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Locatelli (Prc-Se): la multinazionale tedesca “Arriva” è un “cavallo di Troia”. No alla privatizzazione di Gtt e del servizio di trasporto a Torino

14 Giu

gtt4Seppure passata praticamente sotto silenzio la scelta è pesantemente negativa. L’accordo intervenuto con la costituzione di un consorzio tra Gtt, la società di trasporto pubblico torinese, e Arriva, multinazionale tedesca, per la gestione del servizio di trasporto metropolitano è il preludio alla completa privatizzazione del sistema della mobilità, sistema comprensivo di metropolitana, tram, bus urbani e alcune linee del nodo ferroviario di Torino. Già negli scorsi mesi le due aziende avevano firmato una manifestazione di interesse congiunta al bando di gara annunciato dalla Regione Piemonte circa il nodo ferroviario di Torino. In ballo, per la gestione di questo nodo, ci sono una montagna di soldi. Ma qui siamo a un passo ulteriore: le due società hanno deciso di stringere un patto fino al 2023 in un’ottica non più di servizio pubblico ma di prevalenza degli interessi di natura privatistica nella gestione del sistema della mobilità. Il quadro è abbastanza chiaro: la multinazionale tedesca come “cavallo di Troia” di un processo di privatizzazione.

A conferma di questo orientamento Gtt da associata a Confservizi, associazione che raggruppa tutte le imprese di servizi pubblici di proprietà degli enti locali, chiede di entrare a far parte di Confindustria. Il tutto con il beneplacito della Sindaca Chiara Appendino e dell’amministrazione a guida M5S che hanno buttato definitivamente a mare qualsiasi ipotesi di costituzione di un polo pubblico per la gestione del servizio ferroviario metropolitano. Non c’è alcun servizio per la mobilità che abbia conosciuto miglioramenti dopo essere stato privatizzato in tutto o in parte. Ecco perché vanno rigettate le scelte di privatizzazione .Vanno altresì denunciati i giravolta dei M5S che dopo aver parlato in campagna elettorale di intangibilità del servizio pubblico hanno fatto esattamente allo stesso modo del Pd di Fassino e Chiamparino.

Ezio Locatelli

Segretario provinciale Prc-Se Torino

Torino, 14 giugno 2017

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Torino – Ezio Locatelli (Prc-Se): accertare responsabilità di quanto accaduto a Torino

5 Giu

Torino-piazza-San-Carlo-744x423Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Quanto successo ieri a Torino ci colpisce e addolora. Quello che doveva essere un gioioso ritrovo collettivo dei tifosi juventini in occasione della finale di Champions  si è trasformato in una tragedia  con più di mille feriti di cui alcuni in gravissime condizioni. Stando ai primi accertamenti la causa scatenante del ferimento di centinaia e centinaia di persone travolte dalla folla di tifosi sarebbe stata la paura per un attentato terroristico che non c’è stato. Ecco il punto. Com’è stata possibile una tragedia di così grandi proporzioni in assenza di un pericolo reale? Quali sono le misure adottate per prevenire incidenti o danni alle persone in una piazza dove si sono accalcate trentamila persone? Sia detto, a scanso del solito gioco delle parti politiche che è in corso in queste ore tra esponenti Pd e M5S, non è da oggi che la Piazza San Carlo viene data per queste iniziative, più o meno alle stesse condizioni e con gli stessi rischi. Prima lo faceva Fassino, adesso l’ha fatto la sindaca Appendino. Il fatto è che non  si può sempre rammaricarsi e piangere il giorno dopo, a tragedie avvenute. Come minimo vanno date delle risposte, vanno accertate responsabilità.
Torino, 4 giugno 2017

Locatelli (PRC -SE): Fassino sia rispettoso delle regole della campagna elettorale. Scenda dai tram

19 Mag

tramI manifesti e le gigantografie elettorali a sostegno di Piero Fassino e di altri candidati sindaci, che continuano a comparire in questi giorni, in piena campagna elettorale, sui mezzi di trasporto dell’azienda Gtt – azionista unico dell’azienda del comune di Torino – nel mentre è stata oscurata tutta la cartellonistica elettorale di Torino, sono in rotta di collisione con un corretto ed equilibrato utilizzo degli spazi elettorali. Questo indipendentemente dalle controverse interpretazioni delle norme che regolano l’utilizzo degli spazi elettorali, norme che secondo noi dovrebbero essere nel senso di impedire lo svolgimento della campagna elettorale sui mezzi mobili, tanto più se di aziende a partecipazione (diretta o indiretta) pubblica. Nella realtà, in alcune città, come a Torino, chi ha più soldi e più potere si arroga la potestà di usufruire spazi elettorali mobili di grandissimo impatto visivo. Per tutti gli altri multe a non finire nel caso in cui un manifesto, anche solo per sbaglio, finisca fuori da un solo spazio assegnato di tabellone elettorale. Questa non ci sembra proprio l’applicazione del principio della “legge è uguale per tutti”. Al sindaco Fassino, così come ad altri candidati e schieramenti danarosi, chiediamo di rimuovere immediatamente i propri manifesti elettorali dagli autobus e di attenersi ad una modalità di svolgimento della campagna elettorale corretta e rispettosa del principio di “par condicio” per tutti gli schieramenti, compresa la lista “Torino in Comune – La Sinistra” di cui facciamo parte.

Torino, 17 maggio 2016

Locatelli (PRC-SE): Fassino vergognati. Nuova occupazione non si crea con una economia da guerra

9 Mag

cacciabomb2Il sindaco Pietro Fassino esulta per l’annuncio dell’Ad Leonardo ex Finmeccanica Mario Moretti di nuovi investimenti e nuove assunzioni negli stabilimenti di Caselle e Corso Marche a Torino. Tali investimenti e assunzioni sono legate alla produzione e alla vendita dei caccia Eurofighter Typhoon e a commesse militari con il Kuwait. Proprio qualche giorno fa, rivolgendosi ai governanti di tutta Europa, persino Papa Francesco ha parlato della necessità di attuare una riconversione dell’economia in senso sociale: parole al vento. Padroni e governanti sono impegnati a fare l’esatto contrario: distruzione di produzioni industriali e di posti di lavoro socialmente utili, crescita di una economia da guerra. Non è questa la crescita e lo sviluppo di cui abbiamo bisogno. C’è bisogno di una economia e di una occupazione socialmente utile. Chi persegue l’obiettivo di una economia da guerra va mandato a casa.

Torino, 9 maggio 2016

Locatelli (PRC – SE): Fassino, né di destra né di sinistra, a braccetto con Ghigo (ex PdL). Costruiamo l’alternativa

12 Gen

Comune-Torino-Palazzo-CivicoEzio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Ma perché mai stupirsi dell’appoggio di un berlusconiano di vecchio conio dato a Piero Fassino? Il sostegno che, l’ex presidente della Regione Piemonte e ex coordinatore regionale  Pdl,  Enzo Ghigo dà a Fassino, per la sua rielezione a sindaco di Torino, più che un “cambio di alleanza”  è la dimostrazione, l’ennesima, che siamo in presenza di programmi, candidature, coalizioni in buona parte intercambiabili, accomunati dalle stesse identiche politiche in materia di privatizzazioni, smantellamento dei servizi pubblici e dei beni comuni, grandi opere, condivisione del modello Marchionne.  Fassino, al pari di Renzi, è una figura di assoluta garanzia per un blocco di interessi finanziari, imprenditoriali – né di destra né di sinistra – che ha nelle liberalizzazioni, nella riduzione dei diritti sociali e del lavoro il suo denominatore comune. A fronte di questo blocco va costruita una possibilità di cambiamento. La candidatura di Giorgio Airaudo a Sindaco di Torino, la cui forza sta nel non essere espressione di una singola forza politica ma di un ampio schieramento di sinistra, di società civile, del mondo del lavoro, rappresenta una possibile alternativa. Rifondazione Comunista, unitamente alle altre forze, è impegnata a sostenerla.

Torino, 12.01.2015

TORINO: LA SINISTRA SIA IN CAMPO CON UNA PROPOSTA ALTERNATIVA A FASSINO E AL PD

23 Ott

DSCF9661di Ezio Locatelli*
In questi giorni abbiamo avuto la riprova che Piero Fassino, sindaco di Torino, vive  non a Palazzo Civico ma su un altro pianeta. In una lettera ad un quotidiano, sulle prossime amministrative e sulla eventuale ripresentazione della sua candidatura, Fassino parla di Torino come se stesse parlando di tutt’altra realtà. L’immagine che viene data è di una città metropolitana all’avanguardia in tutti i campi: industria, finanza, tecnologie spaziali, ricerca, formazione, università, cultura, cibi, turismo e chi più ne ha più ne metta. L’immaginifico Fassino parla di Torino come di una grande città che per la sua capacità di “straordinaria trasformazione” è diventata un “vero e proprio punto di riferimento nell’era della globalizzazione”. Che Torino sia un importante e bella città è fuor dubbio. Ma detto ciò nessuno può pensare di sottacere il degrado di una città scesa a livelli molto bassi per quanto riguarda la qualità della vita, una città letteralmente “sprofondata” – per usare un termine utilizzato dai ricercatori – quanto a condizioni sociali, occupazionali, ambientali, abitative. Una realtà che Fassino, sindaco ormai più vicino a Marchionne e alla grande finanza che ai ceti popolari, non vede e non sente più. Da qui la necessità di voltare pagina, di ridare voce e rappresentanza al diffuso disagio e malessere sociale che c’è. Su questa necessità si è aperto un importante capitolo di ragionamento.
Chiusa una stagione politica, quella fondata sull’illusione di  poter condizionare da sinistra un Pd che è andato tutto a destra, in settori ampi di sinistra e di società civile sta maturando l’idea – da noi da tempo sostenuta – di mettere in campo un programma e uno schieramento unitario alternativo alle politiche liberiste del Pd di Renzi e di Fassino nonché alle forze di centrodestra. Di fatto le politiche portate avanti nel corso degli anni dai due schieramenti, a livello comunale e regionale, sono diventate sempre più simili e intercambiabili in materia di privatizzazioni dei servizi, di alienazione di beni pubblici, di riduzione dei diritti sociali e dei servizi pubblici, di grandi opere. Un circolo vizioso che può e deve essere spezzato mettendo in campo una proposta di segno contrario. Dunque più attenzione alle periferie urbane, lotta all’austerità e alle disuguaglianze, potenziamento dei servizi pubblici, no alle privatizzazioni e alle speculazioni immobiliari, vivibilità ambientale, diritti e dignità del lavoro, politiche abitative rivolte in particolare ai ceti meno abbienti, diritti di cittadinanza, eccetera.
Il superamento della frammentazione della sinistra e la presentazione di una proposta unitaria alternativa al Pd di Fassino è un fatto di novità che può fare la differenza alle prossime amministrative nella sfida politica per il cambiamento. Si tratta di avviare a tal fine un percorso di lavoro e di raccolta delle diverse espressioni di volontà politica. Tutti insieme, con pari dignità e con grande senso di apertura: partiti, associazioni, comitati di lotta, singoli o altre espressioni della società civile. Ognuno chiamato a fare la sua parte. Per questo riteniamo utile che nei prossimi giorni la sinistra, nelle sue diverse articolazioni, si ritrovi attorno a un tavolo di confronto – uno dei tanti tavoli che vanno aperti – in maniera tale da contribuire a spingere in avanti la proposta politica di una alternativa al blocco di potere raccoltosi intorno a Fassino e al Pd. Rifondazione Comunista è a disposizione per questo percorso.
*segretario provinciale Prc-Se Torino

Torino, 23 ottobre 2015

Fassino vergogna. Non si usa la forza contro gli studenti

20 Ott

aggressione studentiRifondazione Comunista di Torino esprime solidarietà agli studenti e studentesse delle organizzazioni studentesche: “Si-Studenti Indipendenti” “Alter.POLIS” e “Last”, che questa mattina sono stati violentemente sgomberati dalla forza pubblica, a seguito dell’occupazione simbolica del gasometro dell’Italgas di via Farini.
L’occupazione è stata decisa per protestare contro l’operazione di speculazione edilizia resa possibile dall’Amministrazione Comunale di Torino: la costruzione e la gestione di residenze universitarie di lusso, inaccessibili a studenti provenienti da famiglie con reddito più basso.
Una protesta sacrosanta a cui si è risposto vergognosamente con l’uso della forza e lo sgombero da parte delle forze dell’ordine. Non è pensabile che il Sindaco Fassino percorra scelte discutibili – una costruzione  immobiliare che rischia di eludere la domanda abitativa degli studenti provenienti dalle famiglie meno abbienti –  facendo ricorso all’uso della forza.
L’azione di questa mattina si inserisce nella giornata nazionale di mobilitazione contro la “Buona Scuola” di Renzi e Giannini.  Nel denunciare gli altissimi costi dell’istruzione e l’assenza di diritto allo studio, vogliamo che si torni ad investire nella scuola e nella formazione degli studenti.
Solidarietà ai sei compagni fermati e ai feriti.
Ezio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

Torino, 9 ottobre 2015