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Ezio Locatelli (Prc-Se): in piazza l’8 dicembre per dire NoTav e No alle politiche repressive

5 Dic

siamotuttinotavL’8 dicembre in piazza noi ci saremo contro il Tav, le Grandi Opere inutili ma senza farci prendere in giro da un governo che ha già scelto da che parte stare (“sono dalla parte degli imprenditori” dice Conte nella giornata dell’incontro con le associazioni d’impresa Si Tav). Senza farci prendere in giro da forze di governo che dicono tutto e il contrario di tutto. Non è solo Salvini ad essere per il Tav in Valle Susa. Lo stesso Ministro dei Trasporti Toninelli ha dato il via libera alla pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione del tunnel di base facendo solo slittare i tempi. L’intento da parte di tutti è scavallare le prossime elezioni europee e poi  succeda quel che deve succedere, cioè si vada avanti col Tav. Una commedia degli equivoci che va interrotta con la mobilitazione popolare negando qualsiasi delega a forze proteiformi, aperte a tutto e al contrario di tutto. Le stesse forze non si sono fatte scrupoli nell’approvare nuovi dispositivi di repressione e di militarizzazione del territorio, oltre che di discriminazione sociale, degni dei peggiori regimi reazionari. In piazza ritroviamoci in tant@ contro  il Tav voluto dalle forze di centrosinistra e centrodestra, contro le politiche repressive perseguite dal governo in carica.

 

Torino 6 dicembre 2018

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Torino – Locatelli (Prc-Se): Confindustria non la dia a bere. Quella del Tav in Valsusa non è crescita ma speculazione

3 Dic

8 dicembre 2018 notavMistificatorio e anche un po’ ridicolo.  Parlare della Tav Torino Lione come di un investimento per la crescita e lo sviluppo del Paese è come parlare dei cavoli a merenda. Questo è quanto fatto dalle dodici associazioni imprenditoriali che si sono ritrovate oggi a Torino. Fa niente se l’opera oltre che inutile, distruttiva ha costi enormi.  L’importante è farla e chi se ne frega, in questo caso, del debito pubblico! Il motivo di fondo lo spiega bene un rappresentante di una delle associazioni imprenditoriali presenti: “non solo gli appalti e i subappalti del cantiere ma le stesse opere di compensazione possono essere un’occasione di crescita per le imprese”. Più chiari di così non si poteva essere. L’opera s’ha da fare non perché utile, necessaria – c’è già una linea ferroviaria veloce, peraltro sottoutilizzata – ma perché doppiamente conveniente per i costruttori, le imprese, i faccendieri chiamati alla realizzazione dell’opera e, al tempo stesso, alla realizzazione delle opere compensative per i danni causati.

E’ indecente che in un Paese che ha intere aree terremotate, in dissesto idrogeologico, privo di collegamenti decenti, di servizi primari, privo di politiche industriali si continui a pensare la crescita in termini di opere speculative, di profitti privati, di cementificazione del territorio, di riduzione dei diritti del lavoro – un modello obsoleto –  e non sulla base di investimenti in attività ambientalmente e socialmente utili, di produzione di beni collettivi.

Signori della Confindustria smettetela di presentarvi come gli assertori della politica del fare. Come Rifondazione Comunista parteciperemo alla manifestazione No Tav dell’8 dicembre non solo per ribadire la nostra ferma opposizione a un’opera inutile e dannosa ma per chiedere un cambio radicale delle scelte politiche ed economiche, scelte che mettano finalmente al centro l’interesse pubblico e non quello dell’affarismo privato.

 

Torino, 3 dicembre 2018

Locatelli (Prc-Se): gli industriali torinesi intimano: ”nessuno tocchi Appendino”, alla faccia del disastro combinato in Piazza san Carlo

8 Giu

unione industrialeNelle edicole di Torino oggi compare la locandina che riporta i titoli dei principali articoli de La Stampa. Su tutti campeggia l’invito perentorio degli industriali di Torino. ”Nessun processo alla sindaca Appendino”. Dopo il disastro combinato a Piazza San Carlo, i 1527 feriti di cui alcuni ancora gravi, gli industriali scelgono di difendere a spada tratta la sindaca: ”nessun processo e nemmeno un tagliando”. Lo fanno in occasione dell’incontro odierno riservato alle imprese sui progetti di sviluppo della città. Incontro che, a leggere La Stampa, per l’Appendino “è un porto franco, un modo per continuare a giocare le carte della concordia nazionale e di un nuovo sistema Torino”. Un sistema funzionale alle imprese, allo sviluppo immobiliare, alle polarizzazioni commerciali, alle grandi opere, alle privatizzazioni. Come prima, più di prima. Gli industriali sono interessati a questo e non altro. ”Non vogliamo entrare nel merito di quanto successo a Piazza San Carlo”, dicono. E così Appendino, forte del loro sostegno, può pensare di continuare a amministrare la città come se niente fosse. No, così non va bene. Non è solo un problema di insipienza amministrativa, di accertare le responsabilità di quanto accaduto, cosa che chiediamo a viva voce. Il problema è di non farsi prendere per i fondelli da chi, dopo aver detto di voler cambiare tutto, sta dando dimostrazione di non volere cambiare niente, di essere un perfetto ingranaggio del sistema. Di sicuro l’alternativa a Torino è tutta quanta da costruire.

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se

Torino, 8 giugno 2017

Locatelli e Flamini (Prc-Se): Basta frottole sui destini della FCA di Mirafiori e nel resto d’Italia. Serve un piano industriale

28 Mag

Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino e Enrico Flamini, responsabile nazionale lavoro, ambedue della segreteria nazionale Prc-Se hanno rilasciato la seguente dichiarazione sul recente accordo Governo- FCA:

“Siamo ai soliti proclami privi di qualsiasi riscontro. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte e Claudio Calenda, Ministro per lo Sviluppo, sbandierano l’accordo intervenuto in sede governativa in base al quale FCA (ex Fiat)  si impegna a spendere 300 milioni circa in ricerca e innovazione a beneficio di Mirafiori e del centro di ricerca di Orbassano (Torino) nonché dei siti di Pomigliano d’Arco (Napoli) e Trento. A questa cifra si aggiungono 27 milioni di incentivi pubblici generosamente elargiti dal Ministero dello sviluppo (19 milioni) e dalla Regione Piemonte (9 milioni). Gli investimenti dovrebbero essere finalizzati alla progettazione e produzione di motori a trazione elettrica. Questi investimenti, spiega il Ministero in una nota, “confermano la scelta strategica di voler rafforzare FCA in Italia … con ricadute positive per le Regioni e Il Sistema Paese”. Gli fa eco Chiamparino. “è un bel segnale che conferma un’inversione di tendenza”. Parole vuote che prendono ancora una volta in giro lavoratori e cittadini. L’accordo intervenuto non è in grado di garantire nulla di nulla. Intanto l’accordo non prevede alcuna contropartita in termini occupazionali. Detto ciò il rilancio di uno o più centri di ricerca e di innovazione finalizzati alla produzione di nuovi modelli necessiterebbe di cifre ben al di là di quelle prospettate da FCA – la Volkswagen spende 13 miliardi ogni anno in ricerca e sviluppo –  ancor più se finalizzate a ridefinire in tutto o in parte la gamma produttiva degli stabilimenti col lancio di nuovi modelli ibridi. Solo per il lancio di un nuovo modello ibrido servirebbe un investimento di circa un miliardo di euro, una cifra assai lontana da quelle dichiarate da FCA. La verità è che non c’è alcuna inversione di tendenza riguardo a una azienda lasciata in questi anni andare alla deriva, nessuna specificazione di tempi e modi di impiego degli scarsi investimenti previsti, nessun piano industriale. Invece che parlare a vanvera, a giocare il ruolo di comprimari, a  continuare a foraggiare la FCA a fondo perduto, Calenda e Chiamparino farebbero meglio a cambiare registro. Il gioco negoziale sui tempi, le modalità e sui contenuti di un rilancio del sistema produttivo non può essere lasciato, così come finora è stato, nelle mani della direzione di FCA. Occorre un intervento pubblico da parte di governo e enti territoriali che non lasci spazio alle frottole di chi in tutti questi anni ha avuto modo di dimostrare l’assenza di credibilità, ovvero che l’unico scopo era il profitto e non certo la tenuta occupazionale o della capacità progettuale e  produttiva delle aziende presenti a Torino e in Italia.

Torino/Roma 28 maggio 2017

Amministrative Torino – Locatelli (PRC – SE): quello del PD è il gioco dlle tre carte. Basta prendere in giro gli elettori

6 Mag

LogoToInComDEFLa venuta a Torino di Roberto Speranza e di Gianni Cuperlo a sostegno della campagna elettorale di Piero Fassino mi fa pensare al gioco delle tre carte. Dopo aver stretto un’intesa con esponenti della destra –  eclatante l’inciucio di Fassino con Enzo Ghigo ex coordinatore regionale Pdl e ex  governatore del Piemonte – il Pd chiede voti a sinistra, dove per sinistra s’intende la minoranza interna del Pd o liste civetta. La verità è che siamo in presenza di un partito, il Pd, che in materia di privatizzazioni, smantellamento del welfare, grandi opere, di condivisione del modello Marchionne non si discosta molto dalla destra. Allora bisogna smetterla di mischiare le carte, di prendere in giro gli elettori dando copertura, come fa la minoranza interna del Pd, a operazioni politiche che sono speculari a quelle che Renzi porta avanti a livello nazionale. La sinistra torni a fare la sinistra contro politiche liberiste e inciuci vari.  Per questo va fatta una scelta di campo. Per questo alle elezioni comunali va sostenuta la lista “Torino in Comune – La Sinistra”, di cui Rifondazione Comunista fa parte insieme ad altre forze di sinistra e di società civile, a sostegno della candidatura di Giorgio Airaudo a Sindaco.
Torino, 6 maggio 2016

Torino in Comune – Ezio Locatelli (PRC – SE): unita la sinistra torna ad essere una alternativa per le prossime amministrative

23 Apr

LogoToInComDEFC’è un’unica vera novità riguardo alle prossime elezioni amministrative di Torino. Questa novità è rappresentata dall’ampio schieramento di forze di sinistra e di società civile che ha dato vita alla lista “Torino in Comune – La sinistra” a sostegno della candidatura a sindaco di Giorgio Airaudo.  Rifondazione Comunista, al pari di altre forze, fa parte a pieno titolo di questo schieramento unitario, plurale. Per la prima volta la sinistra non è divisa ma unita in una sola lista nell’interesse dei tanti, a cominciare dai ceti meno abbienti, che esprimono una domanda di cambiamento. Con l’assemblea di oggi di presentazione dei candidati delle forze di sinistra parte la campagna elettorale il cui obiettivo è la costruzione di un’alternativa al blocco di potere che ha trasformato Torino in una città sottoposta a interessi di natura privatistica, speculativa, immobiliare. Rispetto agli interessi di pochi vogliamo affermare gli interessi di chi chiede che venga riconosciuto il diritto al lavoro, alla casa, ai servizi sociali. Vogliamo affermare gli interessi di chi meno ha e vuole riconosciuto il diritto a una vita dignitosa. Vogliamo costruire l’alternativa al  centrosinistra di Fassino e ad un centrodestra sempre più somiglianti dal punto di vista programmatico. Questa volta diventa davvero possibile voltare pagina.

Torino, 23.04.2016

Repressione – Locatelli (PRC-SE): a Torino arresti su arresti come al tempo del Regno Sabaudo. E’ ora di voltare pagina

16 Mar

BERRETTO_AGENTE_1Siamo ad un giro di vite giudiziario di sabauda memoria. La Procura di Torino, dopo gli arresti e le misure cautelari disposte ieri nei confronti di otto Notav, ha oggi deciso sei arresti domiciliari e un obbligo di firma a carico di altrettanti studenti in relazione a contestazioni di qualche mese fa rivolte contro gruppi di destra del Fuan e del Mup. Una raffica di provvedimenti a scoppio ritardato, del tutto spropositata,  che sembra avere più una valenza politica che una relazione con l’entità dei fatti. Siamo innanzi a una strategia repressiva quale strategia di risposta e di controllo della piazza e dei momenti di conflitto che sono presenti numerosi in città e sul territorio. Una strategia sbagliata, alimentata da una classe dirigente miope, che disconosce il conflitto. Una strategia che non porta da nessuna parte. Proprio oggi Sergio Chiamparino, in una intervista a sostegno della rielezione a Sindaco di Pietro Fassino a proposito del clima in città sostiene: “non percepiamo un’atmosfera di insoddisfazione, davvero non la sento a nessun livello”. Torino scoppia di contraddizioni e di malessere ma la classe di governo parla d’altro affidandosi alla repressione per sedare le proteste. Proprio come ai tempi del Regno sabaudo. È ora di voltare pagina, di rendere più vivibile e agibile la città.
Ezio Locatelli – segretario provinciale PRC – SE
Torino, 16 marzo 2016