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Libertà di mercato: un attentato alla salute. Il caso Ikea

21 Mag

di Ezio Locatelli

Togliere le briglie al mercato, si torni alla nuova normalità hanno reclamato le varie associazioni d’impresa e a ruota non pochi presidenti di regione. Detto fatto. La fase 2 è appena cominciata e c’è chi ha pensato bene di rimettere in movimento la macchina produttiva e del consumismo senza preoccuparsi troppo delle conseguenze. Il caso di Ikea, la multinazionale svedese specializzata nella vendita di mobili e arredi, è uno dei tanti paradossi di questa fase di riapertura generalizzata. Punti vendita che hanno funzionato a pieno regime da Nord a Sud, in condizione di superaffollamento.

Il punto vendita di Collegno (To) è uno dei tanti esempi. Doveva riaprire con una previsione da parte dell’azienda di 1500 ingressi per il primo giorno. Un numero ampiamente superato dai 15 mila ingressi di fine giornata, dieci volte in più di quanto previsto dall’azienda che si è ben guardata, a Collegno come altrove, dal contingentare gli ingressi. Il mercato e gli affari innanzitutto. Una plateale smentita delle misure di distanziamento sociale e della salvaguardia delle condizioni di sicurezza ambientale. La qual cosa non ha mancato di suscitare la protesta dei lavoratori: non si possono fare soldi in maniera così smodata sulla pelle dei lavoratori.

Il caso Ikea è emblematico della divaricazione che c’è tra mercato e obblighi sociali, sanitari. Tanti appelli ai singoli cittadini alla serietà, al rigore, al senso di responsabilità nei comportamenti individuali – la vita non è più quella di prima – nel mentre il mercato è lasciato libero di sottrarsi a ogni vincolo sociale, di attentare alla salute, di influenzare i comportamenti di massa. Una situazione intollerabile a fronte del rischio dichiarato dall’Organizzazione mondiale della sanità di una seconda ondata di epidemia. Lo spettro di una risalita del contagio contro cui non ci sarebbe altro rimedio che andare a un nuovo lockdown, un vero e proprio disastro sociale. Altro che ritorno a una nuova normalità. La sicurezza ambientale oggi più che mai consiste nel non dare all’impresa e al mercato potestà di affermare gli interessi propri in barba agli interessi di tutte e tutti.

 

*Tratto dal periodico Lavoro e Salute, numero di maggio

Coronavirus – Macario e Locatelli (Prc-Se): No al colpo di spugna. Ritirate gli emendamenti vergogna che cancellano colpe e responsabilità politiche

3 Apr

“L’avevamo detto che avremmo assistito  al tentativo di attuare un colpo di spugna. Questo è ciò che sta avvenendo una volta emersi i numeri reali dei decessi da coronavirus e le molte responsabilità omissive nella gestione dell’emergenza sanitaria. Migliaia di morti nella sola provincia di Bergamo, una vera e propria strage, per la mancata adozione di misure precauzionali” dichiarano Franco Macario, segretario provinciale Prc-Se di Bergamo ed Ezio Locatelli, già consigliere regionale e deputato, attualmente della direzione nazionale Prc-Se. Ed ancora: “I partiti di maggioranza e opposizione hanno pensato bene di depositare una serie di emendamenti al decreto “Cura Italia” con cui puntano a cancellare responsabilità di ordine penale, civile, amministrativo ed erariale di quanti rivestivano ruoli politici e gestionali. Nel momento cruciale questi ruoli più che a tutela della salute, dei pazienti, degli operatori sanitari  sono stati agiti a tutela dell’economia, della produzione degli affari. Partiti di maggioranza e opposizione uniti nel tentare di sottrarsi da ogni azione legale, nel dotarsi di una sorta di scudo penale. Una cosa inaudita che grida vendetta. Ritirate subito gli emendamenti vergogna! Adesso siamo tutti chiamati a far fronte all’emergenza ma non per questo vanno affossate colpe gravissime che andranno accertate e perseguite a tutti i livelli, non ultimo a livello giudiziario”.

Covid19 – Locatelli (Prc-Se): il Piemonte non ha bisogno di piccoli Orban ma di cambiare le politiche sanitarie

1 Apr

cirio-orban

“In Piemonte non abbiamo bisogno di piccoli Orban che abusano dell’emergenza per avocare a sè pieni poteri. Abbiamo bisogno di amministratori capaci di politiche di fuoriuscita dall’emergenza sanitaria che rimettano in discussione ritardi, manchevolezze, scelte sbagliate di aziendalizzazione e smantellamento della sanità pubblica”, dichiara Ezio Locatelli, segretario di Torino e membro della direzione nazionale Prc-Se.

Ed ancora:”Tutte le scelte regionali sinora attuate sono risultate all’inseguimento di una situazione che, poco alla volta, è diventata gravissima nonostante le evidenze che si erano manifestate in precedenza nelle altre regioni del nord. Dunque il presidente della giunta regionale Alberto Cirio cominci a dare conto della carenza o mancanza di dispositivi di sicurezza individuale, di personale sanitario, di misure di prevenzione, di strutture sanitarie. Dia conto del progetto assurdo di attuare il trasferimento di pazienti positivi dagli Ospedali alle Rsa, progetto poi rientrato per le molte proteste da parte di associazioni e organizzazioni sindacali. Dia conto dei molti positivi o decessi che si riscontrano nelle Rsa deficitarie, in tutta evidenza, di personale, di servizi sanitari, socio assistenziali, di misure precauzionali di contenimento del rischio sanitario.

Sulla sanità, ancor più sui servizi dedicati ai malati cronici non autosufficienti si sono fatti troppi tagli che adesso producono il loro effetto nefasto. Le indicazioni operative del “protocollo d’intesa” siglato ieri relativamente a ulteriori misure di contenimento Covid19 fa qualche passo in avanti. Occorrerà vigilare perché siano realmente perseguite. Ma non si dica che sono indicazioni in continuità con le prestazioni e le misure di sicurezza sinora vigenti. Altrimenti non ci sarebbero così tanti morti. Vanno riviste tutte le delibere regionali che hanno abbassato gli standard delle varie prestazioni della sanità. Va incrementata la dotazione di personale sanitario qualificato. Va attuato uno sviluppo dei servizi territoriali domiciliari. Per tutto ciò non servono pieni poteri, serve molto più semplicemente volontà politica che finora la giunta regionale non ha dimostrato di avere”.

Locatelli (Prc-Se): emergenza sanitaria nelle carceri. Disinnescare una bomba ad orologeria

9 Mar

“E’ sotto gli occhi di tutti che le carceri, in questo momento di emergenza sanitaria,  sono una bomba ad orologeria. Una bomba sta già deflagrando  nel clima di paura, insicurezza e rivolta in corso in diverse carceri con già diverse morti” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino. Ed ancora: ”Il sovraffollamento delle carceri, la condizione di stretta promiscuità – 61 mila persone detenute a fronte di una capienza delle carceri per 48 mila persone – aumenta a dismisura il rischio di diffusione del contagio tra la popolazione carceraria e il personale penitenziario con effetti nefasti. La salute pubblica in questo momento è la priorità assoluta. Proprio per questo concordo con l’appello che associazioni varie, tra cui quella dei giuristi democratici, rivolgono al Presidente della Repubblica e altre autorità, affinchè ci sia un provvedimento immediato di sospensione della pena per le persone detenute ammalate ed anziane e un provvedimento di indulto e/o amnistia urgente a partire dai reati minori. Per restare solo alla realtà di Torino è assurdo che in carcere ci siano persone come Nicoletta Dosio o altri attivisti NoTav così come ovviamente tanti altri detenuti per reati minori. Non è in gioco solo la  salute della popolazione carceraria che pure è tutelata dalla Costituzione ma la salute di familiari, personale a vario titolo coinvolti dentro e fuori nella vita carceraria. Un pericolo generalizzato per tutta la popolazione che va scongiurato”.

Emergenza Coronavirus: la Lombardia dei tagli e delle privatizzazioni in ginocchio

9 Mar

Non è un caso che la #Lombardia, finita nell’occhio del ciclone #coronavirus, sia la prima regione a chiudere i battenti. Quella che in tanti anni è stata definita la locomotiva dell’Italia e dell’Europa- per dirla alla vecchia maniera di Roberto Formigoni, ex presidente delle Regione condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione – è anche la regione che ha fatto da battistrada per quanto riguarda la privatizzazione della sanità, il taglio di personale, di posti letto, di servizi territoriali, di prevenzione. La sanità pubblica, senza la quale sarebbe il caos totale, è stata ridimensionata a favore di una sanità privata che è interessata solo a trarre profitto dalle malattie e dalle prestazioni più remunerative (i privati gestiscono circa la metà della spesa sanitaria). Un privatizzazione sciagurata volta a trasformare il diritto alla salute in merce. Fa impressione leggere oggi che, stante le condizioni disperate in cui si trova la Lombardia, per carenza di personale, limitatezza di posti in terapia intensiva “bisognerà scegliere a chi dare precedenza, chi salvare” tra le persone più o meno giovani, più o meno malate.. Ed ancora, la Lombardia è la regione che ha fatto da battistrada a una ideologia della crescita e della accumulazione privata che ha sacrificato salute, salubrità ambientale, sicurezza sociale, qualità dl lavoro. Contro questo modello sciagurato, violento contro le persone e la natura, ci siamo sempre battuti in prima persona sia a livello sociale che istituzionale convinti come eravamo della sua fallimentarità. Un modello divenuto di fatto, nel corso degli anni, con diverse gradazioni, modello nazionale. L’impegno contro la diffusione del coronavirus ormai in atto in diverse parti del paese deve diventare lotta contro un modello che non regge, che mette a rischio diritti e salute dei cittadini e dei lavoratori. Più prevenzione, più ricerca, più sanità pubblica, più difesa dell’ambiente. Basta con una società liberista che mette al centro gli interessi privati a scapito della vita delle persone (e.l.)

Ferrero e Locatelli:“contro Nicoletta Dosio misure vessatorie”. Presentata una interrogazione del Gue/Ngl in Parlamento Europeo

25 Feb

“Quelle messe in atto nei confronti di Nicoletta Dosio sono misure vessatorie che non hanno giustificazione alcuna” dichiarano Paolo Ferrero e Ezio Locatelli, rispettivamente vicepresidente della Sinistra Europea e segretario provinciale Prc-Se di Torino. “Se ne è avuta l’ennesima riprova ieri quando Nicoletta è stata portata dal carcere in ospedale per una visita ambulatoriale. Ammanettata, in una cella blindata, scortata da quattro guardie penitenziarie manco fosse una feroce criminale invece che una persona, una storica attivista che si è sempre battuta a viso aperto per affermare istanze sociali, ambientaliste, pacifiste. Una vera e propria vergogna”. Contro l’ingiusta carcerazione di Nicoletta e le condanne sproporzionate di altri dodici attivisti Notav, “in contrasto con i principi di libertà e di associazione”, è stata oggi presentata una interrogazione da Miguel Urban Crespo, coordinatore del Gue/Ngl nella commissione diritti umani del Parlamento Europeo.

Di seguito interrogazione:

 Interrogazione con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Miguel Urban Crespo (GUE/NGL)

Oggetto: Condanna sproporzionata a Nicoletta Dosio e altri attivisti no Tav in Italia

Premesso che  Nicoletta Dosio, di anni 73,  è stata condannata ad un anno di reclusione per i reati di violenza privata ed interruzione di pubblico servizio, avendo partecipato, in data 3.3.2012, ad una manifestazione pacifica presso il casello di Avigliana dell’autostrada Torino – Bardonecchia.

Sono stati indagati e condannati, con pene dall’anno ai due anni di reclusione, 12 attivisti, di cui sei incensurati. A nessuno è stata concessa la sospensione condizionale della pena, ordinariamente riconosciuta agli incensurati.

Visto che nonostante i reati contestati alla Dosio ed agli altri prevedano una pena base di 15 giorni, il Tribunale aveva comminato pene a tutti di due anni. La Corte d’Appello ha poi ridotto la pena ad un anno di reclusione, nonostante siano state riconosciute le attenuanti generiche – che ulteriormente avrebbero dovuto abbattere la pena in concreto comminata

Visto l’art. 49(3) della CFREU in materia di proporzionalità delle pene e vista l’espansione di competenze dell’EU in materia penale

Si chiede dunque alla Commissione:

1) se la pena sia compatibile con l’art. 49(3) della CFREU in materia di proporzionalità delle pene

2) se tali condizioni di detenzione di una persona anziana siano conformi ai valori europei di cui all’Art. 2 TEU

3) se tali pene sproporzionate siano in contrasto i principi della libertà di associazione (Art. 12 CFREU) e di espressione (Art. 10 CFREU)

Locatelli (Prc-Se): la Regione Piemonte distribuisce libri di estrema destra. No al revanscismo neofascista

13 Feb

Seat of regional administration of Regione Piemonte

Decisione becera, ripugnante. Per Ezio Locatelli – segretario provinciale Prc-Se di Torino: “La decisione della Regione Piemonte, nella persona dell’assessora alla istruzione e formazione Elena Chiorino, di distribuire in tutte le scuole un libro sulle foibe, edito da una casa editrice contigua ad ambienti neofascisti, va respinta in ambito scolastico e in ogni ambito della vita civile. E’ una provocazione tesa a stravolgere la realtà, a negare i principi fondativi della nostra convivenza civile, a negare la cultura antifascista, democratica del nostro Paese. Quella raccontata in questo libro scritto ed edito in ambienti dell’estrema destra è la storia di una giovane aderente al regime fascista innalzata al ruolo di martire. Un racconto fazioso che tace sugli orrori e i crimini del fascismo. Sia detto, l’assessora regionale all’istruzione è una esponente di Fratelli d’Italia, come del resto lo era anche Roberto Rosso, anch’esso assessore regionale prima di essere arrestato – l’arresto è di soli due mesi fa – per voto di scambio con la mafia. Questi signori, si fa per dire, stanno facendo propaganda di destra con i soldi pubblici, stanno calpestando i principi della nostra Costituzione. Vanno contestati e cacciati a casa, il prima possibile”.

 

Torino, 13 febbraio 2020