Tag Archives: Salvini
20 Ago

Né con Salvini né con Renzi. Ed ancora, a scanso di equivoci, nessun credito a forze di centrosinistra, centrodestra o M5S responsabili a vario titolo di politiche che hanno aumentato ingiustizie e disuguaglianze sociali. Se è un fatto positivo che il governo gialloverde,dopo le innumerevoli nefandezze compiute in questi mesi, sia arrivato al capolinea nessuno si illuda che dalla crisi politica si possa uscire con un semplice cambio di maggioranza. L’idea dell’ex Ministro degli Interni – un trasformista della peggiore specie – di andare ad elezioni anticipate per un mero calcolo di potere, sulla base di una legge elettorale truffa, falsificatoria del risultato elettorale, per di più invocando pieni poteri, era e rimane una idea pericolosa, da respingere. Ma detto ciò deve essere altrettanto chiaro che dalla crisi politica si esce soltanto con un cambio radicale di politiche economiche e sociali: lotta alle disuguaglianze sociali e alla precarietà, ripristino di diritti sociali e del lavoro, aumento dei salari e delle pensioni, lotta all’evasione fiscale e alle rendite parassitarie, imposte sui grandi patrimoni, taglio delle spese militari, no alla dissipazione di denaro pubblico in grandi opere inutili e speculative. Insieme a ciò la necessità che si vada alla revisione della legge elettorale in senso compitamente proporzionale. In una parola il tema è l’attuazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione. L’esatto contrario delle politiche portate avanti sinora. Difficile se non impossibile attendersi questo cambio dalle forze maggiori, variamente collocate, che allo stato attuale siedono in Parlamento, forze che compongono una classe dirigente ferocemente concorrenziale sulla scena politica ma largamente convergente sul piano degli indirizzi economici e politici. Ciò che manca e che va ricostruito nel nostro Paese è un conflitto sociale capace di sovvertire le priorità di governo, è una opposizione e una sinistra degna di questo nome. La ricostruzione di questo conflitto, di questo movimento di opposizione e di sinistra è l’impegno prioritario di Rifondazione Comunista.

20 agosto 2019

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13 Ago

In un editoriale di oggi Ezio Mauro, a proposto della crisi politica aperta, parla del Big Bang del sistema politico che abbiamo conosciuto fin qui. “Sembra incredibile – continua Mauro – che una crisi di governo nata come una bassa resa dei conti all’interno del nuovo populismo italiano, dopo un anno di malgoverno, abbia la capacità e la portata di scardinare un meccanismo politico complesso e articolato in cui si raccolgono partiti, interessi legittimi, valori, partecipazione, rappresentanza. Ma è quel che sta accadendo”. Ed ancora “Un cambio d’epoca …. come risultato finale della furia antipolitica che ha investito negli ultimi anni le istituzioni, la repubblica e la democrazia, un processo di falsa rivoluzione e di vera delegittimazione repubblicana, che trova infine oggi il suo sbocco prevedibile e naturale in un’interpretazione di destra estrema della vicenda del Paese”. Tutto vero. Peccato che manca del tutto un’analisi delle cause e delle responsabilità. Il terreno del neopopulismo, spia del disagio sociale dei ceti medio-bassi, è stato preparato in anni di assunzione acritica delle politiche economiche classiste perseguite dal capitalismo finanziario a livello nazionale, europeo e mondiale. Politiche che hanno abbattuto diritti sociali, del lavoro, ingenerato crescenti disuguaglianze che sono all’origine della crisi profonda della nostra democrazia. Il principio di uguaglianza, la difesa del lavoro e della dignità delle persone sono il principio costituivo della nostra democrazia costituzionale. Principi che sono stati ampiamente disconosciuti e traditi. Capisco che per un quotidiano – La Repubblica – che è stato il principale sostenitore della necessità di una svolta in senso liberaldemocratico di una sinistra che poco alla volta ha rinunciato ad essere sinistra, a difendere gli interessi popolari, è difficile fare i conti con la realtà. Indubbiamente Salvini – e con lui la destra estrema – è un personaggio pericoloso, fascistoide che punta a una svolta autoritaria, a disconoscere i principi fondamentali della nostra Costituzione, a distruggere in via definitiva tutta la sostanza della nostra democrazia. Un personaggio funzionale ai poteri forti. Come se ne esce? Non tanto e non solo facendo muro politico in Parlamento – di certo l’agenda del capo della Lega va in ogni caso contrastata – ma cambiando radicalmente politica. Non più al servizio del capitale, non più succubi della Troika economica europea (Bce, Fmi, Commisisone europea) ma una politica mobilitata contro ogni forma di sfruttamento, di ingiustizia, di oppressione, schierata dalla parte dei lavoratori, dei disoccupati, dei precari, dei soggetti più deboli. Ed inoltre più che pensare al taglio dei parlamentari (un diversivo che non risolve nulla) bisogna cassare una legge elettorale truffaldina fatta apposta per falsare le forme della rappresentanza politica. Un voto può dirsi su basi minimamente democratiche se fatto su base proporzionale, altrimenti non lo è.(e.l.)

13 agosto 2019

Locatelli (Prc-Se): Salvini non faccia lo spaccone. Sabato tutti in Valsusa contro il Tav

25 Lug

notavPiù che un auspicio ad una manifestazione pacifica – dichiara Ezio Locatelli segretario PRC-SE Torino – quella rivolta da parte di Salvini ai manifestanti di sabato suona come una minaccia: “non tollereremo violenze contro le forze dell’ordine, niente resterà impunito”. Appunto, finora di impunito ci sono stati gli eccessi delle forze dell’ordine. Con un Ministro degli Interni come quello che abbiamo, spaccone, avvezzo a soffiare sul fuoco, a perorare l‘uso della forza, sicuramente c’è da stare in allerta. In ogni caso non saranno le sue minacce a farci desistere dal manifestare contro la decisione indecente del governo di procedere alla realizzazione di una delle opere più inutili e distruttive degli ultimi decenni. Sabato tutti in Valsusa. Rifondazione Comunista, insieme ai tanti manifestanti No Tav, ci sarà.

Torino, 25 luglio 2019

Locatelli (Prc-Se): sul Tav Di Maio mette la retromarcia. Avanti con le lotte, costruire l’alternativa

13 Lug

di maio salvini“Il capo in pectore del M5S Luigi Di Maio è stato chiarissimo nella sua venuta a Torino. La linea politica del Movimento è una linea governista senza se e senza ma” dichiara Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. “Una linea a supporto della Sindaca Chiara Appendino il cui operato filo confindustriale, in sostanziale continuità con l’amministrazione precedente, è sempre più contestato da una parte della sua maggioranza consiliare e, al tempo stesso, una linea a difesa dell’alleanza di governo nazionale. Una linea oltranzista, costi quel che costi, anche a costo di sussumere il M5S ai voleri della Lega di Salvini. Arrivando persino a relativizzare la questione Tav in Valsusa – Di Maio: “resto no tav ma tornare indietro adesso costa il triplo delle energie” – considerata sino a ieri questione dirimente, irrinunciabile”. Osserva ancora Locatelli: “Certo, sulla questione per il M5S è bene continuare a fare opposizione di principio, a sparare qualche cannonata a salve. Ma se proprio si deve arrivare al dunque sia la maggioranza parlamentare e non di governo a dire l’ultima parola. Il fatto è che per il M5S è sempre più difficile tenere insieme il dritto e il rovescio. Da qui la retromarcia di Di Maio sul Tav che segna un punto di svolta negativo sul piano del rapporto con i movimenti di lotta. Il M5S vira a destra in nome della governabilità. Una scelta che sarà pagata a caro prezzo. In ogni caso le lotte per la difesa del territorio, contro le politiche affaristiche, le grandi opere inutili continueranno più che mai. Insieme alle lotte occorrerà porsi in maniera più stringente la questione di un’alternativa all’attuale quadro politico, della costruzione di una sinistra antiliberista”.

Torino, 13 luglio 2019

Calcio, Atalanta, Prc: «Salvini non faccia lo gnorri: non servono verifiche ma provvedimenti contro i responsabili dei pestaggi. Numeri identificativi subito».

1 Mar

«Quanto accaduto al termine della partita di calcio Fiorentina – Atalanta è surreale e gravissimo.
A circa 500 m dal casello di Firenze Sud, lungo la superstrada, i primi due pullman della lunga colonna sono stati fermati dagli agenti di polizia, alcuni dei quali, saliti a bordo, hanno del tutto immotivatamente e illegittimamente aggredito i tifosi, percuotendoli anche con gli sfollagente, obbligandoli poi a scendere dai bus, per identificarli ed intimorirli con gravi minacce.
Chiediamo al ministro Salvini di “non fare lo gnorri”, i video parlano chiaro, non servono verifiche ma provvedimenti contro i responsabili di queste violenze.
E’ necessario fare piena luce su quanto accaduto a Firenze, procedere alla identificazione e punizione dei responsabili, di chi ha dato l’ordine iniziale illegittimo ma anche di chi lo ha eseguito; ribadiamo l’assoluta necessità di introdurre i codici identificativi sui caschi delle forze d’ordine».

Ezio Locatellii
Jacopo Ricciardi
Andrea Ferroni

Antirazzismo e disobbedienza civile

7 Gen

nostra patria mondo interoL’auspicio è che la disobbedienza contro il decreto (in)sicurezza – “un provvedimento criminogeno e disumano” – si allarghi quanto più possibile non lasciando soli quei sindaci coraggiosi che hanno deciso di non derogare ai principi di eguaglianza e di giustizia sanciti dalla nostra Costituzione. Nessuno rimanga in silenzio. Mai come momenti come questi l’indifferenza è il peso morto della storia. Facciamo in modo che tutti i sindaci che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione seguano l’esempio di Palermo, Napoli, Riace, ecc. In ogni caso ognun@, indipendentemente da ruoli istituzionali, è chiamato a fare la sua parte – non bastano i like -, a praticare la disobbedienza, a mobilitarsi, a fare controinformazione, a contrastare una china pericolosa. Detto ciò dobbiamo essere consapevoli che non basta praticare l’antirazzismo. Oltre ad una necessaria battaglia etico politica contro squallide leggi xenofobe, razziste occorre condurre una battaglia contro le politiche di austerità, neoliberiste che utilizzano la crisi per dividere le persone, per aizzare l’astio sociale contro i soggetti più deboli distogliendo lo sguardo dalle disuguaglianze, dai privilegi, dal furto quotidiano operato da ricchi, padroni, speculatori. In ciò bisogna essere chiari. Il governo Salvini-Di Maio, al di là dei proclami sul cambiamento è del tutto in linea con le politiche neoliberiste e di impoverimento sociale perseguite in Europa dall’Ue, in Italia dai governi del Pd, di centrodestra. Il razzismo va contrastato oltre che con la disobbedienza civile, con la mobilitazione sociale, con l’opposizione al neoliberismo che accomuna destra, centrosinistra, M5S. (e.l.)

Ezio Locatelli (Prc-Se): in piazza l’8 dicembre per dire NoTav e No alle politiche repressive

5 Dic

siamotuttinotavL’8 dicembre in piazza noi ci saremo contro il Tav, le Grandi Opere inutili ma senza farci prendere in giro da un governo che ha già scelto da che parte stare (“sono dalla parte degli imprenditori” dice Conte nella giornata dell’incontro con le associazioni d’impresa Si Tav). Senza farci prendere in giro da forze di governo che dicono tutto e il contrario di tutto. Non è solo Salvini ad essere per il Tav in Valle Susa. Lo stesso Ministro dei Trasporti Toninelli ha dato il via libera alla pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione del tunnel di base facendo solo slittare i tempi. L’intento da parte di tutti è scavallare le prossime elezioni europee e poi  succeda quel che deve succedere, cioè si vada avanti col Tav. Una commedia degli equivoci che va interrotta con la mobilitazione popolare negando qualsiasi delega a forze proteiformi, aperte a tutto e al contrario di tutto. Le stesse forze non si sono fatte scrupoli nell’approvare nuovi dispositivi di repressione e di militarizzazione del territorio, oltre che di discriminazione sociale, degni dei peggiori regimi reazionari. In piazza ritroviamoci in tant@ contro  il Tav voluto dalle forze di centrosinistra e centrodestra, contro le politiche repressive perseguite dal governo in carica.

 

Torino 6 dicembre 2018