Tag Archives: SEL

Quale processo unitario? Non spacciare lucciole per lanterne

17 Gen

Ieri Sel ha deciso di non fare più tesseramento 2016 e di dare corso alla nascita di un nuovo partito con Fassina. Legittimo che ciò avvenga dopo il fallimento del progetto per cui è nata Sel di andare alla riqualificazione e al rilancio del centrosinistra. L’importante è non spacciare lucciole per lanterne. Il nuovo partito non è il soggetto unitario. Nasce dopo aver fatto saltare l’idea di un soggetto unitario e plurale in alternativa al Pd. La battaglia politica per il cambiamento, più che della rifondazione di Sel, più che di un nuovo partito “monoteista”, di impronta istituzionale ha bisogno di riconoscere e di portare a confronto le differenze, di costruire un soggetto capace di fare battaglia politica e sociale.. Rifondazione Comunista non rinuncia a questo progetto. Per dirsi unitario questo progetto deve necessariamente essere plurale (e.l.)

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Razzismo – Locatelli (PRC): bus separati per Rom e utenti italiani? Una vergogna

24 Ott

romEzio locatelli, segretario provinciale Prc di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“la proposta del sindaco Pd di Borgaro (un comune della cintura di Torino), avvallata dall’assessore comunale di Sel, di istituire corsie separate per i bus che fanno servizio di trasporto – una per i rom l’altra per la gente del paese – è una proposta di una stupidità assoluta. Non siamo in Sudafrica ai tempi dell’apartheid, siamo in un Paese dove la Costituzione fa giustamente divieto di qualsiasi discriminazione. I temi della sicurezza e della convivenza, nella misura in cui esistono, si affrontano in altro modo, nel rispetto della dignità di tutte le persone senza discriminazione e distinzione alcuna “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali”. Quella del sindaco e dell’assessore di Borgaro è l’espressione del degrado in  cui è caduta tanta parte della politica istituzionale. C’è da vergognarsi. Un degrado al quale bisogna reagire con forza”:

Torino, 24  ottobre 2014

LE ALCHIMIE MANCATE E I COMPITI DELLA SINISTRA AL TEMPO DI CHIAMPARINO

10 Set

DSCF3653di Ezio Locatelli*

Eletto tre mesi fa presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, dopo essere stato presidente della fondazione Intesa San Paolo, non ha perso occasione per dare riprova dei suoi propositi politici. Nel campionario delle esternazioni estive c’è solo l’imbarazzo della scelta: privatizzazione del sistema sanitario, realizzazione di grandi opere e di Tav, liberalizzazione del mercato del lavoro, smantellamento delle società partecipate. E poi ancora tanti elogi e attestati di stima nei confronti dei padroni della Fiat, ora Fca, i precursori della distruzione del salario e dei diritti del lavoro. Un florilegio di dichiarazioni all’insegna di politiche di mercato, della destabilizzazione dei diritti sociali, ambientali e del lavoro funzionali a quel blocco di poteri reali – industriali, banchieri, manager, costruttori, ecc –  il cui ruolo è stato decisivo dal punto di vista dell’esito elettorale. Di sicuro, con queste premesse, l’aziendalizzazione e la privatizzazione della vita sociale piemontese è destinata a continuare e ad estendersi ben al di là da quanto fatto dalla sgangherata giunta Cota.

Qualche tempo fa il capogruppo regionale di Sel, partito che ha scelto di far parte dello schieramento liberista di Chiamparino, ha scritto: “in Piemonte Sel vuole fare la differenza”. Quale differenza non s’è capito per niente visto che finora gli esponenti di Sel, in quota alla maggioranza consiliare, non hanno levato una sola parola, una sola critica, una sola espressione di dissenso nei confronti delle sortite del presidente della Giunta. E ci mancherebbe, tutto ha un prezzo. Per l’istituzionalizzazione del proprio ruolo in maggioranza Sel, giocoforza, ha dovuto accettare di far parte di un sistema definito di rapporti politici. In che termini definito? Chiamparino l’ha chiarito da subito: “non pretendo il pensiero unico … ma se comincia il tiro alla fune su qualunque tema, che sia Tav o sanità, non ci metto neppure due minuti a comportarmi come ho fatto in Comune, con Rifondazione”. Come tutti sanno Rifondazione Comunista nel 2009 venne estromessa dalla giunta comunale – allora Chiamparino era sindaco di Torino  – per essersi opposta alla vendita e alla privatizzazione dei servizi pubblici. Non c’è da stupirsi: l’ideologia del decisionismo e della governabilità contempla solo l’assoggettamento politico.

Io penso che Sel, forza politica che con Rifondazione Comunista e tante altre forze ha dato un contributo importante all’affermazione della lista Tsipras in campo europeo, abbia preso un abbaglio in Piemonte. La scelta fatta alle regionali di far parte di uno schieramento che non è più portatore, non dico di una idea di sinistra, ma semplicemente progressista, non può essere derubricata a scelta tattica. In qualsiasi caso si tratta di una scelta sbagliata. Sel ha pensato di fare come gli alchimisti medievali che dicevano di volere o potere trasformare il piombo in oro. Una trasformazione impossibile. Ecco perché l’alleanza con lo schieramento liberista di Chiamparino, al di là dell’ottenimento di qualche prebenda istituzionale, è una scelta perdente, destinata alla prova dei fatti a non produrre risultato alcuno, a non influenzare e modificare scelte sul piano politico, a non produrre un avanzamento sul piano dei diritti sociali, del lavoro, della cittadinanza. L’unico risultato certo, nell’immediato, è stato quello di aver scompaginato e indebolito il fronte della sinistra in sede regionale.

Alla divisione e all’offuscamento del ruolo della sinistra non intendiamo di certo rassegnarci. Il confronto che si è aperto a partire dall’affermazione della lista l’Altra Europa con Tsipras va portato avanti. Per tornare a contare e a incidere davvero, la sinistra deve scegliere un percorso di aggregazione e di unità in alternativa alla politica chiusa dentro il cerchio dei poteri dominanti. La sinistra agisca in alternativa alle politiche liberiste e di austerità, politiche che tendono a ridurre drasticamente l’intervento pubblico e le politiche sociali non solo sul piano europeo ma sempre più, a cascata,nei territori. La sinistra ridia centralità alla persona, alla lotta per i diritti, per il lavoro e l’eguaglianza sociale. Si torni a fare questo, innanzitutto sul piano della battaglia sociale oltre che della presenza istituzionale, in risposta a un diffuso disagio sociale.

Non dimentichiamo che, in ragione di un disagio privo di rappresentanza, il 50% e più dell’elettorato si colloca fuori e contro il sistema politico. Ricostruiamo questa rappresentanza a partire dai territori e dal conflitto sociale, dalle istanze che vivono nei movimenti e nelle pratiche sociali, nel mondo del lavoro e della scuola, nei quartieri. Volendo fare un passo in avanti rispetto a una idea della politica come mero riflesso di scelte istituzionali (non sempre collimanti come s’è visto alle regionali), la domanda che rivolgo è per l’appunto questa: a fronte di una crisi sociale e politica profonda c’è la disponibilità a far prevalere le ragioni di una lotta e di una iniziativa sociale, (per i diritti sociali, del lavoro, la difesa della sanità e della scuola pubblica, contro le privatizzazioni, le grandi opere, ecc.) indispensabili per qualsiasi cambiamento, a considerare il territorio e il conflitto sociale come spazio di un nuovo patto politico? C’è la disponibilità della sinistra a questa ripartenza? Fuori da noi ci chiedono questo.

*segretario provinciale Prc Torino

Torino, 10 settembre 2014

PIEMONTE – LOCATELLI (PRC): CON L’ALTRO PIEMONTE A SINISTRA PER NON FARE DA PORTATORI D’ACQUA A CHIAMPARINO

7 Apr

logo regionali_000_10x10Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Abbiamo insistito molto per fare una lista della sinistra unita oltre che a livello europeo anche a livello piemontese ma purtroppo dobbiamo prendere atto che l’assemblea regionale di Sel ha dato il via libera all’accordo con Chiamparino. Apprendiamo anche che il segretario regionale di Sel, dopo il nulla osta all’accordo, sarà presente al tavolo programmatico di Chiamparino “con alcuni punti programmatici irrinunciabili”. Quanto irrinunciabili lo dimostra il fatto che prima si è deciso per l’accordo, poi di andare ad una discussione programmatica che lascia il tempo che trova.

Sempre il segretario regionale di Sel: “siamo determinanti per evitare le larghe intese in Piemonte”. Diciamo la verità, Sel non determinerà nulla di nulla, né sul piano programmatico né sul piano degli equilibri politici, semplicemente si dispone a fare da portatrice d’acqua. Chiamparino deciderà, come più volte ha avuto modo di dire, a proprio piacimento.

In Piemonte c’è anche una sinistra che coerentemente con lo spirito della lista “L’Altra Europa con Tsipras” si presenta in alternativa allo schieramento liberista di Chiamparino, l’uomo delle banche e dei poteri forti. Questo schieramento di sinistra plurale e di associazionismo, di cui Rifondazione Comunista fa parte, si chiama “L’Altro Piemonte a Sinistra”. Candidato presidente Mauro Filingeri, un lavoratore in mobilità, con all’attivo un percorso da sindacalista, da animatore di comitati pendolari, attuale coordinatore raccolta firme per la lista Tsipras in Valle d’Aosta. L’opposto della candidatura dell’ex presidente della Compagnia San Paolo. Al centro de “L’Altro Piemonte a Sinistra” i temi dell’occupazione, della lotta contro la precarietà, contro le grandi opere, per la difesa dei diritti sociali, della sanità, scuola e trasporto pubblici”.

Torino, 7 aprile 2014

PER UN RIPENSAMENTO NON E’ MAI TROPPO TARDI

25 Mar

_DSC5863Sergio Chiamparino, per la sua campagna elettorale in Piemonte, ha deciso di far affiggere in ogni dove manifesti che lo ritraggono abbracciato con Matteo Renzi. Un immagine che vuole simboleggiare uno stretto sodalizio, una piena condivisione di programmi. Di ambedue sappiamo i programmi: più privatizzazioni, meno diritti dei lavoratori, tagli della spesa pubblica, piena condivisione delle politiche europee in materia di fiscal compact e … tanto illusionismo politico. Com’è possibile che Sel rompa con lo spirito della lista Tsipras, con l’idea che in Piemonte ci sia una sinistra unita per sostenere una figura e una coalizione di segno esattamente contrario? Care/i compagne/i di Sel per un ripensamento non è mai troppo tardi (e.l.)

ELEZIONI PIEMONTE – LOCATELLI E PANERO (PRC): CHIAMPARINO E’ L’OPPOSTO DI TSIPRAS. UNIRE LA SINISTRA PER UN ALTRO PIEMONTE

18 Mar

regioneEzio Locatelli, segretario provinciale Prc Torino e Fabio Panero, segretario regionale Prc Piemonte hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

Abbiamo letto della proposta di Sel di aprire un confronto programmatico con Sergio Chiamparino in vista di un sostegno alla candidatura di quest’ultimo a Presidente del Piemonte. Noi pensiamo che i compagni di Sel stiano sbagliando in tutto e per tutto interlocutore. Chiamparino, appena dimessosi da presidente della fondazione bancaria San Paolo, è la tipica rappresentazione della politica delle “porte girevoli” per la quale i meccanismi del potere funzionano in base ad un interscambio tra mondo delle imprese, della finanza e apparati politici. Il tutto all’insegna del modello neoliberista, di un progressivo abbandono della centralità dell’intervento pubblico a favore di una espansione del mercato e degli interessi privati.

Non ci vuole molta fantasia per capire che la candidatura di Chiamparino, al di là delle operazioni di facciata che lasciano il tempo che trovano, ha una valenza politica programmatica diametralmente opposta alla proposta di Tsipras messa in campo a livello europeo da tutti noi. Per questo ai compagni di Sel rinnoviamo l’invito di non dividere la sinistra a livello regionale per un’operazione che è in rotta di collisione con lo spirito della lista Tsipras. Chi sostiene la lista Tsipras ha il dovere di un minimo di coerenza di indirizzo politico. Per questo è più che mai necessario anche in campo regionale costruire una lista unitaria di sinistra per un’altro Piemonte.

Torino, 18 marzo 2014

Locatelli (Prc) alle compagne e ai compagni di Sel di Torino

7 Mar

Locatelli _TsiprasLocatelli (Prc) alle compagne e ai compagni di Sel di Torino

lettera aperta

Care/i compagne/i
in questi giorni e in queste ore sta crescendo la domanda che alle prossime elezioni regionali del Piemonte le forze di sinistra, le tante forze che in questi anni si sono distinte per le battaglie contro le politiche neoliberiste, di privatizzazione, di devastazione sociale e ambientale, di smantellamento dei diritti del lavoro diano vita ad una lista unitaria in alternativa allo schieramento capeggiato da Sergio Chiamparino  oltre ovviamente allo schieramento di centrodestra. Una domanda che nasce dalla consapevolezza che Sergio Chiamparino, appena dimessosi da Presidente dalla Compagnia San Paolo, rappresenta in tutto e per tutto l’idea di una scelta politica e programmatica, aperta alle forze moderate e di destra (a cominciare da Scelta Civica), che è di garanzia di un blocco di interessi finanziari, imprenditoriali, di poteri forti. Un blocco di interessi che ha nelle liberalizzazioni, nello smantellamento dei servizi pubblici e dei beni comuni, delle grandi opere, nel modello Marchionne di smantellamento dei diritti del lavoro il loro denominatore comune.
Alla vostra richiesta di svolgere primarie di coalizione e di confrontarsi sui programmi il Pd e Chiamparino hanno risposto picche in malo modo. La candidatura e il programma non si toccano, non sono minimamente in discussione. L’unica opzione che vi è stata proposta, è il “prendere o lasciare”. Ora nessuno può fare finta che se questa è l’opzione, “il prendere” per la sinistra ha il solo significato di fare da stampella a una politica che è in rotta di collisione con qualsiasi programma di sinistra. E’ in ragione di ciò che Vi chiediamo di riconsiderare la Vostra scelta di stare in una coalizione con Chiamparino, con forze moderate e di destra relativamente alle elezioni regionali per il Piemonte. Il profilo della proposta di candidatura di Chiamparino è l’esatto contrario del programma e della candidatura di Tsipras per le elezioni europee. A me sembra difficilmente comprensibile e conciliabile che si facciano due scelte così diverse e antitetiche tra di loro, col risultato ancora una volta di dividere invece che unire la sinistra.
Per quanto ci riguarda come Rifondazione Comunista pensiamo che bisogna essere in campo con una proposta di unità e di alternativa, una proposta di sinistra sul modello di quanto si sta costruendo interno alla candidatura di Alexis Tsipras per le elezioni europee. Ci sono le forze e le energie per farlo. Dopo il pronunciamento di realtà provinciali (Torino tra queste) e del Comitato regionale PRC, questo fine settimana il Congresso regionale di Rifondazione penso che sancirà in via definitiva la disponibilità del partito per un percorso di costruzione unitaria di una lista di sinistra per un altro Piemonte, autonoma dallo schieramento moderato e liberista messo in campo da Chiamparino. Alla luce delle novità di queste ore e di questi giorni, delle disponibilità che stanno crescendo, io spero che anche da parte vostra intervenga un ripensamento e una decisione in tal senso. Spero proprio che non perderemo l’occasione di costruire anche per il Piemonte un prospettiva unitaria così come è stato per la lista Tsipras.
Fraterni Saluti.

Ezio Locatelli – segretario provinciale di Torino

Torino, 7 marzo 2014