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Antirazzismo e disobbedienza civile

7 Gen

nostra patria mondo interoL’auspicio è che la disobbedienza contro il decreto (in)sicurezza – “un provvedimento criminogeno e disumano” – si allarghi quanto più possibile non lasciando soli quei sindaci coraggiosi che hanno deciso di non derogare ai principi di eguaglianza e di giustizia sanciti dalla nostra Costituzione. Nessuno rimanga in silenzio. Mai come momenti come questi l’indifferenza è il peso morto della storia. Facciamo in modo che tutti i sindaci che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione seguano l’esempio di Palermo, Napoli, Riace, ecc. In ogni caso ognun@, indipendentemente da ruoli istituzionali, è chiamato a fare la sua parte – non bastano i like -, a praticare la disobbedienza, a mobilitarsi, a fare controinformazione, a contrastare una china pericolosa. Detto ciò dobbiamo essere consapevoli che non basta praticare l’antirazzismo. Oltre ad una necessaria battaglia etico politica contro squallide leggi xenofobe, razziste occorre condurre una battaglia contro le politiche di austerità, neoliberiste che utilizzano la crisi per dividere le persone, per aizzare l’astio sociale contro i soggetti più deboli distogliendo lo sguardo dalle disuguaglianze, dai privilegi, dal furto quotidiano operato da ricchi, padroni, speculatori. In ciò bisogna essere chiari. Il governo Salvini-Di Maio, al di là dei proclami sul cambiamento è del tutto in linea con le politiche neoliberiste e di impoverimento sociale perseguite in Europa dall’Ue, in Italia dai governi del Pd, di centrodestra. Il razzismo va contrastato oltre che con la disobbedienza civile, con la mobilitazione sociale, con l’opposizione al neoliberismo che accomuna destra, centrosinistra, M5S. (e.l.)

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Firenze 9 settembre 2018 – Festa nazionale di Rifondazione Comunista “Ribellarsi è giusto”

13 Set

 

Assemblea nazionale dei segretari e delle segretarie di circolo, provinciali, regionali Prc-Se

Introduzione di Ezio Locatelli, responsabile nazionale organizzazione Prc-Se

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DSCF5679Penso che la discussione sul tema che ci siamo dati, “costruire l’opposizione, rafforzare Rifondazione Comunista, costruire una sinistra popolare”, non possa che partire dagli orientamenti assunti nell’ultimo Cpn del Partito di metà luglio ponendoci, rispetto a quegli orientamenti, l’obiettivo di fare passi in avanti. Parto da un dato: il sostegno largo di cui gode in questo momento il governo, ben oltre il 50% del Paese, contrariamente a quella che fu la previsione gaudente, molto stupida, di Matteo Renzi di un governo raccogliticcio destinato a vita breve. Quanto successo è l’esatto contrario, un sostegno che è andato crescendo – e si capisce – in virtù di un’opposizione rappresentata per lo più da forze che fanno riferimento all’europeismo liberista, alla politica dei vincoli di bilancio, delle compatibilità. Forze del tutto incapaci di cogliere la gravità della crisi in atto.

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Antirazzismo e questione sociale contro la strategia di distrazione di massa

26 Ago

manifestazione-antirazzista-porto-di-catania150 migranti della nave italiana Diciotti finalmente a terra dopo lo squallido, disumano comportamento tenuto dal Ministro degli Interni. Comportamento che ha impedito loro di scendere dalla nave per giorni interi incurante della loro grave o disperata condizione di salute (tutte le donne sono state violentate dai loro aguzzini in Libia). Bene le manifestazioni di protesta al porto di Catania e nel resto d’Italia come movimento antirazzista a cui siamo stati presenti come Rifondazione Comunista.. Protesta, sia detto, che va indirizzata oltre che contro il governo italiano contro l’Europa governata dalle destre liberiste o nazionaliste, destre che nel loro insieme non sanno fare altro che giocare allo scaricabarile. Doverose inoltre le contestazioni mosse dalla Magistratura al fascio-leghista che siede al Viminale per reati che vanno dal sequestro di persona, all’arresto illegale, all’abuso d’ufficio. Nonostante tutto ciò Il fascio-leghista che siede al Viminale va avanti come se niente fosse con protervia, sfidando tutte e tutti. Follia? No, la sua è una strategia di distrazione di massa per distogliere l’attenzione della gente dalle reali emergenze sociali, dalle mancate risposte politiche, dalle promesse elettorali non mantenute. Più comodo e conveniente indirizzare il senso di frustrazione e di rabbia contro l’eterno “altro”, nella fattispecie i migranti, che non assumersi responsabilità in materia di soluzione ai problemi della disoccupazione, della precarietà delle condizioni lavorative e sociali in cui vivono milioni di persone. Altro che abrogazione della legge Fornero o reddito di cittadinanza sociale di cui ci sarebbe bisogno. Altro che revoca delle concessioni autostradali o nazionalizzazione delle autostrade di cui ci sarebbe bisogno. Qui si dicono delle cose e se ne fanno delle altre. Tanti proclami roboanti e poi avanti più o meno come prima. In tutto ciò, in questo momento di crisi della politica, Salvini e Di Maio sono perfettamente funzionali ai piani alti della società, a continuare nell’esercizio del potere dominante. Per combattere la protervia di questo potere, insieme alle manifestazioni antirazziste, antifasciste, alla ribellione etico politica è indispensabile ricreare uno spazio di mobilitazione sociale in tema di salario, pensioni, sanità, scuola, diritti del lavoro, diritti sociali, ecc. Un grande spazio che abbia la capacità di parlare e di dare risposte ai ceti popolari calpestati in tutti questi anni dai governi di centrodestra e centrosinistra che si sono succeduti, capace di contrastare la campagna di distrazione di massa dei fascio leghisti e degli utili idioti che sono in questo momento al governo. Rifondazione Comunista, in questo, farà la sua parte. (e.l.)

Costruire opposizione sociale e alternativa politica

7 Ago

xenofobiadi Ezio Locatelli*

Di certo non mancano le critiche che vengono mosse al governo nazional populista cui hanno dato vita Salvini e Di Maio. Un governo che pensa di rispondere al clima di insicurezza e di impoverimento sociale, ingenerato da anni di politiche neoliberiste, con un surplus di securatismo: più armi, più spese militari, più muri, più prigioni. Utilizzano il clima di incertezza per fare discorsi xenofobi, per scaricare difficoltà sui migranti, sulle persone più deboli e indifese. E’ la tipica dinamica del capro espiatorio. Una dinamica pericolosa che produce razzismo, vale a dire la forma più radicale della xenofobia.

D’accordo sulla necessità che viene da più parti di condurre una battaglia etico politica, antirazzista, antifascista contro l’attuale governo. Ma la battaglia deve essere anche e soprattutto sul terreno sociale, della lotta contro disoccupazione e precarietà, contro la riduzione dei salari, dei diritti e delle tutele sociali. C’è poco o nulla da aspettarsi da un governo che vuole cancellare la progressività del sistema fiscale, redistribuire risorse dal basso verso l’alto. Da un governo che nega la condizione collettiva, i diritti sociali, che privatizza le risposte all’insicurezza esistenziale. Da un governo che è ostile al lavoro come si è visto nel voto favorevole alla reintroduzione dei voucher o nel voto contrario alla reintroduzione dell’at. 18.

Dev’essere chiaro, la critica e la lotta al governo Lega-M5S va condotta da posizioni di sinistra, dal punto di vista degli interessi materiali delle classi lavoratrici e popolari, non come fa il Pd da posizioni liberiste che inneggiano ai mercati finanziari e ai vincoli di bilancio. Sul varo della prossima legge di bilancio vedo troppe raccomandazioni che sono nel senso di chiedere rispetto per le compatibilità economiche, di sollecitare nuove entrate o tagli di spesa sociale. No, serve più occupazione, più reddito, più diritti, più giustizia sociale, più tutele sociali, occorre andare all’abrogazione della legge Fornero. Le risorse ci sono. La loro reperibilità può venire da misure rivolte contro la grande evasione fiscale, dalla tassazione dei grandi patrimoni, della rendita finanziaria.

L’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro, il clima di paura che impregna gran parte della società si combattono con una scelta di campo, costruendo opposizione sociale, tornando a stare dalla parte dei ceti più deboli. Questa scelta può essere portata avanti solo da una sinistra antiliberista, di popolo, alternativa agli schieramenti di destra, centrosinistra e M5S. Può essere portata avanti unendo le forze e le lotte che sono state disperse in questi anni. Rifondazione Comunista lavora a questa prospettiva ricostruttiva di forze e di alternativa di società.

*segreteria nazionale Prc-Se

Xenofobia e razzismo come nuove forme di esercizio del potere capitalistico

28 Giu

Le esternazioni di Salvini e dei suoi compari in materia di migranti sono semplicemente agghiaccianti. Esternazioni volte a dire: non rispondete agli S.O.S. di chi sta in mezzo al mare, rispedite i migranti in Libia (ovvero in campi di concentramento che sono luoghi di stupro e di tortura), mettiamo fuori legge le persone e le Ong che salvano vite umane. Al punto in cui siamo arrivati possiamo liquidare queste esternazioni come semplici follie, incongruenze, manifestazioni di aggressività primitiva di un estremista di destra, in antitesi alla civiltà moderna? Io non credo. Queste esternazioni dicono qualcosa di più e di diverso, sono l’estensione di una modernità che pensa di affermarsi con nuove forme di schiavitù, sfruttamento, guerre, disumanizzazione di chi sta in basso nella scala sociale. Una nuova forma di esercizio del potere capitalistico con più interpreti. Il Pd con Minniti è stato un precursore di una lettura di destra del fenomeno migratorio che ha portato, come ammette oggi un esponente di primo piano di questo stesso partito, a dichiarazioni allucinanti, tipo che la democrazia è messa a rischio dagli sbarchi e non dalle mafie e dall’esclusione sociale. Il problema oggi non riguarda solo la linea di condotta fascistoide di Salvini. Riguarda il rischio di precipitare in un clima di afasia, di assuefazione, di rimozione. Grazie alla complicità dei poteri forti e dei grandi media il rischio è di precipitare in una produzione sociale di coscienze, di linee di condotta in cui il cinismo e la cecità la facciano da padrone. Contro questo rischio è nostro dovere ribellarsi. Così come è necessario, se vogliamo ridare una prospettiva di speranza e di cambiamento ai settori sociali traditi dalle politiche neoliberiste del centrosinistra in questi anni, riprendere a lottare contro ingiustizie, precarietà, disoccupazione e  disuguaglianze sociali. (e.l.)

Salvini e M5S i nuovi caporali di giornata dei poteri forti

21 Giu

Nemici alle porte. I nemici sarebbero tutti coloro che risultano estranei alla nostra precaria, insicura sfera di vita privata, in specie i migranti, i poveracci, gli ultimi della classe. A milioni di persone colpite dal peggioramento della propria posizione sociale e lavorativa, angustiate dall’incertezza del futuro i governi della crisi e dell’austerità nelle loro diverse varianti – governi neoliberisti o sovranisti -offrono vittime sacrificali, nemici esterni, capri espiatori. E’ nei loro confronti – non dei padroni, delle banche, dei ricchi, degli speculatori, degli evasori – che deve essere scaricata la frustrazione e la rabbia sociale per la situazione di ingiustizia sociale e di malgoverno. Un gioco politico infame ideato e condotto nei termini di una perfetta arma di depistaggio di massa. Una forma di lotta di classe dall’alto contro il basso che miete vittime a non finire. Bisogna reagire non solo in base a giusta ripulsa morale contro soprusi, deportazioni, gabbie, muri, fili spinati. Bisogna reagire dichiarando guerra alle ingiustizie, allo sfruttamento e alle disuguaglianze sociali, in ogni forma, nella forma della globalizzazione neoliberista o del nazionalismo fascistoide. I nostri nemici sono i detentori di grandi ricchezze, i poteri forti non i poveri. Salvini e il M5S sono i nuovi caporali di giornata di questi poteri forti. Torna di grandissima attualità l’esortazione di Karl Marx: “Proletari di tutto il mondo unitevi!”.

Locatelli (Prc-Se): in piazza per difendere principi di giustizia e solidarietà contro guerre, razzismi, respingimenti vecchi e nuovi

12 Giu

aquarius.jpg_997313609Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Raccogliendo l’invito dell’Arci  questa sera, ore 17,30, parteciperemo al presidio davanti alla Prefettura in Piazza Castello di Torino per protestare contro il respingimento, per decisione del Ministero dell’Interno, della nave Aquarius in una situazione che mette a rischio la vita di esseri umani. “Un atto dimostrativo e criminale del Ministro dell’Interno”, com’è scritto nel comunicato di convocazione del presidio, che è “la negazione dei più basilari valori di umanità”. Siamo di fronte ad un salto regressivo delle politiche di respingimento e disumanizzazione di profughi e migranti perseguite in questi anni, messe in atto prima dai governi di centrosinistra – Minniti del Pd docet – e adesso con ancora più ferocia dal governo Lega-M5S. Salvini offre a queste persone disperate un “ritorno sereno in Africa”. Tutti devono sapere che il ritorno sereno in Africa è il ritorno in Libia – uno dei tanti Paesi distrutti dalle guerre imperialiste – con le donne stuprate, gli uomini venduti come schiavi, tutte e tutti violentati, torturati, affamati e, se del caso, ammazzati come cani. A fronte di queste barbarie nessuno riuscirà a trascinarci in un clima di assuefazione. In tutte le occasioni siamo scesi in piazza contro politiche e governi, prima quelli del centrodestra e del Pd, adesso quello del M5S-Lega, che hanno portato avanti una politica fatta non solo di respingimenti (30 mila morti solo nel Mediterraneo) ma sul piano interno fatta di sfruttamento selvaggio, negazione di diritti, ghettizzazione, guerra tra poveri. Più che mai occorre continuare a scendere in piazza, in tutte le occasioni, non  solo in nome dei principi di solidarietà e di umanità ma contro neocolonialismi e guerre imperialiste varie che costringono milioni di persone a scappare dalle proprie terre.