Archivio | luglio, 2018

Valsusa – Locatelli (Prc-Se): basta raggiri. Proseguire la lotta contro il Tav insieme alla lotta contro il governo M5S-Lega

24 Lug

120129notvaNon c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli in un’intervista radiofonica è stato molto chiaro: l’Alta Velocità Torino –Lione “è un’opera che abbiamo ereditato … il nostro obiettivo sarà quello di migliorarla, così come scritto nel contratto di governo …”.  Dunque nessun blocco dei lavori per la realizzazione del Tav in Valsusa, così come per altre Grandi Opere previste in Italia, ma solo migliorie, ritocchi, se possibile abbattimento di costi. Un Tav infiocchettato da tante belle parole. Ora che qualche esponente locale del M5S continui a spacciare le parole del Ministro dei Trasporti per il loro contrario, per una sorta di stop o rallentamento del Tav, francamente è intollerabile, risulta essere una presa in giro. Il M5S, primo partito italiano al governo con la Lega, ha deciso di cambiare spartito. Ha deciso che non si vive solo di promesse elettorali ma del sostegno accordato dai poteri forti, gli stessi che non demordono dal perseguire la realizzazione del Tav in Valsusa. Contro questi poteri, contro un’opera inutile e dannosa occorre proseguire più che mai la mobilitazione e la lotta. Ma serve chiarezza non servono doppie parole. Nessuno pensi più di utilizzare il Movimento Notav per portare acqua al mulino del M5S e di un governo di destra il cui Ministro dei Trasporti, al pari di quello degli Interni, oltre che essersi convertito alle Grandi Opere non ha avuto ritegno alcuno nello sbarrare i porti italiani a quanti scappano dalle guerre e dalle violenze, ai disperati che muoiono a centinaia, a migliaia in mare. Ministri di questo genere e le forze politiche che lo sostengono meritano solo di essere cacciati a casa.

 

Torino, 24 luglio 2018

Annunci

Dalla parte degli sfruttati e non di Marchionne

23 Lug

FCAQuanto valore viene dato a Marchionne? Fino a ieri sappiamo. Nel 2014, anno della fusione Fiat Chrysler, tra stipendio, premi e azioni, l’ad ha incassato 60 milioni di euro. Senza parlare degli altri anni. Una montagna di soldi , più di quanto avessero percepito 3 mila lavoratori tutti assieme. Nei peana a non finire di questi giorni è stato detto che Marchionne ha compiuto il miracolo del risanamento della Fiat e del rialzo delle quotazioni in Borsa dei titoli aziendali. Peccato che Marchionne è anche colui che ha ridotto drasticamente la forza lavoro da 120 mila unità del 2000 alle 21 mila di oggi. A Mirafiori, nel più grande stabilimento d’Europa, è rimasto poco più di nulla. Una vera e propria debacle dal punto di vista occupazionale. Ed ancora: Marchionne è colui che più di altri ha ridotto la forza lavoro a merce, a variabile dipendente della produzione e della profittabilità aziendale. Da una parte la vita di un uomo che ha impersonato alla perfezione i progetti del capitalismo globale finanziario di contrazione di occupazione, diritti, negazione della dignità del lavoro, una vita soppesata a peso d’oro. Dall’altra parte vite di lavoratori e lavoratrici che, dal punto di vista padronale, sono vite che contano poco o nulla, forza lavoro usa e getta. Ora che le condizioni di salute di Marchionne lasciano presagire il peggio l’apprensione è per le oscillazioni dei mercati finanziari. Ancora una volta i lavoratori vengono in secondo piano o nemmeno vengono menzionati. Titolano allarmati alcuni quotidiani online: “per i titoli del gruppo apertura a Piazza Affari in profondo rosso”. Mike Manley nominato, senza perdere troppo tempo, nuovo amministratore delegato è chiamato, come il suo predecessore, a rassicurare e garantire in primis i mercati finanziari. Anche la sua dedizione alla causa capitalistica sarà ripagata a peso d’oro. Sino a quando servirà. Tanto denaro in cambio di tanto più denaro. A pensarci bene niente che dia per davvero dignità e valore alla vita. Dignità e valore lo dà la lotta contro lo sfruttamento e l’oppressione dell’uomo sull’uomo, la lotta per un mondo migliore e più giusto. Per questo nessun peana da parte nostra nei confronti di un manager, definito dai suoi simili, “geniale”, “visionario” ma che ha usato questa sua capacità per fare gli interessi della classe degli sfruttatori e degli speculatori finanziari. (e.l.)

Torino, 23 luglio 2018

Centri sociali – Torino, Askatasuna – Locatelli (PRC): “Stop repressione e sgomberi contro movimenti e spazi sociali”

13 Lug

aska“L’irruzione della polizia che c’è stata questa mattina nel centro sociale Askatasuna e nello spazio del Neruda e le diciannove misure cautelari, prendendo a pretesto fatti che risalgono al corteo del 1 maggio 2017, hanno una evidente valenza politica – dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale PRC Torino -. Lo ha spiegato bene, senza mezzi termini, il segretario del sindacato di polizia Siap: si devono perseguire e chiudere i centri sociali, si devono mettere a tacere le espressioni di dissenso che hanno l’ardire di criticare l’operato delle forze di polizia. Operato che da diversi anni a questa parte (fortunatamente non nell’ultimo anno) ha impedito a una parte del corteo, quella più legata ai movimenti, ai centri sociali, a forze come Rifondazione Comunista, di portare a compimento la sfilata del primo maggio. La maniera migliore e forse voluta per ingenerare stati di tensione e una spirale di azioni repressive. Non è casuale l’intervento di polizia d questa mattina. Il Ministro degli Interni ha dato disposizioni. Bisogna andare a un giro di vite contro tutte le forme di dissenso e di alterità. Una spirale che va fermata. L’unica possibilità è di rifuggire da logiche autoreferenziali dello scontro fine a se stesso e di costruire una mobilitazione larga, pacifica e determinata che parli all’intera città”.

13 luglio 2018