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Nessun credito ai venditori di almanacchi fasulli

2 Gen

venditore almanacchiNell’opinione pubblica, quando si parla di futuro, a leggere il sondaggio di Demos di oggi, prevale un giudizio sospeso. A dire il vero c’è ancora molto ottimismo. Il 34% degli italiani ritiene che l’anno sarà “migliore” dell’anno che se ne va, di contro a un 24% che ha una visione negativa, ma i più – circa il 40% – manifestano una qualche forma di scetticismo. Opinioni che rimangono largamente influenzate dai proclami di governo, dai media, dagli imbonitori di giornata. Il 2019 sarà l’anno del cambiamento, dichiarano a ogni piè sospinto Di Maio e Salvini e così spostano continuamente in avanti le aspettative di milioni di persone che il cambiamento lo aspettavano già il 2018 o ancor prima con i governi Pd o andando ancora indietro con i governi di centrodestra, senza che nulla sia cambiato in tutti questi anni, se non in peggio.
Sarà così anche questa volta con la manovra appena approvata, decantata come la “manovra del popolo”. Sia chiaro, in questa manovra non c’è nessuna redistribuzione di ricchezza, nessuna misura di equità sociale. C’è solo qualche contentino elettorale in cambio di clausole di salvaguardia pesantissime. Il che significa che in assenza di misure come la patrimoniale, il contrasto all’evasione fiscale, il contrasto alla speculazione finanziaria, il taglio alle spese militari, a pagare saranno i soliti noti: lavoratori, studenti, pensionati, ecc. Né più né meno com’è stato in tutti questi anni di politiche neoliberiste, di austerità, politiche che al di là di polemiche di facciata accomunano forze di centrodestra, centrosinistra, M5S.
C’è la possibilità di cambiare? Certo. Ma perché ciò avvenga bisognerebbe evitare di dare credito ai venditori di fumo di ieri e di oggi, bisognerebbe evitare l’ottimismo di maniera. Mi vengono in mente le parole scritte con spirito sarcastico da Giacomo Leopardi nel bellissimo “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”. Parole sarcastiche nei confronti dell’idea che il cambiamento sia legato solo all’attesa, alla speranza di ciò che immaginiamo e ci illudiamo possa accadere. Non è così. Tantomeno si può fare affidamento su chi ha in mano le leve del potere e del governo. Il cambiamento è legato oltre che alla speranza al reale, alle lotte portate avanti giorno dopo giorno contro le ingiustizie, le discriminazioni, il razzismo, lo sfruttamento, la guerra.
Le illusioni vanno contrastate, il diffuso scetticismo va trasformato in volontà di cambiamento. Che l’anno nuovo porti il segno di una ripresa di movimenti di lotta per una società più giusta. A tutte/i noi il compito di dare un contributo a questa ripresa. (Ezio Locatelli)

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Valsusa – Locatelli (Prc-Se): basta raggiri. Proseguire la lotta contro il Tav insieme alla lotta contro il governo M5S-Lega

24 Lug

120129notvaNon c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli in un’intervista radiofonica è stato molto chiaro: l’Alta Velocità Torino –Lione “è un’opera che abbiamo ereditato … il nostro obiettivo sarà quello di migliorarla, così come scritto nel contratto di governo …”.  Dunque nessun blocco dei lavori per la realizzazione del Tav in Valsusa, così come per altre Grandi Opere previste in Italia, ma solo migliorie, ritocchi, se possibile abbattimento di costi. Un Tav infiocchettato da tante belle parole. Ora che qualche esponente locale del M5S continui a spacciare le parole del Ministro dei Trasporti per il loro contrario, per una sorta di stop o rallentamento del Tav, francamente è intollerabile, risulta essere una presa in giro. Il M5S, primo partito italiano al governo con la Lega, ha deciso di cambiare spartito. Ha deciso che non si vive solo di promesse elettorali ma del sostegno accordato dai poteri forti, gli stessi che non demordono dal perseguire la realizzazione del Tav in Valsusa. Contro questi poteri, contro un’opera inutile e dannosa occorre proseguire più che mai la mobilitazione e la lotta. Ma serve chiarezza non servono doppie parole. Nessuno pensi più di utilizzare il Movimento Notav per portare acqua al mulino del M5S e di un governo di destra il cui Ministro dei Trasporti, al pari di quello degli Interni, oltre che essersi convertito alle Grandi Opere non ha avuto ritegno alcuno nello sbarrare i porti italiani a quanti scappano dalle guerre e dalle violenze, ai disperati che muoiono a centinaia, a migliaia in mare. Ministri di questo genere e le forze politiche che lo sostengono meritano solo di essere cacciati a casa.

 

Torino, 24 luglio 2018

Locatelli (Prc-Se): in piazza per difendere principi di giustizia e solidarietà contro guerre, razzismi, respingimenti vecchi e nuovi

12 Giu

aquarius.jpg_997313609Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Raccogliendo l’invito dell’Arci  questa sera, ore 17,30, parteciperemo al presidio davanti alla Prefettura in Piazza Castello di Torino per protestare contro il respingimento, per decisione del Ministero dell’Interno, della nave Aquarius in una situazione che mette a rischio la vita di esseri umani. “Un atto dimostrativo e criminale del Ministro dell’Interno”, com’è scritto nel comunicato di convocazione del presidio, che è “la negazione dei più basilari valori di umanità”. Siamo di fronte ad un salto regressivo delle politiche di respingimento e disumanizzazione di profughi e migranti perseguite in questi anni, messe in atto prima dai governi di centrosinistra – Minniti del Pd docet – e adesso con ancora più ferocia dal governo Lega-M5S. Salvini offre a queste persone disperate un “ritorno sereno in Africa”. Tutti devono sapere che il ritorno sereno in Africa è il ritorno in Libia – uno dei tanti Paesi distrutti dalle guerre imperialiste – con le donne stuprate, gli uomini venduti come schiavi, tutte e tutti violentati, torturati, affamati e, se del caso, ammazzati come cani. A fronte di queste barbarie nessuno riuscirà a trascinarci in un clima di assuefazione. In tutte le occasioni siamo scesi in piazza contro politiche e governi, prima quelli del centrodestra e del Pd, adesso quello del M5S-Lega, che hanno portato avanti una politica fatta non solo di respingimenti (30 mila morti solo nel Mediterraneo) ma sul piano interno fatta di sfruttamento selvaggio, negazione di diritti, ghettizzazione, guerra tra poveri. Più che mai occorre continuare a scendere in piazza, in tutte le occasioni, non  solo in nome dei principi di solidarietà e di umanità ma contro neocolonialismi e guerre imperialiste varie che costringono milioni di persone a scappare dalle proprie terre.

Alla fine la bramosia del potere ha prevalso

5 Giu

Alla fine la bramosia del potere ha prevalso. Nasce un governo che somma tutto e il contrario di tutto. M5S, Lega con l’appoggio di Fratelli d’Italia. Più che un ibrido un mostro politico con caratteristiche spiccatamente di destra. Per dire del livello di degrado, dello svuotamento delle istanze rappresentative il governo che nasce è stato concepito sulla base di un contratto di natura privatistica firmato da Di Maio e Salvini davanti a un notaio. Detto ciò più che strali serve una proposta politica alternativa. Alternativa non solo al M5S e alla destra xenofoda, alternativa al Pd cui va data la responsabilità di aver lascito uno scenario di macerie dopo aver operato per la distruzione di diritti sociali e del lavoro, al servizio dei mercati finanziari. Per la sinistra antiliberista, antagonista inizia la sfida fatta di lotte, di opposizione alle disuguaglianze sociali, alle politiche di austerità, ai nuovi fascismi. Inizia la sfida volta alla ricostruzione di un movimento sociale e politico capace di impersonare la protesta e la domanda di cambiamento che c’è a livello popolare. Una movimento plurale, aperto che metta insieme diverse soggettività e istanze di trasformazione sociale. Non la costruzione di un partito ma per l’appunto di un movimento. Potere al popolo non alle vecchie e nuove destre, ai populismi xenofobi, non ai mercati finanziari. Questo l’impegno che Rifondazione Comunista porterà avanti.

Giuseppe Conte: un pollo d’allevamento del pensiero neoliberista per un governo di destra

22 Mag

palazzo_chigi_fg_1610La discussione che si sta facendo in queste ore sulla capacità del professor Giuseppe Conte di rivestire il ruolo di Presidente del Consiglio, ruolo a cui viene designato dall’accoppiata M5S-Lega, mi sembra una discussione fuorviante. Chi ne esalta le competenze professionali altri che ne rimarcano l’inesperienza politica. Il problema vero è un altro. Parliamo di un professore cresciuto in organismi che formano i cosiddetti think tank, esperti al servizio di poteri finanziari, imprenditoriali, burocratici. Sotto questo punto di vista Conte – il classico pollo d’allevamento del pensiero unico neoliberista che dichiara superati gli schemi ideologici del ‘900 che fanno riferimento a destra sinistra – ha tutte le caratteristiche per impersonare l’attuazione di un programma in cui si mescolano contenuti populisti, neoliberisti, di destra. Altro che amico del popolo! Il dramma politico è che a questa combriccola governativa di prossima ventura si contrappone un Pd impresentabile, attestato nella difesa delle politiche di austerità, dei trattati europei, del pareggio di bilancio, della Fornero ovvero di tutto ciò che ha ingenerato diseguaglianze e scontento sociale. Da tutti questi signori e forze politiche – M5S, Lega, Pd, Fi, etc – non c’è da aspettarsi nulla di nulla. Sono tante facce di una stessa medaglia, le facce di un sistema di potere in crisi che proprio per questo è in una fase di ristrutturazione. I loro programmi di governo sono in vario modo dominati da politiche a favore dei ricchi e delle imprese, da reprimende contro i migranti e piccole mance ai più poveri. A fronte di questa situazione occorre fare una scelta di campo, occorre stare da una parte sola, dalla parte del popolo sempre più sfruttato e spogliato di diritti fondamentali, occorre costruire una opposizione sociale che metta al centro i diritti del lavoro, i principi della eguaglianza e giustizia sociale, della solidarietà bistrattati in tutti questi anni di governi di centrodestra e centrosinistra. Principi da portare avanti con la lotta, lavorando alla ripresa del conflitto sociale. Lavorando all’attuazione dei principi sanciti nella nostra Costituzione. Questo significa essere realmente di sinistra e dalla parte di un reale cambiamento sociale. (Ezio Locatelli)

Valsusa – Locatelli (Prc-Se): patetici i tentativi del M5S di salvarsi l’anima. Domani alla manifestazione No Tav contro i nuovi inciuci di governo

18 Mag

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Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino dichiara:

«Contrordine cittadine e cittadini. Sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione si può e si deve discutere ma niente sospensioni dei lavori come da avvertimento della commissaria ai trasporti Ue Violeta Bulc. M5S e Lega in perfetto stile democristiano hanno infatti scritto nel contratto di governo che intendono impegnarsi a «ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia». Un artifizio lessicale che tenta inutilmente di mettere in salvo capra e cavoli. Patetici i tentativi online dei M5S di queste ore di stravolgere il significato delle parole. A scanso di equivoci Salvini ci mette il carico: «la maggioranza delle opere pianificate e finanziate andrà assolutamente avanti». Rassicurate le consorterie di affaristi e speculatori che proliferano sulle grandi opere. Per il M5S più che un compromesso con il partner di governo si tratta di una vistosissima retromarcia. Per i cittadini della Valle di Susa si tratta invece di una vera e propria fregatura. Sempre più il patto di governo M5S-Lega si rivela per quello che è: uno specchietto per le allodole che mette in soffitta molte promesse elettorali. La «Valle non si arresta» si legge in una nota che annuncia la manifestazione No Tav di domani da Rosta ad Avigliana, alle porte della Valsusa. La prima manifestazione contro le giravolte e i nuovi inciuci di governo. Rifondazione Comunista ci sarà «contro la realizzazione di grandi opere – come si legge nella nota – utili solo a chi specula sulla loro costruzione»».

Torino,18 maggio 2018

ERRORE MADORNALE PERMETTERE A TORINO MANIFESTAZIONE RAZZISTA DELLA LEGA NORD

12 Ott

locatelliEzio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Lo diciamo adesso, non dopo. E’ un errore madornale che si permetta oggi pomeriggio, a Torino, lo svolgimento di una manifestazione di chiara impronta razzista, xenofoba da parte della Lega Nord. Questa manifestazione è un insulto alla città, una vera e propria provocazione tanto più in queste ore in cui l’Italia intera vive la tragedia di centinaia e centinaia di migranti morti nel Canale di Sicilia, una vera e propria strage perpetrata dalla chiusura della frontiere, da dispositivi repressivi, dalla legge Bossi-Fini. Torino oggi vive una condizione di degrado e malessere sociale derivante da disoccupazione, precarietà, perdita diritti in totale assenza di risposte politiche. Chi ha la responsabilità di queste mancate risposte non può permettersi di fomentare una guerra tra poveri. Rifondazione Comunista, oltre che a Roma alla manifestazione in difesa della Costituzione sarà presente oggi a Torino in piazza Castello per dire no a manifestazioni razziste e di intolleranza sociale”.

Torino, 12.10.2013