Il troppo caldo e la metafora della rana bollita

28 Giu

frog-10-3-reduced6Caldo, sempre più caldo qui a Torino come in altre città. Per la prima volta nella storia metereologica italiana la temperatura ha superato i 40 gradi nel mese di giugno. Un inizio di estate torrida a dimostrazione che siamo entrati orami da diversi anni a questa parte nella fase di un aumento della temperatura media delle nostre città e più in generale del nostro pianeta dovuto a emissioni inquinanti varie. Una modificazione del regime climatico che minaccia la salute globale, che mette a repentaglio la stabilità dei sistemi di approvvigionamento idrico, agricolo, energetico, che costringe milioni di persone a scappare da aree sempre più invivibili. Deve essere chiaro che all’origine di tutto c’è il capitalismo, con la sua logica di accumulazione illimitata, di saccheggio di risorse, di produzioni energivore. Un sistema che va combattuto facendo tesoro della metafora della rana bollita di Noam Chomsky. Una metafora usata per descrivere la fine che fanno società e popoli che accettano passivamente il sopruso e il degrado di determinati sistemi. In un pentolone pieno di acqua fredda nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola. L’acqua diventa tiepida. La rana la trova gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale sempre più, a questo punto la rana comincia a provare fastidio ma senza per questo spaventarsi più di tanto. A un certo punto l’acqua diventa davvero calda e sgradevole ma intanto la rana si è indebolita a tal punto da non avere più la forza di reagire. Sopporta e non fa nulla fino a finire morta e bollita. Ecco, non basta sbuffare, lamentarsi del troppo caldo col rischio di finire malamente come la rana di Chomky. Occorre lottare contro il sistema capitalistico prima che lo stesso uccida il pianeta (e.l.).

Annunci

Con la Sea Watch, dalla parte delle vittime della globalizzazione e della guerra

27 Giu

Via la parte dannata dell’umanità, via le vittime della globalizzazione e della guerra, criminalizziamo chi li aiuta. Non c’è ritegno alcuno nelle uscite di Salvini, della Meloni e compagnia cantante, l’invocazione all’arresto della capitana della Sea Watch, all’affondamento della nave fuorilegge. Ecco una plastica rappresentazione del mondo alla rovescia nell’epoca della crisi della globalizzazione capitalistica. L’assegnazione alla categoria dei rifiuti umani della marea di persone in fuga dalla povertà e dalla guerra globale, di persone che hanno un disperato bisogno di aiuto. Creature alla deriva, indesiderate, che vanno tenute a distanza, ricacciate nell’inferno di una esistenza degradata che non conosce diritti e umanità. Porti chiusi agli esseri umani, porti aperti al traffico di armi. Un crimine globalizzato a cui partecipano a pieno titolo governi e paesi cosiddetti progrediti (Ue, Usa, Italia, ecc.), paesi ricchi in fase di decomposizione, sempre più inclini all’insicurezza e al panico sociale. Grazie alla capitana della Sea Watch e a tutt* quell* che si battono dalla parte delle persone più deboli, grazie ai camalli di Genova in lotta contro il traffico di armi made in Italy. Grazie a chi lotta contro i nuovi padroni del mondo. Contro questi padroni interessati solo a difendere i propri interessi e privilegi, fomentando divisioni e guerra tra poveri, la risposta è una sola: ricostruire unità, solidarietà, volontà di lotta di tutti gli sfruttati e gli oppressi. Un altro mondo è possibile.

Bandi di gara e sceneggiate politiche. Avanti con la lotta NOTAV

26 Giu

Al di là del teatrino politico, delle schermaglie verbali tra Lega e M5S sul mini Tav al posto del Tav e facezie simili, il èpeso va dato alle scelte che vengono avanti. Pesa la decisione di Telt, la società italo francese che ha il compito di costruire la Torino-Lione, di andare avanti con il progetto, di indire i bandi di gara per una serie di lavori di realizzazione della tratta sul versante italiano. Esulta il partito degli affari, tanto più che l’Ue garantirebbe il 55% della copertura finanziaria. Soldi risparmiati? Ma neanche per sogno! Sono soldi buttati dalla finestra per un’opera inutile e distruttiva che fa solo gli interessi delle grandi cordate affaristiche – interessi sporchi – in materia di grandi opere. Invito Di Maio e Toninelli a non menar il can per l’aia dicendosi fiduciosi nel fatto che il Presidente Conte trovi una soluzione. Ma non prendiamoci in giro, quale soluzione ci può mai essere visto tutti i cedimenti ad una Lega che sta facendo man bassa sulle scelte politiche che contano? Solo la mobilitazione dal basso può scombinare i piani del governo. E proprio per questo, come è stato in tutti questi anni, la mobilitazione in Valsusa andrà avanti più che mai. A noi tutt* sostenere le ragioni di una lotta contro un modello di sviluppo fondato sul saccheggio di risorse, salute, ambiente.

Partecipi del nostro tempo

20 Giu

di Ezio Locatelli

Consumata l’ennesima sconfitta elettorale occorre rimboccarsi le manichedirefare_giugno19_245. Sappiamo bene che le sconfitte non depongono a favore di uno slancio partecipativo e organizzativo, anzi sono un elemento di difficoltà, ma non per questo viene meno la necessità di riorganizzare le nostre forze e più in generale quelle della sinistra antiliberista. Una forza, la nostra, che in tutti questi anni è stata, con tutti i suoi limiti, un importante fattore di resistenza, di tentativi esperiti controcorrente per la ricostruzione di uno spazio politico della sinistra in opposizione al neoliberismo. Questo impegno va portato avanti oltre che nei termini di una continuità del percorso di ricostruzione di un fronte ampio della sinistra di alternativa – positiva l’assemblea del 9 giugno a Roma de la Sinistra – sul piano di una proposta di organizzazione sociale.

In una intervista di questi giorni una comunista non pentita come Rossana Rossanda, dopo aver parlato crudamente del quadro di regressione in cui è precipitato il nostro paese, dice che se anche adesso in campo c‘è poco, conta l’investimento che fai sulle speranze. Ecco ciò che dobbiamo fare, investire sulle speranze e soprattutto sulle lotte a venire rifuggendo le diagnosi pessimistiche.

Già ora ci sono tante persone, anche tra i giovani, che si impegnano sul fronte della solidarietà, dell’antirazzismo, della lotta contro le disuguaglianze e le ingiustizie sociali. Noi dobbiamo investire sulla produzione di questi anticorpi sociali, culturali, sullo sviluppo di un movimento sociale e politico per l’alternativa.

Rifondazione Comunista, al pari di altre forze, può e deve rappresentare una componente essenziale di questo movimento.
Per tutte queste ragioni è importante che nella prossima fase, in occasione di momenti di incontro, di dibattito politico, di festa, venga data centralità al tema dell’organizzazione delle forze, a partire dal rilancio della campagna di iscrizioni al nostro partito.

In ciò compiendo non tanto un atto volontaristico ma una scelta politica. La scelta di percorrere una strada all’incontrario, di ricomporre ciò che è stato diviso e indebolito dalla governamentalità liberista. Come ci ricordano Pierre Dardot e Christian Laval il neoliberismo non è soltanto fondamentalismo di mercato, privatizzazioni, deregolamentazione, sfruttamento, trasferimento di reddito e ricchezza dal basso verso l’alto. Il neoliberismo (di cui l’autoritarismo liberticida è una variante) è distruzione degli organismi di azione collettiva, atomizzazione delle persone, riduzione delle stesse a uno stato di assoggettamento e impotenza.
Sta di fatto che il neoliberismo, fautore di una società attraversata da crescenti disuguaglianze, è in forte crisi di credibilità e di tenuta. Al di là delle apparenze. Al di là della propaganda di un governo populista e reazionario che è parte integrante di un sistema in stato di convulsione.

Dunque l’ultima cosa da fare è arrendersi, è farsi sommergere dalla propaganda. Il problema è come tradurre il disagio, la protesta, la critica di massa ai paradigmi fallimentari del neoliberismo in forza trasformativa della realtà. Problema non di poco conto.
Una cosa però deve essere chiara. Basta disperdersi come troppe volte è accaduto nel passato. Sta a tutt* noi, partecipi del nostro tempo, non perdere di vista la condizione di possibilità del nostro agire come forza comunista che lavora per l’unità di tutte le forze di cambiamento.

Ezio Locatelli
Responsabile organizzazione PRC-SE

Panero e Locatelli (Prc-Se): sostegno alla lista “la Sinistra” alle europee. Nessun sostegno alle liste regionali in assenza di una lista alternativa

21 Mag

testatalasinistra800Fabio Panero ed Ezio Locatelli, rispettivamente segretario regionale e provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Cosa fare alle elezioni europee e alle elezioni regionali? Alle europee non c’è dubbio, voteremo e invitiamo e votare la lista “la Sinistra. La lista è il frutto della convergenza di più forze politiche, sociali, di movimento cui Rifondazione Comunista ha dato il suo contributo. E’ una lista che si contrappone alle forze liberiste che in questi anni hanno perseguito politiche di austerità, di impoverimento sociale, di distruzione dei diritti sociali e del lavoro. E’ una lista che si contrappone alle forze che hanno scatenato una guerra tra poveri invece che opporsi alle ingiustizie, ai privilegi, alle grandi ricchezze. Votare per questa lista significa dare forza al cambiamento in Europa e dare forza all’unica lista di sinistra in Italia.

Lo stesso avremmo voluto che fosse per le elezioni regionali. Come Rifondazione Comunista ci siamo adoprati perche si arrivasse anche in sede regionale alla costruzione di uno schieramento unitario, largo, coerentemente alle scelte fatte in campo europeo. Una lista per la difesa dei diritti del lavoro, contro le privatizzazioni, NoTav, alternativa al centrodestra, al Pd, al M5S. Cosa che purtroppo non è avvenuta per responsabilità di vario genere, da parte di forze che hanno deciso di stare alla finestra o di andare al carro di Chiamparino. Una situazione che ha reso impossibile la presentazione di una lista a livello piemontese, lista che per essere presentata – alla luce di una legge regionale assurda – necessitava di una quantità abnorme di firme autenticate in ogni provincia. Ragion per cui alle regionali Rifondazione Comunista non è presente non per mancanza di volontà o scelta di desistenza ma, di fatto, per l’impossibilità ad essere presenti sulla scheda elettorale. Alle regionali, coerentemente alle indicazioni del nostro Comitato politico regionale noi non sosterremo e non voteremo nessuna lista. Il nostro impegno sarà nel senso di proseguire il lavoro di costruzione di un movimento conflittuale e una proposta politica unitaria di tutta la sinistra antiliberista e di alternativa così come stiamo facendo per le europee”.

Torino, 20 maggio 2019

Panero e Locatelli (Prc-Se): sostegno alla lista “la Sinistra” alle europee. Nessun sostegno alle liste regionali in assenza di una lista alternativa

21 Mag

Fabio Panero ed Ezio Locatelli, rispettivamente segretario regionale e provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
“Cosa fare alle elezioni europee e alle elezioni regionali? Alle europee non c’è dubbio, voteremo e invitiamo e votare la lista “la Sinistra. La lista è il frutto della convergenza di più forze politiche, sociali, di movimento cui Rifondazione Comunista ha dato il suo contributo. E’ una lista che si contrappone alle forze liberiste che in questi anni hanno perseguito politiche di austerità, di impoverimento sociale, di distruzione dei diritti sociali e del lavoro.
E’ una lista che si contrappone alle forze che hanno scatenato una guerra tra poveri invece che opporsi alle ingiustizie, ai privilegi, alle grandi ricchezze. Votare per questa lista significa dare forza al cambiamento in Europa e dare forza all’unica lista di sinistra in Italia.
Lo stesso avremmo voluto che fosse per le elezioni regionali. Come Rifondazione Comunista ci siamo adoprati perche si arrivasse anche in sede regionale alla costruzione di uno schieramento unitario, largo, coerentemente alle scelte fatte in campo europeo. Una lista per la difesa dei diritti del lavoro, contro le privatizzazioni, NoTav, alternativa al centrodestra, al Pd, al M5S. Cosa che purtroppo non è avvenuta per responsabilità di vario genere, da parte di forze che hanno deciso di stare alla finestra o di andare al carro di Chiamparino. Una situazione che ha reso impossibile la presentazione di una lista a livello piemontese, lista che per essere presentata – alla luce di una legge regionale assurda – necessitava di una quantità abnorme di firme autenticate in ogni provincia. Ragion per cui alle regionali Rifondazione Comunista non è presente non per mancanza di volontà o scelta di desistenza ma, di fatto, per l’impossibilità ad essere presenti sulla scheda elettorale. Alle regionali, coerentemente alle indicazioni del nostro Comitato politico regionale noi non sosterremo e non voteremo nessuna lista. Il nostro impegno sarà nel senso di proseguire il lavoro di costruzione di un movimento conflittuale e una proposta politica unitaria di tutta la sinistra antiliberista e di alternativa così come stiamo facendo per le europee”.

Torino – LOCATELLI (PRC – SE): La lavoratrice che si è suicidata in Municipio vittima di un sistema ingiusto.

15 Mag

Suscita dolore e sgomento il gesto estremo di una lavoratrice che, in preda alla disperazione per essere stata sfrattata dalla propria abitazione, si è tolta la vita gettandosi dal terzo piano del Municipio di Torino.
Ma proviamo anche rabbia nel pensare che ci siano sempre più persone gettate nella disperazione per il venir meno di mezzi e diritti fondamentali di esistenza, come quello di avere una abitazione.
Persone che sanno di non poter più usufruire di alcun sostegno, di una rete di protezione sociale.
Questa lavoratrice, con il suo gesto disperato, è l’ennesima vittima di un sistema ingiusto che da troppi anni produce spoliazione e impoverimento sociale.
Torino, 15 maggio 2019