Tag Archives: Regione Piemonte

Ezio Locatelli (Prc-Se): basta piegarsi ai ricatti di Fca. Sbagliato il rinvio di un confronto pubblico

13 Dic

FCALa Fca (ex Fiat) perde il pelo ma non il vizio. La decisione dei vertici aziendali di disertare il confronto con i Consigli della Regione Piemonte e del Comune di Torino programmato in data odierna la dice lunga sulla effettiva volontà di un confronto dell’azienda riguardo i propri intendimenti industriali che tenga conto degli interessi pubblici. Motivo della decisione aziendale: il provvedimento ventilato dal governo di un’ecotassa sugli autoveicoli ad alimentazione tradizionale (benzina e diesel) in quanto lo stesso “cambia i presupposti del nostro piano industriale”. Invece che discutere a carte scoperte dell’annunciato piano di rilancio industriale ed occupazionale, certo anche dell’efficacia o meno del provvedimento bonus/malus per incentivare l’acquisto di auto elettriche ed ibride, la Fca ricatta. La qual cosa dovrebbe suscitare indignazione. E invece ancora una volta dalla parte di Fca si schierano all’unisono tutte quelle forze politiche (di centrodestra e centrosinistra) e sindacali (Fim e Uilm) che in questi anni non hanno trovato di meglio che avvallare le scelte aziendali di riduzione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in cambio di impegni produttivi ed occupazionali mai rispettati. Tutti a corte di Fca ad eccezione della Fiom e sindacati di base. La verità è che il piano industriale presentato di recente dal nuovo amministratore delegato Mike Manley è un piano aleatorio che fa acqua da molte parti. Sbagliato è il rinvio sine die della seduta congiunta già programmata tra i Consigli regionale del Piemonte e comunale di Torino. Invece che piegarsi ai voleri di un’azienda sempre più distante da Torino e dall’Italia le istituzioni farebbero meglio ad esercitare fino in fondo le proprie prerogative di controllo e di affermazione dell’interesse pubblico, a cominciare dall’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori a non essere presi in giro per l’ennesima volta.

Torino, 13 dicembre 2018

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Respingere gli aut aut di Chiamparino sul Tav. Basta tenere i piedi in due scarpe

12 Nov

regione_piemonte_palazzodi Ezio Locatelli*

Oggi su La Stampa Sergio Chiamparino dichiara che “dopo la manifestazione di sabato nulla può essere come prima…che quella manifestazione ha segnato uno spartiacque”. Dove vuole andare a parare è presto detto: “il Si alla Tav è condizione necessaria e imprescindibile per fa parte di un’alleanza di centrosinistra che lavori per il futuro del Piemonte…questo vale anche per i miei amici Airaudo e Grimaldi”. Più chiaro di così il Presidente della Regione Piemonte non poteva essere. La stessa chiarezza, almeno allo stato attuale, non si può dire di Sinistra Italiana e forze affini che, al di là di continuare a stare in maggioranza col Pd e Chiamparino, hanno finora pensato di ripresentarsi con il centrosinistra Si Tav alle prossime elezioni regionali. Com’è possibile? Una domanda che rivolgo in particolare a Giorgio Airaudo il quale, in un intervista rilasciata a il Manifesto, sostiene che “Torino non è andata in declino perché non c’era la Tav… il vero treno perso è quello dei motori, delle carrozzerie, della fabbrica, della mobilità sostenibile. Il treno perso è quello del lavoro”. E più oltre: “la piazza Si Tav configura un tentativo di restaurazione…grazie a questa manifestazione la regione viene spinta nelle mani del centrodestra a guida leghista”. Concordo pienamente. Sergio Chiamparino, al pari di Piero Fassino, ha un’idea distorta, direi arcaica dello sviluppo e della crescita, nient’affatto distinguibile da quella del centrodestra e per molti aspetti anche del M5S, Tav a parte. Un’idea basata su privatizzazioni, finanziarizzazione dell’economia, precarizzazione del lavoro, grandi opere, polarizzazioni commerciali. Nella fattispecie pensare di risollevare le sorti di una città in sofferenza e declino tramite la realizzazione di un’opera inutile e costosissima è pura follia. Il risultato è di fare il gioco di gruppi di potere e di interesse che oggi hanno come riferimento privilegiato le forze di destra a trazione leghista. Stando così le cose bisogna essere conseguenti. Non si può continuare a tenere i piedi in due scarpe. Le forze che vogliono dirsi di alternativa, antiliberiste, antifasciste facciano una scelta chiara di programmi, di autonomia e collocazione politica prima di essere messe in un angolo dagli aut aut di un partito, il Pd, e di un Presidente di Regione politicamente avviati sul viale del tramonto per manifesta incapacità di aprire una prospettiva di sviluppo che non sia a ricalco degli interessi dei poteri forti e delle élites della città.

*segretario provinciale Prc-Se

Torino, 12 novembre 2018

 

Locatelli (Prc): a fianco dei lavoratori Embraco boicottiamo Whirlpool

30 Gen

Embraco 1Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista ed esponente di “Potere al Popolo” di Torino, dichiara:

“Siamo solidali e a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Embraco di Chieri che nella mattinata di lunedì 29 gennaio manifestano aEmbraco 2 Torino contro il licenziamento di 500 unità lavorative. Un licenziamento di massa che porterà alla chiusura di ogni attività produttiva e a gettare sul lastrico centinaia di famiglie. Questi dell’Embraco pensano di fare i loro porci comodi. Dopo avere intascato nel 2014 dalla Regione Piemonte incentivi per due milioni e 700mila, dopo aver imposto ai lavoratori di tagliarsi lo stipendio del 20% questi non solo vogliono dismettere le attività produttive e centinaia di posti di lavoro. L’intento dichiarato è di continuare a introitare profitti puntando sull’attività di commercializzazione di elettrodomestici prodotti altrove dalla casa madre, ovvero dalla multinazionale Whirlpool. Inammissibile, provocatorio, vergognoso. A sostegno della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Embraco va intrapresa una campagna Embraco 3di boicottaggio degli elettrodomestici prodotti della multinazionale Whirlpool fino al ritiro dei licenziamenti. Non solo. All’Embraco va tolta la possibilità da parte degli Enti locali di disporre liberamente del sito aziendale per finalità diverse da quelli per i quali ha ricevuto incentivi, cioè finalità produttive”.

Torino, 29.01.2018

Locatelli e Flamini (Prc-Se): Basta frottole sui destini della FCA di Mirafiori e nel resto d’Italia. Serve un piano industriale

28 Mag

Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino e Enrico Flamini, responsabile nazionale lavoro, ambedue della segreteria nazionale Prc-Se hanno rilasciato la seguente dichiarazione sul recente accordo Governo- FCA:

“Siamo ai soliti proclami privi di qualsiasi riscontro. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e Claudio Calenda, Ministro per lo Sviluppo, sbandierano l’accordo intervenuto in sede governativa in base al quale FCA (ex Fiat)  si impegna a spendere 300 milioni circa in ricerca e innovazione a beneficio di Mirafiori e del centro di ricerca di Orbassano (Torino) nonché dei siti di Pomigliano d’Arco (Napoli) e Trento. A questa cifra si aggiungono 27 milioni di incentivi pubblici generosamente elargiti dal Ministero dello sviluppo (19 milioni) e dalla Regione Piemonte (9 milioni). Gli investimenti dovrebbero essere finalizzati alla progettazione e produzione di motori a trazione elettrica. Questi investimenti, spiega il Ministero in una nota, “confermano la scelta strategica di voler rafforzare FCA in Italia … con ricadute positive per le Regioni e Il Sistema Paese”. Gli fa eco Chiamparino. “è un bel segnale che conferma un’inversione di tendenza”. Parole vuote che prendono ancora una volta in giro lavoratori e cittadini. L’accordo intervenuto non è in grado di garantire nulla di nulla. Intanto l’accordo non prevede alcuna contropartita in termini occupazionali. Detto ciò il rilancio di uno o più centri di ricerca e di innovazione finalizzati alla produzione di nuovi modelli necessiterebbe di cifre ben al di là di quelle prospettate da FCA – la Volkswagen spende 13 miliardi ogni anno in ricerca e sviluppo –  ancor più se finalizzate a ridefinire in tutto o in parte la gamma produttiva degli stabilimenti col lancio di nuovi modelli ibridi. Solo per il lancio di un nuovo modello ibrido servirebbe un investimento di circa un miliardo di euro, una cifra assai lontana da quelle dichiarate da FCA. La verità è che non c’è alcuna inversione di tendenza riguardo a una azienda lasciata in questi anni andare alla deriva, nessuna specificazione di tempi e modi di impiego degli scarsi investimenti previsti, nessun piano industriale. Invece che parlare a vanvera, a giocare il ruolo di comprimari, a  continuare a foraggiare la FCA a fondo perduto, Calenda e Chiamparino farebbero meglio a cambiare registro. Il gioco negoziale sui tempi, le modalità e sui contenuti di un rilancio del sistema produttivo non può essere lasciato, così come finora è stato, nelle mani della direzione di FCA. Occorre un intervento pubblico da parte di governo e enti territoriali che non lasci spazio alle frottole di chi in tutti questi anni ha avuto modo di dimostrare l’assenza di credibilità, ovvero che l’unico scopo era il profitto e non certo la tenuta occupazionale o della capacità progettuale e  produttiva delle aziende presenti a Torino e in Italia.

Torino/Roma 28 maggio 2017

Firme false in Piemonte. Basta con le coperture politiche

4 Mar

firme false regione PiemonteEzio Locatelli – segretario provinciale Rifondazione Comunista – S.E. ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Trovo indecente il tentativo  del Pd e di Chiamparino di minimizzare la questione delle firme false relative alla elezione di otto consiglieri in Consiglio Regionale del Piemonte. Soprattutto adesso che non ci sono più dubbi. Siamo infatti in presenza del patteggiamento di pene, comprese tra i cinque mesi e un anno, in sede di procedimento penale, a carico di attivisti, funzionari e un Consigliere regionale del Partito democratico. E’ mai possibile che il massimo della preoccupazione sia nella salvaguardia delle poltrone istituzionali? Non esiste un problema di trasparenza e moralità pubblica? Al di là delle responsabilità soggettive esistono responsabilità oggettive e di ordine politico che sono in carico al Pd, partito di maggioranza. Ciò che indigna è che stiamo parlando di un partito impegnato in un’operazione di stravolgimento della Costituzione e di accentramento dei poteri decisionali e al tempo stesso di un partito che non si fa remore nel minimizzare e coprire operazioni in rotta di collisione con le più elementari regole  di democrazia”.

Torino, 3 marzo 2016

Sfratti – Locatelli (Prc/Se): Adesso tocca persino agli invalidi e ai malati mentali essere buttati in strada. Bloccato uno sfratto

8 Set

img-20150908-wa00013Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino, a seguito del blocco di uno sfratto, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Questa mattina siamo intervenuti per bloccare uno sfratto nel quartiere popolare di San Salvario a Torino.  Lo abbiamo fatto con le compagne e i compagni  di Rifondazione Comunista e dello sportello casa La Poderosa. Nella città deindustrializzata e impoverita di Torino ogni anno sono migliaia gli sfratti per morosità incolpevole. Nel caso specifico lo sfratto riguardava una famiglia non solo con problemi economici ma con a carico un figlio invalido al 100% per gravi problemi di salute mentale. In casi del genere non è possibile procedere allo sfratto, eppure ci siamo trovati nella condizione di dover intervenire per impedire lo sfratto stesso nell’assenza vergognosa di risposte da parte del Comune e delle istituzioni pubbliche.

Proprio nelle settimane scorse si è molto parlato, in occasione della morte violenta per Tso di Andrea Soldi, della gravi lacune che attengono agli obblighi di protezione e di assistenza sociale da parte delle istituzioni pubbliche. Questa mattina abbiamo impedito che una situazione, con similitudini riguardo la patologia di una persona coinvolta, degenerasse nel peggior modo possibile. Adesso il Comune e la Regione di Torino si prendano le loro responsabilità. Noi faremo tutti i passi necessari perché questo avvenga. In caso contrario saremo durissimi nel denunciare chi un giorno versa lacrime di coccodrillo e l’altro giorno gira le spalle riguardo a situazioni che possono degenerare con esiti drammatici.

Torino, 8 settembre 2015

Ezio Locatelli (PRC – S.E.) – intervento a Torinow del 26 febbraio 2015

1 Mar

Dibattito a Torinow sulla crisi politica e sociale in Piemonte ed in Italia