Archivio | elezioni politiche 2018 RSS feed for this section

Alla fine la bramosia del potere ha prevalso

5 Giu

Alla fine la bramosia del potere ha prevalso. Nasce un governo che somma tutto e il contrario di tutto. M5S, Lega con l’appoggio di Fratelli d’Italia. Più che un ibrido un mostro politico con caratteristiche spiccatamente di destra. Per dire del livello di degrado, dello svuotamento delle istanze rappresentative il governo che nasce è stato concepito sulla base di un contratto di natura privatistica firmato da Di Maio e Salvini davanti a un notaio. Detto ciò più che strali serve una proposta politica alternativa. Alternativa non solo al M5S e alla destra xenofoda, alternativa al Pd cui va data la responsabilità di aver lascito uno scenario di macerie dopo aver operato per la distruzione di diritti sociali e del lavoro, al servizio dei mercati finanziari. Per la sinistra antiliberista, antagonista inizia la sfida fatta di lotte, di opposizione alle disuguaglianze sociali, alle politiche di austerità, ai nuovi fascismi. Inizia la sfida volta alla ricostruzione di un movimento sociale e politico capace di impersonare la protesta e la domanda di cambiamento che c’è a livello popolare. Una movimento plurale, aperto che metta insieme diverse soggettività e istanze di trasformazione sociale. Non la costruzione di un partito ma per l’appunto di un movimento. Potere al popolo non alle vecchie e nuove destre, ai populismi xenofobi, non ai mercati finanziari. Questo l’impegno che Rifondazione Comunista porterà avanti.

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Locatelli (Prc-Potere al Popolo): il movimento No Tav non è altra cosa dal movimento di giustizia sociale. Potere al Popolo per dare forza a questo movimento

26 Feb

IMG_20180225_214026Ezio Locatelli, segretario di Rifondazione Comunista ed esponente di Potere al Popolo dichiara:

L’appello diffuso a mezzo web di Alberto Perino al “voto utile” al M5S e a non votare Nicoletta Dosio – bontà sua Perino dice anche di Nicoletta: le “voglio bene”, “meriterebbe un monumento“ – è il migliore attestato che “Potere al Popolo” ha il vento in poppa. Lo si vede nella partecipazione che c’è in tutte le assemblee territoriali, lo si è visto anche ieri sera all’assemblea di Bussoleno. “Potere al Popolo” è la grande novità che sta raccogliendo il consenso tra i tanti delusi dalla politica politicante, delusi del nuovo corso perbenista del M5S, dei tanti che vogliono cambiare. Spiace vedere Perino far ricorso all’argomento trito e ritrito del voto utile che, sia detto, è lo stesso argomento usato da Renzi per promuovere i propri candidati e lasciare le cose come stanno.

Contrariamente a quanto scrivono i giornali il movimento No Tav non è per niente spaccato, semmai ci sono diverse valutazioni politiche riguardo l’espressione del voto. Il voto che può segnare una svolta può essere quello dato a forze che vanno a braccetto . – come sta facendo Luigi Di Maio alla stregua di tanti altri – con i poteri confindustriali, con gli investitori finanziari, con i poteri forti che sono esattamente gli stessi che spingono per la realizzazione delle grandi opere? Difficile che possa essere così. Il voto che può segnare un svolta è quello dato a una forza che oltre a battersi contro il Tav si batte per l’eguaglianza, la giustizia sociale, i diritti di cittadinanza, contro le nuove forme di razzismo e di fascismo, che si batte contro i padroni vecchi e nuovi, che non ha timore di schierarsi da una parte sola, dalla parte degli sfruttati e degli oppressi. Piaccia o non piaccia questa forza, cui afferiscono diverse forze politiche e sociali antiliberiste, è oggi “Potere al Popolo”.

Torino, 26 febbraio 2018

Torino antifascista – Ezio Locatelli (Prc-Potere al Popolo): no ai fascisti vecchi e nuovi

21 Feb

antifascismoDomani sera, prima dell’iniziativa al circolo Arci “La Poderosa”, Via Salerno 15/a con Francesca Fornario alle ore 21,30 a sostegno di “Potere al Popolo”, alle ore 19 saremo al presidio antifascista indetto nei pressi di Corso Vittorio Emanuele 104, per protestare contro la presenza in città di neofascisti a cui addirittura è stata data la possibilità di presentarsi alle elezioni. Si sono presentati dando corso ad una campagna elettorale all’insegna della guerra tra poveri, dell’odio razziale, dell’intimidazione e di atti di violenza. Il fatto grave è che tutto ciò avviene in barba a quanto stabilito dalla nostra Costituzione che vieta qualsiasi organizzazione o propaganda fascista. Un divieto inapplicato – troppe le connivenze e compiacenze politiche – cosicché a Torino e in tutta Italia i fascisti sono lasciati liberi di scorazzare e di provocare. Chiaro il motivo: i fascisti, com’è sempre stato, sono uno strumento di intimidazione che, specialmente nei periodi di crisi e di impoverimento sociale, tornano utili a padroni, governi e poteri dominanti. Alla campagna di odio razziale e di violenza fascista rispondiamo con la mobilitazione di tutte le forze antifasciste. Rispondiamo con la lotta contro le politiche liberiste, per diritti sociali e del lavoro. Ora e sempre Resistenza!

Torino, 21.02.2018

Disinformazione su Potere al Popolo oltre il limite consentito. Locatelli (Prc-Potere al Popolo): non riuscirete a cancellare la volontà di cambiamento

13 Feb

simboloEzio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ed esponente di Potere al Popolo ha rilasciato questa dichiarazione:

“A Torino l’appello firmato da oltre cinquanta – ma tant@ altri stanno firmando in queste ore – tra funzionari e attivisti sindacali, delegati Rsu e Rsa, tutti di area Cgil, a sostegno della lista di “Potere al Popolo” non fa notizia. Una vera e propria vergogna che è la palese dimostrazione della faziosità e dell’oscurantismo praticato dalla maggior parte degli organi di informazione. Per molti di questi organi “Potere al Popolo” non esiste, pure essendo l’unica lista presente in tutta Italia dopo aver fatto il pieno nella raccolta firme, per la precisione dopo aver raccolto oltre 90 mila firme. In compenso l’informazione, su alcuni giornali, viene data prendendo ad esclusivo riferimento la presenza di quattro schieramenti o forze politiche. Tutto il resto non esiste o più precisamente non esiste “Potere al Popolo”, i candidati che ne fanno parte, le iniziative che vengono promosse, i lavoratori e le lavoratrici che lo sostengono. Vi pare informazione? No di certo. Questa è censura, il non voler rendere conto che la crisi e il discredito della politica politicante sta aprendo varchi di nuova partecipazione e di nuova volontà di cambiamento. Ci dispiace per lorsignori. Questi varchi non saranno certo rinchiusi dal clima di censura”.

Torino, 13 febbraio 2018

Elezioni e partito: ancorare il senso di disagio e ribellione a una causa comune

23 Gen

tesseraRif_2018_WEB_def-1di Ezio Locatelli*

Sono giorni e settimane d’intenso impegno elettorale. Rifondazione Comunista, insieme ad altre realtà associative, sociali, politiche è impegnata nella presentazione delle liste di “potere al popolo” in una corsa contro il tempo, in particolare per quanto riguarda la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della lista stessa. Eh già, la raccolta firme vale solo per chi è fuori dal parlamento. Siamo in presenza di un sistema politico istituzionale che, trovandosi in forte crisi di legittimità, tende a chiudersi in se stesso, a mettere fuori gioco chi non rientra nella cerchia dei poteri dominanti. Spezzare questo meccanismo di esclusione non è cosa di poco conto ma non per questo vi possiamo rinunciare. Tutt’altro: dobbiamo mettercela tutta.

Le elezioni sono e rimangono un passaggio politico importante. Attenzione però a non mettere in secondo piano il lavoro che attiene all’organizzazione delle nostre forze quale strumento di lotta politica. Mai dimenticare che i cambiamenti non si producono per partenogenesi elettorale. I cambiamenti reali si producono per capacità d’iniziativa politica e di lotta in rapporto ai movimenti ampi delle masse, per capacità di agire il conflitto sociale, la contrapposizione tra sfruttati e sfruttatori, per capacità di ridare impulso a una volontà collettiva di cambiamento.

Stando così le cose vale appieno il vecchio assunto di Antonio Gramsci secondo cui la libertà si realizza quando diventa “libertà organizzata”, “quando gli individui escono dalla loro solitudine e si associano”. È solo allora che la debolezza diventa forza. Ecco perché uno dei compiti essenziali per le comuniste e i comunisti è di lavorare sistematicamente e pazientemente a costruire questa forza. Un lavoro controcorrente poiché è abbastanza diffusa, anche nella cultura di sinistra, la messa in discussione del partito politico quale forma organizzata. A me pare che questa messa in discussione, tout court, sia funzionale allo stadio oggi raggiunto dal dominio del capitale finanziario, il cosiddetto finanzcapitalismo, che privilegia una società liquida, il più possibile atomizzata e dispersa, impossibilitata a esprimere – sul versante degli sfruttati – efficienti organismi di azione collettiva, forme di radicamento sociale e territoriale, manifestazioni estese e non effimere di dissenso e opposizione sociale.

Noi che siamo impegnati a costruire per contrasto sociale una diversa prospettiva dobbiamo avere sempre presenti i problemi pratici che attengono alle forze soggettive. Proprio per questo è importante intrecciare l’impegno elettorale e l’iniziativa politica delle prossime settimane con l’impegno alla conduzione della campagna di tesseramento 2018 per Rifondazione Comunista. Diamoci degli obiettivi al rialzo, aumentiamo le adesioni e il sostegno al nostro partito com’è stato per la campagna del 2Xmille. Facciamolo senza alcuna pretesa totalizzante, in rapporto con tutte le forze potenzialmente o attualmente anticapitaliste, ma facciamolo!

Quest’anno, nel 50esimo anniversario del ’68, abbiamo scelto di connotare la tessera, con lo slogan “ribellarsi è giusto”. Proprio cinquant’anni fa in Italia, e in tutto il mondo, iniziava un periodo di grandi sollevazioni di masse giovanili, operaie, popolari contro autoritarismo, ingiustizie e sfruttamento. Un periodo di grandi lotte di liberazione e di conquiste sociali. Poi, sappiamo, sono venuti gli anni della rivincita padronale, della guerra, della dittatura neoliberista. Ma oggi, come allora, c’è nell’aria “un senso di vigilia”. Nella scandalosa concentrazione di ricchezze e aumento delle disuguaglianze sociali, nell’esaltazione delle diverse forme di sfruttamento, cova l’indignazione, la protesta sociale, il bisogno di cambiamento. Il 2018 sarà l’anno in cui tornerà di grande attualità l’idea che “ribellarsi è giusto” A noi cogliere questo momento di opportunità, lavorare per ancorare il senso di disagio e di ribellione a una causa comune.

*responsabile organizzativo nazionale Prc-Se

 

Torino,22.01.2018

Locatelli (Prc-Se) agli organi di stampa: “fate pure finta di non vedere. Le affollate assemblee di “potere al popolo” un segno della domanda di cambiamento”

16 Gen

simboloEzio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino dichiara:

“L’assordante silenzio degli organi di stampa e informazione che c’è stato finora intorno alla lista di “potere al popolo” non ci ha fermato e non ci fermerà” dice Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che di “potere al popolo” fa parte insieme a altre forze di sinistra, antiliberiste. Sono centinaia le assemblee che si sono tenute in Italia, diverse delle quali a Torino, tutte molto partecipate, in particolare da giovani come da tanto tempo non accadeva. “Segno che il rigetto nei confronti della politica politicante di questi anni, soprattutto tra le nuove generazioni, non produce solo disimpegno, rassegnazione ma nuova domanda di alternativa di società” dice Locatelli. Ed ancora: “Potere al popolo nasce sulla base di un forte spinta dal basso, contro quei partiti e quelle forze che in questi anni hanno messo al centro le esigenze di governabilità, gli interessi d’impresa, le politiche di austerità a senso unico, politiche che hanno devastato l’esistenza di milioni di persone. Nasce come progetto unitario che mette insieme chi in questi anni – forze politiche, sociali, attivisti vari – si è battuto per i diritti e la dignità del lavoro, chi è stato presente nelle lotte sociali, nei movimenti per il diritto alla casa, alla scuola e alla sanità pubblica, per la giustizia sociale, contro il razzismo, contro la guerra. In una parola che mette insieme chi si è battuto e si batte per l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza”. Questa sera al Cecchi Point, in Via Cecchi, 17, Torino, ci sarà l’assemblea di lancio campagna elettorale e di organizzazione della raccolta firme necessarie alla presentazione della lista. Tra i candidati Simone Ciabattoni, consigliere circoscrizionale di “Torino in Comune-La Sinistra”, attivista sociale e giovane dirigente di Rifondazione Comunista, capolista nel Collegio plurinominale della Camera di Torino 1; Nicoletta Dosio, attivista No Tav capolista nel Collegio Plurinominale della Camera Torino 2; Gianluca Vitale, avvocato, capolista nel collegio plurinominale del Senato Piemonte 1.

Torino,16 gennaio 2018

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Una risposta a Gian Giacomo Migone

19 Dic

simbolodi Ezio Locatelli*
Siamo alle solite. Nel tentativo di far passare le proprie ragioni si ricorre alla caricature delle ragioni altrui. Gian Giacome Migone non sfugge a questa modalità. Nel perorare la causa di «Liberi e Uguali» Migone su «il Manifesto» di venerdì 15 dicembre lancia strali contro Rifondazione Comunista. Il partito, nella persona del suo segretario nazionale Maurizio Acerbo, avrebbe perseguito sin dalle origini del dibattito elettorale «l’obiettivo di una lista separata». Ed ancora: Rifondazione Comunista, forte delle sue «ragioni identitarie e organizzative», avrebbe «mangiato centinaia di assemblee» del Brancaccio a cominciare dall’assemblea di Torino nel cui caso «posso personalmente testimoniare – dice ancora Migone – insieme con un centinaio tra compagne e compagni “altrettanto esterrefatti». Se si vuole stare su questo piano non c’è storia. Il sottoscritto, può personalmente testimoniare, unitamente ad altre duecento persone, che la presidenza dell’assemblea di Torino di fatto ha impedito la messa in votazione di un ordine del giorno – ma che democrazia è quella in cui i impedisce un pronunciamento? – che chiedeva il mantenimento dell’impegno programmatico e degli ambiti decisionali del Brancaccio. Richiesta del tutto legittima a fronte di un documento nonché di un itinerario preordinato di assemblee – quello scodellato poche ore prima da Mdp, Si, Possibile – il cui risultato era di defraudare completamente il percorso del Brancaccio stesso. Che poi è quello che di fatto è accaduto. Non ci voleva molto a capirlo. Ma al di là delle ricostruzioni più o meno interessate di alcune vicende spicciole ciò che deve essere chiaro, una volta per tutte, è che Rifondazione Comunista ha perseguito con molta convinzione il processo unitario del Brancaccio non avendo alcuna pregiudiziale che non fosse di collocazione politica, di carattere programmatico, di percorso democratico. Chi afferma il contrario lo fa o senza cognizione di causa o in perfetta malafede a supporto di un’operazione, quella sponsorizzata da Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani di «Liberi e Uguali», che punta dichiaratamente a rianimare il centrosinistra che fu. Un centrosinistra che non parla più a una parte grande della società messa ai margini da processi decisionali oligarchici sottratti a istanze partecipative e democratiche e da politiche di sacrifici a senso unico. Questa è la ragione per cui non c’è alcun interesse da parte nostra a operazioni di galleggiamento che non colgono la crisi di legittimità e di rappresentanza di un sistema declinante. Non per questo abbiamo rinunciato a perseguire un progetto unitario e di alternativa, di sinistra antiliberista. Lo stiamo portando avanti con chi non ha rinunciato a costruire la sinistra di alternativa, con chi in questi anni è stato presente nella resistenza sui luoghi di lavoro, nelle lotte sociali, nei movimenti contro il razzismo, per la democrazia, i beni comuni, la giustizia sociale, la solidarietà, la pace. Lo stiamo portando avanti con chi si batte, dopo averla difesa, per l’attuazione della Costituzione nata dalla Resistenza. Con chi si batte contro il pensiero unico neoliberista e le politiche di austerità che hanno devastato l’esistenza di milioni di persone. Piaccia o non piaccia non ci siamo fatti travolgere dalle spregiudicate manovre di palazzo che stanno sul piano della difesa raccogliticcia di qualche scampolo del vecchio sistema. Questo impegno alla ricostruzione di una sinistra di società, nelle condizioni date, più che mai va avanti. La nostra partecipazione convinta alle partecipate assemblee di «potere al popolo» va esattamente in questa direzione.

*segretario provinciale Torino
segreteria nazionale Prc-Se