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Intervento di Ezio Locatelli a Bergamo per Nicoletta Dosio

31 Dic

Presidio per Nicoletta a Bergamo

31 Dic

In questo momento a Bergamo al presidio unitario di protesta contro l’arresto di #Nicoletta #Dosio, attivista #notav. Contro la repressione delle lotte sociali, per la liberazione di titti gli attivisti Notav mobilitiamoci in tutta Italia.

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Locatelli (Prc-Se): la sindaca di Torino, sull’AV, dalla padella alla brace

1 Ott

Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino, dichiara:

“Non è un’allucinazione. Chiara Appendino non è più Chiara Appendino. La sindaca di Torino, in piena mutazione genetica, al pari del M5S cui è iscritta, ieri al convegno dell’Unione Industriali se n’è uscita dicendo non solo che “sul Tav i giochi sono fatti, che l’opera si fa”. La sindaca mutante di Torino, la stessa che aveva iniziato la sua carriera politica partecipando alle proteste No Tav, ha rilanciato parlando del progetto di collegare Milano Torino in appena sette minuti tramite Hyperloop, una tecnologia di trasporto ad altissima velocità, una sorta di treno lanciato a 1200 chilometri orari all’interno di tubi a bassa pressione. Un progetto su cui starebbe lavorando in simbiosi con Giuseppe Sala, sindaco di Milano. Obiettivo, viene detto, è “accorciare i tempi e rendere i viaggi sempre più comodi”. Altro che tunnel di 57 chilometri del Monviso per la realizzazione dell’AV Torino Lione, qui il progetto consta di un mastodontico manufatto di cemento e acciaio di 144 chilometri. Un’opera costosissima, a forte consumo di territorio, altamente energivora, del tutto avulsa dalla domanda reale di trasporto pubblico. Una cosa simile dovrebbe essere realizzata tra Milano e Bologna, su una percorrenza di 213 chilometri, con buona pace delle ripercussioni in materia di cambiamenti climatici. Progetti semplicemente assurdi, tanto più a fronte di centinaia di migliaia di pendolari per lavoro e studio che subiscono disagi e ritardi continui. Basta con progetti insostenibili, in rotta di collisione con la necessità di rilanciare il trasporto pubblico collettivo e di attuare un risparmio di territorio e di consumi energetici. No al Tav in Valsusa, no a Hyperloop. La mobilitazione continua. Non abbiamo alcuna intenzione di cadere dalla padella alla brace”.

Torino, 1 ottobre 2019

TAV – PRC: «ANALISI COSTI-BENEFICI CONFERMA QUANTO SOSTIENE DA ANNI MOVIMENTO NO TAV. BASTA TIRA E MOLLA: NO ALLA TAV, OPERA INUTILE E DANNOSA»

12 Feb

No-TavMaurizio Acerbo e Ezio Locatelli della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea dichiarano:
«Adesso basta blaterare. L’analisi costi-benefici che è stata finalmente resa nota riguardo la realizzazione della linea di alta velocità Torino-Lione dà un responso inequivocabile: un saldo negativo di quasi 8 miliardi di euro. Soldi buttati dalla finestra. E non è tutto. Al di là dello spreco di denaro pubblico, la realizzazione della maxi opera, in particolare l’escavazione di una galleria di 57 km, comporterebbe un immane spreco di energia e un aumento dell’inquinamento ambientale tale da azzerare qualsiasi supposto vantaggio ambientale. Questioni risapute dal movimento No Tav e dalle comunità locali che si sono battute in tutti questi anni contro un’opera affaristica, di nessuna utilità pubblica, distruttiva di ambiente. Come più volte è stato detto, si possono raggiungere risultati di rilievo, con minor dispendio di risorse e in tempi più brevi, investendo sulla modernizzazione e velocizzazione della tratta ferroviaria esistente. Adesso è ora di dire basta. Le scelte che riguardano il Tav in Val Susa non possono essere oggetto di meschini giochi di potere e tira e molla tra forze politiche che condividono responsabilità di governo. Queste scelte devono essere informate dall’idea di un diverso modello di mobilità e di sviluppo. Per realizzare questo modello occorre sconfiggere un blocco di potere affaristico. Avanti con la lotta NoTav».
12 febbraio 2019

Torino – Locatelli (Prc-Se): Confindustria non la dia a bere. Quella del Tav in Valsusa non è crescita ma speculazione

3 Dic

8 dicembre 2018 notavMistificatorio e anche un po’ ridicolo.  Parlare della Tav Torino Lione come di un investimento per la crescita e lo sviluppo del Paese è come parlare dei cavoli a merenda. Questo è quanto fatto dalle dodici associazioni imprenditoriali che si sono ritrovate oggi a Torino. Fa niente se l’opera oltre che inutile, distruttiva ha costi enormi.  L’importante è farla e chi se ne frega, in questo caso, del debito pubblico! Il motivo di fondo lo spiega bene un rappresentante di una delle associazioni imprenditoriali presenti: “non solo gli appalti e i subappalti del cantiere ma le stesse opere di compensazione possono essere un’occasione di crescita per le imprese”. Più chiari di così non si poteva essere. L’opera s’ha da fare non perché utile, necessaria – c’è già una linea ferroviaria veloce, peraltro sottoutilizzata – ma perché doppiamente conveniente per i costruttori, le imprese, i faccendieri chiamati alla realizzazione dell’opera e, al tempo stesso, alla realizzazione delle opere compensative per i danni causati.

E’ indecente che in un Paese che ha intere aree terremotate, in dissesto idrogeologico, privo di collegamenti decenti, di servizi primari, privo di politiche industriali si continui a pensare la crescita in termini di opere speculative, di profitti privati, di cementificazione del territorio, di riduzione dei diritti del lavoro – un modello obsoleto –  e non sulla base di investimenti in attività ambientalmente e socialmente utili, di produzione di beni collettivi.

Signori della Confindustria smettetela di presentarvi come gli assertori della politica del fare. Come Rifondazione Comunista parteciperemo alla manifestazione No Tav dell’8 dicembre non solo per ribadire la nostra ferma opposizione a un’opera inutile e dannosa ma per chiedere un cambio radicale delle scelte politiche ed economiche, scelte che mettano finalmente al centro l’interesse pubblico e non quello dell’affarismo privato.

 

Torino, 3 dicembre 2018

Dopo la tragedia di Genova basta privatizzazioni.

18 Ago

genova-31Dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova e la morte di 41 persone si parla di revoca della concessione ad “Autostrade per L’Italia”. Sia chiaro: la rescissione del contratto con un concessionario che non ha saputo garantire la funzionalità e la sicurezza delle infrastrutture in gestione è il minimo che si possa e si debba fare. Ma questo non basta ancora. Come suggerito da alcuni legali delle vittime nei processi per alcuni grandi disastri si deve porre sotto sequestro i beni di “Benetton” concessionaria di fatto, tramite propria affiliata, di un servizio il cui espletamento non è stato garantito in termini di sicurezza.
Più in generale bisogna farla finita con le privatizzazioni autostradali e di grandissima parte del sistema di mobilità (autostrade, ferrovie, aeroporti, autolinee, interporti, ecc.). Privatizzazioni il cui unico risultato è stato quello di legittimare un uso improprio di denaro pubblico, di foraggiare interessi privati colossali, di fomentare la realizzazione di grandi opere affaristiche, spesso inutili. Il tutto a discapito del sistema dei controlli, della manutenzione, della sicurezza nella gestione dei servizi, più in generale del diritto pubblico alla mobilità. Dopo la tragedia di Genova non ci sono più alibi. La rete autostradale e più in generale il sistema della mobilità, al pari dei servizi pubblici essenziali, devono essere riportati in mano pubblica e/o sotto il controllo di comunità di lavoratori e di utenti come prescrive l’art. 43 della Costituzione. Questo principio basilare è stato più volte violato come ci ricorda l’insigne giurista Paolo Maddalena.
Va detto per chiarezza. Rifondazione Comunista è l’unico partito che in questi anni si è battuto contro le privatizzazioni, le grandi opere speculative, lo spreco di risorse pubbliche, contro un sistema di mobilità che uccide e infortuna decine di migliaia di persone all’anno disconoscendo al tempo stesso il diritto alla mobilità per milioni di persone. Una battaglia che va portata avanti più che mai contro una classe dirigente che ha fatto delle privatizzazioni, dei profitti e delle grandi opere affaristiche un modello di sviluppo che una volta in più si è dimostrato del tutto fallimentare e, ciò che è ancora più grave, incurante della sicurezza e della vita umana. (e.l.)

Disastri con colpevoli

25 Gen

Sacra in fiammedi Ezio Locatelli*

No, non siamo in presenza di due fatti incidentali ma di due disastri, uno dei quali con perdite di vite umane, occorsi nell’arco di poche ore che indignano, che parlano dello stato di abbandono, dell’incuria, dello stato di insicurezza sociale e ambientale in cui versa il nostro Paese. Treno-deragliato-Pioltello-Milano-8-640x480

Ieri, a tarda sera, abbiamo assistito all’incendio divampato alla Sacra di San Michele della Chiusa. La Sacra di San Michele, antica abbazia posta all’imbocco della Valle Susa, è un monumento simbolo del Piemonte prossimo a diventare patrimonio mondiale dell’Unesco. Apprendiamo che la probabile causa dell’incendio sarebbe un cortocircuito divampato sul tetto dell’abbazia dov’erano in corso lavori di ristrutturazione. La domanda è d’obbligo: dov’erano i controlli per prevenire ciò che è accaduto? Come se non bastasse questa mattina, alle prime luci dell’alba, altra notizia, ancora più drammatica, di morti e feriti a causa del deragliamento di un treno carico di pendolari partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi. I primi accertamenti parlano del cedimento strutturale di un tracciato di binario su una delle tante linee ferroviarie “secondarie” dedicate al trasporto pendolari, linee che versano in uno stato increscioso di incuria e abbandono.

Ecco, questo è lo stato di un Paese che non sa salvaguardare la vita delle persone – in specie di quelle che sgobbano dalla mattina alla sera per poter vivere e lavorare – che non sa garantire la funzionalità di servizi fondamentali come il trasporto pendolari, che non sa tutelare beni culturali e monumentali ammirati da tutto il mondo. Un Paese governato da una classe politica che continua a buttare soldi pubblici nella voragine di opere speculative e distruttive come il Tav in Valle Susa, la Brebemi, la Pedemontana. Basta con questa classe politica e di governo. Le nostre vite, il nostro ambiente di vita e di lavoro valgono più dei loro sporchi interessi.

· * segreteria nazionale Prc-Se