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Locatelli (Prc-Se): Fca e governo senza pudore. Siano bocciati gli aiuti a società con sede fiscale all’estero

17 Mag

“Ecco la ricetta del governo in risposta all’emergenza sociale esplosa con il coronavirus. Palate di soldi ai padroni e elusori fiscali a fronte di briciole riservate a milioni di persone che versano in condizione di difficoltà e povertà” dichiara il segretario provinciale Prc di Torino Ezio Locatelli.“Il Decreto Imprese in corso di conversione alla Camera dei Deputati . continua Locatelli – prevede un miliardo di euro per Agnelli, Elkan e soci a garanzia di un prestito di 6,3 miliardi di euro da parte di Banca Intesa. Palate di soldi pubblici a favore di una società, Fca, la cui domiciliazione fiscale è in paradisi fiscali e che non ha mancato in questi anni di de localizzare gran parte delle produzioni di Mirafiori e di Maserati a Grugliasco. Tantissimi soldi nelle mani di una delle famiglie più ricche al mondo a fronte di neanche un miliardo di euro a sostegno del Reddito di Emergenza per almeno tre milioni di persone. Una palese ingiustizia volta ad aumentare a dismisura privilegi, ingiustizie e disuguaglianze. No alla economia che governa la politica e calpesta la dignità di milioni di persone. Il Parlamento bocci concessioni di aiuti pubblici a società specializzate in elusione fiscale, a società che non hanno sede legale e domiciliazione fiscale in Italia.

“Stiamo fabbricando gli F-35 a Torino, ma non abbiamo fermato il massacro nelle case di cura”.

3 Mag

L’intervista di A. Panagopoulos è stata pubblicata sul quotidiano di SYRIZA “Avgi”, sabato 2 Maggio 2020.

“A Torino rimangono aperte le fabbriche che producono componenti per gli F-35 e sistemi elettronici di navigazione missilistica, ma allo stesso tempo abbiamo lasciato 30 mila anziani nelle case di cura ad affrontare da soli il coronavirus, pagando un prezzo pesante in vite umane. Questo è il motivo per cui abbiamo presentato un esposto per sollecitare la magistratura a spiegare ai parenti delle persone scomparse e alla nostra società cosa sia successo esattamente. La Torino di Gramsci era una volta all’avanguardia nelle rivoluzioni e nelle tecnologie industriali e oggi ha il secondo più alto tasso di mortalità e il secondo più alto livello di diffusione del virus in Italia. Oggi parlano di ripartenza al buio, senza sapere cosa ci aspetta”, ha detto ad “Avgi” Ezio Locatelli, ex parlamentare, ex consigliere regionale e oggi segretario di Rifondazione Comunista di Torino,

-Consideravamo Torino e il Piemonte esempi dell’era industriale e della prosperità …
La regione Piemonte rappresenta ora il più grave malato in Italia perché, anche se il virus è arrivato con circa due o tre settimane di ritardo e abbiamo avuto il tempo di organizzarci, ci siamo trovati ad essere la seconda regione per contagiati che hanno fatto il test e probabilmente la prima dal punto di vista generale. La provincia di Torino è la seconda provincia per contagiati in Italia, secondo i dati ufficiali.
Le associazioni dei medici hanno denunciato che la completa mancanza di qualsiasi strategia di prevenzione, i tagli alla sanità, lo smantellamento della sanità territoriale e la mancanza di dispositivi protettivi hanno causato un vero disastro. Allo stesso tempo, la politica schizofrenica della Regione, che è controllata dalla Lega, con le sue decisioni contraddittorie e contrastanti, ha portato alla diffusione del virus e ad una ecatombe nelle Rsa.

-Perché vi siete rivolti alla magistratura con un esposto per le Rsa?
Non siamo stati i soli. Nella regione Piemonte, sono state presentate circa 50 esposti alle Procure della Repubblica, la maggior parte delle quali riguarda denunce relative a case di cura o denuncie specifiche per la morte delle persone. Il nostro esposto è il primo che riguarda il sistema generale delle misure catastrofiche adottate della nostra Regione governata dalla Lega.

Non dobbiamo permettere alle Regioni Piemonte e Lombardia di attribuire la morte di migliaia di anziani solo ai loro corpi malati, perché nel modo più vergognoso hanno abbandonato alla loro sorte le persone che avevano bisogno di cure. Le Regioni hanno letteralmente trattato gli anziani nelle case di cura come spazzatura umana.
Il Commissione per le crisi e l’assessore regionale della sanità, che è della Lega, cioè le due istituzioni che gestiscono il sistema sanitario nella nostra regione, hanno teorizzato la necessità di non intervenire nelle case di cura contro il coronavirus. Con le sue circolari, la Regione leghista ha sostenuto il ricovero di contagiati con il coronavirus nelle case di cura gettando benzina sul fuoco e ha permesso a coloro che avevano lavorato per almeno sei mesi nella cura di anziani nelle loro case private di prendersi cura degli anziani nelle case di cura senza la minima preparazione e specialmente per il trattamento di questo virus infettivo.

-Quante sono le case di cura in Piemonte?
Abbiamo circa 450 case di cura che ospitano circa 30.000 anziani. Alcune di esse sono state privatizzate, ma la Regione ha la completa supervisione. I dati ufficiali riportano che nelle case di cura circa 500 persone sono morte per il coronavirus, ma il vero numero potrebbe essere più del doppio, perché molte persone sono morte senza aver fatto il test e sono stati registrati come morti per la polmonite o l’infarto. Fino ad oggi sono stati depositati decine di esposti dai parenti delle vittime che chiedono giustizia. Secondo i dati campionari per esempio, il 60% degli anziani nelle case di cura è stato infettato dal virus, un fatto che ha alimentato le paure e la rabbia per ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Allo stesso tempo, il 20% del personale in servizio nelle case di cura è stato contagiato.

-Quale ruolo ha avuto nella diffusione del virus il funzionamento ininterrotto delle industrie?
Tra il 45% e il ​​50% delle imprese sono ancora aperte, una percentuale troppo elevata, ma non riguardano attività essenziali o alimentari. I lavoratori nelle officine che producono materiali per la fabbricazione degli F-35 e sistemi elettronici per la navigazione missilistica hanno scioperato per proteggere dal virus le loro vite e quelle delle loro famiglie. Costruire aerei da combattimento a Novara è uno scandalo, mentre potevano costruire respiratori e attrezzature per unità di terapia intensiva che salvano vite umane. Con il costo di un F-35 potevano riempire l’Italia di unità di terapia intensiva. Nessuno controlla per quale necessità o utilità le fabbriche rimangono aperte, così come nessuno controlla se rispettano i protocolli di sicurezza firmati da Confindustria, sindacati e governo.

-Oggi, comunque, l’Italia si sta dirigendo verso l’allentamento delle misure restrittive …
A Torino, il numero dei contagiati sta crescendo rapidamente. Come è possibile voler passare alla Fase 2 e parlare della ripresa delle attività economiche che sono state interrotte quando il numero dei contagiati aumenta rapidamente? Questo succede sotto la forte pressione da parte degli industriali e delle Regioni del Nord, che sono controllate dalla Lega, dalla destra e dall’estrema destra. Noi cittadini dobbiamo fare sacrifici a livello sociale, restando nelle nostre case, mentre le imprese possono fare tutto quello che vogliono.

http://www.avgi.gr/article/10807/11023515/-sto-torino-phtiachnoume-ta-f-35-alla-den-stamatesame-te-sphage-sta-gerokomeia-

Torino- Locatelli (Prc-Se): sulle scelte regionali e i troppi contagi e decessi nelle Rsa presenteremo un esposto

11 Apr

“Nei prossimi giorni, come Rifondazione Comunista, presenteremo un esposto alla Magistratura in ordine alle responsabilità politiche e gestionali per i troppi contagi e i troppi decessi nelle Rsa piemontesi da Covid 19” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. “Non si tratta – continua Locatelli – soltanto di accertare le responsabilità connesse a singole situazioni di palese negligenza per le quali le Procure hanno già avviato indagini esplorative. Vanno accertate le implicazioni pesanti connesse alle scelte della Giunta regionale piemontese per quanto riguarda l’autorizzazione delle Asl al trasferimento di malati Covid19 in Rsa al fine di alleggerire la pressione nelle corsie degli ospedali e anche per quanto riguarda l’assunzione di personale non sanitario per l’assistenza dei pazienti anziani. Scelte, come detto da più parti, superficiali, raffazzonate in rotta di collisione con la tutela delle salute della popolazione anziana. La diffusione del contagio e la falcidia di vite umane nelle Rsa non può essere ascritta solo alla fragilità degli anziani ma al trattamento vergognoso riservato a una fascia di popolazione che dovrebbe essere oggetto di protezione e cure particolari. Vogliamo verità e giustizia. Le parole di Alberto Cirio che pensa di cavarsela parlando di difficoltà dovute a carenze organizzative derivanti dall’operato di giunte precedenti indignano. Nessuno nega che ci siano queste carenze derivanti soprattutto dai tagli alla sanità pubblica ma intanto Cirio cominci a rispondere del proprio operato”.

Covid19- Locatelli Prc-Se: perseguire i responsabili politici e gestionali riguardo il disastro nelle Rsa piemontesi. L’assessore regionale alla sanità non giochi a rimpiattino

10 Apr

L’assessore regionale alla sanità e la giunta regionale piemontese la smettano di giocare al rimpiattino e si assumano le proprie responsabilità in materia di contagi e di decessi da coronavirus nelle Rsa. Non ci riferiamo solo alla mancanza di screening o dispositivi di protezione individuale, alla assenza di personale, alla mancanza di interventi di prevenzione o cura fondamentali su cui le Procure stanno conducendo indagini esplorative. Ci riferiamo alla delibera  approvata dalla Giunta regionale  non ancora pubblicata (come mai?) sul Bur con la quale tra le altre cose si dispone “che le Aziende sanitarie regionali potranno reperire nell’ambito di Rsa autorizzate all’esercizio di attività ex art. 8 ter. Dlgs 502/1992 e s.m.i posti letto dedicati a pazienti Covid positivi”. Un’assurdità contraria alle linee di indirizzo nazionali. Dopo aver scritto queste cose nero su bianco l’assessore alla sanità non cambi le carte in tavola dicendo che si vogliono impiegare “strutture nuove e inutilizzate”. Va accertato, come da notizie odierne sulla stampa, se dal momento dell’approvazione della delibera regionale ad oggi, pur in assenza della sua pubblicazione sul Bur, siano stati disposti dalle Asl spostamenti di pazienti Covid19 dalle strutture ospedaliere a Rsa in maniera tale da favorire l’aumento del contagio e dei decessi in strutture che dovrebbero essere protette. Se ciò fosse confermato saremmo in presenza di un fatto gravissimo. La delibera della Giunta e le dichiarazioni dell’assessore alla sanità sono un guazzabuglio di ambiguità. Alla Magistratura che indaga per capire se è stato fatto tutto per prevenire il contagio o in qualche caso per valutare l’ipotesi di reato di epidemia colposa chiediamo di andare fino in fondo nell’accertamento delle responsabilità.

Piemonte – Dopo aver “favorito i contagi” basta mettere a repentaglio la salute delle persone

9 Apr

Trovo urtante che il presidente della Giunta Regionale Alberto Cirio invochi a ogni piè sospinto un inasprimento delle sanzioni nei confronti dei cittadini che scendano eventualmente in strada – ovviamente le misure precauzionali vanno osservate – e dica poco o nulla sugli industriali che, a tambur battente, chiedono di aprire le fabbriche: Già in Piemonte ce ne sono troppe  – 5mila circa – che operano in deroga senza parlare delle produzioni belliche come quelle relative ai caccia da combattimento F35 che vanno avanti come se niente fosse, con il beneplacito di tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Questo inasprimento di toni nei confronti dei singoli cittadini nasconde ritardi, incapacità, “assenza di una strategia preventiva e operativa delle situazioni più critiche”, come denunciato in maniera circostanziata nell’atto di accusa firmato e diffuso ieri da tutti gli ordini dei medici delle province piemontesi. Ritardi e manchevolezze che “hanno favorito i contagi”, come dicono ancora i medici. Di tutto ciò anche in Piemonte è bene che si vada ad un accertamento delle responsabilità politiche e gestionali. Non tollereremo che dopo quanto avvenuto in termini di diffusione del contagio e di incremento a dismisura dei decessi si vada avanti senza adeguate misure sanitarie o si facciano scelte da parte del governo o della regione del Piemonte di riapertura di attività che mettano ulteriormente a repentaglio la tutela della salute delle persone.

Ezio Locatelli, segretario Provinciale Prc.Se di Torino

Coronavirus – Locatelli (Prc-Se): Diffidiamo a riaprire attività non essenziali. Torino è la provincia col maggiore rialzo percentuale di contagiati. Non vogliamo una seconda Valseriana

6 Apr

“Le insistenze della Confindustria piemontese volte a permettere alle aziende di riprendere le loro attività sono semplicemente ributtanti. La gente si ammala e muore e loro pensano all’andamento delle proprie commesse e dei propri affari” sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. Proprio in questi giorni sono state rese note le linee di tendenza del contagio e dei decessi in Piemonte. Se quindici giorni fa la regione cresceva in percentuale più delle altre regioni per infetti e decessi, adesso più di altre realtà fatica a contenere la diffusione del contagio. Mentre i casi di Covid-19 in Italia aumentano del 4% al giorno, in Piemonte allo stato attuale  siamo oltre il 6%. In particolare Torino, con il suo 6,9%, è la provincia che sale più di tutte tra le dieci più contagiate. Tra le ragioni prime della propagazione del contagio, come attestano gli studi in materia, vi sono gli spostamenti e i contatti di lavoro. Per  Ezio Locatelli “in questo contesto di perdurante emergenza sanitaria e di richiesta di sacrifici alla popolazione non è pensabile che gli industriali chiedano di poter agire indisturbati. Già ci sono 5.677  aziende che sono aperte in deroga. Un numero esorbitante che vanifica qualsiasi controllo e azione incisiva contro il coronavirus. E’ già successo in Valseriana che gli industriali abbiamo potuto fare ciò che volevano con l’avvallo o la copertura scandalosa di forze di maggioranza e di opposizione. Le ragioni dell’economia sono state anteposte alla tutela della salute il che ha provocato una vera e propria strage. Diffidiamo dal fare altrettanto a Torino e  in Piemonte”.

Coronavirus – Macario e Locatelli (Prc-Se): No al colpo di spugna. Ritirate gli emendamenti vergogna che cancellano colpe e responsabilità politiche

3 Apr

“L’avevamo detto che avremmo assistito  al tentativo di attuare un colpo di spugna. Questo è ciò che sta avvenendo una volta emersi i numeri reali dei decessi da coronavirus e le molte responsabilità omissive nella gestione dell’emergenza sanitaria. Migliaia di morti nella sola provincia di Bergamo, una vera e propria strage, per la mancata adozione di misure precauzionali” dichiarano Franco Macario, segretario provinciale Prc-Se di Bergamo ed Ezio Locatelli, già consigliere regionale e deputato, attualmente della direzione nazionale Prc-Se. Ed ancora: “I partiti di maggioranza e opposizione hanno pensato bene di depositare una serie di emendamenti al decreto “Cura Italia” con cui puntano a cancellare responsabilità di ordine penale, civile, amministrativo ed erariale di quanti rivestivano ruoli politici e gestionali. Nel momento cruciale questi ruoli più che a tutela della salute, dei pazienti, degli operatori sanitari  sono stati agiti a tutela dell’economia, della produzione degli affari. Partiti di maggioranza e opposizione uniti nel tentare di sottrarsi da ogni azione legale, nel dotarsi di una sorta di scudo penale. Una cosa inaudita che grida vendetta. Ritirate subito gli emendamenti vergogna! Adesso siamo tutti chiamati a far fronte all’emergenza ma non per questo vanno affossate colpe gravissime che andranno accertate e perseguite a tutti i livelli, non ultimo a livello giudiziario”.