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Torino – Locatelli (Prc-Se): dopo l’ennesimo 1° maggio di repressione rispondere con la lotta e la partecipazione

2 Mag

“Ogni anno che passa, a Torino, è sempre peggio. Non solo per le manganellate che vengono propinate in abbondanza il 1° maggio nei confronti chi manifesta con le bandiere No Tav” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. “Manganellate del tutto ingiustificate – prosegue ancora Locatelli – al sol scopo di impedire che ci sia qualsiasi forma di contaminazione con le istanze di movimento che giustamente contesta, e noi con loro, un modello economico distruttivo di lavoro e di ambiente. Come se il 1° maggio fosse di proprietà di qualcuno e non una giornata di festa e di lotta di tutte e tutti. La repressione a Torino, città impoverita e piena di contraddizioni, è diventato un fatto di “normalità” non da oggi e non solo contro il movimento No Tav, ma contro manifestazioni studentesche, antifasciste, giovanili, di movimento. La repressione come negazione delle istanze di cambiamento.

Il fatto è che siamo in presenza di una intera classe politica e di governo morente che pensa di preservare il proprio potere ricorrendo alle manieri forti. Nell’esprimere ferma riprovazione per i fatti del 1° maggio e solidarietà ai manifestanti che sono stati colpiti dalle forze dell’ordine, tra questi l’avvocato Gianluca Vitale, come Rifondazione Comunista ci sentiamo impegnati ad allargare tutte le forme di partecipazione, mobilitazione, lotta sociale contro un sistema di potere affaristico che va messo in discussione e contestato per le sue scelte politiche di impoverimento sociale, di spoliazione dei diritti del lavoro, di distruzione ambientale. A farlo insieme a tutte le realtà sociali e di movimento.

Torino, 2 maggio 2019

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Centri sociali – Torino, Askatasuna – Locatelli (PRC): “Stop repressione e sgomberi contro movimenti e spazi sociali”

13 Lug

aska“L’irruzione della polizia che c’è stata questa mattina nel centro sociale Askatasuna e nello spazio del Neruda e le diciannove misure cautelari, prendendo a pretesto fatti che risalgono al corteo del 1 maggio 2017, hanno una evidente valenza politica – dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale PRC Torino -. Lo ha spiegato bene, senza mezzi termini, il segretario del sindacato di polizia Siap: si devono perseguire e chiudere i centri sociali, si devono mettere a tacere le espressioni di dissenso che hanno l’ardire di criticare l’operato delle forze di polizia. Operato che da diversi anni a questa parte (fortunatamente non nell’ultimo anno) ha impedito a una parte del corteo, quella più legata ai movimenti, ai centri sociali, a forze come Rifondazione Comunista, di portare a compimento la sfilata del primo maggio. La maniera migliore e forse voluta per ingenerare stati di tensione e una spirale di azioni repressive. Non è casuale l’intervento di polizia d questa mattina. Il Ministro degli Interni ha dato disposizioni. Bisogna andare a un giro di vite contro tutte le forme di dissenso e di alterità. Una spirale che va fermata. L’unica possibilità è di rifuggire da logiche autoreferenziali dello scontro fine a se stesso e di costruire una mobilitazione larga, pacifica e determinata che parli all’intera città”.

13 luglio 2018

Torino – Locatelli (Prc): costruire sinistra di alternativa. Quella di D’Alema e soci è operazione da ceto politico

25 Nov

DSCF4305Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc, dichiara:
Non spacciamo lucciole per lanterne. Oggi a Torino, come in altre città, si tengono assemblee indette da Mdp, Sinistra Italiana, Possibile per dare vita ad un nuovo soggetto politico di centrosinistra che, come dice D’Alema, non è in alternativa nè al Pd nè a Renzi: “se avremo una forza consistente costringeremo il Pd a dialogare con noi”. Più chiaro di così! L’operazione messa in campo ha più a che fare con beghe e accordi in famiglia che con la costruzione di una reale alternativa politica. Un’operazione da ceto politico condotta da gruppi parlamentari in gran parte compromessi con le politiche di attacco ai diritti sociali e del lavoro di questi anni, una operazione destinata a cambiare nulla di nulla.
In Italia e a Torino c’è bisogno di ricostruire un polo di sinistra antiliberista, alternativo a Pd, destra, M5S. Un polo di sinistra che stia dalla parte del mondo del lavoro, degli sfruttati, di chi lotta in difesa dei diritti di cittadinanza sociale, del diritto all’ambiente e alla salute, della scuola e sanità pubblica, contro la guerra. In una parola di chi si batte per l’applicazione dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Noi alla piattaforma del “Brancaccio” abbiamo creduto! In continuità con questa piattaforma a Torino, come nel resto d’Italia, Rifondazione Comunista sta lavorando per la costruzione – insieme a movimenti, comitati di lotta, realtà di base, forze sociali e politiche varie – di una lista popolare, di sinistra, antiliberista da presentare alle prossime elezioni politiche.

Torino, 25.11.2017

Rifondazione Comunista – Festa in rosso di Avigliana 21/22 giugno

19 Giu

FESTA AVIGLIANAvenerdì 21 giugno 2013 ore 21,00
“MOVIMENTI E CONFLITTI SOCIALI: quali prospettive per lavoro, diritti, No Tav”

dibattito con:

Ezio Locatelli, segretario provinciale PRC Torino

Nicoletta Dosio, Movimento No Tav

Angelo Patrizio, sindaco di Avigliana

Pietro Passarino, segreteria CGIL Piemonte

Sandro Plano, presidente Comunità Montana

Modera: Lucia Bisetti

Lettera aperta su PRC, movimento No Tav, M5S

22 Apr

Luigi Minghetti, Mara Armellinn, Marco Veruggio

Alla c.a. Infonotav (con preghiera di pubblicazione sul sito).

NO-TAV-RIF-COMW520

Care/i compagne/i

leggo una vostra nota in cui si fa una certa confusione tra due ambiti distinti, precisamente tra alcune prese di posizione di Rifondazione Comunista e altre assunte in piena autonomia dai sottoscrittori dell’appello “i liberatori non esistono, sono i popoli che si liberano da soli” rivolto al movimento No Tav. Ovviamente, per quanto mi riguarda più direttamente, rispondo dei punti di osservazione che riguardano l’operato di Rifondazione Comunista.

In alcuni di questi punti si parla di “critiche sciocche…faziose” che Rifondazione Comunista di Torino avrebbe rivolto contro una forza, il M5S, che è “parte del Movimento No Tav e protagonista della politica nazionale”. In particolare per quanto riguarda la battaglia No Tav, di cui anche Rifondazione da sempre è parte integrante, si fa riferimento a errori politici legati alla vicenda del governo Prodi e non solo. Ora, se è vero, com’è vero – sono il primo a dirlo – che in passato Rifondazione Comunista insieme a un lavoro positivo di movimento ha compiuto anche errori politici è altrettanto vero che non è possibile e nemmeno auspicabile rimanere bloccati in una posizione espiatoria.

Voi sapete benissimo che a Torino siamo impegnati in un percorso di ricostruzione di presenza e di coerenza (affrontando anche passaggi di rottura politica non di poco conto) a livello politico e di movimento e che lo stiamo facendo rifuggendo dal ruolo di mosca cocchiera. Noi abbiamo un’idea della politica fondata sulla ripresa delle lotte e del conflitto sociale, su un’idea di alterità politica fondata – come avete richiamato voi stessi – “su scelte politiche chiare circa alcuni valori fondanti della nostra (inattuata) Carta Costituzionale come i diritti sociali e del lavoro, il diritto di cittadinanza, le libertà sindacali e politiche, l’eguaglianza, l’antifascismo”. Quest’orientamento politico è da voi ritenuto positivo oppure no?

Voi dite ancora che le critiche al M5s devono essere avanzate nel merito. Appunto. Proprio per questo, per fare un esempio, non abbiamo esitato in queste ore a condividere la protesta contro l’elezione di Napolitano a Presidente della Repubblica funzionale a un nuovo governissimo. Ma nemmeno ci siamo tirati indietro nel denunciare scelte del tutto sbagliate tipo quella del M5s di Torino di questi giorni di avvallare e votare uno squallido odg della destra contro comunisti, partigiani, antifascisti degno del peggiore culturame reazionario. Odg, sia detto, passato anche con l’astensione determinante di Pd e Sel. Meno male che Rifondazione Comunista l’ha fatto, con molta nettezza! Per caso si tratta di “critiche faziose”? Cari compagni esiste la lotta contro il Tav ma esiste anche l’antifascismo, la difesa dell’art. 18, il diritto di cittadinanza degli immigrati, la lotta di classe contro i padroni, ecc. Queste cose o si tengono insieme oppure il rischio – in questo sono d’accordo con le osservazioni di Wu Ming – è di produrre politiche “diversive” che saltano questioni che sono discriminanti per una forza di sinistra e di classe.

Ovviamente penso anche che un conto è il piano del confronto e della battaglia politica altro è l’impegno a livello di movimento che deve tendere al massimo di unità, di autonomia, da realizzare nella condivisione degli obiettivi di lotta. Su questo piano del primato della condivisione degli obiettivi di lotta io penso che sia necessario avere il massimo di apertura, di attenzione, di rispetto per la pluralità dei percorsi, degli orientamenti, delle appartenenze. Per questo ritengo l’identificazione di un movimento sociale con un forza politica semplicemente sbagliata, indipendentemente da quale forza politica e dalle libere scelte di ognuno. Questa è la mia esperienza maturata in decine e decine di movimenti di lotta di cui sono stato promotore e partecipe nel corso della mia non breve militanza sociale e politica.

Il movimento No Tav è sicuramente una straordinaria esperienza di lotta che coagula diverse espressioni e appartenenze. La sua forza è in questa sua capacità di tenuta unitaria. Proprio per questo ritengo pienamente legittime tutte le espressioni, tutti i contributi, tutte le critiche – perché no? a cominciare da quelle rivolte al Prc – che sono nel senso di qualificare l’impegno e la presenza in un movimento di lotta in cui tutti ci riconosciamo.

Sull’appello “i liberatori non esistono, sono i popoli che si liberano da soli” non ho nulla da dire sennonché, come ho detto all’inizio, è stato promosso da compagne/i, cittadine/i vari impegnati nel movimento No Tav. Una cosa però vorrei dire, non capisco una certa propensione alla liquidazione di spunti di riflessione che forse andrebbero considerati con più attenzione, in maniera dialettica. Per caso non è così anche per tante altre realtà impegnate nel movimento NoTav?

Concludo con un aforisma di Bertolt Brecht: “ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati”. Ecco, in tempi di conformismo politico, di attrazioni fatali, io rimango pervicacemente seduto dalla parte del torto. Non il torto derivante da errori politici che pure gravano sulle spalle di ognuno di noi, insieme a tante cose buone portate avanti, ma il torto di non rinunciare a un’idea e a una pratica di alterità, di cambiamento della società. In questo non rinuncio al mio essere profondamente unitario nei movimenti di lotta e insieme a ciò al mio essere profondamente e orgogliosamente partigiano nella lotta politica per il cambiamento.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino

Torino, 22 aprile 2013