Archivio | ottobre, 2016

Locatelli (Prc-Se): basta impunità. Giustizia per i morti di amianto

27 Ott

wp_20161027_005Questa mattina una delegazione di Rifondazione Comunista ha partecipato al presidio, tenutosi davanti al Palazzo di Giustizia di Torino, in occasione della prima udienza preliminare del processo Eternit bis. Tra gli altri era presente Ezio Locatelli della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista che ha dichiarato:“Ci sono migliaia di famigliari di lavoratori e cittadini uccisi dall’amianto che aspettano ancora giustizia dopo il vergognoso proscioglimento in Cassazione per intervenuta prescrizione del reato di disastro colposo di Stephan Schmidheiny, magnate svizzero di Eternit”. Il proscioglimento era intervenuto dopo la condanna a 18 anni wp_20161027_009di reclusione da parte della Corte d’Appello. Ora riparte un nuovo dibattimento processuale sulla base del reato di omicidio colposo perpetrato nei confronti di 258 persone morte di amianto. “Non è pensabile – ha detto ancora Locatelli – che si ripeta la vergogna di una assoluzione o di una dichiarazione di impunità nei confronti di chi si è macchiato di migliaia di morti, di chi ha fatto un mucchio di soldi sulla pelle dei lavoratori. Per questo siamo qui a fianco dei famigliari delle vittime e lo saremo fintanto che non sarà loro resa giustizia”.wp_20161027_012

Torino, 27 ottobre 2016

Annunci

Locatelli (PRC – SE): il movimento NOTAV al Parlamento Europeo rompe il muro di omertà

27 Ott

img_1215-234656_210x210Ezio Locatelli – segreteria nazionale Rifondazione Comunista – SE ha dichiarato:

II movimento No Tav ha rotto il muro di omertà. Una folta delegazione di attivisti, in lotta contro il sistema affaristico delle “Grandi Opere”, si è recata ieri al Parlamento Europeo per consegnare la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli, emessa nel novembre 2015, di condanna del sistema delle “Grandi Opere” e della politica di criminalizzazione della protesta sociale. Un atto di alto valore simbolico reso possibile grazie al sostegno del gruppo delle Sinistra Europea Gue (in particolare dei parlamentari europei Eleonora Forenza e Curzio Maltese) di cui fa parte Rifondazione Comunista, oltre che dai Verdi e dal M5S. Una sentenza che sancisce che nel sistema delle Grandi Opere “i governi sono al servizio dei grandi interessi economici e finanziari e sono ignorate le opinioni delle popolazioni. Ciò rappresenta, nel cuore dell’Europa, una minaccia gravissima all’essenza dello stato di diritto e del sistema democratico …”. notav-parlamentoTra gli interventi di denuncia della distruzione dei territori e di criminalizzazione della protesta sociale segnaliamo quello tenuto via Skype da Nicoletta Dosio, attivista No Tav posta ingiustamente agli arresti domiciliari. Che le Grandi Opere, ed in particolare il Tav, rappresentino una fonte di corruzione e di spreco di denaro pubblico è dimostrato ancora una volta dalla raffica di arresti di queste ore. Bisogna finirla con le balle del governo italiano e del relativo seguito di faccendieri, finanzieri, burocrati, amministratori vari che parlano delle Grandi Opere, tipo Tav – Torino Lione, Ponte sullo Stretto di Messina – come fattore di crescita e di mobilità. È esattamente il contrario. Dopo la consegna della sentenza di condanna al Parlamento Europeo e l’emersione dell’ennesimo caso di corruzione e di ladrocinio nessuno può più permettersi di voltare lo sguardo dall’altra parte. Rilanciamo la lotta contro il sistema delle Grandi Opere e la repressione di chi lotta in difesa del proprio territorio.

Torino, 27 ottobre 2016

Locatelli (Prc): sui senzatetto e sugli sfratti ci vogliono risposte. Basta parlare a vanvera

17 Ott

homlessEzio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ha dichiarato:

Chiaritevi le idee e soprattutto evitate di parlare inutilmente e a vanvera su un problema serissimo, quello dei tanti senza fissa dimora e delle tante famiglie sfrattate e buttate sulla strada. Dopo che la sindaca di Torino Chiara Appendino ha parlato di 300 euro al mese ad ogni famiglia disponibile ad ospitare un senzatetto in casa propria ecco la smentita dell’assessora al Welfare di Torino Sonia Schellino: «Non abbiamo mai pensato di dare 300 euro a chi accoglie in casa un senza fissa dimora, si tratta del bando per il potenziamento dei servizi per i senza fissa dimora che, come sempre, è rivolto alle associazioni». Sempre l’assessora ha aggiunto:”Le richieste di sfratto sono tantissime…l’impegno c’è ma non sempre riusciamo a aiutare tutti”.

Per quanto ci riguarda abbiamo subito considerato quella della sindaca di Torino una proposta campata per aria, del tutto impraticabile. Come hanno osservato un po’ tutte le associazioni che operano nel settore “la maggioranza delle persone senza dimora versa in condizioni problematiche: dipendenze, alcolismo, disturbi psichiatrici. Per queste persone è del tutto velleitario ipotizzare forme di accoglienza in famiglia”. Ma ora, dopo la smentita dell’assessora, forte è il dubbio che, al di là delle belle parole e delle buone intenzioni, si continui ad andare avanti a spizzichi e bocconi con palliativi poco rispondenti alla portata dell’emergenza dei senza dimora (mille e cinquecento solo a Torino città) a cui si deve aggiungere il fenomeno dilagante degli sfratti (più di 4 mila l’anno). In una città con un patrimonio abitativo pubblico e privato grandemente inutilizzato le soluzioni ci sono. Basta volerle anche a costo di dispiacere alle grandi rendite immobiliari e finanziarie che imperversano in città.

Torino, 17 ottobre 2016

Il Teatro Povero di Monticchiello e il futuro delle comunità resistenti

7 Ott

teatro-poveroIn occasione del cinquantesimo anniversario del Teatro Povero di Monticchiello si tiene, a partire da oggi, per tre giorni, un interessante convegno di studi dal titolo “La scena e la piazza”. La discussione, a leggere il programma, non sarà solo di carattere culturale, riguarderà progetti sociali, piani amministrativi, modelli di sviluppo. Emblematico il tema di apertura del convegno: ”Comunità resistenti: la progettualità culturale come strategia di resistenza alla marginalità”. Bene, avremo modo di sentire e approfondire. Monticchiello vive da cinque decenni, caso unico in Italia, un’esperienza teatrale popolare che coinvolge a vario titolo l’intero borgo. Un borgo fino ad ieri lontano dagli aspetti più deteriori della modernizzazione. Oggi non è più così. La profondità dei cambiamenti, il dominio incontrastato della politica economica dell’incertezza, della precarietà, del lavoro intermittente intacca anche il quieto vivere di realtà che fino ad ieri sembravano in qualche modo al riparo da molti aspetti di vulnerabilità sociale. La modernità liquida, per certi aspetti, ha lo stesso impatto violento di un terremoto: agisce per dissolvere tutto ciò che è stabile, solido. Fa a pezzi le reti di solidarietà, i legami sociali, distrugge i territori. Da qui un senso diffuso di insicurezza, persino di paura – di una paura che stringe d’assedio – un sentimento che è stato oggetto di discussione e rappresentazione teatrale negli ultimi anni. Come ha scritto Zygmunt Bauman siamo sempre più “costretti a trattare il futuro come una minaccia e non come un rifugio o una terra promessa”. Come se ne esce? Non certo con una battaglia difensiva e di nostalgia rivolta per lo più al tempo passato. La difesa delle radici e della memoria non può che andare di pari passo ad una battaglia di cambiamento contro la cappa di un modello di società finalizzato al profitto privato e al consumo. Il futuro del Teatro Povero di Monticchiello, così come di altre esperienze culturali e sociali, dipende da questa capacità di resistere ad una modernità disgregatrice e del riflusso che toglie dignità alle persone, di ricreare una spinta dal basso, di combattere il conformismo e l’asservimento politico culturale di chi ha abbandonato da tempo qualsiasi idea di cambiamento.

Locatelli (PRC-SE): nessuna giustificazione per la Giunta Appendino. Fare cassa con l’acqua pubblica è fuori legge

4 Ott

acqua_pubblicaEzio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino ha dichiarato:

Non è solo l’atto in sé ad essere inaccettabile, ovvero l’utilizzo delle risorse della Smat (Società Metropolitana Acque Torino) per operazioni finanziarie che esulano dalle finalità societarie. Ad essere inaccettabili sono anche le giustificazioni raffazzonate della Giunta Appendino che ha deciso di fare cassa con i soldi guadagnati con la gestione del servizio idrico e l’acqua pubblica: “paghiamo i buchi del bilancio comunale della gestione precedente”. Buchi o non buchi, la sottrazione di due milioni di euro alla Smat, soldi che dovrebbero essere usati per il potenziamento delle attività del servizio idrico e la diminuzione delle tariffe a carico dei cittadini, è in rotta di collisione con la volontà popolare che si è espressa col referendum sull’acqua pubblica del 2011. Il M5S come il Pd in materia di acqua pubblica? Ha ragione il Comitato Acqua Pubblica di Torino a parlare di “truffa ai danni dei cittadini” costretti a pagare non solo i costi del servizio idrico ma, in barba alla legge, anche un surplus remunerativo destinato a operazioni finanziarie che nulla hanno a che vedere con l’acqua pubblica.

Torino, 4 ottobre 2016