Archivio | Costituzione RSS feed for this section

Con la Sea Watch, dalla parte delle vittime della globalizzazione e della guerra

27 Giu

Via la parte dannata dell’umanità, via le vittime della globalizzazione e della guerra, criminalizziamo chi li aiuta. Non c’è ritegno alcuno nelle uscite di Salvini, della Meloni e compagnia cantante, l’invocazione all’arresto della capitana della Sea Watch, all’affondamento della nave fuorilegge. Ecco una plastica rappresentazione del mondo alla rovescia nell’epoca della crisi della globalizzazione capitalistica. L’assegnazione alla categoria dei rifiuti umani della marea di persone in fuga dalla povertà e dalla guerra globale, di persone che hanno un disperato bisogno di aiuto. Creature alla deriva, indesiderate, che vanno tenute a distanza, ricacciate nell’inferno di una esistenza degradata che non conosce diritti e umanità. Porti chiusi agli esseri umani, porti aperti al traffico di armi. Un crimine globalizzato a cui partecipano a pieno titolo governi e paesi cosiddetti progrediti (Ue, Usa, Italia, ecc.), paesi ricchi in fase di decomposizione, sempre più inclini all’insicurezza e al panico sociale. Grazie alla capitana della Sea Watch e a tutt* quell* che si battono dalla parte delle persone più deboli, grazie ai camalli di Genova in lotta contro il traffico di armi made in Italy. Grazie a chi lotta contro i nuovi padroni del mondo. Contro questi padroni interessati solo a difendere i propri interessi e privilegi, fomentando divisioni e guerra tra poveri, la risposta è una sola: ricostruire unità, solidarietà, volontà di lotta di tutti gli sfruttati e gli oppressi. Un altro mondo è possibile.

Annunci

Sentenza assurda. Falcioni condannato per aver fatto cronaca NoTav

7 Feb

siamotuttinotavEzio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, dichiara:

“Proibito esercitare l’attività di giornalista in presa diretta con le proteste NoTav. La Corte di Appello di Torino ha incredibilmente confermato la condanna di Davide Falcioni, giornalista di Fanpage, per aver svolto il lavoro di documentazione di una protesta NoTav. I fatti contestati risalgono al 2013. A Falcioni, a quel tempo collaboratore di AgoràVox, viene ascritto il reato di essere entrato nella sede torinese della Geostudio, un’azienda associata al Consorzio dei costruttori della tratta di Alta Velocità Torino Lione, al seguito di una protesta NoTav. Per i giudici doveva starsene fuori accontentandosi tutt’al più della versione della polizia. Una sentenza ingiusta che mette a repentaglio la libertà di informazione che è altra cosa dall’informazione di regime. A Falcioni, condannato per aver fatto il giornalista, oltre alla solidarietà che gli è stata manifestata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, va la piena solidarietà di Rifondazione Comunista”.

Torino, 7 febbraio 2019

Valsusa – Locatelli (Prc-Se): In valle per dire due no: no al decreto (in)sicurezza, no alla repressione della lotta NoTav

23 Gen

decreto sicurezzaNon solo NoTav. Sabato 26 gennaio ad Avigliana, ritrovo ore 14 piazza De Andrè, la Valsusa scende in campo contro il decreto (in)sicurezza approvato di recente dal governo Lega-M5S. “Un decreto eversivo –  stando alle parole di Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino – trasformato in legge che introduce un sistema di cittadinanza duale inammissibile, che oltre a riservare un trattamento disumano e degradante nei confronti di determinate persone – i migranti, le persone più povere –  criminalizza il conflitto sociale. In ciò inasprendo politiche di esclusione e di repressione intraprese colpevolmente dai governi precedenti (vedi i provvedimenti dell’ex Ministro Minniti). I provvedimenti  varati dall’attuale maggioranza Lega-M5S non possono lasciare indifferente una Valle che ha vissuto in tutti questi anni forme inusitate di repressione e militarizzazione del territorio rivolte contro la lotta No Tav. Di una Valle che vive il dramma dei migranti abbandonati a se stessi in fuga verso la Francia. Da qui l’importanza della manifestazione di sabato a cui Rifondazione Comunista parteciperà contro il perseguimento di politiche fascistoidi che fanno solo l’interesse dei poteri dominanti ”.

Torino, 23 gennaio 2019

Antirazzismo e disobbedienza civile

7 Gen

nostra patria mondo interoL’auspicio è che la disobbedienza contro il decreto (in)sicurezza – “un provvedimento criminogeno e disumano” – si allarghi quanto più possibile non lasciando soli quei sindaci coraggiosi che hanno deciso di non derogare ai principi di eguaglianza e di giustizia sanciti dalla nostra Costituzione. Nessuno rimanga in silenzio. Mai come momenti come questi l’indifferenza è il peso morto della storia. Facciamo in modo che tutti i sindaci che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione seguano l’esempio di Palermo, Napoli, Riace, ecc. In ogni caso ognun@, indipendentemente da ruoli istituzionali, è chiamato a fare la sua parte – non bastano i like -, a praticare la disobbedienza, a mobilitarsi, a fare controinformazione, a contrastare una china pericolosa. Detto ciò dobbiamo essere consapevoli che non basta praticare l’antirazzismo. Oltre ad una necessaria battaglia etico politica contro squallide leggi xenofobe, razziste occorre condurre una battaglia contro le politiche di austerità, neoliberiste che utilizzano la crisi per dividere le persone, per aizzare l’astio sociale contro i soggetti più deboli distogliendo lo sguardo dalle disuguaglianze, dai privilegi, dal furto quotidiano operato da ricchi, padroni, speculatori. In ciò bisogna essere chiari. Il governo Salvini-Di Maio, al di là dei proclami sul cambiamento è del tutto in linea con le politiche neoliberiste e di impoverimento sociale perseguite in Europa dall’Ue, in Italia dai governi del Pd, di centrodestra. Il razzismo va contrastato oltre che con la disobbedienza civile, con la mobilitazione sociale, con l’opposizione al neoliberismo che accomuna destra, centrosinistra, M5S. (e.l.)

Prc in piazza contro fascismi e razzismi. Locatelli: “per sconfiggerli serve lottare contro insicurezza e disuguaglianze sociali”

17 Ott

mai più fascismiSabato 20 ottobre, ore 16, in piazza Palazzo di Città, Torino, Rifondazione Comunista ci sarà raccogliendo l’appello che un nutrito gruppo di partigiani, primo firmatario Gastone Cottino, ha lanciato per un presidio antifascista, antirazzista, di lotta alle discriminazioni e alle ingiustizie, di sostegno a chi come a Riace è impegnato sul fronte della cooperazione e dell’accoglienza. Nel clima odierno di paura e intolleranza i partigiani torinesi invitano a riprendere il cammino della lotta e della speranza assumendo le ragioni del disagio, della ribellione, della rabbia contro lo stato delle cose presenti e la degenerazione della politica. “Noi in piazza ci saremo – dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se – esprimendo non solo la nostra ferma opposizione ai rigurgiti fascistoidi, alle politiche discriminatorie, razziste dell’attuale governo Lega-M5S ma la nostra critica e alterità alle politiche neoliberiste, d’impoverimento sociale, di attacco ai valori fondanti della nostra Costituzione dei governi precedenti a guida Pd il cui risultato è stato di ingenerare l’attuale situazione di degrado sociale, politico, culturale. Per sconfiggere i rigurgiti fascisti e razzisti bisogna tornare a combattere le politiche restrittive, della precarietà, dell’insicurezza, delle disuguaglianze sociali foriere di un clima di paura e di intolleranza. Riconquistiamo la dignità di persone, di lavoratori e di cittadini, com’è nel dettato costituzionale, senza esclusione alcuna. Con i partigiani ora e sempre Resistenza!”

Ufficio Stampa Prc-Se di Torino

Torino, 17 ottobre 2018

Antirazzismo e questione sociale contro la strategia di distrazione di massa

26 Ago

manifestazione-antirazzista-porto-di-catania150 migranti della nave italiana Diciotti finalmente a terra dopo lo squallido, disumano comportamento tenuto dal Ministro degli Interni. Comportamento che ha impedito loro di scendere dalla nave per giorni interi incurante della loro grave o disperata condizione di salute (tutte le donne sono state violentate dai loro aguzzini in Libia). Bene le manifestazioni di protesta al porto di Catania e nel resto d’Italia come movimento antirazzista a cui siamo stati presenti come Rifondazione Comunista.. Protesta, sia detto, che va indirizzata oltre che contro il governo italiano contro l’Europa governata dalle destre liberiste o nazionaliste, destre che nel loro insieme non sanno fare altro che giocare allo scaricabarile. Doverose inoltre le contestazioni mosse dalla Magistratura al fascio-leghista che siede al Viminale per reati che vanno dal sequestro di persona, all’arresto illegale, all’abuso d’ufficio. Nonostante tutto ciò Il fascio-leghista che siede al Viminale va avanti come se niente fosse con protervia, sfidando tutte e tutti. Follia? No, la sua è una strategia di distrazione di massa per distogliere l’attenzione della gente dalle reali emergenze sociali, dalle mancate risposte politiche, dalle promesse elettorali non mantenute. Più comodo e conveniente indirizzare il senso di frustrazione e di rabbia contro l’eterno “altro”, nella fattispecie i migranti, che non assumersi responsabilità in materia di soluzione ai problemi della disoccupazione, della precarietà delle condizioni lavorative e sociali in cui vivono milioni di persone. Altro che abrogazione della legge Fornero o reddito di cittadinanza sociale di cui ci sarebbe bisogno. Altro che revoca delle concessioni autostradali o nazionalizzazione delle autostrade di cui ci sarebbe bisogno. Qui si dicono delle cose e se ne fanno delle altre. Tanti proclami roboanti e poi avanti più o meno come prima. In tutto ciò, in questo momento di crisi della politica, Salvini e Di Maio sono perfettamente funzionali ai piani alti della società, a continuare nell’esercizio del potere dominante. Per combattere la protervia di questo potere, insieme alle manifestazioni antirazziste, antifasciste, alla ribellione etico politica è indispensabile ricreare uno spazio di mobilitazione sociale in tema di salario, pensioni, sanità, scuola, diritti del lavoro, diritti sociali, ecc. Un grande spazio che abbia la capacità di parlare e di dare risposte ai ceti popolari calpestati in tutti questi anni dai governi di centrodestra e centrosinistra che si sono succeduti, capace di contrastare la campagna di distrazione di massa dei fascio leghisti e degli utili idioti che sono in questo momento al governo. Rifondazione Comunista, in questo, farà la sua parte. (e.l.)

Giuseppe Conte: un pollo d’allevamento del pensiero neoliberista per un governo di destra

22 Mag

palazzo_chigi_fg_1610La discussione che si sta facendo in queste ore sulla capacità del professor Giuseppe Conte di rivestire il ruolo di Presidente del Consiglio, ruolo a cui viene designato dall’accoppiata M5S-Lega, mi sembra una discussione fuorviante. Chi ne esalta le competenze professionali altri che ne rimarcano l’inesperienza politica. Il problema vero è un altro. Parliamo di un professore cresciuto in organismi che formano i cosiddetti think tank, esperti al servizio di poteri finanziari, imprenditoriali, burocratici. Sotto questo punto di vista Conte – il classico pollo d’allevamento del pensiero unico neoliberista che dichiara superati gli schemi ideologici del ‘900 che fanno riferimento a destra sinistra – ha tutte le caratteristiche per impersonare l’attuazione di un programma in cui si mescolano contenuti populisti, neoliberisti, di destra. Altro che amico del popolo! Il dramma politico è che a questa combriccola governativa di prossima ventura si contrappone un Pd impresentabile, attestato nella difesa delle politiche di austerità, dei trattati europei, del pareggio di bilancio, della Fornero ovvero di tutto ciò che ha ingenerato diseguaglianze e scontento sociale. Da tutti questi signori e forze politiche – M5S, Lega, Pd, Fi, etc – non c’è da aspettarsi nulla di nulla. Sono tante facce di una stessa medaglia, le facce di un sistema di potere in crisi che proprio per questo è in una fase di ristrutturazione. I loro programmi di governo sono in vario modo dominati da politiche a favore dei ricchi e delle imprese, da reprimende contro i migranti e piccole mance ai più poveri. A fronte di questa situazione occorre fare una scelta di campo, occorre stare da una parte sola, dalla parte del popolo sempre più sfruttato e spogliato di diritti fondamentali, occorre costruire una opposizione sociale che metta al centro i diritti del lavoro, i principi della eguaglianza e giustizia sociale, della solidarietà bistrattati in tutti questi anni di governi di centrodestra e centrosinistra. Principi da portare avanti con la lotta, lavorando alla ripresa del conflitto sociale. Lavorando all’attuazione dei principi sanciti nella nostra Costituzione. Questo significa essere realmente di sinistra e dalla parte di un reale cambiamento sociale. (Ezio Locatelli)