Archivio | settembre, 2017

Manifestazioni del 29 e 30 settembre contro il G7 di Venaria Reale – Torino

30 Set

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Le mobilitazioni di Rifondazione Comunista, della sinistra, dei movimenti per la cacciata dei potenti della terra, contro lo sfruttamento del lavoro, contro la guerra di classe, per i diritti e la giustizia sociale, per l’eguaglianza.

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Locatelli (Prc-Se): Non siate ridicoli nel raccontare fanfaluche. In Barriera di Milano nessuna calata dei Visigoti

28 Set

DSCF4305Non siate ridicoli! Lo diciamo ai presidenti delle Circoscrizioni 6/7 che in questi giorni non hanno trovato nulla di meglio che chiedere di vietare la manifestazione in programma domani sera, partenza ore 17,30 ex stazione Ceres, in Barriera di Milano. I presidenti in questione, dopo aver paventato il rischio di distruzioni e danni per il quartiere come fossimo alla vigilia della calata dei Visigoti, con grande senso della democrazia e della libertà di manifestare sostengono: “i nostri territori hanno bisogno di altre cose che non siano questa manifestazione”. Facciamo notare che il divieto di manifestare è stato praticato nei momenti più bui del nostro Paese. Domani un ampio schieramento di forze politiche e sindacali – tra queste Rifondazione Comunista – manifesterà per il diritto e la dignità del lavoro contro ogni forma di sfruttamento portato avanti dai padroni e dai potenti della Terra. Lo farà in forma pacifica e anche con ironia. Dopo tutto quello che hanno scritto e detto i massimi esponenti delle Circoscrizioni in questione, gli stessi meritano di non essere presi troppo sul serio: sono molto semplicemente dei narratori di fanfaluche.
Ezio Locatelli – Segretario provinciale Prc – SE
Torino, 28.09.2017

Incatenati alla sede di Vodafone Italia di Ivrea. Locatelli e Perini Prc-Se:” i lavoratori non sono schiavi”

27 Set

IMG_20170927_113406“Perché siamo qui, incatenati davanti alla sede Vodafone Italia. Siamo qui per dire che i lavoratori e le lavoratrici non possono essere trattati come schiavi”. Queste le parole con cui Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista, ha esordito al presidio, con incatenamento, che si è tenuto oggi a Ivrea, davanti alla sede legale di Vodafone Italia. Presenti, col segretario provinciale, Cadigia Perini, segretaria del Circolo Prc di Ivrea e una folta delegazione di attivisti del partito. La protesta di Rifondazione Comunista è a sostegno dell’azione sindacale e giudiziaria di 19 lavoratrici e lavoratori trasferiti da Ivrea a Milano per rappresaglia. I lavoratori, alcuni dei quali con seri problemi di salute, erano stati reintegrati con sentenza del Tribunale dopo essere stati ingiustamente licenziati dall’azienda. Per tutta risposta l’azienda ha trasferito le lavoratrici e lavoratori in questione da Ivrea a Milano rendendo difficile, se non impossibile, la tenuta nel medio lungo periodo del posto di lavoro. Scrivono i lavoratori: “In Vodafone chi dissente e lotta per i propri dritti, chi rivendica condizioni di vita e di lavoro dignitoso, chi non è sano viene trasferito”. “Una vera e propria persecuzione” contro cui i lavoratori stanno lottando e si sono nuovamente rivolti all’autorità giudiziaria rigettando l’offerta di incentivi per uscire alla chetichella dall’azienda. Per Rifondazione Comunista “ciò che colpisce in questa storia di licenziamenti e trasferimenti discriminatori è la pervicacia  con cui l’azienda pensa di potere fare il bello e il cattivo tempo, di trattare i lavoratori come dei pacchi postali che si possono spostare a proprio piacimento, da un posto all’altro”.  Rifondazione Comunista ha annunciato una campagna di controinformazione e boicottaggio della Vodafone sino al reintegro dei 17 lavoratori estromessi dalla sede aziendale di Ivrea: “Vodafone trasferisce i suoi dipendenti? Noi trasferiamo il nostro numero!”

Torino, 27,09.2017

ReSetG7 Torino: occasione da non sprecare per far ripartire un cammino di lotta e di speranza

20 Set

protesta-studentidi Ezio Locatelli*

A guardare le molte e variegate iniziative messe in campo contro il G7 di Torino potremmo, per certi versi, richiamarci al vecchio detto di Mao “lascia che mille fiori sboccino”. In effetti sono tante le iniziative messe in campo, contro il summit dei potenti della Terra di fine mese, in tema di industria e di lavoro: assemblee, flash mob, volantinaggi, cortei e manifestazioni varie. Di tutto un po’. Segno di una certa vivacità politica e di movimento nella città che fu per decenni riferimento di lotte e conquiste operaie contro il grande padronato, Fiat in testa. Non era per niente scontato il moto di risposta e di resistenza.

Torino è la città italiana che nell’ultimo decennio ha più duramente subito gli effetti dello smantellamento industriale, delle delocalizzazioni, dell’attacco ai diritti e alle condizioni del lavoro. Sono state portate avanti scelte brutali che hanno creato decine di migliaia di nuovi disoccupati, precari e lavoratori in nero, che hanno creato centinaia di migliaia di nuovi poveri costretti a combattere ogni giorno per la propria sopravvivenza, con le difficoltà di fare spesa, di pagare le bollette, l’affitto e quant’altro. Tutto ciò che è stato sottratto alle lavoratrici e ai lavoratori è andato ai profitti e alle rendite. È la modernità che avanza “nell’epoca dopo Cristo”, metafora cui fece ricorso tempo fa Sergio Marchionne. Per l’amministratore delegato della Fiat, nell’epoca della globalizzazione, i padroni devono avere mani libere di fare ciò che vogliono, di buttare al macero diritti e garanzie sociali vigenti “all’epoca prima di Cristo”.

Una modernità che, oltre a ingenerare una situazione straordinariamente degradata, ha prodotto una caduta di forza e uno sfaldamento del mondo del lavoro. Una caduta che si riflette nella frammentazione delle risposte sociali e politiche. C’è chi pensa, a sinistra, che la risposta al G7, del 99% contro l’1%, si faccia in separata sede con interlocuzioni a senso unico, tutte rivolte a ricostruire il centrosinistra di governo. Paradossale. Così come è sbagliato il pensare che la contestazione al G7 possa dare i suoi frutti con una parodia dello scontro fine a se stesso del tutto inutile e controproducente.

In definitiva, la molteplicità dei movimenti e delle proteste contro il G7 esprime una forza potenzialmente grande ma questa stessa pluralità e dispersione testimonia al tempo stesso di una debolezza, la difficoltà di costruire un blocco egemonico alternativo, di costruire la convergenza nella diversità. Una convergenza tanto più necessaria nel momento in cui i potenti della Terra si ritrovano uniti per dare corso alle loro politiche di distruzione dei diritti e del potere contrattuale del lavoro. Scriveva Luciano Gallino in “la lotta di classe dopo la lotta di classe”: “il problema è che per elevare in misura apprezzabile il pensiero e l’azione politica occorre qualche tipo di dialettica tra le parti contrapposte; contrapposte perché hanno interessi, visioni del mondo, progetti per il futuro fondamentalmente differenti …”. Ecco la sfida che ci sta davanti a partire dalle giornate di mobilitazione contro il G7, in particolare quelle che vedranno la partecipazione di lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, migranti, studenti. A queste giornate Rifondazione Comunista parteciperà a pieno titolo. Abbiamo bisogno di ricostruire senso comune e giustizia sociale. Si deve ricominciare a farlo costruendo un “contro movimento” dal basso che abbia come bersaglio la disoccupazione, la precarietà, lo strapotere della finanza facendo leva sulle lotte, la partecipazione e la solidarietà a partire dai luoghi di lavoro. A Torino può ripartire un cammino di lotta e di speranza. Facciamo in modo che l’occasione non vada perduta.

*segretario provinciale di Torino

e membro della segreteria nazionale Prc-Se

Torino, 20 settembre 2017

LOCATELLI (PRC-SE): I REFERENDUM LEGHISTI DI MARONI E ZAIA SONO UNA TRUFFA AI DANNI DEI CITTADINI

13 Set

antilega60In queste ore sui cellulari di centinaia di migliaia di lombardi stanno arrivando degli spot truffaldini che incitano i cittadini lombardi a recarsi alle urne dei comuni della Lombardia il 22 ottobre a votare sì al “referendum per l’autonomia” voluto dalla maggioranza di centrodestra che sostiene il leghista Maroni. Immagino che qualcosa di simile capiti in Veneto dove il leghista Zaia ha promosso un referendum più o meno simile a quello lombardo. Come prevedevamo la macchina della falsificazione politica è partita a pieno ritmo. Andate a votare così avrete più servizi e pagherete meno tasse ai politicanti di Roma dice in sostanza lo spot leghista. Baggianate! La Lega punta allo smantellamento dei vincoli di unione e di solidarietà. Tante realtà territoriali regionali con regole e leggi diseguali in materie fondamentali come la sanità, la scuola, la sicurezza spezzando del tutto il principio fondamentale dell’eguaglianza, della pari dignità sociale e di diritti uguali per tutte e tutti. Il referendum della Lega nuoce anche ai cittadini e alle cittadine della Lombardia e del Veneto perché punta a un federalismo dei ricchi contro i poveri, punta allo smantellamento della sanità pubblica, alla liberalizzazione dei servizi di trasposto, al rincaro delle tariffe, alla privatizzazione della scuola. Al di là della dubbia efficacia politica questo referendum ha sicuramente una forte valenza propagandistica. La Lega punta a fare campagna elettorale con i soldi pubblici. Una vera e propria vergogna. Contro questo uso spregiudicato dei soldi pubblici Rifondazione Comunista invita a non recarsi alle urne, a fare opera di boicottaggio e di astensionismo attivo di un referendum farsa che prende per i fondelli milioni di cittadine e cittadini lombardi e veneti. Non rechiamoci alle urne, facciamo fallire l’operazione truffaldina di Maroni e di Zaia!

Ezio Locatelli, segreteria nazionale Prc-Se

Roma, 13 settembre 2017

Festa di Rifondazione Comunista – Assemblea Nazionale dei segretari e delle segretarie provinciali, regionali e di circolo del PRC- SE

12 Set

Introduce Ezio Locatelli, responsabile organizzazione.
Intervengono Lidia Menapace, partigiana, femminista, saggista; Loris Caruso, studioso movimenti sociali, teoria politica, conflitti del lavoro; Roberta Fantozzi, responsabile programma, Ciccio Auletta, Rete delle Città in Comune.
Conclude: Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se.

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Un G7 voluto da governi e padroni? No grazie!

5 Set

Evento 13 settembre 2017-3Sì a un piano per il lavoro e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori
Incontro pubblico mercoledì 13 settembre 2017 alle ore 20,30
Sala Circoscrizione 3 Via Moretta 57/A – Torino
Intervengono:
Henz Bierbaum, responsabile esteri Die Linke
Francesco Garibaldo, sociolo industriale
Paolo Ferrero, Vicepresidente Partito della Sinistra Europea
Introduce: Ezio Locatelli
con le testimonianze di lavoratrici e lavoratori in lotta per il lavoro e i diritti