Archivio | maggio, 2017

Locatelli e Flamini (Prc-Se): Basta frottole sui destini della FCA di Mirafiori e nel resto d’Italia. Serve un piano industriale

28 Mag

Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino e Enrico Flamini, responsabile nazionale lavoro, ambedue della segreteria nazionale Prc-Se hanno rilasciato la seguente dichiarazione sul recente accordo Governo- FCA:

“Siamo ai soliti proclami privi di qualsiasi riscontro. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e Claudio Calenda, Ministro per lo Sviluppo, sbandierano l’accordo intervenuto in sede governativa in base al quale FCA (ex Fiat)  si impegna a spendere 300 milioni circa in ricerca e innovazione a beneficio di Mirafiori e del centro di ricerca di Orbassano (Torino) nonché dei siti di Pomigliano d’Arco (Napoli) e Trento. A questa cifra si aggiungono 27 milioni di incentivi pubblici generosamente elargiti dal Ministero dello sviluppo (19 milioni) e dalla Regione Piemonte (9 milioni). Gli investimenti dovrebbero essere finalizzati alla progettazione e produzione di motori a trazione elettrica. Questi investimenti, spiega il Ministero in una nota, “confermano la scelta strategica di voler rafforzare FCA in Italia … con ricadute positive per le Regioni e Il Sistema Paese”. Gli fa eco Chiamparino. “è un bel segnale che conferma un’inversione di tendenza”. Parole vuote che prendono ancora una volta in giro lavoratori e cittadini. L’accordo intervenuto non è in grado di garantire nulla di nulla. Intanto l’accordo non prevede alcuna contropartita in termini occupazionali. Detto ciò il rilancio di uno o più centri di ricerca e di innovazione finalizzati alla produzione di nuovi modelli necessiterebbe di cifre ben al di là di quelle prospettate da FCA – la Volkswagen spende 13 miliardi ogni anno in ricerca e sviluppo –  ancor più se finalizzate a ridefinire in tutto o in parte la gamma produttiva degli stabilimenti col lancio di nuovi modelli ibridi. Solo per il lancio di un nuovo modello ibrido servirebbe un investimento di circa un miliardo di euro, una cifra assai lontana da quelle dichiarate da FCA. La verità è che non c’è alcuna inversione di tendenza riguardo a una azienda lasciata in questi anni andare alla deriva, nessuna specificazione di tempi e modi di impiego degli scarsi investimenti previsti, nessun piano industriale. Invece che parlare a vanvera, a giocare il ruolo di comprimari, a  continuare a foraggiare la FCA a fondo perduto, Calenda e Chiamparino farebbero meglio a cambiare registro. Il gioco negoziale sui tempi, le modalità e sui contenuti di un rilancio del sistema produttivo non può essere lasciato, così come finora è stato, nelle mani della direzione di FCA. Occorre un intervento pubblico da parte di governo e enti territoriali che non lasci spazio alle frottole di chi in tutti questi anni ha avuto modo di dimostrare l’assenza di credibilità, ovvero che l’unico scopo era il profitto e non certo la tenuta occupazionale o della capacità progettuale e  produttiva delle aziende presenti a Torino e in Italia.

Torino/Roma 28 maggio 2017

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Spiragli di cultura critica. Mettiamoli a frutto col tesseramento 2017

24 Mag

tesseramento2017testa-300x104di Ezio Locatelli *

Quanto di positivo abbiamo fatto con l’ultimo congresso nazionale del partito va messo a frutto puntando, tra le altre cose, a un incremento degli iscritti per il 2017 a Rifondazione Comunista. L’obiettivo è a portata di mano tenuto conto che in occasione dei congressi di Circolo il 66% delle compagne e dei compagni iscritti nel 2016 ha scelto di rinnovare l’iscrizione per l’anno in corso. Una partenza per così dire “bruciante”. Se così è stato nel primo periodo dell’anno allora vuol dire che è possibile lavorare da subito e nei mesi a venire per un allargamento dei punti di contatto e delle adesioni. Già ora non sono poche le realtà territoriali che registrano un aumento d’interesse intorno al partito.

Non sottovalutiamo quello che è sempre di più un dato di fatto. Esaurita qualsiasi spinta propulsiva il liberismo odierno si regge sull’idea di una “mancanza di alternative”. Un’idea frammista a insofferenza per le tante promesse tradite, per una crisi fondata sempre più su disuguaglianze, disoccupazione, povertà. La vittoria del “N0” al referendum del 4 dicembre scorso ci dice di una crisi di rigetto che sta covando nel profondo della società, specie in quella parte più colpita dalle politiche di austerità e dalla spoliazione di diritti. Ebbene, là dove si è impegnati a ricreare legami, resistenza, a mettere in campo una risposta politica viene anche meno, in una certa qual misura, il senso d’impotenza, di sottomissione, si aprono spiragli di cultura critica.

Niente di particolarmente vistoso ma segnali che vanno colti, che cominciano a esserci in controtendenza ai processi di crisi della politica. Compagne e compagni di diversa provenienza che vedono in Rifondazione Comunista un appiglio, una delle poche forze organizzate a livello di territorio e, al contempo, una forza unitaria a livello di movimento e di sinistra antiliberista. Insisto su quest’ultimo punto: la necessità che abbiamo come Rifondazione e sinistra tutta di un salto di dimensione, di un’uscita dall’insignificanza politica cui ci vogliono costringere. La lotta per il cambiamento richiede la ricostruzione di grandi forze. Ecco perché l’impegno al rilancio di Rifondazione Comunista non può che andare di pari passo all’impegno per la ricomposizione delle forze antiliberiste e di sinistra alternativa. Non due piani di impegno separati ma complementari, necessari l’uno all’altro. Prestiamo attenzione alle potenzialità positive che rendono possibile, oltre che necessario, svolgere questo lavoro di ricostruzione politica.

* segreteria nazionale, responsabile organizzativo Prc-Se

Incontro con Aleida Guevara

17 Mag

DSCF3304Alcuni momenti dell’incontro con Aleida Guevara, figlia del Che, in occasione della bellissima serata internazionalista alla “Poderosa” di Torino. In particolare qui con Aleida nella biblioteca dedicata a Gianni Alasia presso la Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista di Torino. Ad Aleida viene mostrato il libro “Partito amato amaro partito” in cui Alasia parla del suo incontro nel 1963 a Cuba con il Che.

Torino, 16 maggio 2017

Ricostruire cultura della partecipazione e della militanza

11 Mag

DSCF3221di Ezio Locatelli* –

Raccogliamo le nostre forze e mettiamoci in movimento. Facciamolo con rinnovata fiducia. L’aver fatto un buon congresso non era per niente scontato dopo anni di resistenza vissuta affrontando difficoltà a non finire, le difficoltà derivanti da un quadro di sconfitta sociale, di estromissione dalle istituzioni. Dopo aver percorso il tratto più difficile della nostra storia diversi segnali – la vittoria referendaria in difesa della Costituzione, le manifestazioni promosse dalle donne in tutte le maggiori città del mondo e qui in Italia, l’affermazione delle sinistre antiliberiste in diversi Paesi d’Europa – dicono che siamo giunti a un punto da cui si può ripartire, superando una fase di rassegnazione. C’è un fatto di novità. La fine del “credo” in un sistema che ha disatteso le tante promesse di prosperità, democrazia, pace apre a un momento di possibilità. O più precisamente, per usare le parole di Samir Amin, un “momento in cui tutto è possibile, il meglio e il peggio. I giochi sono aperti. Le lotte politiche e sociali, con i loro successi e insuccessi, determineranno quello che sarà il futuro prossimo”.

E’ proprio in ragione di ciò che vanno rifiutati tutti i discorsi che cercano di convincerci della nostra impotenza, i discorsi intrisi di negatività, che parlano solo di crisi ma non della possibilità di liberarsene, discorsi che sono in ritardo rispetto a una realtà in ebollizione, discorsi che non individuano e agiscono i nuovi conflitti, le nuove possibilità di rompere il cerchio, di costruire il cambiamento. Sta a noi vedere e interpretare questa nuova fase, lavorare per una opposizione sociale che rovesci la crisi su chi l’ha prodotta, avendo chiaro che la strategia del meno peggio non regge più. Una strategia siffatta finisce per diventare elemento di logoramento e di continua perdita di attendibilità. E ancora, sta a noi lavorare a un processo di ricostruzione che insieme al rafforzamento di Rifondazione Comunista assuma il tema della costruzione di una sinistra della trasformazione sociale, di una sinistra che deve riguadagnare la forza di trasformare la contestazione all’esistente in un progetto di cambiamento.

Perché questo avvenga occorre lavorare, in ogni realtà e luogo in cui siamo presenti, a un forte dispiegamento organizzativo. L’obiettivo è ricostruire, in forme aggiornate, una cultura della partecipazione e della militanza politica come cultura di liberazione collettiva. Come diceva Marx “la storia non fa niente”. Quello che conta sono gli uomini e le donne che agiscono nelle condizioni date per crearsi un avvenire con la propria azione concreta. Sta a noi consentire che un nuovo senso del possibile e del cambiamento si faccia strada.

*segreteria nazionale, responsabile organizzazione Prc-Se

Valle Susa – Panero e Locatelli (Prc-Se): in manifestazione con i No Tav. Basta con lo spreco di denaro pubblico per opere affaristiche

5 Mag

manifesto_6_5Condividiamo appieno l’appello che è alla base della convocazione della manifestazione popolare NoTav in Valle Susa del 6 maggio. Rifondazione Comunista parteciperà con convinzione a questa manifestazione – il ritrovo è alle ore 13 a Bussoleno – indetta per denunciare una contraddizione che sta diventando sempre più stridente, intollerabile. La contraddizione tra scelte finalizzate alla realizzazione di grande opere inutili e affaristiche fonte di spreco di denaro pubblico e politiche restrittive che mancano della messa in sicurezza dei territori, di interventi di ricostruzione nelle aree terremotate, per il diritto alla salute, alla casa, al reddito, al lavoro. I soldi ci sono e in abbondanza  ma solo per  imprese, banche, opere affaristiche e speculative come il Tav in Valle di Susa. Bisogna sollevarsi contro questo utilizzo distorto di denaro pubblico che non ha più in considerazione il bene pubblico ma solo profitti e interessi privati. Ogni euro speso per il Tav in Valle Susa o in altre grandi opere inutili è un euro rubato alla realizzazione di qualcosa di utile. Per questo è importante esserci alla manifestazione di sabato come sempre a fianco della resistenza del popolo No Tav.
Fabio Panero e Ezio Locatelli,
rispettivamente segretario regionale Piemonte e provinciale Torino Prc-SE
Torino, 3 maggio 2017

Locatelli (Prc-Se): 1° maggio a Torino: non più disponibili a farci derubare del diritto di manifestare. Gli organizzatori dicano parole chiare contro l’intervento di polizia

5 Mag

primo maggio 3_2017Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione sui fatti del primo maggio:

“la si smetta di parlare di scontri tra centri sociale e polizia il primo maggio a Torino. La verità è che la polizia ha deciso scientemente e senza alcuna giustificazione – su ordine di chi? – di spezzare il corteo in due, impedendo a viva forza alla seconda parte dello stesso di entrare in piazza. Prendiamo atto che solo il Pd , al pari di altre forze estranee allo spirito del primo maggio (Lega e destra), ha inneggiato alla linea di condotta dalle forze di polizia fatta di cariche e manganellate. Diciamo, a futura memoria, in maniera molto chiara e netta che il Partito della Rifondazione Comunista non è più disponibile a farsi precludere il diritto a manifestare il primo maggio. Chiediamo che gli organizzatori della manifestazione si assumano la responsabilità di dire parole chiare riguardo la  garanzia di presenza e di agibilità politica per tutte e tutti  coloro che intendono manifestare il primo maggio e non solo. Il diritto di manifestare deve tornare ad essere garantito a tutte e tutti”.

2 maggio 2017