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RIFONDAZIONE COMUNISTA E L’UNITA’ DELLA SINISTRA

2 Lug

150702manifestodi Ezio Locatelli *

Facciamo, per un attimo, un tuffo nel passato. “L’unione fa la forza” scriveva Marx nel 1847 rivolgendosi non solo ai proletari, ai comunisti ma ai gruppi della sinistra borghese nella comune lotta contro la tirannia e l’oppressione della monarchia tedesca. “Bisogna rivolgere tutte le forze contro il nemico comune e non ridursi in frantumi…” scriveva ancora Marx in feroce polemica contro le “battaglie idilliache” aggiungendo che, al di là di volere nell’immediato le stesse cose, – uno stato democratico, di diritto – i comunisti lottano anche per una prospettiva di radicale cambiamento sociale. Ancor oggi, a distanza di tanto tempo, al tempo del finanzcapitalismo, di una inaudita concentrazione di ricchezza di potere nelle mani di pochi, in cui l’oligarchia prende il posto della democrazia, il cambiamento più che mai chiede unità e autonomia. Unità come esigenza, per le forze di cambiamento che sono rimaste, di non farsi ghettizzare, di tornare in campo con la necessaria forza organizzata. Autonomia come necessità, per chi è e continua a dirsi comunista, non solo di condurre una sacrosanta battaglia di resistenza civile e democratica al liberismo, ma per una rinnovata critica del capitalismo e una prospettiva di trasformazione sociale.

Sempre più i governi nazionali si sono trasformati in meri esecutori di un’Europa liberista che punta dritta all’affossamento di tutto il quadro democratico, dei diritti sociali e del lavoro. Guai a chi osa fare diversamente come nel caso del popolo greco e del governo Tsipras. I reprobi devono essere cancellati. Renzi, in Italia, è il degno interprete ed esecutore, dell’operazione di tabula rasa chiesta e imposta dai padroni dell’Europa. Jobs Acts, Italicum, Sblocca Italia, Buona Scuola, questi alcuni dei titoli immaginifici di un’operazione rovinosa contro cui bisogna muovere una massa critica, un contro movimento che abbia una qualche possibilità di incidere. La sproporzione delle forze attualmente in campo è tale che diventa impossibile invertire la tendenza andando avanti in ordine sparso. Da qui il tema cruciale, urgente, dell’unità delle forze sociali e della sinistra sulla base della condivisione di punti programmatici essenziali, unità plurale non invenzione a tavolino di nuovi partiti, come possibilità e condizione stessa per guadagnare un terreno più avanzato di lotta per il cambiamento. Unità, beninteso, da costruire fuori dal recinto della governabilità, dai dettami della politica economica dell’Unione Europea.

Detto ciò pensiamo anche che non basta declamare una volontà, pure necessaria, di ricostruzione di uno spazio sul terreno della rappresentanza politico istituzionale perché questo si inveri. Tanto più in considerazione di un terreno disastrato che non garantisce più partecipazione e decisionalità democratica. In una situazione in cui l’apparato statuale e l’agenda politica sono chiamati ad essere artefici e garanti del capitalismo finanziario e mercantile, non più strumento di tutela e redistribuzione di risorse, cambia radicalmente il compito della sinistra. Un progetto di unità e di cambiamento possono generarsi innanzitutto in rapporto ad una ripresa di lotte e di unità sociale, ad una ripresa di pensiero critico e di pratiche sociali volte a scardinare i fattori di disuguaglianza e di esclusione sociale, i fattori di sfruttamento e spoliazione del lavoro. Il che comporta il rovesciamento del quadro delle priorità circa il momento politico elettorale e il momento sociale. Quest’ultimo, in specie per quanto riguarda Rifondazione Comunista, diventa l’asse portante di un progetto di ricomposizione, nella crisi, delle forze sociali e di sinistra. A scanso di equivoci non si tratta di negare l’intreccio tra dimensione politico elettorale e intervento sociale, quanto di affermare un diverso modo di essere di sinistra, di essere forza di trasformazione che fa della pratica e del conflitto sociale il terreno centrale di risposta al precipitare del Paese in un regime di tipo aziendalistico padronale.

Questo precipitare non ha solo un risvolto negativo, ci ha fatto arrivare a un punto nel quale le implicazioni, a dir poco devastanti, delle scelte di governo cominciano ad apparire più chiare agli occhi di milioni di persone. E’ già accaduto in Grecia, è destinato ad accadere in Italia. Cresce il risentimento sociale e insieme a ciò il numero di coloro che girano le spalle a Renzi e al Pd, alla faccia di quella che era stata dipinta come la marcia trionfale del nuovo che avanza. Un nuovo che si sta rivelando per ciò che è: una colossale montatura giocata contro gli interessi e i diritti della maggioranza dei cittadini, in specie della classe lavoratrice. Questa maggioranza si colloca ormai fuori e contro il sistema politico. Da questo dato macroscopico si può e si deve ricominciare per agire la forza di un contrasto e di una possibile alternativa alle politiche liberiste e di austerità. Vanno superati i particolarismi. Va riempito un vuoto di presenza, se non si vuole regalare la lotta al disagio sociale ai populismi vari né di destra né di sinistra, peggio ancora alla destra leghista e neofascista. Il tempo della ricostruzione sociale e dell’unità della sinistra è ora.

* segreteria nazionale Prc

Torino, 2 luglio 2015

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Locatelli (PRC-SE): Renzi a Torino non lo vogliamo. Meglio che torni a casa!

16 Feb

austeritàRifondazione Comunista-Sinistra Europea aderisce e partecipa alla giornata di mobilitazione del 18 febbraio, indetta contro il governo Renzi a Torino. Il ritrovo sarà alle 14,30 di fronte al Politecnico in concomitanza con la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico al quale presenzierà il Presidente del Consiglio. Per Ezio Locatelli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea “il governo Renzi  è parte organica di una politica di austerità, di smantellamento di fondamentali diritti sociali e del lavoro. Questa politica sta determinando un rapido peggioramento della situazione sociale del Paese. Giusto contestarlo, far crescere una opposizione e una alternativa”. “In Grecia – continua Locatelli –  dopo anni di proteste e mobilitazioni sociali contro una politica di impoverimento sociale, un’alternativa ha preso corpo con la vittoria elettorale di Syriza e la formazione del governo antiliberista di Alexis Tsipras. Un governo impegnato a ridare diritti e dignità al proprio popolo, l’esatto contrario della politica di spoliazione sociale e di privatizzazione dell’interesse pubblico portata avanti da Matteo Renzi. Con la vittoria di Syriza in Grecia si apre anche da noi un varco nel muro dell’austerità. Ciò che è stato possibile in Grecia è possibile anche in Italia. Renzi va smascherato e mandato quanto prima a casa. Per questo scenderemo in piazza con studenti, precari, lavoratori e tutti quelli che nella nostra città si battono per un cambiamento all’insegna del rispetto dei diritti e delle istanze di giustizia sociale”.

Torino, 16 febbraio 2015

Venerdì 13 febbraio con la Grecia per dire no alle politiche di austerità.

12 Feb

kalimera 2Basta con le politiche di austerità e i ricatti criminali della Trojka, dei governi liberisti, della finanza speculativa. Venerdì 13 febbraio, ore 18, tutti in Piazza Castello a Torino a fianco del governo greco di Alexis Tsipras e di tutti i popoli europei in lotta contro le politiche di austerità, di distruzione dei diritti del lavoro, di impoverimento sociale. Rifondazione Comunista, unitamente alle forze che aderiscono alla campagna ” è cambiata la Grecia, cambia l’Europa” invita tutte/i a partecipare al presidio manifestazione di concerto con le tante manifestazioni indette in Italia e in tutta Europa. Syriza, Tsipras con il sostegno del popolo greco, nell’interesse di tutti i popoli europei possono realizzare il cambiamento, battere i poteri forti, le politiche criminali della finanza speculativa a condizione di una mobilitazione ampia. Riprendiamo in mano il nostro destino. Mobilitiamoci, facciamo crescere la lotta contro le politiche di austerità, contro i ricatti della Bce e dei governi liberisti. Vogliamo cambiamento, lavoro, dignità, giustizia sociale!
Ezio Locatelli – segretario provinciale PRC Torino

Ezio Locatelli (PRC) – Intervento a Torinow del 28 gennaio 2015

31 Gen

Mia intervista a Torinow. Temi trattati: Tsipras e la Grecia, la sinistra italiana, la lotta contro le politiche di austerità, l’elezione del Presidente della Repubblica, la lotta No Tav.

Con il trionfo di Syriza la speranza si è messa in cammino in Grecia e in Europa

26 Gen

IMG_3488di Ezio Locatelli*

Stasera il popolo greco, dopo essersi sollevato, ha toccato il cielo con un dito. La vittoria in larga misura di Syriza ha prodotto una sorta di movimento tellurico, entusiasmo all’ennesima potenza in tutta la Grecia, in specie ad Atene dove abbiamo trascorso gli ultimi giorni di campagna elettorale e vissuto l’esplosione di gioia per i risultati elettorali. Con noi 400 compagne e compagni da tutta Italia che hanno aderito alla campagna “cambia la Grecia, cambia l’Europa” che ha dato vita alla brigata Kalimera Tanta era l’attesa e la voglia di cambiamento. Le politiche di austerità, di taglio della spesa sociale, di drastica riduzione dei salari e delle pensioni hanno ridotto il Paese allo stremo, lo hanno portato al limite della sopravvivenza senza produrre alcun risultato dal punto di vista economico, della diminuzione del debito. Ridotta alla fame, senza avere più nulla da perdere, la gente si è ribellata dando man forte ad una forza che ha condotto una battaglia coerente, in un’ottica di alternativa ai governi dell’austerità. Una battaglia condotta da Syriza non solo per via politica o sul piano della ricostruzione del conflitto sociale ma perseguendo politiche di solidarietà, pratiche di mutualismo in risposta ai soggetti sociali colpiti dalla crisi. La credibilità della sinistra greca nasce anche da una fitta rete di strutture autogestite nei quartieri popolari – mense popolari, ambulatori autogestiti, centri dei accoglienza di migranti o persone povere – alcune delle quali abbiamo visitato in questi giorni. “La nostra non è filantropia, carità, la nostra è pratica di solidarietà e di organizzazione delle persone a sostegno di sacrosanti diritti sociali” hanno tenuto a dirci i volontari di questi centri autogestiti. Oggi la Grecia è l’epicentro di un cambiamento storico. Un piccolo Paese si ribella alla dittatura delle banche, della speculazione finanziaria, dei memorandum imposti dalla troika. Una ribellione che può contagiare positivamente altri Paesi, altri popoli. Proprio per questo dobbiamo sapere fin da ora che questi poteri faranno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote del cambiamento che si è aperto. Questa vittoria straordinaria, per produrre risultati sostanziali, andrà sostenuta con una mobilitazione di popolo non solo in Grecia ma in tutta Europa. In special modo, nel nostro Paese, la sinistra antiliberista, oltre a sostenere Syriza, è chiamata ad unirsi per costruire l’opposizione e l’alternativa ai programmi neoliberisti di centrodestra e centrosinistra. Il tempo delle ambiguità è finito una volta per tutte.

Questa mattina rientriamo in Itala da Atene. Splende un sole radioso. Non sarà ancora il sol dell’avvenire ma certamente la speranza si è messa in cammino.

*segretario provinciale Rifondazione Comunista Torino

Atene, 26 gennaio 2015

Pratiche sociali e domanda di cambiamento in Grecia. Le mistificazioni della stampa italiana

24 Gen

KalimeraIeri e oggi ad Atene abbiamo visitato alcune strutture di solidarietà sorte in risposta alla crisi e alle politiche di macelleria sociale portate avanti da un governo piegato ai voleri delle banche e dei poteri forti. Tagli di stipendi e pensioni, precarizzazione del lavoro, disoccupazione, smantellamento del sistema sanitario pubblico e di tutto il sistema di protezione sociale, privatizzazioni selvagge, tutto ciò ha ridotto alla miseria e alla fame milioni di persone. In risposta a questo disastro sociale sono nate, in collegamento con Syriza, decine e decine di iniziative di solidarietà. Noi abbiamo visitato e incontrato i volontari di una mensa popolare, di un ambulatorio e una farmacia autogestita, di un centro per accoglienza di migranti e di persone povere. Uno spaccato delle pratiche mutualistiche perseguite dai compagni e dalle compagne della sinistra greca. Con una precisazione d’obbligo: “noi non facciamo filantropia, facciamo solidarietà – ha tenuto a puntualizzare un compagno volontario – che è una pratica volta all’affermazione di diritti fondamentali. Insieme ad una pratica di solidarietà proponiamo un percorso di lotta e di organizzazione a difesa della dignità delle persone”. In queste parole e pratiche ho ritrovato il lavoro svolto in Italia da alcune federazioni di Rifondazione Comunista (e non solo). Lavoro che va generalizzato, fatto diventare pratica diffusa come una delle risposte alla crisi.

Ultima annotazione. Alcuni giornali italiani oggi aprono con dei titoli demenziali del tipo: “la Grecia minaccia l’Europa. Tsipras non intende mantenere il patto di austerità siglato dai precedenti governi”. Siamo al completo rovesciaatene 01mento della realtà: non è l’Europa che massacra la Grecia ma è la Grecia che ha l’ardire di rivolgersi contro le politiche di austerità e la dittatura delle banche, di volere un piano per il lavoro, per lo sviluppo e i diritti sociali. A lor signori la vittoria elettorale di Syriza fa paura. Temono che i popoli prendano coscienza della possibilità di cambiare i rapporti sociali, di incidere nei rapporti di forza reali. “La speranza avanza” è scritto su uno dei manifesti di Syriza. Domani sera si potrebbe aprire un nuovo capitolo per la Grecia e l’Europa. (e.l.)

Atene, Syriza e l’aria di cambiamento

23 Gen

IMG_3486Qui in Grecia tira davvero aria di cambiamento. Un’aria che potrebbe estendersi in altri paesi d’Europa. Ieri abbiamo partecipato, insieme ad altri compagni italiani ed europei, al comizio di Alexis Tsipras. Un comizio molto partecipato e applaudito in una piazza colorata e in un tripudio di bandiere. Il comizio si è concluso sulle note in italiano di bella ciao. Tanta passione ed emozione di cui c’è bisogno in Grecia, come in Italia e nel resto d’Europa, per costruire il cambiamento.

Oggi con la Brigata Kalimera ci siamo ritrovati al Politecnico di Atene, luogo storico di resistenza e di riscatto contro il vecchio regimIMG_3488e dei colonnelli. Tra le tante scritte alle pareti, una riassume lo spirito della rivolta greca in atto contro le politiche di austerità imposte dalla Troika (FMI, BCE, UE): “non vogliamo più vivere come degli schiavi”. Interessanti gli interventi degli esponenti di Syriza che hanno illustrato il programma sociale a favore delle classi sociali meno abbienti e le pratiche di solidarietà portate avanti nei quartieri popolari flagellati dalle politiche di austerità.

Molto determinati i compagni di Syriza nel dire che su questo programma non faranno passi indietro.

Ed ancora in alcuni interventi: “Queste non sono elezioni solo per la Grecia, ma per tutta l’Europa. Non c’è nessun cambiamento che si possa costruire in un Paese solo”.

Vero. Proprio per questo non basta tifare per la vittoria elettorale di Syriza. Va cambiato un intero sistema. La lotta per il cambiamento entrerà nel vivo dopo la vittoria elettorale di Syriza di domenica sera. (E.L.)

 

Atene, 23 gennaio 2015