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Ezio Locatelli (Prc-Se): Costruire l’opposizione sociale e politica. Il Tav e le nefandezze del governo si possono sconfiggere

8 Ago

tav_FTG-182285_210x210Col 33% elettorale il M5S era il primo partito italiano in grado di dettare  l’agenda politica. In grado di impedire il Tav in Valsusa, i decreti sicurezza infami che sono stati approvati in Parlamento e tante altre porcherie convertite in legge. Non l’hanno fatto in ragione di un’alleanza di governo indecente, contro natura che ha concesso tutto a un personaggio da operetta, pericoloso, prone ai poteri forti similmente ad alcuni figuri del passato. Che succede adesso? Il governo cade, non cade? Per il momento il governo non cade. Mentre i 5 Stelle cadenti restano pateticamente aggrappati al governo (“il pronunciamento parlamentare non deve mettere in discussione il governo”) il capo della Lega decide di alzare la posta e di cucinare ancora per un po’, a fuoco lento, i rintronati soci di governo. Un gioco al massacro, privo di una opposizione parlamentare reale, giocato sulla pelle dei cittadini. Scrive oggi un’editorialista:”adesso la Tav è un’opera irreversibile”. Non è vero, non c’è nulla di irreversibile. Non è irreversibile la Tav, non è irreversibile l’ascesa di un blocco reazionario. Si tratta solo di costruire una opposizione sociale e politica degna di questo nome che metta insieme, senza chiusure e settarismi, movimenti e forze antiliberiste, antagoniste, antifasciste impegnate contro ogni forma di degrado e sfruttamento dell’uomo, della donna e della natura.

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Locatelli (Prc-Se): sul Tav cadute le foglie di fico. Sabato in Valsusa per dire No al Tav, No alle politiche truffaldine

24 Lug

120129notvaEzio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino ha rilasciato questa dichiarazione:

“Alla fine, dopo tanto parlare, il governo ha scelto da che parte stare. Il Presidente del Consiglio Conte ha preannunciato il sì all’AV Torino Lione, un sì che è perfettamente in linea con il nulla osta dato in questi mesi a tutte le grandi male opere d’Italia. A niente è valsa l’analisi costi benefici che attestava l’insostenibilità economica di un’opera faraonica e inutile. Analisi occultata e accantonata.

Al dunque, a livello di governo, doveva prevalere il sistema di interessi affaristici che fomenta una delle più grandi truffe ai danni dello Stato e di tutti i cittadini italiani. Così è stato. E il M5S che sul No al Tav ha giurato e spergiurato? In perfetto stile pilatesco Di Maio pensa di salvarsi l’anima e di cavarsela dicendo:”noi rimaniamo contrari all’opera, decida il Parlamento”. Una contrarietà di facciata, tanto si sa che il partito trasversale degli affari che va dalla destra al cosiddetto centrosinistra, ha la maggioranza in Parlamento.

Basta teatrini politici, basta nascondersi dietro foglie di fico. Il M5S o rompe con il governo o diventa pienamente corresponsabile di una scelta devastante. Corresponsabile con tutte le conseguenze politiche del caso. L’AV in Valsusa è l’emblema di una politica truffaldina che nulla ha a che vedere con il rilancio e la modernizzazione del trasporto pubblico e collettivo, di una politica malata che pensa di lucrare sulla privatizzazione della spesa pubblica, sulla voragine del nostro debito pubblico, sull’affermazione di un sistema di relazioni sempre più stretto e distorto tra politica e affari. Contro questo sistema del malaffare bisogna continuare ad opporsi più che mai. Rifondazione Comunista partecipa e invita a partecipare alla manifestazione No Tav in programma sabato 27 luglio primo pomeriggio in Valsusa. Ora e sempre No Tav.”

Torino, 24 luglio 2019

Locatelli (Prc-Se): M5S a Torino come a Roma. Offerto lo scalpo l’assessore all’urbanistica al mondo degli affari

15 Lug

“Ecco la “Torino di domani” della Sindaca Chiara Appendino. Dopo essersi barcamenata con promesse elettorali in “difesa dei beni comuni e dei valori ambientali … dell’urbanistica sostenibile, responsabile, solidale” Appendino ha deciso di offrire lo scalpo di Guido Montanari – vicesindaco con delega all’urbanistica, indipendente, docente di Storia dell’architettura del Politecnico di Torino – ai poteri forti che governano la città” così dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. Ed ancora: ”le dichiarazioni polemiche di Montanari sulle ultime edizioni del Salone dell’Auto al Parco del Valentino sono solo un pretesto. In realtà Chiara Appendino, dopo la tirata governista di Di Maio di venerdì scorso a Torino, ha deciso di assecondare le spinte provenienti dal mondo imprenditoriale, degli affari della città. Si vira in direzione di una gestione della cosa pubblica più consona agli interessi di lorsignori, almeno sino a quando l’amministrazione sarà in grado di reggere Torino come Roma. L’estromissione di Montanari ha molte similitudini con la vicenda di Paolo Berdini, assessore all’urbanistica di Roma a suo tempo destituito dalla sindaca Virginia Raggi. Assessori ingombranti, troppo indipendenti, troppo critici. Avanti col processo di normalizzazione, i tempi della protesta e delle promesse di cambiamento, per il M5S, sono alle spalle”.

Torino – Locatelli (Prc-Se): con gli arresti ad orologeria nuovo teatrino del Ministro degli Interni

4 Lug

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“Francamente questi arresti a orologeria, a due anni di distanza dai fatti contestati, hanno un sapore del tutto strumentale” sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. “Ci riferiamo . continua Locatelli – alle diciassette misure cautelari emesse dall’autorità giudiziaria in relazione ad alcune manifestazioni che si sono tenute al G7 di Torino due anni fa. Proprio così, due anni e non due giorni fa. Si possono o meno condividere talune modalità di essere in piazza ma in ogni caso le misure cautelari appaiono sproporzionate e fuori luogo. A meno che gli arresti facciano parte di una strategia volta a criminalizzare i migranti, i centri sociali, i movimenti di lotta e via di questo passo. No alla stretta repressiva voluta dal Ministro degli Interni.

Torino, 4 luglio 2019

Il troppo caldo e la metafora della rana bollita

28 Giu

frog-10-3-reduced6Caldo, sempre più caldo qui a Torino come in altre città. Per la prima volta nella storia metereologica italiana la temperatura ha superato i 40 gradi nel mese di giugno. Un inizio di estate torrida a dimostrazione che siamo entrati orami da diversi anni a questa parte nella fase di un aumento della temperatura media delle nostre città e più in generale del nostro pianeta dovuto a emissioni inquinanti varie. Una modificazione del regime climatico che minaccia la salute globale, che mette a repentaglio la stabilità dei sistemi di approvvigionamento idrico, agricolo, energetico, che costringe milioni di persone a scappare da aree sempre più invivibili. Deve essere chiaro che all’origine di tutto c’è il capitalismo, con la sua logica di accumulazione illimitata, di saccheggio di risorse, di produzioni energivore. Un sistema che va combattuto facendo tesoro della metafora della rana bollita di Noam Chomsky. Una metafora usata per descrivere la fine che fanno società e popoli che accettano passivamente il sopruso e il degrado di determinati sistemi. In un pentolone pieno di acqua fredda nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola. L’acqua diventa tiepida. La rana la trova gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale sempre più, a questo punto la rana comincia a provare fastidio ma senza per questo spaventarsi più di tanto. A un certo punto l’acqua diventa davvero calda e sgradevole ma intanto la rana si è indebolita a tal punto da non avere più la forza di reagire. Sopporta e non fa nulla fino a finire morta e bollita. Ecco, non basta sbuffare, lamentarsi del troppo caldo col rischio di finire malamente come la rana di Chomky. Occorre lottare contro il sistema capitalistico prima che lo stesso uccida il pianeta (e.l.).

Con la Sea Watch, dalla parte delle vittime della globalizzazione e della guerra

27 Giu

Via la parte dannata dell’umanità, via le vittime della globalizzazione e della guerra, criminalizziamo chi li aiuta. Non c’è ritegno alcuno nelle uscite di Salvini, della Meloni e compagnia cantante, l’invocazione all’arresto della capitana della Sea Watch, all’affondamento della nave fuorilegge. Ecco una plastica rappresentazione del mondo alla rovescia nell’epoca della crisi della globalizzazione capitalistica. L’assegnazione alla categoria dei rifiuti umani della marea di persone in fuga dalla povertà e dalla guerra globale, di persone che hanno un disperato bisogno di aiuto. Creature alla deriva, indesiderate, che vanno tenute a distanza, ricacciate nell’inferno di una esistenza degradata che non conosce diritti e umanità. Porti chiusi agli esseri umani, porti aperti al traffico di armi. Un crimine globalizzato a cui partecipano a pieno titolo governi e paesi cosiddetti progrediti (Ue, Usa, Italia, ecc.), paesi ricchi in fase di decomposizione, sempre più inclini all’insicurezza e al panico sociale. Grazie alla capitana della Sea Watch e a tutt* quell* che si battono dalla parte delle persone più deboli, grazie ai camalli di Genova in lotta contro il traffico di armi made in Italy. Grazie a chi lotta contro i nuovi padroni del mondo. Contro questi padroni interessati solo a difendere i propri interessi e privilegi, fomentando divisioni e guerra tra poveri, la risposta è una sola: ricostruire unità, solidarietà, volontà di lotta di tutti gli sfruttati e gli oppressi. Un altro mondo è possibile.

Bandi di gara e sceneggiate politiche. Avanti con la lotta NOTAV

26 Giu

Al di là del teatrino politico, delle schermaglie verbali tra Lega e M5S sul mini Tav al posto del Tav e facezie simili, il èpeso va dato alle scelte che vengono avanti. Pesa la decisione di Telt, la società italo francese che ha il compito di costruire la Torino-Lione, di andare avanti con il progetto, di indire i bandi di gara per una serie di lavori di realizzazione della tratta sul versante italiano. Esulta il partito degli affari, tanto più che l’Ue garantirebbe il 55% della copertura finanziaria. Soldi risparmiati? Ma neanche per sogno! Sono soldi buttati dalla finestra per un’opera inutile e distruttiva che fa solo gli interessi delle grandi cordate affaristiche – interessi sporchi – in materia di grandi opere. Invito Di Maio e Toninelli a non menar il can per l’aia dicendosi fiduciosi nel fatto che il Presidente Conte trovi una soluzione. Ma non prendiamoci in giro, quale soluzione ci può mai essere visto tutti i cedimenti ad una Lega che sta facendo man bassa sulle scelte politiche che contano? Solo la mobilitazione dal basso può scombinare i piani del governo. E proprio per questo, come è stato in tutti questi anni, la mobilitazione in Valsusa andrà avanti più che mai. A noi tutt* sostenere le ragioni di una lotta contro un modello di sviluppo fondato sul saccheggio di risorse, salute, ambiente.