Archivio | giugno, 2018

Xenofobia e razzismo come nuove forme di esercizio del potere capitalistico

28 Giu

Le esternazioni di Salvini e dei suoi compari in materia di migranti sono semplicemente agghiaccianti. Esternazioni volte a dire: non rispondete agli S.O.S. di chi sta in mezzo al mare, rispedite i migranti in Libia (ovvero in campi di concentramento che sono luoghi di stupro e di tortura), mettiamo fuori legge le persone e le Ong che salvano vite umane. Al punto in cui siamo arrivati possiamo liquidare queste esternazioni come semplici follie, incongruenze, manifestazioni di aggressività primitiva di un estremista di destra, in antitesi alla civiltà moderna? Io non credo. Queste esternazioni dicono qualcosa di più e di diverso, sono l’estensione di una modernità che pensa di affermarsi con nuove forme di schiavitù, sfruttamento, guerre, disumanizzazione di chi sta in basso nella scala sociale. Una nuova forma di esercizio del potere capitalistico con più interpreti. Il Pd con Minniti è stato un precursore di una lettura di destra del fenomeno migratorio che ha portato, come ammette oggi un esponente di primo piano di questo stesso partito, a dichiarazioni allucinanti, tipo che la democrazia è messa a rischio dagli sbarchi e non dalle mafie e dall’esclusione sociale. Il problema oggi non riguarda solo la linea di condotta fascistoide di Salvini. Riguarda il rischio di precipitare in un clima di afasia, di assuefazione, di rimozione. Grazie alla complicità dei poteri forti e dei grandi media il rischio è di precipitare in una produzione sociale di coscienze, di linee di condotta in cui il cinismo e la cecità la facciano da padrone. Contro questo rischio è nostro dovere ribellarsi. Così come è necessario, se vogliamo ridare una prospettiva di speranza e di cambiamento ai settori sociali traditi dalle politiche neoliberiste del centrosinistra in questi anni, riprendere a lottare contro ingiustizie, precarietà, disoccupazione e  disuguaglianze sociali. (e.l.)

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La destra si batte stando dalla parte dei bisogni popolari

25 Giu

DSCF4500Non c’è bisogno di girarci tanto intorno per dire dei risultati dei ballottaggi elettorali. Un vero e proprio disastro che manda a gambe all’aria l’intero assetto  politico e culturale del dopoguerra. Emblematici i casi di sfondamento della destra a Massa, Pisa, Siena. Per non parlare di altre situazioni. Inutile parlare di rigurgiti reazionari senza parlare delle responsabilità. I rigurgiti reazionari di questo periodo sono direttamente proporzionali alle politiche antipopolari, d’impoverimento sociale, di precarizzazione della vita lavorativa perseguite in questi anni dai governi a guida Pd. Politiche che hanno tradito aspettative sociali, ingenerato un clima di insicurezza, di frustrazione, di rabbia che si sono risolte per milioni di persone  in un giro di spalle, in un voto di protesta a sostegno delle forze di destra. Forze, indubbiamente, che sono il peggio del peggio. Ma una cosa deve essere chiara. L’opposizione a questa destra, per essere efficace, non può essere solo etica e morale, di resistenza democratica, di contrasto alla xenofobia e al razzismo che pure va fatta. L’opposizione va condotta sul terreno sociale, deve avere la capacità di avanzare una proposta di cambiamento della vita reale delle persone, dei settori sociali meno abbienti, deve concretizzarsi in una lotta contro le disuguaglianze, per il ripristino di diritti e tutele sociali, per una vita dignitosa. Anche la riorganizzazione di una sinistra antagonista, antiliberista va affrontata su queste basi. Avendo altresì chiaro che va affrontata ricostruendo uno schieramento largo di istanze sociali e di cambiamento in alternativa alle destre, al M5S e al Pd, tutte forze che stanno da un’altra parte, che con diverse mascherature sono forze di sistema al servizio gli interessi dei padroni, delle classi privilegiate. (e.l.)

Salvini e M5S i nuovi caporali di giornata dei poteri forti

21 Giu

Nemici alle porte. I nemici sarebbero tutti coloro che risultano estranei alla nostra precaria, insicura sfera di vita privata, in specie i migranti, i poveracci, gli ultimi della classe. A milioni di persone colpite dal peggioramento della propria posizione sociale e lavorativa, angustiate dall’incertezza del futuro i governi della crisi e dell’austerità nelle loro diverse varianti – governi neoliberisti o sovranisti -offrono vittime sacrificali, nemici esterni, capri espiatori. E’ nei loro confronti – non dei padroni, delle banche, dei ricchi, degli speculatori, degli evasori – che deve essere scaricata la frustrazione e la rabbia sociale per la situazione di ingiustizia sociale e di malgoverno. Un gioco politico infame ideato e condotto nei termini di una perfetta arma di depistaggio di massa. Una forma di lotta di classe dall’alto contro il basso che miete vittime a non finire. Bisogna reagire non solo in base a giusta ripulsa morale contro soprusi, deportazioni, gabbie, muri, fili spinati. Bisogna reagire dichiarando guerra alle ingiustizie, allo sfruttamento e alle disuguaglianze sociali, in ogni forma, nella forma della globalizzazione neoliberista o del nazionalismo fascistoide. I nostri nemici sono i detentori di grandi ricchezze, i poteri forti non i poveri. Salvini e il M5S sono i nuovi caporali di giornata di questi poteri forti. Torna di grandissima attualità l’esortazione di Karl Marx: “Proletari di tutto il mondo unitevi!”.

Locatelli (Prc-Se): in piazza per difendere principi di giustizia e solidarietà contro guerre, razzismi, respingimenti vecchi e nuovi

12 Giu

aquarius.jpg_997313609Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Raccogliendo l’invito dell’Arci  questa sera, ore 17,30, parteciperemo al presidio davanti alla Prefettura in Piazza Castello di Torino per protestare contro il respingimento, per decisione del Ministero dell’Interno, della nave Aquarius in una situazione che mette a rischio la vita di esseri umani. “Un atto dimostrativo e criminale del Ministro dell’Interno”, com’è scritto nel comunicato di convocazione del presidio, che è “la negazione dei più basilari valori di umanità”. Siamo di fronte ad un salto regressivo delle politiche di respingimento e disumanizzazione di profughi e migranti perseguite in questi anni, messe in atto prima dai governi di centrosinistra – Minniti del Pd docet – e adesso con ancora più ferocia dal governo Lega-M5S. Salvini offre a queste persone disperate un “ritorno sereno in Africa”. Tutti devono sapere che il ritorno sereno in Africa è il ritorno in Libia – uno dei tanti Paesi distrutti dalle guerre imperialiste – con le donne stuprate, gli uomini venduti come schiavi, tutte e tutti violentati, torturati, affamati e, se del caso, ammazzati come cani. A fronte di queste barbarie nessuno riuscirà a trascinarci in un clima di assuefazione. In tutte le occasioni siamo scesi in piazza contro politiche e governi, prima quelli del centrodestra e del Pd, adesso quello del M5S-Lega, che hanno portato avanti una politica fatta non solo di respingimenti (30 mila morti solo nel Mediterraneo) ma sul piano interno fatta di sfruttamento selvaggio, negazione di diritti, ghettizzazione, guerra tra poveri. Più che mai occorre continuare a scendere in piazza, in tutte le occasioni, non  solo in nome dei principi di solidarietà e di umanità ma contro neocolonialismi e guerre imperialiste varie che costringono milioni di persone a scappare dalle proprie terre.

Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. L’autonomia del partito, l’unità delle forze antiliberiste

5 Giu

di Ezio Locatelli

Bene ha fatto Maurizio Acerbo nel suo intervento all’assemblea nazionale di Napoli a dire in maniera molto ferma che l’impegno unitario in Potere al Popolo non può mettere in alcun modo in discussione l’esistenza di Rifondazione Comunista così come di altre realtà politiche, associative che hanno scelto di far parte di un percorso comune. E’ un problema di conservazione? Tutt’altro, è un problema di innovazione, l’idea che bisogna andare alla costruzione di un movimento ampio, aperto, plurale. Sia detto, nello spirito originario del manifesto di Potere al Popolo che parla della costruzione di “un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi.” L’esatto contrario di una reductio ad unum, della costruzione di un partitino autoreferenziale diviso dall’ossessione di arrivare a strette organizzative. Come ha scritto Samir Amin qualche tempo fa contrastare la dispersione delle forze antiliberiste, ricostruire una politica di società e di alternativa chiede di “cambiare la maniera di fare politica” in analogia, per certi aspetti, con la linea di condotta adottata ai tempi dalla Prima Internazionale. Organizzazioni di natura e statuti differenti, partiti, sindacati, associazioni civili, personalità fautori di strategie assai diverse seppero allora realizzare una convergenza nel rispetto del principio democratico della diversità. E’ un po’ quello che dobbiamo cercare di fare adesso come Rifondazione Comunista avendo chiaro, una volta per tutte, che il movimento in costruzione di “Potere al Popolo”, per la sua eterogeneità, non può in alcun modo essere sostitutivo del ruolo e della funzione che deve continuare a svolgere più che mai il nostro Partito. I due piani di impegno, quello che un tempo avremmo definito il piano dell’autonomia e il piano dell’unità, vanno tenuti insieme.
Ci aspettano mesi impegnativi di opposizione alle due destre che occupano in questo momento l’intera scena politica, da una parte la destra xenofoba e populista che si è insedia al governo, dall’altra la destra liberista falsamente progressita. Dobbiamo cercare di fuoriuscire da questa gabbia costruendo l’unità di tutte le forze in lotta contro l’austerità e la dittatura dei mercati finanziari, contro vecchie e nuove forme di fascismo e guerra tra poveri. Dobbiamo farlo sapendo anche che nessuna pratica di cambiamento va avanti senza una ripresa di protagonismo e di lotte sociali. E’ in questo senso che Rifondazione Comunista lavora per riaprire una prospettiva di trasformazione.

Alla fine la bramosia del potere ha prevalso

5 Giu

Alla fine la bramosia del potere ha prevalso. Nasce un governo che somma tutto e il contrario di tutto. M5S, Lega con l’appoggio di Fratelli d’Italia. Più che un ibrido un mostro politico con caratteristiche spiccatamente di destra. Per dire del livello di degrado, dello svuotamento delle istanze rappresentative il governo che nasce è stato concepito sulla base di un contratto di natura privatistica firmato da Di Maio e Salvini davanti a un notaio. Detto ciò più che strali serve una proposta politica alternativa. Alternativa non solo al M5S e alla destra xenofoda, alternativa al Pd cui va data la responsabilità di aver lascito uno scenario di macerie dopo aver operato per la distruzione di diritti sociali e del lavoro, al servizio dei mercati finanziari. Per la sinistra antiliberista, antagonista inizia la sfida fatta di lotte, di opposizione alle disuguaglianze sociali, alle politiche di austerità, ai nuovi fascismi. Inizia la sfida volta alla ricostruzione di un movimento sociale e politico capace di impersonare la protesta e la domanda di cambiamento che c’è a livello popolare. Una movimento plurale, aperto che metta insieme diverse soggettività e istanze di trasformazione sociale. Non la costruzione di un partito ma per l’appunto di un movimento. Potere al popolo non alle vecchie e nuove destre, ai populismi xenofobi, non ai mercati finanziari. Questo l’impegno che Rifondazione Comunista porterà avanti.