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CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ASILI NIDO

23 Apr

EZIO LOCATELLI (PRC/FDS): FASSINO FERMATI! MILLE FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ASILI NIDO E PER UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO

Bisogna smettere di prendere in giro i cittadini. Lo dico a Fassino che in campagna elettorale aveva escluso la privatizzazione dei servizi pubblici della città e adesso dice che la privatizzazione di asili nido e scuole d’infanzia – chiamata “soluzione innovativa

” – è fatta per garantire la qualità del servizio stesso. Ma a chi vuole darla a bere? Basta vedere, proprio in questi giorni, la fine ingloriosa dei Centri di formazione professionale dopo la loro privatizzazione e conferimento a Csea da parte del Comune di Torino. Falliti dopo anni di dequalificazione e depredazione di risorse pubbliche. Nel caso della privatizzazione degli asili nido e delle scuole materne il risultato, checché se ne dica, sarebbe il peggioramento dell’offerta educativa per i bambini, il peggioramento delle condizioni di lavoro per educatrici e insegnanti oltre che disagi e costi maggiori per migliaia di famiglie.

Proprio per questo a Fassino chiediamo di fermarsi, di convocare un Consiglio Comunale aperto alla città. Questa è la richiesta che avanziamo come Rifondazione Comunista, unitamente a educatrici, genitori, cittadini vari con una petizione popolare (depositata in comune) che ha raccolto in pochi giorni mille firme (la raccolta firme prosegue). Fassino fermati! Questa è la parola d’ordine con cui oggi saremo in piazza contro la privatizzazione degli asili nido e delle scuole materne.

Torino, 23 aprile 2012

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NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEGLI ASILI NIDO

21 Mar

    

LOCATELLI E SARAGNESE (PRC): NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI EDUCATIVI – DIFENDIAMO LA PROPRIETÀ E LA GESTIONE PUBBLICA DEGLI ASILI NIDO E DELLE SCUOLE D’INFANZIA COMUNALI 

“Dopo mesi, segnati dal succedersi di dichiarazioni e iniziative della Giunta che mettono in discussione il futuro degli Asili nido e delle Scuole dell’infanzia comunali e provocano grande preoccupazione ed incertezza in

migliaia di famiglie e in centinaia di educatrici, insegnanti ed operatori precari che vedono messo in discussione il proprio posto di lavoro, la Giunta Fassino ha deciso l’esternalizzazione di 15 Asili nido, come mezzo per ridurre le spese del bilancio”, sottolineano Ezio Locatelli, Segretario Federazione di Torino del PRC e Luigi Saragnese, già Assessore alle Risorse Educative del Comune di Torino.

“Si dice che forse ciò sarebbe solo una misura “temporanea”…. ma intanto si agisce concretamente per iniziare a cedere i servizi educativi attraverso l’appalto ai privati.

“A queste decisioni si è giunti non solo per responsabilità delle politiche dei Governi centrali ( Tremonti e Monti), che hanno disposto il blocco delle assunzioni di insegnanti ed educatori, ma anche per la scelte della Giunta Fassino di violare il patto di stabilità ( ricordiamo con quanta faciloneria il Sindaco aveva dichiarato che: “Il 2012 sarà un anno austero, ma qualità e quantità dei servizi comunali rimarranno inalterati): il Comune di Torino, infatti, sarà escluso – unico fra i Comuni italiani – dai benefici della deroga al patto previsti dall’ultimo decreto milleproroghe, mirati proprio a salvaguardare i servizi educativi. Detto in altre parole: mentre tutti i Comuni italiani potranno assumere personale a tempo determinato per far funzionare gli asili e le scuole materne, il Comune di Torino a causa di queste decisioni non potrà farlo”.

“A tutto questo si aggiungono i tempi sempre più lunghi per le sostituzioni del personale in malattia, la forte riduzione del personale e dell’offerta formativa di ITER, che preannuncia forse la sua scomparsa, l’istituzione di una “tassa” di 120 euro per l’iscrizione alle scuole d’infanzia comunali.

“Rifondazione Comunista è contraria ad ogni ipotesi di esternalizzazione dei Servizi educativi della Città, perché ciò significherebbe il peggioramento della qualità dell’offerta formativa per i bambini e delle condizioni di lavoro per educatrici ed insegnanti”.

“Chiediamo che il Comune di Torino si assuma le sue responsabilità: assicuri la continuità del servizio pubblico delle scuole comunali e il lavoro per insegnanti, educatrici ed operatori precari”.