Archivio | aprile, 2017

Locatelli (Prc.SE): manifestazione a Pontida del 22 aprile: l’ordinanza “coprifuoco” del Sindaco è illegittima. Intervenga il Prefetto

18 Apr

pontida22Ezio Locatelli, ex deputato bergamasco e ex consigliere regionale della Lombardia, attualmente dirigente nazionale di Rifondazione Comunista, ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla manifestazione di Pontida: “Nessuno pensi di sottovalutare le implicazioni dell’ordinanza del sindaco leghista di Pontida (Bergamo) che dispone la chiusura di scuole, pubblici uffici, esercizi commerciali e quant’altro per il 22 aprile, giorno in cui è previsto il Festival dell’Orgoglio Antirazzista e Migrante cui anche Rifondazione Comunista ha aderito. Un’ordinanza “coprifuoco” assurda e irresponsabile motivata da un grave quanto inesistente “pregiudizio per l’incolumità pubblica e per la sicurezza urbana” che deriverebbe  dallo svolgimento di una manifestazione pacifica cui partecipano associazioni, forze sociali e politiche, artisti e gruppi musicali di fama nazionale e internazionale. Con quest’ordinanza che dispone la serrata del piccolo paese della bergamasca la Lega Nord punta non solo a creare allarmismo ma a ingenerare il massimo di disagio e di tensione da rivolgere contro i partecipanti che verranno da tutta Italia nel segno di un Festival dedicato all’accoglienza e al rispetto di tutte le diversità. Eppure il Sindaco di Pontida aveva dichiarato appena qualche giorno fa ad un quotidiano (cfr. il Giorno del 4 aprile) “sicuramente l’area sarà concessa come sempre avviene a Pontida e senza alcun problema” nel rispetto del regolamento vigente. Come mai questa giravolta? Chi ha indotto il Sindaco a cambiare radicalmente atteggiamento? Sicuramente chi ha tutto l’interesse a creare elementi di tensione da agitare strumentalmente sul piano politico. Emblematiche e senza bisogno di commenti le parole di Matteo Salvini: “fa bene il Sindaco di Pontida a cautelarsi, io personalmente sarò da tutt’altra parte il 22 aprile”. Ciò che più disturba il sonno dei dirigenti leghisti è la riuscita di una manifestazione antirazzista in un luogo simbolo della Lega stessa. Da qui l’azione di ostracismo e boicottaggio. E’ in ragione di questa stato delle cose che abbiamo scritto oggi al Prefetto di Bergamo per chiedere un suo “intervento di revoca dell’ordinanza che reca, questa sì, grave pregiudizio e turbativa al regolare svolgimento della manifestazione” oltre a privare i cittadini di Pontida della possibilità di fruire di pubblici servizi atti a garantire il normale decorso della vita cittadina. Un intervento, sia chiaro, che riteniamo necessario e doveroso. In ogni caso dovremo deludere Salvini e i leghisti di ogni risma. Che il 22 aprile sia una vera festa, una gioiosa giornata di riscossa antirazzista, antifascista e, visti i venti di guerra, una giornata di mobilitazione pacifista”.

Roma/Bergamo, 17 aprile 2017

Di seguito riportiamo la lettera inviata al Prefetto di Bergamo:

Partito della Rifondazione Comunista
Federazione  Provinciale di Bergamo
via Borgo Palazzo 84/G, Bergamo

All’attenzione di Sua Eccellenza il Prefetto
di Bergamo dott. Tiziana Costantino

Oggetto: Richiesta di annullamento dell’ ordinanza emessa dal sindaco di Pontida in previsione del “Festival dell’Orgoglio Antirazzista e Migrante”

Egr. Signor Prefetto
la presente per sollecitare un suo intervento presso il Sindaco di Pontida al fine di chiedere la revoca dell’ordinanza n. 11 del 13/04/2017 con la quale viene disposto la chiusura di scuole, uffici comunali, uffici pubblici ed esercizi commerciali e quant’altro nella giornata di sabato 22 aprile 2017 a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza urbana. Un’ordinanza priva di qualsiasi giustificazione e legittimità. Tale ordinanza emessa in previsione del “Festival dell’Orgoglio Antirazzista e Migrante” viene motivata col fatto che tale manifestazione, cui aderiscono e partecipano  decine e decine di associazioni, forze sociali e politiche, artisti e personalità di fama nazionale e internazionale, “costituisce grave pregiudizio per l’incolumità pubblica … favorisce l’insorgere potenziale di episodi criminosi, quali fenomeni di insicurezza urbana, di vandalismo e di turbativa della quiete pubblica”.

E’ del tutto evidente l’avventatezza e l’assurdità di tali argomentazioni tanto più a fronte di una manifestazione che i promotori si propongono come pacifica, civile e aperta a tutte e tutti. Ma ciò che ci preme sottolineare è che tale ordinanza, al di là di creare allarmismo fuori luogo, costituisce – essa sì – grave turbativa e pregiudizio al regolare svolgimento della manifestazione in quanto priva migliaia di persone che parteciperanno al Festival Antirazzista e i cittadini stessi di Pontida della possibilità di fruire di pubblici servizi atti a garantire il normale decorso della vita cittadina e a rispondere a elementari esigenze di vivibilità ambientale.

Pertanto, a fronte di un atto di assoluta irresponsabilità che mira all’aperto boicottaggio della manifestazione e a suscitare volutamente un clima allarmistico e di tensione, chiediamo l’annullamento della illegittima ordinanza del Sindaco di Pontida e un intervento atto a garantire il normale decorso della vita cittadina e di una manifestazione dedicata all’accoglienza e al rispetto di tutte le diversità.

Distinti Saluti.

on. Ezio Locatelli, ex deputato e consigliere regionale Lombardia
Francesco Macario, ex assessore all’Edilizia privata, alle Politiche della Casa e al Patrimonio di Bergamo
Vittorio Armanni, Paolo D’Amico, Luigi Reduzzi, ex consiglieri provinciali di Bergamo
Maurizio Morgano, Rocco Galgano (ex consigliere indipendente) ex consiglieri comunali di Bergamo

 

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Ivrea- Ezio Locatelli (Prc-Se): candidarsi a governare negando il conflitto sociale come fa il M5S significa stare con i padroni

10 Apr

GrilloBeppe Grillo, in occasione della convention di Ivrea, ha ufficializzato la corsa al governo del Paese del MSS con un proclama: “è finito il tempo delle manifestazioni e delle proteste di piazza. Ora è il tempo di disegnare il nostro futuro”. Lo fa nel momento in cui le politiche liberiste e di austerità accrescono disoccupazione, povertà, malessere sociale. Il M5S si candida a governare negando legittimità al conflitto sociale, così come chiesto dal sistema degli interessi dominanti. Niente di nuovo sotto il sole. L’antipolitica del M5S si sposa appieno con il mondo degli affari, dei media, delle imprese, con l’idea di lasciare immutati gli squilibri drammatici che squassano la società. In una società deprivata di legami sociali e identità collettive, per lor signori, i cittadini devono essere relegati nel limbo passivo di semplici consumatori di messaggi politici. Li dobbiamo smentire, li dobbiamo deludere. Per costruire il cambiamento va rilanciato il conflitto sociale, va organizzato un movimento di lotta politica, sociale, culturale contro governi e poteri impegnati a fare il gioco dell’economia e dei mercati finanziari. Nelle piazze bisogna tornarci, oggi più che mai, contro vecchi e nuovi padroni.

Torino, 10 aprile 2017

Torino – Locatelli (Prc-Se): Una scelta dissennata il via libera a 14 megacentri commerciali. Scandaloso il voltafaccia di Appendino

7 Apr

centri commercialiEzio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“A Torino saranno costruiti quattordici nuovi grandi centri commerciali con il placet dell’amministrazione comunale a guida M5S. Centinaia di migliaia di metri quadrati di territorio consumato e cementificato a favore della grande distribuzione con tutti gli effetti indotti di polarizzazione commerciale, concentrazione del traffico, inquinamento, distruzione della rete dei negozi di prossimità. Il via libera alla realizzazione di nuovi centri commerciali costituisce uno scandaloso voltafaccia da parte di chi, sindaca Appendino e vicesindaco Montanari in testa, professava fino a ieri la propria contrarietà alla realizzazione di nuovi grandi insediamenti commerciali e al consumo di suolo pubblico. Come non detto, adesso si è maggioranza di governo locale. Quello che fa arrabbiare ancor più è il gioco allo scaricabarile, il tentativo di addossare tutta la responsabilità di scelte dissennate all’amministrazione comunale precedente come se la compagine amministrativa attuale non potesse fare alcunché. Frottole, nient’altro che frottole. La verità è che la Giunta Appendino ha deciso di fare, né più né meno, quello che faceva la Giunta Fassino, di fare cassa con le concessioni edilizie in una città impoverita e in piena crisi di consumi. Contro la proliferazione scriteriata dei grandi centri commerciali, la cementificazione del territorio, la distruzione di posti di lavoro e piccoli negozi va costruita l’opposizione alle scelte della Giunta Appendino nei quartieri della città. Rifondazione Comunista si impegnerà in tal senso”.

Torino, 7 aprile 2017

Locatelli (Prc-Se): con i lavoratori Safim ingiustamente licenziati e denunciati sabato presidi davanti ai supermercati

7 Apr

safim“Basta con le angherie padronali e i licenziamenti per ritorsione”. Rifondazione Comunista, per bocca di Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino, aderisce ai due presidi di solidarietà con i lavoratori licenziati e denunciati dalla Safim di None (Torino) per rappresaglia antisindacale. I presidi sono stati indetti per sabato 8 aprile, ore 14,30, davanti ai due supermercati Dimar-Mercatò di Torino, l’uno in Via Carso ang. Via Monginevro, l’altro in Via Botticelli 114. La Safim, azienda che opera nel settore della logistica alimentare e ha in appalto i servizi logistici dei supermercati Mercatò, “per anni – secondo Locatelli – ha fatto il bello e il cattivo tempo riguardo l’utilizzo e lo sfruttamento della forza lavoro”. Lo ha fatto fintanto che un gruppo di lavoratori, tutti immigrati nonché delegati sindacali, ha inoltrato all’Ispettorato del Lavoro denuncia di condizioni lavorative irregolari, di comportamento antisindacale, di diritti negati, di lavoro nero. A seguito di questa denuncia i lavoratori sono stati licenziati. Non solo, altri trenta lavoratori sono stati denunciati per avere scioperato in solidarietà con i propri compagni di lavoro ingiustamente estromessi dall’azienda. “La Safim non conosce il rispetto e la dignità di chi lavora, vuole solo schiavi”, hanno scritto i lavoratori denunzianti. La lotta di Mahumud, Said, Amid e Mohamed licenziati è la lotta di tutti i lavoratori impegnati nella difesa dei propri diritti e della propria dignità. Proprio per questo Rifondazione Comunista sarà presente ai presidi per chiedere: alla Dimar-Mercatò l’interruzione di qualsiasi rapporto con la Safim di None per rispetto dei più elementari diritti dei lavoratori; alla Safim il reintegro dei lavoratori licenziati senza giusta causa, all’Ispettorato del lavoro un intervento immediato a garanzia dei diritti e della dignità dei lavoratori”.

Torino, giovedì 6 aprile 2017