Archivio | Sinistra Europea RSS feed for this section

Congresso di Rifondazione Comunista Torino: rieletto segretario provinciale Ezio Locatelli

27 Mar

DSCF3221A conclusione del congresso provinciale PRC-SE di Torino Ezio Locatelli, rieletto segretario provinciale: “Noi per il rilancio delle lotte sociali e per l’unità della sinistra antiliberista”

Il X Congresso Provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Torino, dopo due giorni di intenso e partecipato dibattito a cui hanno preso parte molti ospiti esterni, si è concluso con l’elezione degli organismi dirigenti, della delegazione che parteciperà al Congresso Nazionale di Spoleto del 31 marzo e 1 – 2 aprile e la rielezione a segretario DSCF3176provinciale di Ezio Locatelli (vedi biografia politica è su Wikipedia). Il tutto all’unanimità o a larghissima maggioranza. La rielezione del segretario non vuole essere solo nel segno della continuità di un lavoro svolto, ma nel segno di un’ambizione, quella di andare a un ulteriore rilancio e rafforzamento del ruolo di Rifondazione Comunista, raccogliendo i risultati positivi che ci sono stati negli ultimi anni. “Noi lavoriamo al rafforzamento di Rifondazione Comunista non per spirito di bottega – sostiene Ezio Locatelli – ma per dare forza al percorso di costruzione di un’alternativa unitaria di sinistra. Sia detto chiaramente, l’unità che perseguiamo è in alternativa alle forze di centrodestra e centrosinistra nonché al M5S. L’amministrazione del M5S a Torino non ha cambiato nulla di nulla rispetto all’amministrazione precedente. Per questo è ben voluta dai poteri forti della città e inizia ad essere contestata da movimenti, associazioni, comitati vari impegnati in tema di diritti del lavoro, casa, servizi pubblici, spazi sociali. L’unità a cui guardiamo è quella di tutte le forze di sinistra che si oppongono alle politiche di austerità, privatistiche, di distruzione dei diritti sociali e del lavoro”. Come primo atto questa mattina DSCF3174Ezio Locatelli ha partecipato a un volantinaggio in solidarietà dei lavoratori ingiustamente licenziati della Safim di None. Tra i molti intervenuti quello applauditissimo di Gastone Cottino, professore emerito dell’Università di Torino, partigiano, chiamato tra gli altri, a presiedere il Congresso di Rifondazione Comunista. Un intervento rivolto soprattutto ai giovani, alla necessità di non lasciarsi vincere dall’impotenza e dalla rassegnazione, ad essere parte attiva nella costruzione di un futuro e di una società migliore.

Torino, sabato 26 marzo 2017

Annunci

Partito organizzato e unità: due facce della stessa medaglia

10 Gen

dire-fare-rifo-gennaio-17di Ezio Locatelli
Partiti liquidi che nascono sul terreno elettorale. Partiti di corto respiro, senza identità definite e fondamento sociale, che nascono e muoiono nel giro pochi anni. Ce ne sono stati tanti in Italia dopo la fine della prima Repubblica, a destra come a sinistra. L’ultima formazione che si è sciolta, ad appena sei anni dalla sua nascita – una vera e propria meteora politica – è Sel. Fallita la missione originaria – il rilancio del centrosinistra fondato sull’alleanza col Pd – Sel ha deciso di concludere la propria esistenza senza nemmeno bisogno di svolgere un Congresso. C’è da fare, come da tempo caldeggiato dai gruppi parlamentari di sinistra, un nuovo soggetto politico. Niente di nuovo sotto il sole. Siamo ancora nel segno di una predominanza delle dinamiche istituzionali quando invece ci sarebbe l’impellente necessità, per spostare l’asse e la direzione della politica italiana, di incidere sul corso reale delle cose.
Non ci sono scorciatoie da prendere. Ogni discorso sulla ricostruzione della soggettività di sinistra deve fare i conti con la rottura che si è prodotta negli ultimi decenni tra masse subalterne e riferimenti politici tradizionali. Una rottura talmente profonda da rendere del tutto illusorio pensare che la condizione sociale e lavorativa parli da sé, che di per sé spinga nel senso di una rappresentanza di sinistra. Oggi più che mai ogni discorso sulla ricostruzione di una soggettività di sinistra o si produce come fatto reale – radicamento sociale e organizzativo, partecipazione, riattivazione del conflitto – oppure è destinato a fare un buco nell’acqua. In altre parole c’è bisogno di una sinistra come strumento capace di affrontare i problemi della società, di organizzare un movimento di lotta politica, sociale, culturale contro governi e poteri impegnati a fare il gioco dell’economia e dei mercati finanziari, contro le diverse forme di sfruttamento e di spoliazione capitalistiche. Questo bisogno pone con forza il tema della costruzione di una pratica e di una strategia della trasformazione – in definitiva la funzione storico-politica della sinistra e dei comunisti non può che essere questa – al di là della dimensione istituzionale e della rappresentanza che pure è importante ma solo in funzione di un accumulo di forze.
Mettiamola così. Il lavoro politico non può che essere prioritariamente ed in larga misura lavoro sociale, lavoro rivolto al sostegno attivo e all’organizzazione degli interessi della parte più debole della società. L’obiettivo è cambiare l’assetto sociale esistente e, conseguentemente, quello istituzionale che lo esprime. Un assetto profondamente snaturato, degradato, sempre più funzionale ai poteri forti di comando. È vero che il 5 dicembre, con la straordinaria vittoria del No, si è sventato il tentativo del governo Renzi di andare allo stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza e con esso il tentativo di superamento della democrazia parlamentare, di cancellazione definitiva dei principi del pluralismo politico e della democrazia redistributiva. È vero che abbiamo inferto un duro colpo a quanti volevano dare piena attuazione ad un’idea di democrazia autoritaria più consona ai voleri del grande padronato, dei poteri forti, della finanza speculativa. Ma detto ciò bisogna essere consapevoli del fatto che è stata vinta una battaglia, non la guerra. Adesso bisogna battersi perché la Costituzione trovi applicazione, perché torni a essere effettivamente un progetto democratico e di dignità sociale. Bisogna battersi per aprire una stagione di lotte sociali che mettano al centro i diritti e la dignità del lavoro, la difesa della scuola e della sanità pubblica, la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, la lotta per la pace contro l’insorgenza di vecchi e nuovi populismi reazionari.
Ultima notazione. Al di là della vittoria referendaria a difesa della Costituzione rimane da riempire un grande vuoto politico per l‘assenza di adeguati riferimenti a sinistra. In questo quadro la costruzione di uno schieramento ampio, plurale di sinistra – non partiti più o meno nuovi che si dichiarano autosufficienti – in alternativa al Pd, uno schieramento capace di catalizzare le energie sociali tuttora presenti ma disperse, è indispensabile. Ecco il doppio compito che ci sta davanti: costruire una soggettività militante, nel segno della rifondazione comunista, impegnata nella realtà effettiva delle lotte, nella ripresa di nuovo protagonismo sociale e fare di questa soggettività un punto di coagulo e di unità con tutte le forze antiliberiste. Lavoriamo al rafforzamento di Rifondazione Comunista come partito organizzato e all’aggregazione di una soggettività larga della sinistra come a due facce della stessa medaglia.

No Tav – Locatelli (Prc-Se): otto mesi a Nicoletta vittima di una macchinazione politica. Le sia ridata al più presto piena libertà

14 Dic

wp_20161103_015Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Il Tribunale di Torino ha inflitto otto mesi di condanna a Nicoletta Dosio, storica esponente No Tav, per non aver ottemperato alla misura cautelare degli arresti domiciliari. In attesa del pronunciamento in secondo grado Nicoletta è stata riaccompagnata in Valsusa, di nuovo agli arresti domiciliari. Una misura vessatoria, palesemente ingiustificata, rivolta unicamente ad interdire il diritto di manifestare contro la realizzazione di un’opera distruttiva e inutile, alla quale Nicoletta continuerà a disobbedire. Che la misura restrittiva sia smaccatamente politica e giuridicamente infondata è dimostrato dalla stessa istanza  presentata dalla Procura della Repubblica – istanza che sarà vagliata il 20 dicembre – di revoca degli arresti domiciliari. L’istanza oltre che essere basata “sull’insussistenza di eccezionali ragioni cautelari … sulla insussistenza di ragioni cautelari tout court” è motivata dalla necessità di “interrompere una ritualità mediatica finalizzata alla propaganda delle ragioni della “militanza anti-Tav”. Più chiaro di così! Nicoletta è stata vittima di una operazione smaccatamente politica, nonché giuridicamente infondata nel contesto di una più generale strategia repressiva che punta a ridurre il conflitto sociale in Valsusa a mera questione di ordine pubblico. La sua disobbedienza civile è un atto di dignità e di denuncia dell’insostenibilità del  clima di stato d’assedio e di repressione che si respira da anni in Valsusa. Non c’è altra via possibile: a Nicoletta deve essere ridata piena libertà e data assoluzione piena rispetto a ipotesi di reato, frutto di una macchinazione politica. A lei e a tutto il movimento No Tav, in lotta contro un’opera affaristica e contro la repressione, va tutta la solidarietà di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea.

Torino 14 dicembre 2016

Locatelli (PRC – SE): il movimento NOTAV al Parlamento Europeo rompe il muro di omertà

27 Ott

img_1215-234656_210x210Ezio Locatelli – segreteria nazionale Rifondazione Comunista – SE ha dichiarato:

II movimento No Tav ha rotto il muro di omertà. Una folta delegazione di attivisti, in lotta contro il sistema affaristico delle “Grandi Opere”, si è recata ieri al Parlamento Europeo per consegnare la sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli, emessa nel novembre 2015, di condanna del sistema delle “Grandi Opere” e della politica di criminalizzazione della protesta sociale. Un atto di alto valore simbolico reso possibile grazie al sostegno del gruppo delle Sinistra Europea Gue (in particolare dei parlamentari europei Eleonora Forenza e Curzio Maltese) di cui fa parte Rifondazione Comunista, oltre che dai Verdi e dal M5S. Una sentenza che sancisce che nel sistema delle Grandi Opere “i governi sono al servizio dei grandi interessi economici e finanziari e sono ignorate le opinioni delle popolazioni. Ciò rappresenta, nel cuore dell’Europa, una minaccia gravissima all’essenza dello stato di diritto e del sistema democratico …”. notav-parlamentoTra gli interventi di denuncia della distruzione dei territori e di criminalizzazione della protesta sociale segnaliamo quello tenuto via Skype da Nicoletta Dosio, attivista No Tav posta ingiustamente agli arresti domiciliari. Che le Grandi Opere, ed in particolare il Tav, rappresentino una fonte di corruzione e di spreco di denaro pubblico è dimostrato ancora una volta dalla raffica di arresti di queste ore. Bisogna finirla con le balle del governo italiano e del relativo seguito di faccendieri, finanzieri, burocrati, amministratori vari che parlano delle Grandi Opere, tipo Tav – Torino Lione, Ponte sullo Stretto di Messina – come fattore di crescita e di mobilità. È esattamente il contrario. Dopo la consegna della sentenza di condanna al Parlamento Europeo e l’emersione dell’ennesimo caso di corruzione e di ladrocinio nessuno può più permettersi di voltare lo sguardo dall’altra parte. Rilanciamo la lotta contro il sistema delle Grandi Opere e la repressione di chi lotta in difesa del proprio territorio.

Torino, 27 ottobre 2016

No golpe Brasile. Incontro tra PRC e PCdoB

7 Apr

DSCF0725No al colpo di stato in Brasile. No vai ter golpe no Brasil
A Torino l’incontro tra Rifondazione Comunista e il PCdoB
“Abbiamo bisogno del vostro sostegno e della vostra solidarietà nella lotta che stiamo conducendo contro il tentativo di colpo di stato in atto in Brasile da parte dei grandi potentati brasiliani e stranieri”, così ha esordito Olgamir Amancia Ferreira delle direzione nazionale del PCdoB (Partido Comunista do Brasil) nell’incontro che si è svolto a Torino nella sede del Partito della Rifondazione Comunista. Tanti i compagne e le compagne presenti all’incontro aperto da Ezio Locatelli a nome e per conto della segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista. DSCF0719
Olgamir Ferreira ha riferito sulla situazione in Brasile: “nel corso degli ultimi 14 anni, a partire dalla presidenza Lula, sono stati portati avanti programmi pubblici di contrasto alla povertà, alla disoccupazione, alle disuguaglianze sociali, per il diritto allo studio, alla casa, a forme di assistenza e redistribuzione sociale. I grandi potentati, la grande finanza, le multinazionali brasiliane e straniere vogliono cancellare questi programmi e privatizzare tutto. Per i loro sporchi disegni orchestrano squallide campagne denigratorie che nulla hanno a che vedere con la realtà. La corruzione sta dentro le fila della destra. Con questa destra non è possibile alcun compromesso. Abbiamo avanzato critiche ad alcune concessioni fatte dal governo, ma non dubitiamo sull’importanza di mantenere in carica il governo della presidente Dilma. Il Brasile è una democrazia giovane. Bisogna lottare perché la dittatura non ritorni”. DSCF0693
All’invito della compagna del PCdoB ha risposto Locatelli, che, due anni fa in Brasile, ha vissuto in presa diretta i giorni della vittoria elettorale della presidente Dilma – una vittoria da subito contrastata dalle destre – dopo aver fatto campagna elettorale a Brasilia e in Mato Grosso per i candidati del PCdoB presenti nella coalizione di Dilma. “Quanto sta succedendo in Brasile – ha detto Locatelli – è di importanza strategica non solo per il popolo di quel Paese ma per l’insieme dei movimenti sociali e di sinistra che in tutto il mondo lottano contro il neoliberismo, contro i potentati economici che pensano di dettare legge, di imporre i DSCF0630propri privilegi. Alle compagne e ai compagni brasiliani in lotta contro lo strapotere e il revanscismo di latifondisti, grande finanza, multinazionali esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà .

DSCF0677

L’impegno è a mobilitarci contro il tentativo di colpo di Stato in atto”. Rifondazione Comunista organizzerà nei prossimi giorni un presidio davanti all’ambasciata brasiliana a Roma.

Ricostruire legami e unità nell’azione del partito

25 Feb

dire_fare_rifondazionetestata

di Ezio Locatelli*

Cerchiamo di avere maggiore consapevolezza di noi stessi, della necessità di dare valore alla nostra soggettività politica. A maggior ragione in una fase di crisi come quella che stiamo attraversando che, come e ancor più di altre crisi, tende a produrre divisione sociale, smobilitazione degli elementi di coscienza e organizzazione collettiva. Affrontiamo le ricadute regressive di questa crisi a mani nude, con pochi mezzi materiali. La nostra principale risorsa sono le centinaia e centinaia di Circoli, le migliaia di militanti sparsi in tutto il paese dediti alla lotta, alle pratiche sociali, all’iniziativa politica. Una presenza politica preziosissima e oltremodo necessaria per qualsiasi iniziativa di ripresa unitaria della sinistra. Nostro obiettivo è di consolidare e rafforzare questa presenza, di porci come fattore di sviluppo di un movimento unitario di opposizione e di alternativa al neoliberismo e al capitalismo in crisi. Per fare questo dobbiamo produrci in un salto di qualità: meno spirito di delega, più coscienza, più volontà, più organizzazione, più capacità di iniziativa e battaglia politica. E’ con questo spirito che abbiamo deciso di far uscire un notiziario dedicato alla vita e alle attività del Partito della Rifondazione Comunista. Un notiziario indirizzato alle iscritte e agli iscritti, volto a dare impulso alle attività di collegamento e insediamento del partito. Siccome pensiamo che fare politica, per le comuniste e i comunisti, significa agire per trasformare il mondo riteniamo che bisogna tornare a uno stile di lavoro che tenga insieme la parola all’attività pratica, che costruisca ogni giorno fatti politici dentro un disegno strategico. Rifondazione Comunista torni ad essere uno strumento socialmente e politicamente utile. “Dire fare Rifondazione” non è solo il titolo del notiziario in uscita ma l’impegno che dobbiamo tutti quanti assumere per ricostruire legami e unità nell’azione del nostro partito. Di un partito, sia detto ancora una volta, con forte senso di sé e del suo progetto di trasformazione sociale ma anche con forte senso dell’unità di tutte le forze della sinistra antiliberiste.

*responsabile nazionale organizzazione PRC -SE

Locatelli (PRC – SE): Fassino, né di destra né di sinistra, a braccetto con Ghigo (ex PdL). Costruiamo l’alternativa

12 Gen

Comune-Torino-Palazzo-CivicoEzio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Ma perché mai stupirsi dell’appoggio di un berlusconiano di vecchio conio dato a Piero Fassino? Il sostegno che, l’ex presidente della Regione Piemonte e ex coordinatore regionale  Pdl,  Enzo Ghigo dà a Fassino, per la sua rielezione a sindaco di Torino, più che un “cambio di alleanza”  è la dimostrazione, l’ennesima, che siamo in presenza di programmi, candidature, coalizioni in buona parte intercambiabili, accomunati dalle stesse identiche politiche in materia di privatizzazioni, smantellamento dei servizi pubblici e dei beni comuni, grandi opere, condivisione del modello Marchionne.  Fassino, al pari di Renzi, è una figura di assoluta garanzia per un blocco di interessi finanziari, imprenditoriali – né di destra né di sinistra – che ha nelle liberalizzazioni, nella riduzione dei diritti sociali e del lavoro il suo denominatore comune. A fronte di questo blocco va costruita una possibilità di cambiamento. La candidatura di Giorgio Airaudo a Sindaco di Torino, la cui forza sta nel non essere espressione di una singola forza politica ma di un ampio schieramento di sinistra, di società civile, del mondo del lavoro, rappresenta una possibile alternativa. Rifondazione Comunista, unitamente alle altre forze, è impegnata a sostenerla.

Torino, 12.01.2015