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Lettera aperta su PRC, movimento No Tav, M5S

22 Apr

Luigi Minghetti, Mara Armellinn, Marco Veruggio

Alla c.a. Infonotav (con preghiera di pubblicazione sul sito).

NO-TAV-RIF-COMW520

Care/i compagne/i

leggo una vostra nota in cui si fa una certa confusione tra due ambiti distinti, precisamente tra alcune prese di posizione di Rifondazione Comunista e altre assunte in piena autonomia dai sottoscrittori dell’appello “i liberatori non esistono, sono i popoli che si liberano da soli” rivolto al movimento No Tav. Ovviamente, per quanto mi riguarda più direttamente, rispondo dei punti di osservazione che riguardano l’operato di Rifondazione Comunista.

In alcuni di questi punti si parla di “critiche sciocche…faziose” che Rifondazione Comunista di Torino avrebbe rivolto contro una forza, il M5S, che è “parte del Movimento No Tav e protagonista della politica nazionale”. In particolare per quanto riguarda la battaglia No Tav, di cui anche Rifondazione da sempre è parte integrante, si fa riferimento a errori politici legati alla vicenda del governo Prodi e non solo. Ora, se è vero, com’è vero – sono il primo a dirlo – che in passato Rifondazione Comunista insieme a un lavoro positivo di movimento ha compiuto anche errori politici è altrettanto vero che non è possibile e nemmeno auspicabile rimanere bloccati in una posizione espiatoria.

Voi sapete benissimo che a Torino siamo impegnati in un percorso di ricostruzione di presenza e di coerenza (affrontando anche passaggi di rottura politica non di poco conto) a livello politico e di movimento e che lo stiamo facendo rifuggendo dal ruolo di mosca cocchiera. Noi abbiamo un’idea della politica fondata sulla ripresa delle lotte e del conflitto sociale, su un’idea di alterità politica fondata – come avete richiamato voi stessi – “su scelte politiche chiare circa alcuni valori fondanti della nostra (inattuata) Carta Costituzionale come i diritti sociali e del lavoro, il diritto di cittadinanza, le libertà sindacali e politiche, l’eguaglianza, l’antifascismo”. Quest’orientamento politico è da voi ritenuto positivo oppure no?

Voi dite ancora che le critiche al M5s devono essere avanzate nel merito. Appunto. Proprio per questo, per fare un esempio, non abbiamo esitato in queste ore a condividere la protesta contro l’elezione di Napolitano a Presidente della Repubblica funzionale a un nuovo governissimo. Ma nemmeno ci siamo tirati indietro nel denunciare scelte del tutto sbagliate tipo quella del M5s di Torino di questi giorni di avvallare e votare uno squallido odg della destra contro comunisti, partigiani, antifascisti degno del peggiore culturame reazionario. Odg, sia detto, passato anche con l’astensione determinante di Pd e Sel. Meno male che Rifondazione Comunista l’ha fatto, con molta nettezza! Per caso si tratta di “critiche faziose”? Cari compagni esiste la lotta contro il Tav ma esiste anche l’antifascismo, la difesa dell’art. 18, il diritto di cittadinanza degli immigrati, la lotta di classe contro i padroni, ecc. Queste cose o si tengono insieme oppure il rischio – in questo sono d’accordo con le osservazioni di Wu Ming – è di produrre politiche “diversive” che saltano questioni che sono discriminanti per una forza di sinistra e di classe.

Ovviamente penso anche che un conto è il piano del confronto e della battaglia politica altro è l’impegno a livello di movimento che deve tendere al massimo di unità, di autonomia, da realizzare nella condivisione degli obiettivi di lotta. Su questo piano del primato della condivisione degli obiettivi di lotta io penso che sia necessario avere il massimo di apertura, di attenzione, di rispetto per la pluralità dei percorsi, degli orientamenti, delle appartenenze. Per questo ritengo l’identificazione di un movimento sociale con un forza politica semplicemente sbagliata, indipendentemente da quale forza politica e dalle libere scelte di ognuno. Questa è la mia esperienza maturata in decine e decine di movimenti di lotta di cui sono stato promotore e partecipe nel corso della mia non breve militanza sociale e politica.

Il movimento No Tav è sicuramente una straordinaria esperienza di lotta che coagula diverse espressioni e appartenenze. La sua forza è in questa sua capacità di tenuta unitaria. Proprio per questo ritengo pienamente legittime tutte le espressioni, tutti i contributi, tutte le critiche – perché no? a cominciare da quelle rivolte al Prc – che sono nel senso di qualificare l’impegno e la presenza in un movimento di lotta in cui tutti ci riconosciamo.

Sull’appello “i liberatori non esistono, sono i popoli che si liberano da soli” non ho nulla da dire sennonché, come ho detto all’inizio, è stato promosso da compagne/i, cittadine/i vari impegnati nel movimento No Tav. Una cosa però vorrei dire, non capisco una certa propensione alla liquidazione di spunti di riflessione che forse andrebbero considerati con più attenzione, in maniera dialettica. Per caso non è così anche per tante altre realtà impegnate nel movimento NoTav?

Concludo con un aforisma di Bertolt Brecht: “ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”. Ecco, in tempi di conformismo politico, di attrazioni fatali, io rimango pervicacemente seduto dalla parte del torto. Non il torto derivante da errori politici che pure gravano sulle spalle di ognuno di noi, insieme a tante cose buone portate avanti, ma il torto di non rinunciare a un’idea e a una pratica di alterità, di cambiamento della società. In questo non rinuncio al mio essere profondamente unitario nei movimenti di lotta e insieme a ciò al mio essere profondamente e orgogliosamente partigiano nella lotta politica per il cambiamento.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino

Torino, 22 aprile 2013

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