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Torino – Locatelli (Prc): costruire sinistra di alternativa. Quella di D’Alema e soci è operazione da ceto politico

25 Nov

DSCF4305Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc, dichiara:
Non spacciamo lucciole per lanterne. Oggi a Torino, come in altre città, si tengono assemblee indette da Mdp, Sinistra Italiana, Possibile per dare vita ad un nuovo soggetto politico di centrosinistra che, come dice D’Alema, non è in alternativa nè al Pd nè a Renzi: “se avremo una forza consistente costringeremo il Pd a dialogare con noi”. Più chiaro di così! L’operazione messa in campo ha più a che fare con beghe e accordi in famiglia che con la costruzione di una reale alternativa politica. Un’operazione da ceto politico condotta da gruppi parlamentari in gran parte compromessi con le politiche di attacco ai diritti sociali e del lavoro di questi anni, una operazione destinata a cambiare nulla di nulla.
In Italia e a Torino c’è bisogno di ricostruire un polo di sinistra antiliberista, alternativo a Pd, destra, M5S. Un polo di sinistra che stia dalla parte del mondo del lavoro, degli sfruttati, di chi lotta in difesa dei diritti di cittadinanza sociale, del diritto all’ambiente e alla salute, della scuola e sanità pubblica, contro la guerra. In una parola di chi si batte per l’applicazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Noi alla piattaforma del “Brancaccio” abbiamo creduto! In continuità con questa piattaforma a Torino, come nel resto d’Italia, Rifondazione Comunista sta lavorando per la costruzione – insieme a movimenti, comitati di lotta, realtà di base, forze sociali e politiche varie – di una lista popolare, di sinistra, antiliberista da presentare alle prossime elezioni politiche.

Torino, 25.11.2017

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Ezio Locatelli (Prc): lo spirito del “Brancaccio” non si cancella. Si va avanti nella costruzione di una lista antiliberista, di sinistra

14 Nov

DSCF4305Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

È necessario al più presto riprendere il cammino, dopo la battuta d’arresto del percorso del “Brancaccio”, volto alla costruzione di una lista alternativa al Pd e al centrosinistra. Una lista che doveva essere il frutto di un percorso partecipato, dal basso, democratico. Già in occasione dell’affollata assemblea di Torino del 9 novembre in tante/i hanno chiesto di reiterare questo impegno, anche attraverso la richiesta di un voto, manifestando legittimamente critiche a un documento d’intenti sottoscritto, oltre che da Mdp, Sinistra Italiana, Possibile, da Tomaso Montanari. La firma a questo documento – un “errore” di metodo come ha ammesso lo stesso Montanari -, al di là delle intenzioni, è diventata per Mdp, Sinistra Italiana, Possibile l’occasione per lanciare assemblee convocate sulla base di “una spartizione di delegati tra partiti” (parole di Montanari), una modalità avulsa dal percorso del “Brancaccio”. Sia detto ancora: una operazione volta a costruire non una sinistra ma un nuovo centrosinistra con alla testa i soliti noti, da D’Alema a Bersani, cioè coloro che a livello di politiche di governo hanno avuto non poche responsabilità riguardo al peggioramento della condizione sociale e lavorativa di milioni di persone. Per quanto ci riguarda non rinunciamo all’originario obiettivo del “Brancaccio” di una lista unitaria della sinistra antiliberista, per l’attuazione della Costituzione, di una lista costruita dal basso, sulla base di un’alleanza tra cittadini/e, associazioni, singoli, partiti. Un progetto politico che abbiamo perseguito con molta convinzione e lealtà di rapporti, a cui non intendiamo rinunciare. Andiamo avanti, a partire dai territori, perché alle prossime elezioni ci sia una presenza coerente con questo progetto.

Torino, 14 novembre 2017

Per una sinistra alternativa. Non svendiamo il “Brancaccio” a logiche di palazzo

10 Nov

Intervento di Ezio Locatelli all’assemblea post Brancaccio di Torino del 9 novembre.

Di seguito riportiamo l’ordine del giorno presentato all’assemblea da vari firmatari, ordine del giorno che non è posto in votazione ma che, tuttavia, è stato assunto dalla Presidenza dell’assemblea stessa.

9 novembre Brancaccio TorinoOdG Alleanza popolare Torino

L’assemblea di Torino del 9 novembre rilancia con forza il percorso di costruzione di un’alleanza popolare per la democrazia e l’eguaglianza che era partito con l’assemblea del Brancaccio. Quel percorso era mosso dall’idea di una lista che unificasse la sinistra sociale e politica, le tante forme di civismo e partecipazione su un programma di attuazione e di netta alternativa al Pd e al centrosinistra le cui politiche da anni sono indistinguibili da quelle della destra.

Quel percorso era, e rimane, un percorso unitario, ma per cambiare tutto. Non per perdersi in un minimo comune denominatore, incapace di accendere passioni, di intercettare la sofferenza diffusa, di parlare al sentimento di estraneità di quell’ampia parte della società che ha smesso di votare. Non c’è più tempo per le mediazioni, le attese, i documenti redatti dai ceti politici. Non si tratta di non riconoscere o demonizzare storie di sigle e di persone che sono anche generose e nobili. Ma chi ha vissuto chiuso nei palazzi sembra avere del tutto perduto il contatto con i sentimenti e il pensiero, i bisogni e i desideri della gente comune, di gran parte della società civile. 9 novembre Brancaccio Torino 2

Occorre un programma netto sui temi di fondo, elaborato e partecipato il più possibile collettivamente. Un programma con elementi chiari e concreti, che invece non troviamo nel documento per le prossime elezioni pubblicato il 7 novembre sull’Huffington Post.

Occorre dire Stop al fiscal compact, eliminare il pareggio di bilancio dall’art. 81 della Costituzione e chiedere la riscrittura dei Trattati europei. Basta con le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi pubblici, ripristinare ed estendere l’articolo 18, eliminare la legge Fornero, realizzare il reddito di autodeterminazione e riduzione dell’orario di lavoro, abrogazione della “buona scuola” e no all’alternanza scuola-lavoro. Tagli delle spese militari e riconversione dell’industria bellica, No TAV e No TAP per nuova e buona occupazione nelle opere diffuse di manutenzione del territorio e delle città.

È necessario definire criteri di scelta delle candidature che rendano coerenti messaggio e messaggeri: persone che non vengano dal passato, da ruoli di rappresentanza nella passata stagione del centrosinistra e dal professionismo politico, perciò credibili quando propongono una svolta radicale dei contenuti e delle forme del fare politica.

Andiamo avanti, senza chiusure, ma nella chiarezza e nella volontà di costruire una reale alternativa politica.

Torino, 9 novembre 2017