Archivio | Elezioni Regione Piemonte RSS feed for this section

Regionali Piemonte – Locatelli (Prc-Se): finito il tempo delle ambiguità. La piazza dell’8 dicembre diventi leva politica per il cambiamento

2 Gen

Regione Piemonte building in TurinEzio Locatelli, segretario provinciale di Torino e componente la segreteria nazionale Prc-Se, dichiara:
Il tempo delle ambiguità è finito. Non si può rimanere inerti a fronte della proposta di Sergio Chiamparino di andare alle prossime elezioni regionali con una coalizione civica “Sì, al Piemonte del Sì” che ricalca in pieno i contenuti della piazza delle madamine e degli imprenditori. Una coalizione senza tanti distinguo – “i partiti si adeguino” dice Chiamparino – a servizio dei potentati economici, aperta a settori della destra a cominciare da Forza Italia.

A fronte di tanta protervia le forze che in Piemonte si sono battute in questi anni contro le grandi opere inutili e speculative, contro le discriminazioni e le ingiustizie sociali, per i diritti sociali e del lavoro, battano un colpo. Mettano in campo una proposta politica che sia coerente con i tanti momenti di partecipazione e di lotta di questi anni. Una proposta di unità e di radicalità, com’è stato in occasione della grande manifestazione di Torino dell’8 dicembre. Manifestazione non solo NoTav ma contro razzismo, decreto “sicurezza”, tagli a sanità, pensioni, diritti, che impoveriscono la maggioranza della popolazione, tagli che servono a foraggiare gli interessi affaristici di pochi.

Quella dell’8 dicembre è stata una manifestazione di opposizione e di forte domanda di cambiamento che non può e non deve rimanere senza risposte politiche. Come Rifondazione Comunista pensiamo che si debba andare alla costruzione di uno schieramento popolare e di sinistra alternativo non solo a Chiamparino e al Pd ma ai poli politici di destra e del M5S accomunati, con poche differenze, da medesima propensione neoliberista. Uno schieramento che metta insieme tutte le forze politiche, sociali, culturali e sindacali disponibili, senza esclusione alcuna, similmente a quanto si sta realizzando per le elezioni europee sulla base dell’appello, da noi condiviso, di Luigi De Magistris. L’unità nelle lotte di opposizione diventi unità anche sul piano politico. L’impegno nostro sarà in questa direzione.

Torino, 02.01.2019

Annunci

Firme false in Piemonte. Basta con le coperture politiche

4 Mar

firme false regione PiemonteEzio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista – S.E. ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Trovo indecente il tentativo  del Pd e di Chiamparino di minimizzare la questione delle firme false relative alla elezione di otto consiglieri in Consiglio Regionale del Piemonte. Soprattutto adesso che non ci sono più dubbi. Siamo infatti in presenza del patteggiamento di pene, comprese tra i cinque mesi e un anno, in sede di procedimento penale, a carico di attivisti, funzionari e un Consigliere regionale del Partito democratico. E’ mai possibile che il massimo della preoccupazione sia nella salvaguardia delle poltrone istituzionali? Non esiste un problema di trasparenza e moralità pubblica? Al di là delle responsabilità soggettive esistono responsabilità oggettive e di ordine politico che sono in carico al Pd, partito di maggioranza. Ciò che indigna è che stiamo parlando di un partito impegnato in un’operazione di stravolgimento della Costituzione e di accentramento dei poteri decisionali e al tempo stesso di un partito che non si fa remore nel minimizzare e coprire operazioni in rotta di collisione con le più elementari regole  di democrazia”.

Torino, 3 marzo 2016

Piemonte – Locatelli (PRC): Chiamparino e Renzi due facce della stessa medaglia. La sinistra costruisca l’alternativa.

10 Mar

austeritàEzio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Ecco il primo vero biglietto da visita di Sergio Chiamparino: un bilancio regionale fatto di tagli, riduzione di servizi pubblici e sociali. Nella regione del grande spreco di risorse pubbliche a favore della costruzione di una inutile linea di Alta Velocità – la Torino- Lione – la previsione di bilancio è di un taglio di disponibilità di duecento milioni per quanto riguarda l’attuazione di politiche sociali, servizi culturali, trasporti. Una ecatombe di disponibilità e di servizi che non è solo il risultato del taglio dei trasferimenti operato del governo nazionale ma di una politica regionale neoliberista che è in perfetta continuità con le politiche del governo Renzi.
Sia chiaro, Chiamparino non è un capro espiatorio ma parte in causa di un’azione politica e legislativa volta ad una riduzione del welfare, dei diritti sociali e del lavoro. In questo quadro la sinistra deve ritrovare le ragioni di una unità che punti al rovesciamento delle politiche di austerità. Raccogliamo la sollecitazione che è pervenuta dall’incontro della sinistra che c’è stato alla Fabbrica delle “E” qualche giorno fa. Come è stato giustamente detto obiettivo primo è ripartire dalle lotte sociali in risposta alle politiche di distruzione dello stato sociale, dei diritti del lavoro, dell’interesse pubblico.
Oggi il Pd e Chiamparino sono alle prese con una brutta vicenda di firme false riguardo le liste elettorali regionali su cui la Magistratura dovrà fare chiarezza. In caso di accertamento di responsabilità è giusto, giustissimo che si vada ad elezioni anticipate. In ogni caso nulla sarà e dovrà essere come prima. Si deve costruire anche a Torino ed in Piemonte l’alternativa alle politiche neoliberiste e di austerità. La sinistra unita che riparte dalle lotte sociali può e deve rappresentare questa alternativa.

Torino, 10 marzo 2015

ALTERNATIVI IN EUROPA, ALTERNATIVI IN PIEMONTE

6 Giu

DSCF2404SINTESI INTERVENTO DI EZIO LOCATELLI AL COMITATO POLITICO NAZIONALE PRC

Rispetto al voto del 25 maggio non pochi hanno parlato del ritorno di una nuova Dc, qualcuno finanche a dire del ritorno in un paese rimasto sostanzialmente democristiano. Ritengo che, il pensare di trovarci di fronte ad una risposta conservativa alla crisi, più che ad una operazione di modernizzazione di segno regressivo sia una valutazione che non contribuisce a fare chiarezza della realtà e dei nostri compiti
La Dc era una grande forza interclassista ma le analogie col Pd finiscono qui. Il Pd di Renzi, a vocazione ultramaggioritaria, poco propenso al compromesso sociale (anche e sopratutto per la mancanza di controparti sociali) è, allo stato attuale, il partito che più di altri è impegnato in un’operazione di riforme strutturali rivolte a smantellare e mercificare garanzie sociali, diritti del lavoro, a restringere spazi democratici. Riforme devastanti che Renzi, convinto di avere il coltello dalla parte del manico, intende più che mai portare avanti. A conti fatti penso ad un esito del voto che, nonostante il ridimensionamento di Berlusconi, sposta più a destra il punto di equilibrio di tutto il quadro politico. In ragione di ciò penso sia del tutto fuorviante parlare di Renzi e del “renzismo” come ad una possibilità di cambiamento, come fa Vendola in totale contraddizione con lo spirito della lista Tsipras. Su questo punto bisogna essere chiari. Così come si deve essere chiari per quanto riguarda la nostra idea di unità della sinistra. Le giaculatorie sull’unità, sulle alleanze sono totalmente inutili e prive di valore se non viene dichiarato qual è il campo di iniziativa, se dentro o fuori il centrosinistra. Questo è quanto successo in Piemonte. Taluni compagni e pezzi di sinistra, penso a Sel in particolare, hanno commesso l’errore grave di voler costruire una qualche forma di unità stando dentro lo schieramento liberista di Chiamparino invece che proporre da subito, in maniera chiara, una idea di unità della sinistra in autonomia da questo schieramento. Come abbiamo più volte detto la necessità era di essere alternativi in Europa, alternativi in Piemonte.
Il risultato in Piemonte, con la lista l’Altro Piemonte a Sinistra, scontando ritardi e divisioni non certo ascrivibili a quanti hanno fatto questa scelta, è esattamente nei termini che avevamo previsto. Con una differenza fondamentale, in positivo, derivante dal profilo di coerenza che abbiamo mostrato, dai tanti rapporti che sono stati costruiti nel corso della campagna elettorale e da un voto che è stato di forte consapevolezza politica: l’aver ricostruito preziosi elementi di credibilità in virtù di una operazione unitaria di segno alternativo. Il lavoro che abbiamo fatto a livello regionale va proseguito, alimentato, è un lavoro che tornerà molto utile per il cammino unitario che abbiamo da perseguire.
Noi tutti, giustamente, abbiamo dato una valutazione positiva del risultato conseguito con la lista l’Altra Europa con Tsipras, una lista che ha posto al centro della sua proposta politica l’opposizione alle politiche di devastazione sociale praticate da popolari e socialisti in campo europeo. Un risultato importante, d’inversione di tendenza, che dà alla sinistra di alternativa un margine di respiro politico. Convengo che ora bisogna fare un passo in avanti, bisogna costruire la “Syriza italiana”, all’interno della Sinistra Europea, sulla base di un processo effettivamente democratico e partecipato. Impegno che deve andare di pari passo al rilancio di Rifondazione Comunista. Siccome la natura dei problemi, delle difficoltà della sinistra va ben al di là della dimensione riducibile alla politica e alle sue dinamiche penso anche che insieme a un discorso di unità occorra praticare il terreno delle lotte. Come più compagni hanno detto una sinistra politica non nasce se non all’interno di una sinistra sociale impegnata a costruire lotte, movimenti, conflitti sociali.

Roma, 31 maggio 2014

LOCATELLI (PRC): ALTERNATIVI IN EUROPA, ALTERNATIVI IN PIEMONTE. ELEGGIAMO CON LA LISTA TSIPRAS

27 Mag

10293803_770758676291355_6859696592311052124_oEzio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino:

Innanzitutto non possiamo che essere contenti per il risultato della lista L’Altra Europa con Tsipras. Abbiamo superato il quorum, nonostante la cortina di silenzio e di censura rivolta contro la lista, eleggendo dei rappresentanti in Parlamento europeo. Grazie anche a questo risultato riparte il processo di ricostruzione della sinistra nel nostro Paese cui Rifondazione Comunista intende partecipare e dare il suo apporto. Di una sinistra autonoma e alternativa alle politiche liberiste portate avanti dalla compagine del governo di Renzi.

A livello di elezioni regionali del Piemonte cambia tutto per non cambiare niente. Quello di Sergio Chiamparino, al di là delle apparenze, è una affermazione che è nel segno della continuità delle politiche di privatizzazione, delle grandi opere, dello smantellamento del welfare. Abbiamo fatto bene a presentarci, come sinistra, in maniera autonoma – pur sapendo che avremmo scontato tutta una serie di problemi, non ultimo la stretta politica del Pd e del M5S – convinti come siamo che questa è la condizione basilare per ricostruire una sinistra che non sia al carro di schieramenti liberisti. Grazie a tutte le compagne e i compagni che hanno lavorato per queste elezioni e lo hanno fatto con un profilo di coerenza sia per quanto riguarda le elezioni europee che le elezioni regionali. La lotta per l’unità della sinistra di alternativa e per il cambiamento continua.

Torino, 26 maggio 2014

PIEMONTE – LOCATELLI (PRC): NO AL COMANDO LIBERISTA. SOSTENIAMO L’ALTRO PIEMONTE A SINISTRA

8 Mag

DSCF2438Qui comando io, dice in tono perentorio Sergio Chiamparino. In una intervista a un quotidiano, alla domanda di quale rapporto intende avere con gli alleati, il candidato presidente così risponde: “non pretendo il pensiero unico…ma se comincia il tiro alla fune su qualunque tema, che sia Tav o salute, non ci metto neppure due minuti a comportarmi come ho fatto in Comune, con Rifondazione”.  Come tutti sanno Rifondazione Comunista nel 2009 venne estromessa dalla giunta comunale – allora Chiamparino era Sindaco della città – per essersi opposta alla vendita e alla privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici.

Per Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc “non c’è dubbio alcuno che Chiamparino intenda perseguire, senza critiche di sorta, il suo progetto di liberalizzazioni, di smantellamento dei servizi pubblici, di grandi opere. Un progetto controproducente, politicamente fallimentare, insostenibile come si è visto per il Comune di Torino. Rifondazione Comunista ha fatto bene a fare una scelta elettorale alternativa al centrodestra e allo schieramento moderato di Chiamparino per quanto riguarda le elezioni regionali. Come Prc sosteniamo la lista “L’Altro Piemonte a Sinistra” che ha come candidato presidente Mauro Filingeri, un lavoratore in mobilità. Una scelta fatta con la schiena dritta, che per quanto ci riguarda è in assoluta coerenza con la scelta di far parte della lista  “l’Altra Europa con Tsipras” in Europa”.

Torino, 8.05.2014

SABATO A TORINO IL PRC IN PIAZZA PER DIRE NO ALLA REPRESSIONE DELLA LOTTA NOTAV

7 Mag

siamotuttinotavRifondazione Comunista aderisce e partecipa alla manifestazione popolare di Torino di sabato 10 maggio (ritrovo ore 14 in piazza Adriano) indetta per protestare contro la repressione in atto in Val di Susa; in particolare contro l’oscena accusa di terrorismo rivolta nei confronti di quattro ragazzi No Tav rei di aver partecipato ad una iniziativa durante la quale venne danneggiato nientedimeno che un compressore. La manifestazione è promossa, oltre che dal movimento No Tav, da un arco grande di personalità, scrittori, artisti di tutta Italia.

Tra gli altri, alla manifestazione, saranno presenti “L’Altro Piemonte a Sinistra” insieme a esponenti di primo piano de “L’Altra Europa con Tsipras”. Per Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc che ha partecipato all’assemblea di Susa convocata in preparazione della manifestazione del 10 maggio, “siamo in presenza di un crescendo di ideologia repressiva dagli effetti devastanti. Centinaia di persone denunciate, diffidate, sanzionate, fino alla assurda accusa di terrorismo, in quanto rei di resistere in Val di Susa alla realizzazione di un’opera devastante che serve solo al malaffare. E’ importante la riuscita della manifestazione di sabato, una manifestazione che deve essere grande, partecipata, pacifica proprio per contrastare il carattere mistificatorio di tutta l’operazione giudiziaria, di ordine pubblico in corso non solo in Val di  Susa ma contro i movimenti di lotta nel nostro Paese”.

Torino, 7  maggio 2014