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Torino – Locatelli (Prc-Se): Confindustria non la dia a bere. Quella del Tav in Valsusa non è crescita ma speculazione

3 Dic

8 dicembre 2018 notavMistificatorio e anche un po’ ridicolo.  Parlare della Tav Torino Lione come di un investimento per la crescita e lo sviluppo del Paese è come parlare dei cavoli a merenda. Questo è quanto fatto dalle dodici associazioni imprenditoriali che si sono ritrovate oggi a Torino. Fa niente se l’opera oltre che inutile, distruttiva ha costi enormi.  L’importante è farla e chi se ne frega, in questo caso, del debito pubblico! Il motivo di fondo lo spiega bene un rappresentante di una delle associazioni imprenditoriali presenti: “non solo gli appalti e i subappalti del cantiere ma le stesse opere di compensazione possono essere un’occasione di crescita per le imprese”. Più chiari di così non si poteva essere. L’opera s’ha da fare non perché utile, necessaria – c’è già una linea ferroviaria veloce, peraltro sottoutilizzata – ma perché doppiamente conveniente per i costruttori, le imprese, i faccendieri chiamati alla realizzazione dell’opera e, al tempo stesso, alla realizzazione delle opere compensative per i danni causati.

E’ indecente che in un Paese che ha intere aree terremotate, in dissesto idrogeologico, privo di collegamenti decenti, di servizi primari, privo di politiche industriali si continui a pensare la crescita in termini di opere speculative, di profitti privati, di cementificazione del territorio, di riduzione dei diritti del lavoro – un modello obsoleto –  e non sulla base di investimenti in attività ambientalmente e socialmente utili, di produzione di beni collettivi.

Signori della Confindustria smettetela di presentarvi come gli assertori della politica del fare. Come Rifondazione Comunista parteciperemo alla manifestazione No Tav dell’8 dicembre non solo per ribadire la nostra ferma opposizione a un’opera inutile e dannosa ma per chiedere un cambio radicale delle scelte politiche ed economiche, scelte che mettano finalmente al centro l’interesse pubblico e non quello dell’affarismo privato.

 

Torino, 3 dicembre 2018

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Dopo la tragedia di Genova basta privatizzazioni.

18 Ago

genova-31Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova e la morte di 41 persone si parla di revoca della concessione ad “Autostrade per L’Italia”. Sia chiaro: la rescissione del contratto con un concessionario che non ha saputo garantire la funzionalità e la sicurezza delle infrastrutture in gestione è il minimo che si possa e si debba fare. Ma questo non basta ancora. Come suggerito da alcuni legali delle vittime nei processi per alcuni grandi disastri si deve porre sotto sequestro i beni di “Benetton” concessionaria di fatto, tramite propria affiliata, di un servizio il cui espletamento non è stato garantito in termini di sicurezza.
Più in generale bisogna farla finita con le privatizzazioni autostradali e di grandissima parte del sistema di mobilità (autostrade, ferrovie, aeroporti, autolinee, interporti, ecc.). Privatizzazioni il cui unico risultato è stato quello di legittimare un uso improprio di denaro pubblico, di foraggiare interessi privati colossali, di fomentare la realizzazione di grandi opere affaristiche, spesso inutili. Il tutto a discapito del sistema dei controlli, della manutenzione, della sicurezza nella gestione dei servizi, più in generale del diritto pubblico alla mobilità. Dopo la tragedia di Genova non ci sono più alibi. La rete autostradale e più in generale il sistema della mobilità, al pari dei servizi pubblici essenziali, devono essere riportati in mano pubblica e/o sotto il controllo di comunità di lavoratori e di utenti come prescrive l’art. 43 della Costituzione. Questo principio basilare è stato più volte violato come ci ricorda l’insigne giurista Paolo Maddalena.
Va detto per chiarezza. Rifondazione Comunista è l’unico partito che in questi anni si è battuto contro le privatizzazioni, le grandi opere speculative, lo spreco di risorse pubbliche, contro un sistema di mobilità che uccide e infortuna decine di migliaia di persone all’anno disconoscendo al tempo stesso il diritto alla mobilità per milioni di persone. Una battaglia che va portata avanti più che mai contro una classe dirigente che ha fatto delle privatizzazioni, dei profitti e delle grandi opere affaristiche un modello di sviluppo che una volta in più si è dimostrato del tutto fallimentare e, ciò che è ancora più grave, incurante della sicurezza e della vita umana. (e.l.)

Disastri con colpevoli

25 Gen

Sacra in fiammedi Ezio Locatelli*

No, non siamo in presenza di due fatti incidentali ma di due disastri, uno dei quali con perdite di vite umane, occorsi nell’arco di poche ore che indignano, che parlano dello stato di abbandono, dell’incuria, dello stato di insicurezza sociale e ambientale in cui versa il nostro Paese. Treno-deragliato-Pioltello-Milano-8-640x480

Ieri, a tarda sera, abbiamo assistito all’incendio divampato alla Sacra di San Michele della Chiusa. La Sacra di San Michele, antica abbazia posta all’imbocco della Valle Susa, è un monumento simbolo del Piemonte prossimo a diventare patrimonio mondiale dell’Unesco. Apprendiamo che la probabile causa dell’incendio sarebbe un cortocircuito divampato sul tetto dell’abbazia dov’erano in corso lavori di ristrutturazione. La domanda è d’obbligo: dov’erano i controlli per prevenire ciò che è accaduto? Come se non bastasse questa mattina, alle prime luci dell’alba, altra notizia, ancora più drammatica, di morti e feriti a causa del deragliamento di un treno carico di pendolari partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi. I primi accertamenti parlano del cedimento strutturale di un tracciato di binario su una delle tante linee ferroviarie “secondarie” dedicate al trasporto pendolari, linee che versano in uno stato increscioso di incuria e abbandono.

Ecco, questo è lo stato di un Paese che non sa salvaguardare la vita delle persone – in specie di quelle che sgobbano dalla mattina alla sera per poter vivere e lavorare – che non sa garantire la funzionalità di servizi fondamentali come il trasporto pendolari, che non sa tutelare beni culturali e monumentali ammirati da tutto il mondo. Un Paese governato da una classe politica che continua a buttare soldi pubblici nella voragine di opere speculative e distruttive come il Tav in Valle Susa, la Brebemi, la Pedemontana. Basta con questa classe politica e di governo. Le nostre vite, il nostro ambiente di vita e di lavoro valgono più dei loro sporchi interessi.

· * segreteria nazionale Prc-Se

Locatelli (Prc-Se): la multinazionale tedesca “Arriva” è un “cavallo di Troia”. No alla privatizzazione di Gtt e del servizio di trasporto a Torino

14 Giu

gtt4Seppure passata praticamente sotto silenzio la scelta è pesantemente negativa. L’accordo intervenuto con la costituzione di un consorzio tra Gtt, la società di trasporto pubblico torinese, e Arriva, multinazionale tedesca, per la gestione del servizio di trasporto metropolitano è il preludio alla completa privatizzazione del sistema della mobilità, sistema comprensivo di metropolitana, tram, bus urbani e alcune linee del nodo ferroviario di Torino. Già negli scorsi mesi le due aziende avevano firmato una manifestazione di interesse congiunta al bando di gara annunciato dalla Regione Piemonte circa il nodo ferroviario di Torino. In ballo, per la gestione di questo nodo, ci sono una montagna di soldi. Ma qui siamo a un passo ulteriore: le due società hanno deciso di stringere un patto fino al 2023 in un’ottica non più di servizio pubblico ma di prevalenza degli interessi di natura privatistica nella gestione del sistema della mobilità. Il quadro è abbastanza chiaro: la multinazionale tedesca come “cavallo di Troia” di un processo di privatizzazione.

A conferma di questo orientamento Gtt da associata a Confservizi, associazione che raggruppa tutte le imprese di servizi pubblici di proprietà degli enti locali, chiede di entrare a far parte di Confindustria. Il tutto con il beneplacito della Sindaca Chiara Appendino e dell’amministrazione a guida M5S che hanno buttato definitivamente a mare qualsiasi ipotesi di costituzione di un polo pubblico per la gestione del servizio ferroviario metropolitano. Non c’è alcun servizio per la mobilità che abbia conosciuto miglioramenti dopo essere stato privatizzato in tutto o in parte. Ecco perché vanno rigettate le scelte di privatizzazione .Vanno altresì denunciati i giravolta dei M5S che dopo aver parlato in campagna elettorale di intangibilità del servizio pubblico hanno fatto esattamente allo stesso modo del Pd di Fassino e Chiamparino.

Ezio Locatelli

Segretario provinciale Prc-Se Torino

Torino, 14 giugno 2017

Ezio locatelli (Prc-Se): continua l’attività persecutoria nei confronti dei disobbedienti Notav. Solidarietà ai 12 nuovi condannati

29 Mar

wp_20161103_015Contro il movimento Notav della Valsusa è sempre più repressione allo stato puro, una repressione degna dei peggiori Stati autoritari liberistici. Oggi dodici attivisti, tra cui Nicoletta Dosio, sono stati condannati in primo grado ad una pena detentiva di due anni ciascuno, oltre a una richiesta di risarcimento danni, per una protesta di cinque anni fa svoltasi in maniera del tutto pacifica nei pressi di casello autostradale della A32 in Valsusa. Anche se non c’è stato alcun blocco stradale, ma solo rallentamento del traffico e un invito agli automobilisti a far pagare il pedaggio autostradale al governo Monti in carica a quel tempo, questo non ha impedito al Tribunale di Torino di usare la mano pesante. Per i disobbedienti Notav questo e altro. L’attività persecutoria è spinta al massimo fino a sfiorare il senso del ridicolo. Rifondazione Comunista nell’esprimere solidarietà ai Notav condannati conferma il proprio impegno, oggi più che mai, nella lotta contro  la realizzazione di una delle opere più insensate e dispendiose del nostro Paese.

Torino, 28 marzo 2017

Ezio Locatelli (Prc): 900 morti per inquinamento atmosferico a Torino gridano vendetta per la mancanza di qualsiasi piano di prevenzione

11 Feb

torino-smogIl dato è talmente drammatico che non sono più ammesse prese in giro. Per chi vive a Torino, stando agli ultimi dati Arpa, l’inquinamento atmosferico è causa di novecento morti all’anno, “morti evitabili” se solo si rispettassero i limiti di inquinamento fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi limiti sono ampiamente superati a Torino il cui primato è di essere la città con i maggiori indici di inquinamento atmosferico d’Europa. Una situazione non più tollerabile al pari di tante chiacchiere a vuoto o peggio ancora di interventi o provvedimenti che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. In tutta evidenza il problema delle emissioni inquinanti è principalmente un problema di crescita abnorme del traffico su gomma e dell’incenerimento dei rifiuti a fronte del quale a nulla valgono gli interventi all’insegna dell’emergenzialismo. Tanto meno lo stato di degrado ambientale può diventare l’occasione, così come adombrato dall’amministrazione comunale a guida M5S, per elargire in maniera selettiva incentivi a favore del rinnovo del parco automezzi dei piccoli imprenditori. Una vera e propria presa in giro! C’è un’unica possibilità per migliorare lo stato di salute ambientale: incentivare e potenziare tutte le forme di trasporto collettivo e pubblico, varare un piano per il recupero dei rifiuti che metta fino alla politica dell’incenerimento e dell’inquinamento atmosferico, maggiori controlli sulle diverse forme di inquinamento industriale, una politica di risparmio e di efficientamento energetico a cominciare dagli edifici pubblici. Finora non è stato fatto pressoché nulla in questo senso.

Torino, 11 febbraio 2017

Locatelli (PRC -SE): Fassino sia rispettoso delle regole della campagna elettorale. Scenda dai tram

19 Mag

tramI manifesti e le gigantografie elettorali a sostegno di Piero Fassino e di altri candidati sindaci, che continuano a comparire in questi giorni, in piena campagna elettorale, sui mezzi di trasporto dell’azienda Gtt – azionista unico dell’azienda del comune di Torino – nel mentre è stata oscurata tutta la cartellonistica elettorale di Torino, sono in rotta di collisione con un corretto ed equilibrato utilizzo degli spazi elettorali. Questo indipendentemente dalle controverse interpretazioni delle norme che regolano l’utilizzo degli spazi elettorali, norme che secondo noi dovrebbero essere nel senso di impedire lo svolgimento della campagna elettorale sui mezzi mobili, tanto più se di aziende a partecipazione (diretta o indiretta) pubblica. Nella realtà, in alcune città, come a Torino, chi ha più soldi e più potere si arroga la potestà di usufruire spazi elettorali mobili di grandissimo impatto visivo. Per tutti gli altri multe a non finire nel caso in cui un manifesto, anche solo per sbaglio, finisca fuori da un solo spazio assegnato di tabellone elettorale. Questa non ci sembra proprio l’applicazione del principio della “legge è uguale per tutti”. Al sindaco Fassino, così come ad altri candidati e schieramenti danarosi, chiediamo di rimuovere immediatamente i propri manifesti elettorali dagli autobus e di attenersi ad una modalità di svolgimento della campagna elettorale corretta e rispettosa del principio di “par condicio” per tutti gli schieramenti, compresa la lista “Torino in Comune – La Sinistra” di cui facciamo parte.

Torino, 17 maggio 2016