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Locatelli (Prc-Se): è rottura definitiva tra Movimento Notav e M5S. Avanti con la lotta

15 Mar

9911-10700Dopo malumori, critiche più o meno sotterranee, è rottura definitiva tra il movimento No Tav e il M5S. A rivelarlo è Ezio Locatelli, della segreteria nazionale e segretario provinciale Prc di Torino facendo riferimento a una nota di Alberto Perino, uno degli esponenti di punta del movimento della Valsusa, per anni sponsor della creazione politica di Beppe Grillo.

Perino scrive parole durissime contro la decisione del governo di far partire i bandi di gara per la realizzazione della linea di Alta Velocità. In una lettera inviata a un gruppo di parlamentari e attivisti del M5S lancia un anatema: “attenti signori a 5 stelle …. state calpestando i vostri principi fondatori, prendendo in giro voi e chi ha creduto in voi, per paura di far cadere il governo e di perdere (forse) la poltrona.

Dopo le elezioni e il vostro tonfo verticale sarà Salvini a sfasciare il governo e voi sarete cancellati”. E più avanti “Noi non abbiamo governi amici, siamo abituati alle fregature, ma voi sparirete dal parlamento e dalla scena politica italiana. Non già cinque stelle ma un pulviscolo di meteoriti che si disgrega prima di arrivare sulla terra”.

Nonostante le giravolte del governo Conte, Salvini, Di Maio non tutto è perduto. Avanti con la lotta NoTav. Dopo la bellissima giornata di oggi per la difesa del clima contro le opere inutili il 23 tutti a Roma per battere le politiche affaristiche e speculative del governo gialloverde.

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Difesa del clima contro le grandi opere inutili

14 Mar

A proposito di cambiamenti climatici è proprio il caso di dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Tanti discorsi, prime pagine di giornali ma poi, all’atto pratico, poco più di niente. Prendete il Tav Torino Lione e lo scavo previsto di un tunnel di 57 km. Oltre a essere inutile, l’opera comporta costi energetici e livelli di emissioni inquinanti altissimi, in netto contrasto con qualsiasi principio elementare di sostenibilità ambientale. Eppure si continua come se niente fosse nel perseguire scelte fuori tempo. Il pianeta sta andando incontro ad uno dei più gravi e rovinosi sconvolgimenti ambientali tali da provocare danni irreparabili al nostro ecosistema, alla abitabilità del pianeta senza che intervengano scelte atte a determinare un mutamento di rotta. Incoscienza? No, semplicemente si continua a privilegiare un modello di sviluppo imperniato sul profitto privato. E’ la distruttività inarrestabile del capitalismo in quanto tale. Domani a Torino, come nel resto d’Italia, saremo in piazza per i clima contro le grandi opere inutili. Il ritrovo è alle 9,30 in piazza Arbarello

Locatelli (Prc-Se): da oggi l’imbroglio del Tav in differita. Il 23 marzo a Roma contro le grandi opere inutili

14 Mar

“Eh già, il Tav deve, il più possibile, rimanere fuori dallo scontro di maggioranza per i prossimi mesi, tenendo al riparo la campagna per le elezioni europee. Avanti dunque con il teatrino di chi, a livello di forze di governo, dice tutto e il contrario di tutto. La realtà è che il M5S dopo aver calato le brache su tutta una serie di questioni (Tap, Terzo Valico, decreto sicurezza, liberalizzazione delle armi, ecc.) ha dato il suo avallo alla realizzazione del Tav” sostiene Ezio Locatelli, della segreteria nazionale nonché segretario provinciale Prc di Torino .
Ed ancora:”Da oggi partono i bandi per l’affidamento dei lavori sulla tratta transfrontaliera con la possibilità di retrocedere dagli obblighi tra contraenti in caso di ripensamento da parte della Ue, della Francia o del Parlamento italiano. Cosa del tutto inverosimile. Più che un compromesso posticcio la scelta intervenuta a livello di governo è orientata alla realizzazione del Tav in differita.
La sola e unica possibilità di fermare la realizzazione di un’opera affaristica, costosissima, di nessuna utilità sociale, basata su previsioni irrealistiche è nella prosecuzione della mobilitazione popolare. Partecipiamo tutte e tutti alla marcia per il clima contro le grandi opere inutili che si terrà a Roma il 23 marzo. Avanti con la lotta No Tav per un diverso modello di sviluppo e il diritto alla mobilità di tutt*”.

Torino, 11 marzo 2019

TAV – PRC: «ANALISI COSTI-BENEFICI CONFERMA QUANTO SOSTIENE DA ANNI MOVIMENTO NO TAV. BASTA TIRA E MOLLA: NO ALLA TAV, OPERA INUTILE E DANNOSA»

12 Feb

No-TavMaurizio Acerbo e Ezio Locatelli della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea dichiarano:
«Adesso basta blaterare. L’analisi costi-benefici che è stata finalmente resa nota riguardo la realizzazione della linea di alta velocità Torino-Lione dà un responso inequivocabile: un saldo negativo di quasi 8 miliardi di euro. Soldi buttati dalla finestra. E non è tutto. Al di là dello spreco di denaro pubblico, la realizzazione della maxi opera, in particolare l’escavazione di una galleria di 57 km, comporterebbe un immane spreco di energia e un aumento dell’inquinamento ambientale tale da azzerare qualsiasi supposto vantaggio ambientale. Questioni risapute dal movimento No Tav e dalle comunità locali che si sono battute in tutti questi anni contro un’opera affaristica, di nessuna utilità pubblica, distruttiva di ambiente. Come più volte è stato detto, si possono raggiungere risultati di rilievo, con minor dispendio di risorse e in tempi più brevi, investendo sulla modernizzazione e velocizzazione della tratta ferroviaria esistente. Adesso è ora di dire basta. Le scelte che riguardano il Tav in Val Susa non possono essere oggetto di meschini giochi di potere e tira e molla tra forze politiche che condividono responsabilità di governo. Queste scelte devono essere informate dall’idea di un diverso modello di mobilità e di sviluppo. Per realizzare questo modello occorre sconfiggere un blocco di potere affaristico. Avanti con la lotta NoTav».
12 febbraio 2019

Tav – Locatelli (Prc): “le motivazioni della seconda manifestazione Si Tav? Una boiata pazzesca”

11 Gen

“Francamente le ragioni addotte dai promotori della seconda manifestazione Si Tav a carattere nazionale che si terrà sabato a Torino – dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Torino e componente la segreteria nazionale Prc – suonano alquanto patetiche. Senza la Torino-Lione, ovvero di un’opera che autorevoli studiosi hanno dimostrato essere inutile e fonte di un immane spreco di denaro pubblico, “l’Italia perderebbe la più grande occasione di rilancio dei prossimi decenni”. Quasi una questione di vita o di morte per il nostro Paese. Una boiata pazzesca che dice della vacuità di argomentazione della cordata trasversale di politici, amministratori, industriali del Nord promotori della manifestazione pro Tav il cui solo interesse, in realtà, sono gli appalti miliardari. Sergio Chiamparino, il Pd, unitamente alla Lega e alle altre forze di destra, sono parte integrante di questa cordata mossi dall’idea di un ritorno di consenso elettorale. Il progetto della Torino-Lione, in assenza di previsioni di traffico che la giustifichino, era e rimane uno scandalo tanto più a fronte della possibilità di realizzare un potenziamento della linea storica esistente. Le forze di governo la smettano di barcamenarsi, di fare melina, di continuare a dire tutto e il contrario di tutto per meri giochi di potere. Rendano subito trasparenti i risultati dell’ultima analisi costi benefici effettuata dalla commissione esperti anche se, in verità, di analisi che hanno smentito l’utilità dell’opera ce ne sono state a iosa. La Torino Lione, com’è stato ribadito nella grande manifestazione dell’8 dicembre scorso, molto semplicemente non s’ha da fare!”

Torino, 11 gennaio 2019

Torino – Locatelli (Prc-Se): Confindustria non la dia a bere. Quella del Tav in Valsusa non è crescita ma speculazione

3 Dic

8 dicembre 2018 notavMistificatorio e anche un po’ ridicolo.  Parlare della Tav Torino Lione come di un investimento per la crescita e lo sviluppo del Paese è come parlare dei cavoli a merenda. Questo è quanto fatto dalle dodici associazioni imprenditoriali che si sono ritrovate oggi a Torino. Fa niente se l’opera oltre che inutile, distruttiva ha costi enormi.  L’importante è farla e chi se ne frega, in questo caso, del debito pubblico! Il motivo di fondo lo spiega bene un rappresentante di una delle associazioni imprenditoriali presenti: “non solo gli appalti e i subappalti del cantiere ma le stesse opere di compensazione possono essere un’occasione di crescita per le imprese”. Più chiari di così non si poteva essere. L’opera s’ha da fare non perché utile, necessaria – c’è già una linea ferroviaria veloce, peraltro sottoutilizzata – ma perché doppiamente conveniente per i costruttori, le imprese, i faccendieri chiamati alla realizzazione dell’opera e, al tempo stesso, alla realizzazione delle opere compensative per i danni causati.

E’ indecente che in un Paese che ha intere aree terremotate, in dissesto idrogeologico, privo di collegamenti decenti, di servizi primari, privo di politiche industriali si continui a pensare la crescita in termini di opere speculative, di profitti privati, di cementificazione del territorio, di riduzione dei diritti del lavoro – un modello obsoleto –  e non sulla base di investimenti in attività ambientalmente e socialmente utili, di produzione di beni collettivi.

Signori della Confindustria smettetela di presentarvi come gli assertori della politica del fare. Come Rifondazione Comunista parteciperemo alla manifestazione No Tav dell’8 dicembre non solo per ribadire la nostra ferma opposizione a un’opera inutile e dannosa ma per chiedere un cambio radicale delle scelte politiche ed economiche, scelte che mettano finalmente al centro l’interesse pubblico e non quello dell’affarismo privato.

 

Torino, 3 dicembre 2018

Respingere gli aut aut di Chiamparino sul Tav. Basta tenere i piedi in due scarpe

12 Nov

regione_piemonte_palazzodi Ezio Locatelli*

Oggi su La Stampa Sergio Chiamparino dichiara che “dopo la manifestazione di sabato nulla può essere come prima…che quella manifestazione ha segnato uno spartiacque”. Dove vuole andare a parare è presto detto: “il Si alla Tav è condizione necessaria e imprescindibile per fa parte di un’alleanza di centrosinistra che lavori per il futuro del Piemonte…questo vale anche per i miei amici Airaudo e Grimaldi”. Più chiaro di così il Presidente della Regione Piemonte non poteva essere. La stessa chiarezza, almeno allo stato attuale, non si può dire di Sinistra Italiana e forze affini che, al di là di continuare a stare in maggioranza col Pd e Chiamparino, hanno finora pensato di ripresentarsi con il centrosinistra Si Tav alle prossime elezioni regionali. Com’è possibile? Una domanda che rivolgo in particolare a Giorgio Airaudo il quale, in un intervista rilasciata a il Manifesto, sostiene che “Torino non è andata in declino perché non c’era la Tav… il vero treno perso è quello dei motori, delle carrozzerie, della fabbrica, della mobilità sostenibile. Il treno perso è quello del lavoro”. E più oltre: “la piazza Si Tav configura un tentativo di restaurazione…grazie a questa manifestazione la regione viene spinta nelle mani del centrodestra a guida leghista”. Concordo pienamente. Sergio Chiamparino, al pari di Piero Fassino, ha un’idea distorta, direi arcaica dello sviluppo e della crescita, nient’affatto distinguibile da quella del centrodestra e per molti aspetti anche del M5S, Tav a parte. Un’idea basata su privatizzazioni, finanziarizzazione dell’economia, precarizzazione del lavoro, grandi opere, polarizzazioni commerciali. Nella fattispecie pensare di risollevare le sorti di una città in sofferenza e declino tramite la realizzazione di un’opera inutile e costosissima è pura follia. Il risultato è di fare il gioco di gruppi di potere e di interesse che oggi hanno come riferimento privilegiato le forze di destra a trazione leghista. Stando così le cose bisogna essere conseguenti. Non si può continuare a tenere i piedi in due scarpe. Le forze che vogliono dirsi di alternativa, antiliberiste, antifasciste facciano una scelta chiara di programmi, di autonomia e collocazione politica prima di essere messe in un angolo dagli aut aut di un partito, il Pd, e di un Presidente di Regione politicamente avviati sul viale del tramonto per manifesta incapacità di aprire una prospettiva di sviluppo che non sia a ricalco degli interessi dei poteri forti e delle élites della città.

*segretario provinciale Prc-Se

Torino, 12 novembre 2018