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Sinistra in Piemonte – Locatelli (Prc): “o si è autonomi o si è subalterni”

4 Feb

Regione Piemonte building in TurinIn un intervista a “il Manifesto” Marco Grimaldi, segretario e consigliere regionale di Sinistra Italiana in Piemonte, torna a ribadire la sua disponibilità a fornire appoggio a Sergio Chiamparino in previsione delle prossime elezioni regionali. Il succo del ragionamento più o meno è questo: anche se su tutta una serie di questioni la pensiamo diversamente, a partire dal Tav, Chiamparino dica se vuole davvero battere la Lega. In questo caso siamo pronti a fornire un punto d’appoggio al Presidente uscente. “Peccato – sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Torino – che quest’ultimo abbia già avuto modo di chiarire che quanti faranno parte della sua coalizione “Si per il Piemonte del Sì” dovranno “adeguarsi” al dettato del suo programma. Un programma liberista giocato, con poche varianti, in competizione con le forze di centrodestra, all’insegna di un’idea di sviluppo che ha nell’Alta Velocità Torino Lione l’asse portante. Un programma anacronistico, in rotta di collisione con la grande manifestazione che ha riempito le strade di Torino l’8 dicembre. La sinistra, quella vera, non può più in alcun modo ridursi al ruolo di mosca cocchiera, tanto più se in rapporto a forze che sono in caduta libera di credibilità. O si e’ autonomi o si è subalterni. Da qui la necessità per la sinistra antiliberista di costruire una proposta politica e una coalizione alternativa alle attuali compagini di governo regionale e nazionale, soprattutto in una realtà attraversata da forti lacerazioni sociali e politiche come quella del Piemonte. In questa prospettiva Rifondazione c’è”.

Torino, 4 febbraio 2019

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Regionali Piemonte – Locatelli (Prc-Se): finito il tempo delle ambiguità. La piazza dell’8 dicembre diventi leva politica per il cambiamento

2 Gen

Regione Piemonte building in TurinEzio Locatelli, segretario provinciale di Torino e componente la segreteria nazionale Prc-Se, dichiara:
Il tempo delle ambiguità è finito. Non si può rimanere inerti a fronte della proposta di Sergio Chiamparino di andare alle prossime elezioni regionali con una coalizione civica “Sì, al Piemonte del Sì” che ricalca in pieno i contenuti della piazza delle madamine e degli imprenditori. Una coalizione senza tanti distinguo – “i partiti si adeguino” dice Chiamparino – a servizio dei potentati economici, aperta a settori della destra a cominciare da Forza Italia.

A fronte di tanta protervia le forze che in Piemonte si sono battute in questi anni contro le grandi opere inutili e speculative, contro le discriminazioni e le ingiustizie sociali, per i diritti sociali e del lavoro, battano un colpo. Mettano in campo una proposta politica che sia coerente con i tanti momenti di partecipazione e di lotta di questi anni. Una proposta di unità e di radicalità, com’è stato in occasione della grande manifestazione di Torino dell’8 dicembre. Manifestazione non solo NoTav ma contro razzismo, decreto “sicurezza”, tagli a sanità, pensioni, diritti, che impoveriscono la maggioranza della popolazione, tagli che servono a foraggiare gli interessi affaristici di pochi.

Quella dell’8 dicembre è stata una manifestazione di opposizione e di forte domanda di cambiamento che non può e non deve rimanere senza risposte politiche. Come Rifondazione Comunista pensiamo che si debba andare alla costruzione di uno schieramento popolare e di sinistra alternativo non solo a Chiamparino e al Pd ma ai poli politici di destra e del M5S accomunati, con poche differenze, da medesima propensione neoliberista. Uno schieramento che metta insieme tutte le forze politiche, sociali, culturali e sindacali disponibili, senza esclusione alcuna, similmente a quanto si sta realizzando per le elezioni europee sulla base dell’appello, da noi condiviso, di Luigi De Magistris. L’unità nelle lotte di opposizione diventi unità anche sul piano politico. L’impegno nostro sarà in questa direzione.

Torino, 02.01.2019

Respingere gli aut aut di Chiamparino sul Tav. Basta tenere i piedi in due scarpe

12 Nov

regione_piemonte_palazzodi Ezio Locatelli*

Oggi su La Stampa Sergio Chiamparino dichiara che “dopo la manifestazione di sabato nulla può essere come prima…che quella manifestazione ha segnato uno spartiacque”. Dove vuole andare a parare è presto detto: “il Si alla Tav è condizione necessaria e imprescindibile per fa parte di un’alleanza di centrosinistra che lavori per il futuro del Piemonte…questo vale anche per i miei amici Airaudo e Grimaldi”. Più chiaro di così il Presidente della Regione Piemonte non poteva essere. La stessa chiarezza, almeno allo stato attuale, non si può dire di Sinistra Italiana e forze affini che, al di là di continuare a stare in maggioranza col Pd e Chiamparino, hanno finora pensato di ripresentarsi con il centrosinistra Si Tav alle prossime elezioni regionali. Com’è possibile? Una domanda che rivolgo in particolare a Giorgio Airaudo il quale, in un intervista rilasciata a il Manifesto, sostiene che “Torino non è andata in declino perché non c’era la Tav… il vero treno perso è quello dei motori, delle carrozzerie, della fabbrica, della mobilità sostenibile. Il treno perso è quello del lavoro”. E più oltre: “la piazza Si Tav configura un tentativo di restaurazione…grazie a questa manifestazione la regione viene spinta nelle mani del centrodestra a guida leghista”. Concordo pienamente. Sergio Chiamparino, al pari di Piero Fassino, ha un’idea distorta, direi arcaica dello sviluppo e della crescita, nient’affatto distinguibile da quella del centrodestra e per molti aspetti anche del M5S, Tav a parte. Un’idea basata su privatizzazioni, finanziarizzazione dell’economia, precarizzazione del lavoro, grandi opere, polarizzazioni commerciali. Nella fattispecie pensare di risollevare le sorti di una città in sofferenza e declino tramite la realizzazione di un’opera inutile e costosissima è pura follia. Il risultato è di fare il gioco di gruppi di potere e di interesse che oggi hanno come riferimento privilegiato le forze di destra a trazione leghista. Stando così le cose bisogna essere conseguenti. Non si può continuare a tenere i piedi in due scarpe. Le forze che vogliono dirsi di alternativa, antiliberiste, antifasciste facciano una scelta chiara di programmi, di autonomia e collocazione politica prima di essere messe in un angolo dagli aut aut di un partito, il Pd, e di un Presidente di Regione politicamente avviati sul viale del tramonto per manifesta incapacità di aprire una prospettiva di sviluppo che non sia a ricalco degli interessi dei poteri forti e delle élites della città.

*segretario provinciale Prc-Se

Torino, 12 novembre 2018

 

Firme false in Piemonte. Basta con le coperture politiche

4 Mar

firme false regione PiemonteEzio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista – S.E. ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Trovo indecente il tentativo  del Pd e di Chiamparino di minimizzare la questione delle firme false relative alla elezione di otto consiglieri in Consiglio Regionale del Piemonte. Soprattutto adesso che non ci sono più dubbi. Siamo infatti in presenza del patteggiamento di pene, comprese tra i cinque mesi e un anno, in sede di procedimento penale, a carico di attivisti, funzionari e un Consigliere regionale del Partito democratico. E’ mai possibile che il massimo della preoccupazione sia nella salvaguardia delle poltrone istituzionali? Non esiste un problema di trasparenza e moralità pubblica? Al di là delle responsabilità soggettive esistono responsabilità oggettive e di ordine politico che sono in carico al Pd, partito di maggioranza. Ciò che indigna è che stiamo parlando di un partito impegnato in un’operazione di stravolgimento della Costituzione e di accentramento dei poteri decisionali e al tempo stesso di un partito che non si fa remore nel minimizzare e coprire operazioni in rotta di collisione con le più elementari regole  di democrazia”.

Torino, 3 marzo 2016

Elezioni regionali: il pallone gonfiato Renzi è iniziato ad afflosciarsi

1 Giu

DSCF8035Abbiamo sempre detto che Renzi è un pallone gonfiato al servizio dei poteri forti. Renzi ha saputo fare molta ingannevole propaganda riguardo ad un cambiamento politico e sociale del Paese che non c’è mai stato, se non in peggio. Ora questo pallone gonfiato ha iniziato ad afflosciarsi ingenerando l’ennesima ondata di delusone, rabbia, astensionismo dal voto. Non illudiamoci però che questa battuta d’arresto possa di per sé cambiare qualche cosa. Renzi e i padroni faranno di tutto per conservare il potere e il controllo della situazione al di là della gravissima crisi di rappresentanza politica. La domanda di cambiamento ingenerata da questa crisi può trovare una risposta in una ripresa di lotte sociali e in un progetto di unità della sinistra in alternativa alle politiche liberiste del Pd. Una breccia in tal senso può e deve essere aperta. I positivi risultati della sinistra unita e plurale in Liguria e Toscana dicono questo. (e.l.)
Torino, 1 giugno 2015

Ezio Locatelli (PRC – S.E.) – intervento a Torinow del 26 febbraio 2015

1 Mar

Dibattito a Torinow sulla crisi politica e sociale in Piemonte ed in Italia

Locatelli (PRC – S.E.): accertare le responsabilità per firme false e Giunte fantasma. La sinistra costruisca l’alternativa al PD

25 Feb

regione_piemonte_palazzoEzio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea di Torino:
Vogliamo scommettere? Queste due brutte storie sulle firme false e sulle “giunte fantasma” per il Pd di Torino e del Piemonte segnano l’inizio della fine di una egemonia indiscussa. Comunque vada. Due storie diverse, una peggio dell’altra, che dicono della protervia e del degrado di una certa politica. Si è arrivati allo scioglimento anticipato del precedente Consiglio regionale per le firme false raccolte dalla Lega. Oggi ad essere impugnate sono le firme false raccolte, secondo l’accusa, per iniziativa del Pd. In sostanza ci troveremmo di fronte a partiti diversi che hanno pensato di fare allo stesso modo, alla faccia di chi, come Rifondazione Comunista e Altro Piemonte a Sinistra, le firme le ha raccolte una ad una in assoluta osservanza delle procedure elettorali. A ciò si aggiunge lo scandalo in Circoscrizione 5 delle “giunte fantasma” convocate per accumulare gettoni di presenza. Indagata per truffa, tra gli altri, l’ex presidente della Circoscrizione nonché ex segretaria del Pd, ora deputata per lo stesso partito. La Magistratura faccia il suo corso. In caso di accertamento di responsabilità si imporrebbe senz’altro il ritorno alle urne. Ma intanto, in Comune e in Regione, più nessuna sinistra può permettersi di stare al carro di un Pd la cui azione appare sempre più in continuità con la peggiore linea di condotta del centrodestra. Rilanciamo il confronto a sinistra per costruire l’alternativa al Pd.
Torino 25 febbraio 2015