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SINTESI INTERVENTO DIREZIONE NAZIONALE PRC

5 Mar

DSCN3193Penso che sarebbe sbagliato – una manifestazione di autolesionismo – caricare tutto il peso del risultato elettorale negativo su noi stessi. Mia convinzione è che più che a un fallimento ci troviamo di fronte ad una sconfitta politica che ci penalizza grandemente al di là dei punti di debolezza, di fragilità, di inadeguatezza che pure ci sono stati, per esempio le mancate candidature di Nicoletta Dosio e di Vittorio Agnoletto. Sono d’accordo col dire di una sconfitta sociale prima ancora che elettorale. Una sconfitta dovuta ad uno spiazzamento del nostro modo di interpretare e rappresentare la politica in una situazione completamente nuova per quanto riguarda la qualità dei rapporti sociali e politici. Cosa significa oggi fare politica in una situazione di crisi, di esasperazione sociale caratterizzata non da grandi aggregati sociali ma da masse disorganizzate? Non c’è più la spinta sociale alla produzione di soggettività politiche antagoniste. Al contrario assistiamo ad una propensione verso forme carismatiche e autoritarie. A me interessa una discussione su questo punto sapendo che in questo passaggio di fase storica ci serve un radicale ripensamento del nostro modo di fare politica in termini di radicalizzazione di proposte, di pratiche politiche e sociali, di presenza nei movimenti reali, imparando qualcosa dal populismo per vincere il populismo autoritario né di destra né di sinistra. Il nostro destino non si gioca sulla semplice resistenza ma sulla capacità di ripartenza e di costruzione di un’altra storia valorizzando appieno il ruolo e la storia di Rifondazione Comunista. Per fare questo ci serve una discussione di respiro politico non segnata da fruste logiche interne.

Roma, 1 marzo 2013

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CARO GRILLO SMETTIAMOLA COL DIRE NÉ DI DESTRA NÉ DI SINISTRA. NOI ORGOGLIOSAMENTE DI PARTE, ANTIFASCISTI, DI SINISTRA, NOTAV

15 Feb

Locatelli 4Nel suo primo giro elettorale piemontese, a Susa, Beppe Grillo, con la sua consueta foga, ha ripetuto la sua contrarietà a una grande opera come il Tav. Bene, su questo punto non possiamo che essere pienamente d’accordo. Lo siamo molto meno se a ciò non fa seguito una scelta politica chiara circa alcuni valori fondanti della nostra (inattuata) Carta Costituzionale che sono alla base di qualsiasi politica di cambiamento: i diritti sociali e del lavoro, il diritto alla cittadinanza, le libertà sindacali e politiche, l’eguaglianza, l’antifascismo.

Ma di questo ieri Beppe Grillo a Susa non ha parlato. Si è rivolto più a un elettorato leghista e di destra parlando di privatizzazioni della Rai, di defiscalizzazione delle imprese, di sindacati da cancellare. E poi lo abbiamo visto nei giorni e nelle settimane scorse, in altre piazze o in altre circostanze, Grillo non è molto lontano dal somigliare ad un qualsiasi populista di destra quando dice che “l’antifascismo non mi compete” oppure che “il tempo delle ideologie è finito” oppure ancora che “il movimento 5 Stelle non è di destra né di sinistra”. Baggianate! Se questa è la filosofia di fondo allora si spiega del perché si è portati a negare i diritti di cittadinanza ai figli d’immigrati, ad aprire ai fascisti di Casa Pound, a sostenere la necessità di eliminare i sindacati oltre che i partiti. Proposte reazionarie che in parte vanno bene anche a Marchionne o a Monti. Non è un caso che proprio quest’ultimo, in una sua recente intervista al Corriere della Sera, abbia dichiarato che “noi e Grillo siamo due espressioni differenti dell’insofferenza popolare ..… la sua gestuale, vivace ma temo inconcludente. Seria, composta, con tante persone capaci ….. la nostra” Un accostamento soltanto in parte paradossale vista la comune idiosincrasia nutrita nei confronti di sindacati, partiti, ideologie. Il rischio, così facendo, è che in fin dei conti a farla da padrone siano le ideologie di destra o dei poteri forti.

Mi ha scritto un ragazzo “molti dicono che Grillo sarà l’unico che può rompere il sistema”. Già. Ma un conto è la dura polemica e opposizione contro il Tav, contro un sistema marcio e ingiusto, contro una gestione della crisi che ci sta portando nel baratro, altro conto è usare questa rabbia per proposte non poche delle quali si prestano a operazioni di segno regressivo. A Torino, più che in altre città del Nord, è palpabile una protesta antisistema legata alla crisi, alla diffusione della disoccupazione, precarietà, povertà, la protesta sacrosanta dei tanti che si sentono abbandonati, non rappresentati. Bisogna partire da questa protesta per una rottura di sistema e una vera rivoluzione civile. La qual cosa è possibile solo a condizione di portare avanti scelte nette, intransigenti, di parte. Le nostre hanno come riferimento la classe lavoratrice e la parte sociale più sfruttata, oppressa e debole del paese. Siamo convinti che rompere col sistema, per parafrasare Antonio Gramsci, “voglia dire essere partigiani”. Capito Grillo? Partigiani!

Ezio Locatelli * segretario provinciale Prc Torino

Torino, 15 febbraio 2013

ARANCIA SOLIDALE 2013

14 Feb

Arancia_metal

Per sostenere la lotta di lavoratrici, lavoratori, contadini, precari, disoccupati, studenti, artigiani, piccoli imprenditori

Sabato 16 e domenica 17 febbraio Rifondazione Comunista-Rivoluzione Civile sarà presente in molte piazze di Torino e provincia con i banchetti di “arancia solidale”. L’iniziativa ha un doppio significato. Le arance biologiche acquistate da piccoli agricoltori siciliani ad un prezzo concordato danno modo agli stessi di sottrarsi ai prezzi capestro praticati dalla grande distribuzione. Gli agricoltori di riferimento raccolgono le arance senza fare uso di lavoro nero, nel rispetto della dignità del lavoro. L’introito della vendita delle arance sarà utilizzato dal nostro partito per sostenere iniziative varie che sono condotte in tema di lotte sociali, diritti, occupazione, dignità del lavoro.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc

Torino, 14 febbraio 2013

RIVOLUZIONE CIVILE: IL DENTRO E IL FUORI DI NOI

21 Gen

locatelli giubbottoLivio Pepino ha ragione da vendere, nell’articolo di ieri su il Manifesto, a dire  che “Rivoluzione civile”, non è sfuggita ad una gestione verticistica del processo di formazione delle liste elettorali. Condivido pensando con rammarico, tra le altre cose, alla mancata assunzione delle candidature di Nicoletta Dosio e di Vittorio Agnoletto sostenute da larga parte del movimento e della società civile oltre che da Rifondazione Comunista. Ma quello che non bisogna perdere di vista, pure a fronte delle traversie nella definizione delle candidature, è il motivo fondamentale per cui abbiamo contribuito alla nascita della coalizione “Rivoluzione civile”, la necessità di tener aperto uno spazio politico a sinistra in un momento in cui tutti gli spazi rischiano di chiudersi,  di rimettere in campo una resistenza ai meccanismi di assoggettamento al mercato, la necessità di far vivere una contraddizione e di ricostruire un’opposizione al liberismo.

Olli Rehn, commissario europeo all’economia, proprio in questi giorni ha ricordato che “chiunque vinca le elezioni in Italia ha la strada segnata” dalle riforme avviate dal governo Monti e dagli impegni europei. Riforme e impegni che non sono altra cosa da quelli precorsi dal governo Berlusconi. Pd e Sel, tanto per non smentire, hanno cominciato a dire che con il centro e Monti bisogna disporsi a un’intesa postelettorale. Che risposte diamo a una coazione a ripetere che non stiano sul piano del disimpegno o delle sortite di Grillo – tutt’altro che antisistema – aperturiste nei confronti dei fascisti di casa Pound, volte contemporaneamente a fare tabula rasa di partiti e sindacati?

Partiamo dal fatto di grande rilievo – richiamato dallo stesso Pepino – che “il programma di Rivoluzione civile è l’unico autenticamente antiliberista”. Fuori di noi esiste una forte domanda di cambiamento che sta riponendo fiducia in uno schieramento unitario di opposizione e di sinistra cui è necessario dare delle risposte travalicando (non ignorando) discussioni meramente interne. Facciamo della lista “Rivoluzione civile” uno strumento per impedire che avanzi un processo di normalizzazione politica. Partiamo per l’appunto, con la convinzione che di là dalla campagna elettorale da parte nostra non può e non ci deve essere alcuna rinuncia a perseguire una “rivoluzione dal basso” e una “rifondazione profonda” dei processi di formazione delle decisioni e della rappresentanza in senso realmente democratico, processi per i quali nessuno si illuda di poter fare a meno, di volta in volta, del contributo dei movimenti o dei partiti.

di Ezio Locatelli* segretario provinciale Prc Torino

BENE LA CANDIDATURA DI FERRERO NELLA LISTA “RIVOLUZIONE CIVILE-INGROIA” IN PIEMONTE 1. RAMMARICO PER LA MANCATA CANDIDATURA DI DOSIO

15 Gen

rivoluzione civile“Abbiamo accolto molto favorevolmente nei giorni scorsi il programma presentato da Antonio Ingroia per quanto riguarda la lista “Rivoluzione Civile – Ingroia”.

Un programma che tra i diversi punti annovera l’impegno, per noi irrinunciabile, contro le grandi opere e i progetti come “la TAV in Val di Susa”. In ragione di questo impegno non nascondiamo il forte rammarico per la mancata candidatura in testa di lista (a supporto dei movimenti e della società civile) di Nicoletta Dosio, figura di spicco e appassionata animatrice del movimento di lotta in Val di Susa, una candidatura che avrebbe rappresentato una connotazione forte e un sicuro valore aggiunto per la lista “Rivoluzione Civile – Ingroia”. Sicuramente Nicoletta, al di là di questa mancata e non ricercata candidatura, continuerà con la consueta passione il suo impegno nel movimento, impegno che avrà tutto il nostro appoggio”, Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino.

“Insieme ai motivi di rammarico non possiamo che vedere con piacere la candidatura nella nostra circoscrizione (per la parte politica della lista quindi, in alcun modo, non sostitutiva o alternativa alle candidature della società civile) di Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, che più di ogni altro ha lavorato in questi mesi, in maniera molto aperta, per costruire uno schieramento antiliberista in alternativa alle forze di centrodestra e centrosinistra. La sua candidatura, insieme al programma, è la garanzia certa di un impegno a livello parlamentare contro le oligarchie economiche e finanziarie, sui temi del lavoro, contro il Tav in Val di Susa, contro la guerra”.

Ezio Locatelli – segretario PRC Torino

Torino, 14.1.2013