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Antirazzismo e disobbedienza civile

7 Gen

nostra patria mondo interoL’auspicio è che la disobbedienza contro il decreto (in)sicurezza – “un provvedimento criminogeno e disumano” – si allarghi quanto più possibile non lasciando soli quei sindaci coraggiosi che hanno deciso di non derogare ai principi di eguaglianza e di giustizia sanciti dalla nostra Costituzione. Nessuno rimanga in silenzio. Mai come momenti come questi l’indifferenza è il peso morto della storia. Facciamo in modo che tutti i sindaci che si riconoscono nei valori della Costituzione nata dalla lotta di Liberazione seguano l’esempio di Palermo, Napoli, Riace, ecc. In ogni caso ognun@, indipendentemente da ruoli istituzionali, è chiamato a fare la sua parte – non bastano i like -, a praticare la disobbedienza, a mobilitarsi, a fare controinformazione, a contrastare una china pericolosa. Detto ciò dobbiamo essere consapevoli che non basta praticare l’antirazzismo. Oltre ad una necessaria battaglia etico politica contro squallide leggi xenofobe, razziste occorre condurre una battaglia contro le politiche di austerità, neoliberiste che utilizzano la crisi per dividere le persone, per aizzare l’astio sociale contro i soggetti più deboli distogliendo lo sguardo dalle disuguaglianze, dai privilegi, dal furto quotidiano operato da ricchi, padroni, speculatori. In ciò bisogna essere chiari. Il governo Salvini-Di Maio, al di là dei proclami sul cambiamento è del tutto in linea con le politiche neoliberiste e di impoverimento sociale perseguite in Europa dall’Ue, in Italia dai governi del Pd, di centrodestra. Il razzismo va contrastato oltre che con la disobbedienza civile, con la mobilitazione sociale, con l’opposizione al neoliberismo che accomuna destra, centrosinistra, M5S. (e.l.)

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Ezio Locatelli (Prc-Se): in piazza l’8 dicembre per dire NoTav e No alle politiche repressive

5 Dic

siamotuttinotavL’8 dicembre in piazza noi ci saremo contro il Tav, le Grandi Opere inutili ma senza farci prendere in giro da un governo che ha già scelto da che parte stare (“sono dalla parte degli imprenditori” dice Conte nella giornata dell’incontro con le associazioni d’impresa Si Tav). Senza farci prendere in giro da forze di governo che dicono tutto e il contrario di tutto. Non è solo Salvini ad essere per il Tav in Valle Susa. Lo stesso Ministro dei Trasporti Toninelli ha dato il via libera alla pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione del tunnel di base facendo solo slittare i tempi. L’intento da parte di tutti è scavallare le prossime elezioni europee e poi  succeda quel che deve succedere, cioè si vada avanti col Tav. Una commedia degli equivoci che va interrotta con la mobilitazione popolare negando qualsiasi delega a forze proteiformi, aperte a tutto e al contrario di tutto. Le stesse forze non si sono fatte scrupoli nell’approvare nuovi dispositivi di repressione e di militarizzazione del territorio, oltre che di discriminazione sociale, degni dei peggiori regimi reazionari. In piazza ritroviamoci in tant@ contro  il Tav voluto dalle forze di centrosinistra e centrodestra, contro le politiche repressive perseguite dal governo in carica.

 

Torino 6 dicembre 2018

Costruire opposizione sociale e alternativa politica

7 Ago

xenofobiadi Ezio Locatelli*

Di certo non mancano le critiche che vengono mosse al governo nazional populista cui hanno dato vita Salvini e Di Maio. Un governo che pensa di rispondere al clima di insicurezza e di impoverimento sociale, ingenerato da anni di politiche neoliberiste, con un surplus di securatismo: più armi, più spese militari, più muri, più prigioni. Utilizzano il clima di incertezza per fare discorsi xenofobi, per scaricare difficoltà sui migranti, sulle persone più deboli e indifese. E’ la tipica dinamica del capro espiatorio. Una dinamica pericolosa che produce razzismo, vale a dire la forma più radicale della xenofobia.

D’accordo sulla necessità che viene da più parti di condurre una battaglia etico politica, antirazzista, antifascista contro l’attuale governo. Ma la battaglia deve essere anche e soprattutto sul terreno sociale, della lotta contro disoccupazione e precarietà, contro la riduzione dei salari, dei diritti e delle tutele sociali. C’è poco o nulla da aspettarsi da un governo che vuole cancellare la progressività del sistema fiscale, redistribuire risorse dal basso verso l’alto. Da un governo che nega la condizione collettiva, i diritti sociali, che privatizza le risposte all’insicurezza esistenziale. Da un governo che è ostile al lavoro come si è visto nel voto favorevole alla reintroduzione dei voucher o nel voto contrario alla reintroduzione dell’at. 18.

Dev’essere chiaro, la critica e la lotta al governo Lega-M5S va condotta da posizioni di sinistra, dal punto di vista degli interessi materiali delle classi lavoratrici e popolari, non come fa il Pd da posizioni liberiste che inneggiano ai mercati finanziari e ai vincoli di bilancio. Sul varo della prossima legge di bilancio vedo troppe raccomandazioni che sono nel senso di chiedere rispetto per le compatibilità economiche, di sollecitare nuove entrate o tagli di spesa sociale. No, serve più occupazione, più reddito, più diritti, più giustizia sociale, più tutele sociali, occorre andare all’abrogazione della legge Fornero. Le risorse ci sono. La loro reperibilità può venire da misure rivolte contro la grande evasione fiscale, dalla tassazione dei grandi patrimoni, della rendita finanziaria.

L’insicurezza del presente e l’incertezza del futuro, il clima di paura che impregna gran parte della società si combattono con una scelta di campo, costruendo opposizione sociale, tornando a stare dalla parte dei ceti più deboli. Questa scelta può essere portata avanti solo da una sinistra antiliberista, di popolo, alternativa agli schieramenti di destra, centrosinistra e M5S. Può essere portata avanti unendo le forze e le lotte che sono state disperse in questi anni. Rifondazione Comunista lavora a questa prospettiva ricostruttiva di forze e di alternativa di società.

*segreteria nazionale Prc-Se

Xenofobia e razzismo come nuove forme di esercizio del potere capitalistico

28 Giu

Le esternazioni di Salvini e dei suoi compari in materia di migranti sono semplicemente agghiaccianti. Esternazioni volte a dire: non rispondete agli S.O.S. di chi sta in mezzo al mare, rispedite i migranti in Libia (ovvero in campi di concentramento che sono luoghi di stupro e di tortura), mettiamo fuori legge le persone e le Ong che salvano vite umane. Al punto in cui siamo arrivati possiamo liquidare queste esternazioni come semplici follie, incongruenze, manifestazioni di aggressività primitiva di un estremista di destra, in antitesi alla civiltà moderna? Io non credo. Queste esternazioni dicono qualcosa di più e di diverso, sono l’estensione di una modernità che pensa di affermarsi con nuove forme di schiavitù, sfruttamento, guerre, disumanizzazione di chi sta in basso nella scala sociale. Una nuova forma di esercizio del potere capitalistico con più interpreti. Il Pd con Minniti è stato un precursore di una lettura di destra del fenomeno migratorio che ha portato, come ammette oggi un esponente di primo piano di questo stesso partito, a dichiarazioni allucinanti, tipo che la democrazia è messa a rischio dagli sbarchi e non dalle mafie e dall’esclusione sociale. Il problema oggi non riguarda solo la linea di condotta fascistoide di Salvini. Riguarda il rischio di precipitare in un clima di afasia, di assuefazione, di rimozione. Grazie alla complicità dei poteri forti e dei grandi media il rischio è di precipitare in una produzione sociale di coscienze, di linee di condotta in cui il cinismo e la cecità la facciano da padrone. Contro questo rischio è nostro dovere ribellarsi. Così come è necessario, se vogliamo ridare una prospettiva di speranza e di cambiamento ai settori sociali traditi dalle politiche neoliberiste del centrosinistra in questi anni, riprendere a lottare contro ingiustizie, precarietà, disoccupazione e  disuguaglianze sociali. (e.l.)

Salvini e M5S i nuovi caporali di giornata dei poteri forti

21 Giu

Nemici alle porte. I nemici sarebbero tutti coloro che risultano estranei alla nostra precaria, insicura sfera di vita privata, in specie i migranti, i poveracci, gli ultimi della classe. A milioni di persone colpite dal peggioramento della propria posizione sociale e lavorativa, angustiate dall’incertezza del futuro i governi della crisi e dell’austerità nelle loro diverse varianti – governi neoliberisti o sovranisti -offrono vittime sacrificali, nemici esterni, capri espiatori. E’ nei loro confronti – non dei padroni, delle banche, dei ricchi, degli speculatori, degli evasori – che deve essere scaricata la frustrazione e la rabbia sociale per la situazione di ingiustizia sociale e di malgoverno. Un gioco politico infame ideato e condotto nei termini di una perfetta arma di depistaggio di massa. Una forma di lotta di classe dall’alto contro il basso che miete vittime a non finire. Bisogna reagire non solo in base a giusta ripulsa morale contro soprusi, deportazioni, gabbie, muri, fili spinati. Bisogna reagire dichiarando guerra alle ingiustizie, allo sfruttamento e alle disuguaglianze sociali, in ogni forma, nella forma della globalizzazione neoliberista o del nazionalismo fascistoide. I nostri nemici sono i detentori di grandi ricchezze, i poteri forti non i poveri. Salvini e il M5S sono i nuovi caporali di giornata di questi poteri forti. Torna di grandissima attualità l’esortazione di Karl Marx: “Proletari di tutto il mondo unitevi!”.

Valsusa – Locatelli (Prc-Se): patetici i tentativi del M5S di salvarsi l’anima. Domani alla manifestazione No Tav contro i nuovi inciuci di governo

18 Mag

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Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino dichiara:

«Contrordine cittadine e cittadini. Sulla linea ad Alta Velocità Torino-Lione si può e si deve discutere ma niente sospensioni dei lavori come da avvertimento della commissaria ai trasporti Ue Violeta Bulc. M5S e Lega in perfetto stile democristiano hanno infatti scritto nel contratto di governo che intendono impegnarsi a «ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia». Un artifizio lessicale che tenta inutilmente di mettere in salvo capra e cavoli. Patetici i tentativi online dei M5S di queste ore di stravolgere il significato delle parole. A scanso di equivoci Salvini ci mette il carico: «la maggioranza delle opere pianificate e finanziate andrà assolutamente avanti». Rassicurate le consorterie di affaristi e speculatori che proliferano sulle grandi opere. Per il M5S più che un compromesso con il partner di governo si tratta di una vistosissima retromarcia. Per i cittadini della Valle di Susa si tratta invece di una vera e propria fregatura. Sempre più il patto di governo M5S-Lega si rivela per quello che è: uno specchietto per le allodole che mette in soffitta molte promesse elettorali. La «Valle non si arresta» si legge in una nota che annuncia la manifestazione No Tav di domani da Rosta ad Avigliana, alle porte della Valsusa. La prima manifestazione contro le giravolte e i nuovi inciuci di governo. Rifondazione Comunista ci sarà «contro la realizzazione di grandi opere – come si legge nella nota – utili solo a chi specula sulla loro costruzione»».

Torino,18 maggio 2018