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Panero e Locatelli (Prc-Se): sostegno alla lista “la Sinistra” alle europee. Nessun sostegno alle liste regionali in assenza di una lista alternativa

21 Mag

Fabio Panero ed Ezio Locatelli, rispettivamente segretario regionale e provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
“Cosa fare alle elezioni europee e alle elezioni regionali? Alle europee non c’è dubbio, voteremo e invitiamo e votare la lista “la Sinistra. La lista è il frutto della convergenza di più forze politiche, sociali, di movimento cui Rifondazione Comunista ha dato il suo contributo. E’ una lista che si contrappone alle forze liberiste che in questi anni hanno perseguito politiche di austerità, di impoverimento sociale, di distruzione dei diritti sociali e del lavoro.
E’ una lista che si contrappone alle forze che hanno scatenato una guerra tra poveri invece che opporsi alle ingiustizie, ai privilegi, alle grandi ricchezze. Votare per questa lista significa dare forza al cambiamento in Europa e dare forza all’unica lista di sinistra in Italia.
Lo stesso avremmo voluto che fosse per le elezioni regionali. Come Rifondazione Comunista ci siamo adoprati perche si arrivasse anche in sede regionale alla costruzione di uno schieramento unitario, largo, coerentemente alle scelte fatte in campo europeo. Una lista per la difesa dei diritti del lavoro, contro le privatizzazioni, NoTav, alternativa al centrodestra, al Pd, al M5S. Cosa che purtroppo non è avvenuta per responsabilità di vario genere, da parte di forze che hanno deciso di stare alla finestra o di andare al carro di Chiamparino. Una situazione che ha reso impossibile la presentazione di una lista a livello piemontese, lista che per essere presentata – alla luce di una legge regionale assurda – necessitava di una quantità abnorme di firme autenticate in ogni provincia. Ragion per cui alle regionali Rifondazione Comunista non è presente non per mancanza di volontà o scelta di desistenza ma, di fatto, per l’impossibilità ad essere presenti sulla scheda elettorale. Alle regionali, coerentemente alle indicazioni del nostro Comitato politico regionale noi non sosterremo e non voteremo nessuna lista. Il nostro impegno sarà nel senso di proseguire il lavoro di costruzione di un movimento conflittuale e una proposta politica unitaria di tutta la sinistra antiliberista e di alternativa così come stiamo facendo per le europee”.

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IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA CONTRO I CAMBIAMENTI DI FACCIATA

5 Mar

direzione ostinata e contrariaLe prime uscite del nuovo segretario del Pd all’insegna della “retorica del cambiamento nella continuità” confermano più che mai la necessità di costruire in Italia un polo della sinistra antiliberista, anticapitalista. Ieri Zingaretti, come sua prima uscita, è venuto a Torino a supportare con veemenza la campagna pro Tav: “fermare i bandi di gara sarebbe criminale”. A scanso di equivoci il Pd, in competizione con il centrodestra, ribadisce di voler tirare dritto sulla strada di politiche che fanno gola a imprenditoria e finanza. Sul Tav come su tante altre questioni che attengono alle politiche economiche e sociali. E’ mai possibile che a fronte di questa coazione a ripetere non ci si ponga il tema dell’autonomia e dell’unità delle forze critiche, alternative, di sinistra? Certo che non è possibile. Purtroppo Sinistra Italiana in Piemonte ha deciso, seppure con una maggioranza risicata, di appoggiare Chiamparino nella sua corsa a perdere alle prossime regionali. Un errore madornale. Come se non bastasse ci sono anche forze che non perdono occasione per dare dimostrazione della propria autoreferenzialità. Saremo pure controcorrente ma, per quanto ci riguarda, come Rifondazione Comunista, non ci rassegniamo all’esistente. In direzione ostinata e contraria non rinunciamo a lavorare per l’unità delle forze del cambiamento, quello vero non quello di facciata. (e.l.)

Sinistra in Piemonte – Locatelli (Prc): “o si è autonomi o si è subalterni”

4 Feb

Regione Piemonte building in TurinIn un intervista a “il Manifesto” Marco Grimaldi, segretario e consigliere regionale di Sinistra Italiana in Piemonte, torna a ribadire la sua disponibilità a fornire appoggio a Sergio Chiamparino in previsione delle prossime elezioni regionali. Il succo del ragionamento più o meno è questo: anche se su tutta una serie di questioni la pensiamo diversamente, a partire dal Tav, Chiamparino dica se vuole davvero battere la Lega. In questo caso siamo pronti a fornire un punto d’appoggio al Presidente uscente. “Peccato – sostiene Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Torino – che quest’ultimo abbia già avuto modo di chiarire che quanti faranno parte della sua coalizione “Si per il Piemonte del Sì” dovranno “adeguarsi” al dettato del suo programma. Un programma liberista giocato, con poche varianti, in competizione con le forze di centrodestra, all’insegna di un’idea di sviluppo che ha nell’Alta Velocità Torino Lione l’asse portante. Un programma anacronistico, in rotta di collisione con la grande manifestazione che ha riempito le strade di Torino l’8 dicembre. La sinistra, quella vera, non può più in alcun modo ridursi al ruolo di mosca cocchiera, tanto più se in rapporto a forze che sono in caduta libera di credibilità. O si e’ autonomi o si è subalterni. Da qui la necessità per la sinistra antiliberista di costruire una proposta politica e una coalizione alternativa alle attuali compagini di governo regionale e nazionale, soprattutto in una realtà attraversata da forti lacerazioni sociali e politiche come quella del Piemonte. In questa prospettiva Rifondazione c’è”.

Torino, 4 febbraio 2019

Regionali Piemonte – Locatelli (Prc-Se): finito il tempo delle ambiguità. La piazza dell’8 dicembre diventi leva politica per il cambiamento

2 Gen

Regione Piemonte building in TurinEzio Locatelli, segretario provinciale di Torino e componente la segreteria nazionale Prc-Se, dichiara:
Il tempo delle ambiguità è finito. Non si può rimanere inerti a fronte della proposta di Sergio Chiamparino di andare alle prossime elezioni regionali con una coalizione civica “Sì, al Piemonte del Sì” che ricalca in pieno i contenuti della piazza delle madamine e degli imprenditori. Una coalizione senza tanti distinguo – “i partiti si adeguino” dice Chiamparino – a servizio dei potentati economici, aperta a settori della destra a cominciare da Forza Italia.

A fronte di tanta protervia le forze che in Piemonte si sono battute in questi anni contro le grandi opere inutili e speculative, contro le discriminazioni e le ingiustizie sociali, per i diritti sociali e del lavoro, battano un colpo. Mettano in campo una proposta politica che sia coerente con i tanti momenti di partecipazione e di lotta di questi anni. Una proposta di unità e di radicalità, com’è stato in occasione della grande manifestazione di Torino dell’8 dicembre. Manifestazione non solo NoTav ma contro razzismo, decreto “sicurezza”, tagli a sanità, pensioni, diritti, che impoveriscono la maggioranza della popolazione, tagli che servono a foraggiare gli interessi affaristici di pochi.

Quella dell’8 dicembre è stata una manifestazione di opposizione e di forte domanda di cambiamento che non può e non deve rimanere senza risposte politiche. Come Rifondazione Comunista pensiamo che si debba andare alla costruzione di uno schieramento popolare e di sinistra alternativo non solo a Chiamparino e al Pd ma ai poli politici di destra e del M5S accomunati, con poche differenze, da medesima propensione neoliberista. Uno schieramento che metta insieme tutte le forze politiche, sociali, culturali e sindacali disponibili, senza esclusione alcuna, similmente a quanto si sta realizzando per le elezioni europee sulla base dell’appello, da noi condiviso, di Luigi De Magistris. L’unità nelle lotte di opposizione diventi unità anche sul piano politico. L’impegno nostro sarà in questa direzione.

Torino, 02.01.2019

Locatelli – Cerini (Prc-Se): Davide sconfigge Golia. Salva la Casa del Popolo di Chieri

9 Nov

casa popolo chieriEzio Locatelli e Luigi Cerini, rispettivamente segretario provinciale Prc di Torino e segretario Circolo di Chieri Prc-Se dichiarano:

E’ proprio il caso di dirlo, Davide sconfigge Golia. La Corte d’Appello di Torino ha riconosciuto a Rifondazione Comunista la piena titolarità della Casa del Popolo di Chieri (Torino) rigettando la pretesa della Banca Popolare di Milano di acquisire la proprietà dell’immobile. Costruita negli anni ’50 del secolo scorso, col sudore e il sacrificio dei militanti della locale sezione del Pci, la Casa del Popolo è stata abbandonata e messa in vendita con lo scioglimento del Pci stesso. Rifondazione Comunista, fin dalla sua nascita, ha assunto l’onere e l’onore di continuare a far vivere uno spazio di grande valore culturale, sociale oltre che storico. Uno spazio di aggregazione, sede di attività culturali, ricreative, mutualistiche, di solidarietà che rischiava di venire chiuso a seguito della assurda pretesa della Banca di acquisire una proprietà che non gli spettava. Motivo: il volersi rifare di debiti vantati nei confronti di soggetti terzi che nulla hanno a che fare con Rifondazione Comunista che da 28 anni a questa parte gestisce la Casa del Popolo. A Rifondazione Comunista di Chieri è stato riconosciuto appieno il diritto all’usucapione. Una bellissima vittoria conseguita grazie alla mobilitazione delle compagne e dei compagni del territorio, grazie anche alla collaborazione tra partito locale e nazionale. Adesso prepariamoci ai festeggiamenti nella nostra bella Casa del Popolo.
Torino/Chieri 9 novembre 2018

Neopopulismi in sedicesimo

4 Nov

bandiere rifondazionedi Ezio Locatelli*

Ecco squadernata, in una recente intervista di Giorgio Cremaschi, la nuova versione hard di Potere al Popolo. Non più un soggetto plurale, come avrebbe dovuto essere stando al manifesto fondativo, ma “soggetto unico”, depositario in esclusiva di “un’alternativa vera”. Un soggetto deciso a tagliare i ponti con tutto ciò che sa di passato, indistintamente, anche con chi in tutti questi anni ha resistito, lottato, andando controcorrente. Un soggetto neopopulista in sedicesimo teso a oltrepassare le organizzazioni esistenti. Eh già, quando si tratta di discutere di prospettive politiche e di sinistra c’è chi, anche sul versante antagonista, sembra aver fatto propria la famosa metafora cristologica: “io vivo nell’epoca dopo Cristo, tutto ciò che è avvenuto prima di Cristo non mi riguarda e non mi interessa”. Metafora che dà una rappresentazione palingenetica del cambiamento senza riguardo alcuno per il movimento reale costituito, anche in forme contraddittorie, da domande, bisogni, spinte, interessi, volontà assai variegati a cui occorrerebbe dare voce politica unitaria. Molto semplicemente, per alcuni, il cambiamento “c’est moi”.

Peccato che questo approccio pretenzioso e totalizzante abbia sortito il risultato di far saltare la costruzione di una casa comune, di un movimento largo, per dirla con le parole del manifesto originario di Pap, condiviso da Rifondazione Comunista, di “un movimento di lavoratrici e lavoratori, di giovani, disoccupati e pensionati, di competenze messe al servizio della comunità, di persone impegnate in associazioni, comitati territoriali, esperienze civiche, di attivisti e militanti, che coinvolga partiti, reti e organizzazioni della sinistra sociale e politica, antiliberista e anticapitalista, socialista, ambientalista, femminista, laica, pacifista, libertaria, meridionalista che in questi anni sono stati all’opposizione e non si sono arresi”. L’esatto contrario di una reductio ad unum, della costruzione di un partitino autoreferenziale che, in quanto tale, diviene l’ennesimo elemento di disorientamento e dispersione dell’area antagonista e delle forze antiliberiste.

Come ho più volte sostenuto la ricostruzione più che mai necessaria di un campo di forze antiliberiste chiede di cambiare la maniera di fare politica in analogia, per certi aspetti, con la linea adottata dalla Prima Internazionale. Allora organizzazioni di natura e statuti differenti, partiti, sindacati, associazioni sociali, personalità varie seppero realizzare una convergenza nel rispetto del principio democratico della diversità. Cosa che si sarebbe dovuta fare anche adesso: la costruzione di un fronte largo di lotta e di resistenza in opposizione alle politiche di austerità e alla dittatura dei mercati finanziari, contro vecchie e nuove forme di fascismo, contro la guerra tra poveri. Principio negato in radice da pretese totalizzanti, da una idea di rottamazione di tutto ciò che non è a propria immagine e somiglianza, da una cultura settaria incapace di confrontarsi con ciò che si muove al di fuori dal proprio giro ristretto.

Ci aspettano mesi impegnativi di opposizione alle due destre che occupano in questo momento l’intera scena politica, da una parte la destra xenofoba e populista che è al governo, dall’altra la destra liberista falsamente progressista. A fronte di questa situazione, della necessità di costruire un contro movimento sociale e politico antiliberista, nessuno può pensare ridicolmente di essere il centro del mondo.

* segreteria nazionale Prc-Se

Costruire opposizione sociale e alternativa politica

7 Ago

xenofobiadi Ezio Locatelli*

Di certo non mancano le critiche che vengono mosse al governo nazional populista cui hanno dato vita Salvini e Di Maio. Un governo che pensa di rispondere al clima di insicurezza e di impoverimento sociale, ingenerato da anni di politiche neoliberiste, con un surplus di securatismo: più armi, più spese militari, più muri, più prigioni. Utilizzano il clima di incertezza per fare discorsi xenofobi, per scaricare difficoltà sui migranti, sulle persone più deboli e indifese. E’ la tipica dinamica del capro espiatorio. Una dinamica pericolosa che produce razzismo, vale a dire la forma più radicale della xenofobia.

D’accordo sulla necessità che viene da più parti di condurre una battaglia etico politica, antirazzista, antifascista contro l’attuale governo. Ma la battaglia deve essere anche e soprattutto sul terreno sociale, della lotta contro disoccupazione e precarietà, contro la riduzione dei salari, dei diritti e delle tutele sociali. C’è poco o nulla da aspettarsi da un governo che vuole cancellare la progressività del sistema fiscale, redistribuire risorse dal basso verso l’alto. Da un governo che nega la condizione collettiva, i diritti sociali, che privatizza le risposte all’insicurezza esistenziale. Da un governo che è ostile al lavoro come si è visto nel voto favorevole alla reintroduzione dei voucher o nel voto contrario alla reintroduzione dell’at. 18.

Dev’essere chiaro, la critica e la lotta al governo Lega-M5S va condotta da posizioni di sinistra, dal punto di vista degli interessi materiali delle classi lavoratrici e popolari, non come fa il Pd da posizioni liberiste che inneggiano ai mercati finanziari e ai vincoli di bilancio. Sul varo della prossima legge di bilancio vedo troppe raccomandazioni che sono nel senso di chiedere rispetto per le compatibilità economiche, di sollecitare nuove entrate o tagli di spesa sociale. No, serve più occupazione, più reddito, più diritti, più giustizia sociale, più tutele sociali, occorre andare all’abrogazione della legge Fornero. Le risorse ci sono. La loro reperibilità può venire da misure rivolte contro la grande evasione fiscale, dalla tassazione dei grandi patrimoni, della rendita finanziaria.

L’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro, il clima di paura che impregna gran parte della società si combattono con una scelta di campo, costruendo opposizione sociale, tornando a stare dalla parte dei ceti più deboli. Questa scelta può essere portata avanti solo da una sinistra antiliberista, di popolo, alternativa agli schieramenti di destra, centrosinistra e M5S. Può essere portata avanti unendo le forze e le lotte che sono state disperse in questi anni. Rifondazione Comunista lavora a questa prospettiva ricostruttiva di forze e di alternativa di società.

*segreteria nazionale Prc-Se