Archivio | G7 RSS feed for this section

Quale bilancio delle mobilitazioni antiG7

6 Nov

DSCF4393di Ezio Locatelli –
segreteria nazionale, responsabile organizzazione PRC -SE –

Ne è passata di acqua sotto i ponti. A guardare al numero limitato dei partecipanti alle diverse manifestazioni antiG7 – Taormina, Cagliari, Lucca, Bari, Bologna, Torino, Bergamo, Napoli, Milano – che si sono tenute in Italia si può ben dire che non siamo più, per capacità di mobilitazione, ai tempi del G8 di Genova o ai tempi in cui il movimento di popolo contro la guerra e la globalizzazione neoliberista veniva definito come la “seconda potenza mondiale”. Ovvio, in quest’ultimo caso, non c’è paragone alcuno tra l’impatto emotivamente forte di una guerra e quello connesso allo svolgimento di un summit dei potenti della Terra. Ma anche tenendo conto delle diverse situazioni ciò che emerge, in tutta evidenza, è la debolezza della risposta politica.

Eppure, a ben vedere, dopo anni di ritirata sociale, qualcosa comincia a muoversi, qualcosa che va nella direzione di unire istanze diventate frammentarie e invisibili, di riaprire una prospettiva di speranza condivisa. Lo si è visto, in particolare, in occasione del controG7 di Bergamo sull’agricoltura. Doveva essere una scadenza minore e invece è diventata, grazie alla presenza di delegati di oltre cento movimenti, associazioni, comitati, sindacati, forze politiche, uno dei momenti più alti e significativi di confronto e mobilitazione che si sono tenuti ultimamente a livello nazionale. Com’è stato possibile arrivare a tale risultato?
La risposta è molto semplice. Ci si è sottratti alla campagna allarmistica fomentata ad arte dai mass media. Ed ancora: ci si è guardati bene dal fare la parodia di uno scontro di piazza fine a se stesso, senza riguardo per i rapporti di forza e la costruzione di un conflitto reale, di un conflitto che non sopravviva solo come retaggio di piccoli gruppi autoreferenziali. Sia detto: quale scontro può mai esserci tra minoranze sparute e forze schiaccianti se non scontro figurato, fittizio, del tutto irrilevante riguardo a un qualche spostamento di rapporti sociali?
Al contrario in alcune realtà, cito tra queste Torino, Bergamo e Milano, si è lavorato per riannodare, ricomporre, per mettere in collegamento le molteplici realtà, grandi e piccole, impegnate sui temi della lotta per l’occupazione, contro la precarietà, sui temi dell’agricoltura e della sovranità alimentare, della difesa del territorio, del mutualismo, dell’autorganizzazione sociale e altro ancora.
In altre parole si è lavorato per un ‘accumulo di forze, energie, intelligenze tale da dare vita a un contro movimento dal basso non sussumibile al sistema neoliberista. Rifondazione Comunista è il Partito della Sinistra Europea sono stati parte attiva e riconoscibile di alcuni importanti momenti di confronto e di mobilitazione che ci sono stati in diverse realtà.

E’ superfluo aggiungere che siamo soltanto all’inizio di un lavoro di risalita politica, di ripresa del conflitto sociale. C’è un lavoro che va esteso, generalizzato. L’importante è avere chiarezza sul da farsi. La partecipazione e il coinvolgimento che c’è stato in occasione di alcuni controG7, così come per altri fatti di resistenza, di lotta, – le lotte antirazziste, per il diritto alla casa, al diritto di studio, per il diritto al lavoro – ci parla di un potenziale che, in una situazione di crisi sociale, di aumento delle disuguaglianze, della povertà, della disoccupazione, ha la possibilità di crescere e dispiegarsi appieno.
Lavoriamo per consentire che questo potenziale venga alla luce in maniera tale da dare forza, visibilità a un diverso progetto di convivenza e di società.

Annunci

No all’inganno del G7 sull’agricoltura a Bergamo. Locatelli e Macario (Prc-Se): “Costruiamo la mobilitazione contro chi ha distrutto territorio, agricoltura, sicurezza alimentare”

10 Ott

G7 BergamoRifondazione Comunista aderisce e partecipa, unitamente a una molteplicità di associazioni, forze sociali e politiche, al Controvertice promosso dalla Rete bergamasca per alternativa al G7, in programma a Bergamo nei giorni 14 e 15 ottobre e alla manifestazione di chiusura “NoG7. Terra, cibo, lavoro e dignità” che si terrà nel pomeriggio di domenica 15. Lo fa con le parole di Ezio Locatelli e di Franco Macario, rispettivamente della segreteria nazionale e segretario provinciale Prc-Se che a proposito dei Ministri dei cosiddetti sette Paesi più sviluppati dicono:

“Sono dei venditori di fumo, peggio ancora sono una vera e propria minaccia per la tenuta dei livelli di sostenibilità in campo agricolo, ambientale e per la sicurezza alimentare. I Ministri delle Politiche agricole che si riuniranno al G7 sull’agricoltura a Bergamo sono l’emblema di un sistema che ha fallito su tutta la linea, di un sistema basato sul consumo e l’inquinamento del territorio, sulla produzione di cibi su scala industriale che rappresentano una minaccia sempre più manifesta alla salute umana, su forme di sottooccupazione e precarietà quando non di vera e propria schiavitù lavorativa nel settore agroalimentare. L’esatto contrario dei proclami lanciati in questo G7 dal Ministro Martina e dai suoi colleghi Ministri abituati a parlare con molta faccia tosta. Sono gli stessi che si sono detti a favore di accordi per libero scambio a livello globale (Ceta e TTIP) destinati a rimuovere ogni regola e garanzia nel settore agroalimentare a favore delle mire affaristiche e speculative dei poteri forti e grandi monopoli”.

Ed ancora Locatelli e Macario: “Senza andare molto lontano, la bergamasca, dove si svolge questo G7, è la evidente dimostrazione della distanza tra parole e fatti. In tanti anni di politiche di consumo e inquinamento del territorio, di cementificazioni, di autostrade inutili, di proliferazione di grandi insediamenti commerciali a uscirne martoriate sono state proprio l’attività agricola, la tutela del territorio, dei diritti e della salute delle persone”.

La delegazione nazionale di Rifondazione Comunista che parteciperà al Controvertice sarà composta da Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc, Paolo Ferrero vicepresidente della Sinistra Europa, Ezio Locatelli, segreteria nazionale Prc nonché animatore di molte battaglie a difesa del territorio bergamasco e lombardo, Loredana Marino, segreteria nazionale Prc e Andrea Ferroni, coordinatore Giovani Comunisti.

Per Rifondazione Comunista “occorre mettere in campo un pensiero critico e un aggregato di forze plurali nel segno della costruzione di ‘un altro mondo possibile’. Uniti si può tornare a contare e a vincere. Il controvertice di Bergamo è una delle occasioni per dare corso a questo progetto di ricostruzione di partecipazione e mobilitazione dal basso”.

Bergamo, 10 ottobre 2017

G7 Torino – Prc: “Vergognosa risposta repressiva. Andrea libero!”

1 Ott

DSCF4508Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, dichiarano:
“Denunciamo la risposta repressiva alla protesta contro il vertice del G7 a cui anche Rifondazione Comunista ha preso parte. Come qualificare l’arresto di Andrea, attivista di Askatasuna, in cosiddetta flagranza differita? La misura cautelare su tale base aleatoria è applicabile in Italia solo con riferimento a manifestazioni e disordini da stadio. Alcune ore dopo il fatto che gli sarebbe imputato (avere ostacolato il fermo di un manifestante nel corso degli incidenti avvenuti a margine del corteo di ieri contro i G7 a Venaria) Andrea è stato arrestato mentre era di ritorno a casa sua a Bussoleno. Ha il sapore amaro di una giustizia di classe il fatto che la flagranza differita non è prevista per il falso in bilancio, la bancarotta fraudolenta, la concussione o la corruzione. Reati che prevedono pene più gravi che non la resistenza a pubblico ufficiale ma normalmente commessi da colletti bianchi. È evidente che per questa giustizia poco costituzionale il vero nemico da combattere è il conflitto sociale. Oggi alle 18 Rifondazione Comunista parteciperà alla manifestazione davanti al carcere di Torino”.

1 ottobre 2017

Manifestazioni del 29 e 30 settembre contro il G7 di Venaria Reale – Torino

30 Set

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le mobilitazioni di Rifondazione Comunista, della sinistra, dei movimenti per la cacciata dei potenti della terra, contro lo sfruttamento del lavoro, contro la guerra di classe, per i diritti e la giustizia sociale, per l’eguaglianza.

ReSetG7 Torino: occasione da non sprecare per far ripartire un cammino di lotta e di speranza

20 Set

protesta-studentidi Ezio Locatelli*

A guardare le molte e variegate iniziative messe in campo contro il G7 di Torino potremmo, per certi versi, richiamarci al vecchio detto di Mao “lascia che mille fiori sboccino”. In effetti sono tante le iniziative messe in campo, contro il summit dei potenti della Terra di fine mese, in tema di industria e di lavoro: assemblee, flash mob, volantinaggi, cortei e manifestazioni varie. Di tutto un po’. Segno di una certa vivacità politica e di movimento nella città che fu per decenni riferimento di lotte e conquiste operaie contro il grande padronato, Fiat in testa. Non era per niente scontato il moto di risposta e di resistenza.

Torino è la città italiana che nell’ultimo decennio ha più duramente subito gli effetti dello smantellamento industriale, delle delocalizzazioni, dell’attacco ai diritti e alle condizioni del lavoro. Sono state portate avanti scelte brutali che hanno creato decine di migliaia di nuovi disoccupati, precari e lavoratori in nero, che hanno creato centinaia di migliaia di nuovi poveri costretti a combattere ogni giorno per la propria sopravvivenza, con le difficoltà di fare spesa, di pagare le bollette, l’affitto e quant’altro. Tutto ciò che è stato sottratto alle lavoratrici e ai lavoratori è andato ai profitti e alle rendite. È la modernità che avanza “nell’epoca dopo Cristo”, metafora cui fece ricorso tempo fa Sergio Marchionne. Per l’amministratore delegato della Fiat, nell’epoca della globalizzazione, i padroni devono avere mani libere di fare ciò che vogliono, di buttare al macero diritti e garanzie sociali vigenti “all’epoca prima di Cristo”.

Una modernità che, oltre a ingenerare una situazione straordinariamente degradata, ha prodotto una caduta di forza e uno sfaldamento del mondo del lavoro. Una caduta che si riflette nella frammentazione delle risposte sociali e politiche. C’è chi pensa, a sinistra, che la risposta al G7, del 99% contro l’1%, si faccia in separata sede con interlocuzioni a senso unico, tutte rivolte a ricostruire il centrosinistra di governo. Paradossale. Così come è sbagliato il pensare che la contestazione al G7 possa dare i suoi frutti con una parodia dello scontro fine a se stesso del tutto inutile e controproducente.

In definitiva, la molteplicità dei movimenti e delle proteste contro il G7 esprime una forza potenzialmente grande ma questa stessa pluralità e dispersione testimonia al tempo stesso di una debolezza, la difficoltà di costruire un blocco egemonico alternativo, di costruire la convergenza nella diversità. Una convergenza tanto più necessaria nel momento in cui i potenti della Terra si ritrovano uniti per dare corso alle loro politiche di distruzione dei diritti e del potere contrattuale del lavoro. Scriveva Luciano Gallino in “la lotta di classe dopo la lotta di classe”: “il problema è che per elevare in misura apprezzabile il pensiero e l’azione politica occorre qualche tipo di dialettica tra le parti contrapposte; contrapposte perché hanno interessi, visioni del mondo, progetti per il futuro fondamentalmente differenti …”. Ecco la sfida che ci sta davanti a partire dalle giornate di mobilitazione contro il G7, in particolare quelle che vedranno la partecipazione di lavoratrici e lavoratori, precari, disoccupati, migranti, studenti. A queste giornate Rifondazione Comunista parteciperà a pieno titolo. Abbiamo bisogno di ricostruire senso comune e giustizia sociale. Si deve ricominciare a farlo costruendo un “contro movimento” dal basso che abbia come bersaglio la disoccupazione, la precarietà, lo strapotere della finanza facendo leva sulle lotte, la partecipazione e la solidarietà a partire dai luoghi di lavoro. A Torino può ripartire un cammino di lotta e di speranza. Facciamo in modo che l’occasione non vada perduta.

*segretario provinciale di Torino

e membro della segreteria nazionale Prc-Se

Torino, 20 settembre 2017

Festa di Rifondazione Comunista – Assemblea Nazionale dei segretari e delle segretarie provinciali, regionali e di circolo del PRC- SE

12 Set

Introduce Ezio Locatelli, responsabile organizzazione.
Intervengono Lidia Menapace, partigiana, femminista, saggista; Loris Caruso, studioso movimenti sociali, teoria politica, conflitti del lavoro; Roberta Fantozzi, responsabile programma, Ciccio Auletta, Rete delle Città in Comune.
Conclude: Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se.

//www.radioradicale.it/scheda/519207/iframe

Un G7 voluto da governi e padroni? No grazie!

5 Set

Evento 13 settembre 2017-3Sì a un piano per il lavoro e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori
Incontro pubblico mercoledì 13 settembre 2017 alle ore 20,30
Sala Circoscrizione 3 Via Moretta 57/A – Torino
Intervengono:
Henz Bierbaum, responsabile esteri Die Linke
Francesco Garibaldo, sociolo industriale
Paolo Ferrero, Vicepresidente Partito della Sinistra Europea
Introduce: Ezio Locatelli
con le testimonianze di lavoratrici e lavoratori in lotta per il lavoro e i diritti