di sottacere il degrado di una città scesa a livelli molto bassi per quanto riguarda la qualità della vita, una città letteralmente “sprofondata” – per usare un termine utilizzato dai ricercatori – quanto a condizioni sociali, occupazionali, ambientali, abitative. Una realtà che Fassino, sindaco ormai più vicino a Marchionne e alla grande finanza che ai ceti popolari, non vede e non sente più. Da qui la necessità di voltare pagina, di ridare voce e rappresentanza al diffuso disagio e malessere sociale che c’è. Su questa necessità si è aperto un importante capitolo di ragionamento.
Chiusa una stagione politica, quella fondata sull’illusione di  poter condizionare da sinistra un Pd che è andato tutto a destra, in settori ampi di sinistra e di società civile sta maturando l’idea – da noi da tempo sostenuta – di mettere in campo un programma e uno schieramento unitario alternativo alle politiche liberiste del Pd di Renzi e di Fassino nonché alle forze di centrodestra. Di fatto le politiche portate avanti nel corso degli anni dai due schieramenti, a livello comunale e regionale, sono diventate sempre più simili e intercambiabili in materia di privatizzazioni dei servizi, di alienazione di beni pubblici, di riduzione dei diritti sociali e dei servizi pubblici, di grandi opere. Un circolo vizioso che può e deve essere spezzato mettendo in campo una proposta di segno contrario. Dunque più attenzione alle periferie urbane, lotta all’austerità e alle disuguaglianze, potenziamento dei servizi pubblici, no alle privatizzazioni e alle speculazioni immobiliari, vivibilità ambientale, diritti e dignità del lavoro, politiche abitative rivolte in particolare ai ceti meno abbienti, diritti di cittadinanza, eccetera.
Il superamento della frammentazione della sinistra e la presentazione di una proposta unitaria alternativa al Pd di Fassino è un fatto di novità che può fare la differenza alle prossime amministrative nella sfida politica per il cambiamento. Si tratta di avviare a tal fine un percorso di lavoro e di raccolta delle diverse espressioni di volontà politica. Tutti insieme, con pari dignità e con grande senso di apertura: partiti, associazioni, comitati di lotta, singoli o altre espressioni della società civile. Ognuno chiamato a fare la sua parte. Per questo riteniamo utile che nei prossimi giorni la sinistra, nelle sue diverse articolazioni, si ritrovi attorno a un tavolo di confronto – uno dei tanti tavoli che vanno aperti – in maniera tale da contribuire a spingere in avanti la proposta politica di una alternativa al blocco di potere raccoltosi intorno a Fassino e al Pd. Rifondazione Comunista è a disposizione per questo percorso.
*segretario provinciale Prc-Se Torino

Torino, 23 ottobre 2015

Buon avvio della campagna “I soldi ci sono!”. Continuare controinformazione e iniziativa politica

21 Ott

isoldicisonoEzio Locatelli*

Siamo partiti col piede giusto. Quest’ultimo fine settimana ha visto impegnate, nei rispettivi territori, la maggior parte delle federazioni di Rifondazione Comunista nell’avvio della campagna nazionale “i soldi ci sono!”. Un campagna di controinformazione – per dirla con un termine utilizzato negli anni settanta – riguardo le politiche classiste del governo Renzi, le menzogne volte a mascherare l’operazione di trasferimento di reddito, di ricchezza, di poteri dal basso verso l’alto in atto nel nostro paese. La prima di queste menzogne, su cui si è consolidato un dominio di luoghi comuni reazionari, è che ci troviamo in presenza di una crisi da scarsità. Un inganno cui s’è fatto largo ricorso nella comunicazione politica per plasmare senso comune, legittimare misure di austerità, riduzione dei salari e delle pensioni, smantellamento del sistema delle protezioni sociali e dei diritti del lavoro.

A fronte di questa situazione urge ricostruire un nuovo senso comune e pensiero critico mettendo al centro la lotta ai privilegi, agli squilibri e alle disuguaglianze, mettendo al centro proposte di giustizia sociale. Come Rifondazione Comunista siamo chiamati a fare la nostra parte. In che termini visto che nel regime del pensiero unico, non godiamo certo di molte opportunità per comunicare tramite via mediatica le nostre proposte politiche? Bisogna tornare, per l’appunto, a fare controinformazione. Il partito, con i suoi iscritti, i suoi militanti sia il nostro divulgatore di massa.

Per questo è importante, unitamente alla presenza nelle lotte sociali, agire campagne di sensibilizzazione che siano nel senso di aprire squarci di consapevolezza sulla crisi in contrapposizione al paradigma fasullo della scarsità, che siano nel senso di produrre anticorpi sociali e culturali. Facciamolo nel rapporto diretto con le persone e i territori. Questo è quanto abbiamo fatto nell’ultimo fine settimana con l’allestimento di gazebo, volantinaggi, comizi volanti con un buon ritorno di attenzione e di discussioni politiche. Adesso si tratta di andare avanti, di tornare ad essere in piazza, nei quartieri, nei luoghi di lavoro in quante più situazioni possibili.  La campagna politica “i soldi ci sono!” continua. Facciamo in modo che questa campagna sia anche l’occasione per allargare e rafforzare i rapporti con quanto si muove fuori dal nostro partito.

*segreteria nazionale Prc-Se – responsabile organizzazione

C’è vita a sinistra? – Festa in rosso a Ivrea

20 Ott

Ezio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista  ha partecipato al dibattito “C’è vita a sinistra?” con Nicoletta Cerrato – SeL e Federico Bellono – segretario provinciale Fiom all’interno della Festa in rosso ad Ivrea il 10 ottobre 2015.

Intervista a Cadigia Perini – segretaria circolo Rifondazione Comunista di Ivrea e ad Ezio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista –

Fassino vergogna. Non si usa la forza contro gli studenti

20 Ott

aggressione studentiRifondazione Comunista di Torino esprime solidarietà agli studenti e studentesse delle organizzazioni studentesche: “Si-Studenti Indipendenti” “Alter.POLIS” e “Last”, che questa mattina sono stati violentemente sgomberati dalla forza pubblica, a seguito dell’occupazione simbolica del gasometro dell’Italgas di via Farini.
L’occupazione è stata decisa per protestare contro l’operazione di speculazione edilizia resa possibile dall’Amministrazione Comunale di Torino: la costruzione e la gestione di residenze universitarie di lusso, inaccessibili a studenti provenienti da famiglie con reddito più basso.
Una protesta sacrosanta a cui si è risposto vergognosamente con l’uso della forza e lo sgombero da parte delle forze dell’ordine. Non è pensabile che il Sindaco Fassino percorra scelte discutibili – una costruzione  immobiliare che rischia di eludere la domanda abitativa degli studenti provenienti dalle famiglie meno abbienti –  facendo ricorso all’uso della forza.
L’azione di questa mattina si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione contro la “Buona Scuola” di Renzi e Giannini.  Nel denunciare gli altissimi costi dell’istruzione e l’assenza di diritto allo studio, vogliamo che si torni ad investire nella scuola e nella formazione degli studenti.
Solidarietà ai sei compagni fermati e ai feriti.
Ezio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

Torino, 9 ottobre 2015