Tag Archives: LOCATELLI

Fornero, gli avviliti sono esodati, disoccupati e precari

22 Ott
Locatelli (Prc): Fornero, contestazione da’ voce ai ‘colpiti’ dalle sue riforme
‘La contestazione al Ministro Fornero oggi a Nichelino non e’ solo la contestazione di Rifondazione Comunista e dei Cobas, ma e’ la contestazione degli esodati, dei giovani senza lavoro e sbeffeggiati, dei licenziati grazie alla manomissione dell’art 18 e di tutti quelli che contestano le scelte del governo dei tecnici e dei poteri forti, di cui Fornero e’ il plastico esempio’, sottolinea Ezio Locatelli, segretario provinciale Rifondazione Comunista Torino.
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SCIOPERO SCUOLA: RIFONDAZIONE C’E’ !

11 Ott

RIFONDAZIONE COMUNISTA DOMANI IN PIAZZA A TORINO CON STUDENTI E INSEGNANTI DELLA SCUOLA PUBBLICA

“Domani a Torino, parteciperemo alla manifestazione in programma per la difesa della formazione e della scuola pubblica con ancora più motivazioni dopo le cariche della polizia di venerdì scorso e le affermazioni di stampo fascistoide del Ministro dell’istruzione Francesco Profumo per il quale “il Paese va allineato…servono bastone e carota, ma non troppa carota”, sottolineano Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc, Marica Porta, responsabile scuola Prc e Guido Salza, portavoce Giovani Comunisti.

“Vanno respinte le minacce di un governo che sta portando avanti il più distruttivo attacco alle strutture della scuola e dell’università pubblica che sia mai stato realizzato nella storia della Repubblica Italiana: tagli di spesa alla scuola e all’istruzione pubblica, drastica riduzione del personale insegnante e docente, aumento delle tasse scolastiche, abbandono delle strutture scolastiche. Scelte di demolizione e di privatizzazione della scuola pubblica da parte di un governo degno rappresentante degli interessi delle banche e della speculazione finanziaria, a cui non interessano minimamente i diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione”.

“Per sfuggire al degrado del nostro Paese va rimesso al centro della nostra vita nazionale il lavoro, la ricerca e la formazione pubblica. Per questo saremo in piazza a fianco degli studenti e insegnanti. Costruiamo un fronte ampio di opposizione alle politiche liberiste del governo e della maggioranza che lo sostiene”.

Torino, 11 ottobre 2012

IL DITTATORE E’ HUGO CHAVEZ O MARIO MONTI?

8 Ott

Le elezioni democratiche di Hugo Chavez e il governo antidemocratico di Mario Monti

Mentre da noi si perde tempo per le regole di inutili primarie che sanciranno l’agenda Monti anche per i prossimi anni, in Venezuela Hugo Chavez vince per la quarta volta le elezioni. Dicono che Chavez, eletto sempre democraticamente, sia un populista antidemocratico, mentre il banchiere Monti, che non è stato eletto da nessuno (è stato posto li dai suMentre da noi si perde tempo per le regole di inutili primarie che sanciranno l’agenda Monti anche per i prossimi anni, in Venezuela Hugo Chavez vince per la quarta volta le elezioni. Dicono che Chavez, eletto sempre democraticamente, sia un populista antidemocratico, mentre il banchiere Monti, che non è stato eletto da nessuno (è stato posto li dai suoi amici finanzieri e speculatori come lui), sarebbe democratico. Alle elezioni Venezuelane è andato a votare l’81% della popolazione, mentre il democratico Presidente Obama è stato eletto in elezioni che hanno superato per poco il 50% degli elettori (e nel 2008 fu la prima volta dopo tanti anni che in Usa si superò la soglia del 50%). Chavez in 13 anni di governo ha colpito gli interessi della grande borghesia, ha ridotto la povertà, ha cancellato l’analfabetismo, ha potenziato la sanità pubblica, il sistema pensionistico, ha dato lavoro e ridotto l’orario di lavoro, ha realizzato un programma di edilizia pubblica che sta dando un’abitazione dignitosa alla maggioranza della popolazione. Ha potenziato la democrazia partecipata e i poteri locali ai consigli comunali. Ha dato una reale indipendenza al Venezuela e costruito relazioni internazionali di solidarietà con i popoli dell’area, contrastando l’imperialismo Usa. Tutto ciò l’ha fatto contro un’opposizione che controlla l’80% della stampa e delle Tv locali e che nel 2002, per abbattere Chavez, ricorse anche al golpe. Chavez quando ha perso, come nel referendum del 2007 sulle modifiche costituzionali, ha accettato il responso delle urne. Eppoi lo chiamano antidemocratico, solo perchè è antiliberista e si propone di realizzare il “Socialismo bolivariano del XXI secolo”. La nostra Sinistra, al posto di partecipare ad assurde primarie, farebbe bene a imparare un pò dal buon vecchio Hugo.oi amici finanzieri e speculatori come lui), sarebbe democratico. Alle elezioni Venezuelane è andato a votare l’81% della popolazione, mentre il democratico Presidente Obama è stato eletto in elezioni che hanno superato per poco il 50% degli elettori (e nel 2008 fu la prima volta dopo tanti anni che in Usa si superò la soglia del 50%). Chavez in 13 anni di governo ha colpito gli interessi della grande borghesia, ha ridotto la povertà, ha cancellato l’analfabetismo, ha potenziato la sanità pubblica, il sistema pensionistico, ha dato lavoro e ridotto l’orario di lavoro, ha realizzato un programma di edilizia pubblica che sta dando un’abitazione dignitosa alla maggioranza della popolazione. Ha potenziato la democrazia partecipata e i poteri locali ai consigli comunali. Ha dato una reale indipendenza al Venezuela e costruito relazioni internazionali di solidarietà con i popoli dell’area, contrastando l’imperialismo Usa. Tutto ciò l’ha fatto contro un’opposizione che controlla l’80% della stampa e delle Tv locali e che nel 2002, per abbattere Chavez, ricorse anche al golpe. Chavez quando ha perso, come nel referendum del 2007 sulle modifiche costituzionali, ha accettato il responso delle urne. Eppoi lo chiamano antidemocratico, solo perchè è antiliberista e si propone di realizzare il “Socialismo bolivariano del XXI secolo”. La nostra Sinistra, al posto di partecipare ad assurde primarie, farebbe bene a imparare un pò dal buon vecchio Hugo.

DALLA PARTE DEGLI STUDENTI, SENZA SE E SENZA MA

5 Ott

LOCATELLI (PRC) E SALZA (GC): VERGOGNOSO E INAUDITO QUANTO SUCCESSO AGLI STUDENTI DI TORINO

“Vergognoso e inaudito quanto successo oggi agli studenti di Torino e di altre città italiane. Scesi in piazza a protestare contro l’aumento delle rette scolastiche, il caro libri, l’aumento delle tariffe dei trasporti, lo stato di abbandono in cui versano i  diversi istituti scolastici, come prima risposta sono stati caricati e hanno ricevuto una buona dose di manganellate da parte delle forze di polizia”, sottolineano Ezio Locatelli, segretario provinciale Rifondazione Comunista e Guido Salza, coordinatore provinciale Giovani Comunisti.

“Rifondazione Comunista sostiene la protesta e la mobilitazione degli studenti contro le scelte del Governo Monti che in nome dell’austerità aggravano la crisi scaricandone i costi sociali su studenti, lavoratori e pensionati”

   

Carovana NO MONTI, NO TAV, NO DEBITO

5 Ott

SABATO 6 CAROVANA TORINO-VAL DI SUSA “NO MONTI NO DEBITO NO TAV”

LOCATELLI (PRC/FDS): RUBERIA TAGLIARE LA SPESA SOCIALE E FINANZIARE MEGAOPERE SPECULATIVE

 

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc, ha presentato in conferenza stampa le ragioni della carovana No Monti, No debito, No Tav  Torino-Val di Susa del 6 ottobre. Alla partenza della carovana da Torino, in Via Brindisi, 18/c, ore 8.45 

“Quella di domani – carovana No Monti, No debito, No Tav – sarà una manifestazione itinerante fatta di volantinaggi, presidi, comizi che partirà da Torino, attraverserà i principali comuni della Val di Susa per concludersi a Chiomonte di fronte ai reticolati che impediscono l’accesso all’area militarizzata interessata ai lavori dell’Alta Velocità. Al di là di ribadire la nostra ferma contrarietà e opposizione al progetto insensato e distruttivo dell’AV Torino-Lione e alla militarizzazione della valle la manifestazione si rivolge contro le politiche devastanti di un governo  e di una maggioranza che ha deciso di tagliare ogni anno, per i prossimi vent’anni, la spesa sociale per 50 miliardi di euro e che ha deciso al contempo di andare alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali di nessuna utilità sociale, con costi spaventosi che sono nell’ordine di 100 miliardi di euro. In altre parole i cosiddetti vincoli di bilancio che devono valere per la sanità, il diritto allo studio, la previdenza, ecc. che vengono brutalmente tagliati peggiorando la vita delle persone non devono valere per le grandi opere speculative, le grandi operazioni affaristiche e finanziarie come il Tav.

Una cosa semplicemente scandalosa. Lo stesso accade a Torino in presenza di una classe di governo che non si fa scrupolo di smantellare e privatizzare servizi pubblici nel mentre sponsorizza megaprogetti speculativi costosissimi che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico e il bene comune. Per questo manifestiamo nella giornata di sabato. La lotta contro il Tav deve diventare una lotta per mandare a casa un governo e una classe politica che con l’alibi del debito pubblico sta portando avanti una politica di devastazione sociale, di lavoro, di ambiente”

 

 

Lubatti, hai mai preso un bus in vita tua?

13 Set

EZIO LOCATELLI (PRC/FDS): L’ASSESSORE COMUNALE AI TRASPORTI HA LE FETTE DI SALAME SUGLI OCCHI QUANDO DICE CHE TUTTO VA BENE DOPO I TAGLI GTT. I CITTADINI PROTESTANO

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc/Fds ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“Va tutto bene, anzi va molto male. Queste le contrastanti dichiarazioni che appaiono sui diversi organi di stampa dopo l’ennesimo taglio delle corse e dei chilometri di percorrenza deciso dall’azienda trasporti Gtt. A dire che tutto va bene, manco a dirlo, l’assessore comunale ai trasporti e la direzione Gtt fautori di una politica fatta di tagli e di privatizzazione del servizio. In particolare colpisce la perspicacia dell’assessore ai trasporti che salito su un bus, probabilmente con le fette di salame sugli occhi, ha detto: “il taglio non ha prodotto al momento effetti negativi” La pensano in modo diametralmente diverso i cittadini utenti che protestano per i disservizi e i lavoratori costretti ad un peggioramento delle condizioni lavorative. Siamo ad una palese distonia tra quelle che sono le vedute aziendali e amministrative rispetto e il sentire comune dei cittadini e dei lavoratori. Come Rifondazione Comunista abbiamo deciso di condurre una campagna di denuncia e di mobilitazione fatta di volantinaggi, presidi e assemblee in difesa del trasporto pubblico locale contro il peggioramento di un servizio fondamentale intrapreso anche e soprattutto in funzione del processo di privatizzazione di Gtt”

TRASFORMISMI

30 Ago

Una operazione di bieco trasformismo. Non so definire altrimenti la decisione perseguita da Vendola, scontando una forte rottura interna a Sel, per quanto riguarda le alleanze in previsione delle prossime elezioni politiche: chiusura e indisponibilità a una lista unitaria a sinistra, alleanza elettorale col Pd in previsione di un’alleanza di governo con i moderati dell’Udc, più, com’è presumibile, Pisanu, Fini e chissà quali altri. I diversi soggetti di questa armata Brancaleone si sono accordati: marciare divisi per governare uniti in “alternativa alla destra ma non a Monti” come puntualizza Bersani. Una operazione di potere indecente il cui unico risultato sarà la continuità delle politiche di austerità a carico dei ceti medio bassi. Nessuna politica in tema di diritti sociali, del lavoro, di lotta alla precarietà, di stato sociale, niente patrimoniale o dismissione di spese militari, niente regole per la finanza, ecc. Bando alle chiacchiere, dov’è l’alternativa a Monti, dov’è l’alternativa alla destra?
Per la sinistra, quella che si riconosce nei valori del lavoro, della giustizia sociale, della pace, dell’ambiente la sfida è la costruzione di un progetto di unità e di alternativa per uscire dal pensiero unico liberista che accomuna centrodestra e centrosinistra. Un progetto da perseguire con tutti quelli che ci stanno compresi i tanti dissidenti di Sel.